sabato 31 gennaio 2009

Base Vicenza, centinaia occupano Dal Molin contro ampliamento

MAPPA DELL'OCCUPAZIONE






ROMA (Reuters) - Alcune centinaia di persone stamattina hanno occupato delle palazzine all'interno dell'aeroporto Dal Molin di Vicenza, dove stanno protestando contro il progetto di ampliamento della base Usa. E' quanto si legge in un comunicato del comitato "No Dal Molin!".
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"L'ingresso all'interno dell'area nella quale gli statunitensi vorrebbero realizzare la nuova installazione è la risposta di quanti si oppongono all'annuncio dell'imminente avvio dei cantieri", dice la nota.

Il comitato ricorda che lo scorso ottobre diverse migliaia di vicentini si espressero in una consultazione popolare contro il progetto di ampliamento della base, chiedendo che quel territorio fosse destinato a usi civili.

"Perseverare nel voler realizzare il progetto significa calpestare la democrazia. Un progetto, tra l'altro, illegittimo e illegale, perché i proponenti si sono rifiutati di accettare la redazione di una rigorosa valutazione di impatto ambientale, strumento di tutela della salute e del territorio imprescindibile".

Nella consultazione "non istituzionale" del 5 ottobre, votarono oltre 17.400 persone, più del 20% degli aventi diritto.

"L'occupazione - continua la nota - proseguirà ad oltranza. Invitiamo tutti coloro che si oppongono alla base a raggiungerci in via S. Antonino; abbiamo rimosso il filo spinato, l'ingresso è libero e, finalmente, questo grande prato verde è parte integrante della città del Palladio. Il futuro è nelle nostre mani: fermarli tocca a noi".






Difendere Vicenza? Yes, we can


[...] L'area che gli statunitensi vorrebbero occupare e militarizzare, dunque, è stata liberata e da oggi, per la prima volta, è accessibile a tutti i cittadini. Nei giorni scorsi, del resto, i No Dal Molin erano stati chiari: se partiranno i lavori non staremo a guardare [...]

Quando le forze dell'ordine si sono ritirate dall'aeroporto, tra i 400 No Dal Molin è partito, spontaneo, l'applauso; una prima, precaria vittoria per la città che, con il cuore prima ancora che con le unghie e con i denti sta difendendo il proprio territorio da quanti vogliono imporle una nuova base militare.

Era iniziato tutto alle 10 di questa mattina; una lunga colonna di auto in Via S. Antonino, donne e uomini che scendono dagli autoveicoli, tagliano le reti e prendono possesso di un'area dell'aeroporto; alcuni vanno sui tetti, altri appendono striscioni e cartelloni. La polizia, in pochi minuti si schiera e intima lo sgombero. Ma non ne hanno il diritto: l'Enac, per bocca della società incaricata della liquidazione, non lo ritiene utile. Le forze dell'ordine si ritirano, mentre i vicentini restano dentro al Dal Molin.

L'area che gli statunitensi vorrebbero occupare e militarizzare, dunque, è stata liberata e da oggi, per la prima volta, è accessibile a tutti i cittadini. Nei giorni scorsi, del resto, i No Dal Molin erano stati chiari: se partiranno i lavori non staremo a guardare. E così è stato: qualche giorno fa Cmc e Ccc, le ditte che hanno vinto l'appalto per il cantiere, avevano iniziato a demolire le strutture esistenti per far posto alle nuove caserme statunitensi; un avvio del cantiere illegale, innanzitutto perché la maggioranza della comunità locale è contraria a questo insediamento, poi perché nessuna Valutazione d'Impatto Ambientale è stata ancora realizzata nonostante la particolarità geologica e idrica dell'area.

Da oggi si apre una nuova fase della mobilitazione contro la nuova base militare statunitense; è quella della determinazione dei vicentini che, ingannati e trattati come sudditi dal commissario Costa e dal Governo, si riprendono la propria terra per difendere il proprio diritto alla parola e, soprattutto, il proprio diritto a costruirsi il futuro della città.

Questa sera all'interno del Dal Molin – ore 18.00 – si terrà la prima assemblea pubblica dei cittadini; domani verrà aperto il parco della pace e realizzato l'ufficio dell'Altrocomune per la Valutazione d'impatto ambientale. Abbiamo messo i piedi all'interno del Dal Molin, simbolo di coloro che vogliono difendere la democrazia e la terra per impedire la costruzione di una nuova base di guerra. Abbiamo riaperto la vicenda dopo che in tanti l'avevano frettolosamente dichiarata chiusa. Difendere Vicenza? Si può fare; perché il futuro è nelle nostre mani: ci hanno impedito di decidere attraverso la consultazione popolare, non potranno impedirci di difendere la nostra città

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