<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631</id><updated>2012-02-16T09:35:49.731+01:00</updated><category term='Armi'/><category term='Libia'/><category term='Palestina'/><category term='movimento'/><category term='Afghanistan'/><category term='Archivio'/><category term='U.S.A.'/><category term='Kurdistan'/><category term='NodalMolin'/><category term='basi militari'/><category term='Iraq'/><category term='ONU/NATO'/><title type='text'>Salento NoWar</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>48</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-359819295926897484</id><published>2011-10-21T20:47:00.002+02:00</published><updated>2011-10-21T20:51:31.570+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><title type='text'>Il linciaggio di Muammar Gheddafi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-GTWAgShnksk/TqG-Z4-Qs0I/AAAAAAAAAU4/AdMX7fpn0q8/s1600/1-3212-eaa79-2-6a283.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-GTWAgShnksk/TqG-Z4-Qs0I/AAAAAAAAAU4/AdMX7fpn0q8/s400/1-3212-eaa79-2-6a283.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666019158208328514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di      &lt;span class="fn"&gt;&lt;span lang="fr"&gt;Thierry Meyssan&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;      &lt;div class="chapo crayon article-chapo-171732 entry-content"&gt;&lt;p&gt;La  morte di Muammar Gheddafi è stata accolta da una esplosione di gioia nei  palazzi dei governi occidentali, in assenza da parte del popolo libico.  Per Thierry Meyssan, questo omicidio militarmente inutile, non è stato  perpetrato dall’Impero solo per dare l’esempio, ma anche per decostruire  la società libica tribale.&lt;/p&gt;&lt;p class="lettrine"&gt;Giovedì,  20 ottobre 2011, alle 13:30 GMT, il Consiglio Nazionale di Transizione  libica ha annunciato la morte di Muammar Gheddafi. Anche se confusi, i  primi elementi suggeriscono che un convoglio di auto abbia tentato di  lasciare Sirte assediata e sia stato bloccato, e in parte distrutto, dai  bombardamenti della NATO. I sopravvissuti avrebbero trovato rifugio in  dei canali. Gheddafi, ferito, sarebbe stato fatto prigioniero catturato  dalla brigata Tigre della tribù di Misurata, che l’avrebbe linciato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il corpo della "Guida" della Grande Jamahiriya Araba Socialista non è  stato conservato nella sua città natale di Sirte, o trasportato a  Tripoli, ma inviato come un trofeo dai misuratini nella loro città  eponima.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La tribù di Misurata, che è stata a lungo riluttante a scegliere il  suo campo, ed è praticamente assente dal CNT, alla fine investì Tripoli  dopo i bombardamenti della NATO, e linciato Muammar Gheddafi dopo il  bombardamento del suo convoglio da parte della NATO. Ha anche  trasportato il suo corpo nella sua città per celebrare il suo trionfo. A  luglio, la "Guida" avrebbe maledetto i misuratini, spingendoli ad  unirsi a Istanbul e a Tel Aviv, facendo allusione al fatto che la loro  tribù discende da ebrei turchi convertiti all’Islam.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un diluvio di commenti preparati in anticipo è stato immediatamente  trasmesso dai media atlantisti, per demonizzare Muammar Gheddafi, e  così, far dimenticare le condizioni barbare della sua morte.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I principali leader della coalizione hanno salutato la morte del loro  nemico, come la fine dell’"Operazione Unified Protector". In tal modo,  implicitamente ammettono che non si trattava di attuare la risoluzione  1973 del Consiglio di sicurezza, ma di rovesciare un sistema politico e  di uccidere il leader, anche se l’assassinio di un capo di Stato al  potere è vietato dal diritto statunitense ed è universalmente  condannato.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Inoltre, il linciaggio di Muammar Gheddafi dimostra la volontà della  NATO di non rinviarlo alla Corte penale internazionale, che non sarebbe  stata più in grado di condannarlo per crimini contro l’umanità, come il  Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia non ha potuto  dimostrare la colpevolezza di Slobodan Milosevic, nonostante due anni di  processi.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nel torrente di mota versato dai media atlantisti per infangarne la  memoria, si riciclano le false accuse, che dimostrano al contrario che  questi media avevano a disposizione pochi elementi autenticamente  utilizzabili a suo carico.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Arriva, così, il caso dell’attentato contro la discoteca La Belle a  Berlino (5 aprile 1986, tre morti), precedentemente utilizzato come  pretesto da parte dell’amministrazione Reagan, per bombardare il suo  palazzo e uccidere la figlia (14 aprile 1986, almeno 50 morti).  All’epoca, il procuratore tedesco Detlev Mehlis (quella che truccherà,  due decenni più tardi, l’indagine sull’assassinio di Rafik al-Hariri)  invocò la testimonianza di Mushad Eter per accusare un diplomatico  libico e il suo complice, Mohammed Amairi. Tuttavia, la televisione  tedesca ZDF ha poi scoperto che Mushad Eter era un falso testimone, e un  vero e proprio agente della CIA, mentre il bombarolo Mohammed Aamiri  era un agente del Mossad [&lt;a href="http://www.voltairenet.org/Il-linciaggio-di-Muammar-Gheddafi#nb1" class="spip_note" rel="footnote" title="Inchiesta della rivista Front, trasmesso da ZDF il 28 Agosto (...)" id="nh1"&gt;1&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Oppure il caso dell’attentato di Lockerbie (21 dicembre 1988, 270  morti): gli investigatori identificarono il proprietario della valigia  contenente la bomba e il timer, sulla base della testimonianza del  negoziante maltese che ha venduto dei pantaloni che si trovavano nella  valigia con la bomba. La giustizia scozzese poi ha accusato due agenti  libici, Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi e al-Amin Khalifa Fhimah, e il  Consiglio di Sicurezza adottò le sanzioni contro la Libia. In  definitiva, per fare togliere le sanzioni sollevato, la Libia aveva  accettato di estradare i due agenti (il primo è stato condannato  all’ergastolo, il secondo è stato assolto) e a pagare 2,7 miliardi di  dollari di risarcimento, mentre continuava a proclamare la sua completa  innocenza. In definitiva, nell’agosto del 2005, uno dei magistrati  scozzesi ha dichiarato che la principale delle prove, il timer, era  stata depositata sulla scena da un agente della CIA. Poi l’esperto che  ha analizzato il timer per conto del tribunale, ammise di averlo  prodotto prima che la CIA lo depositasse sul sito. Infine, il negoziante  maltese ha ammesso di essere stato pagato 2 milioni di dollari per la  falsa testimonianza. Le autorità scozzesi decisero di rivedere il caso,  ma la salute di Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi non lo permetteva.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La campagna di disinformazione in corso comprende anche una sezione  sullo stile di vita del defunto, descritto come sontuoso e la quantità  faraonica della sua fortuna nascosta. Ma tutti coloro che si sono  avvicinati a Muammar Gheddafi, o semplicemente coloro che hanno visitato  la sua casa di famiglia e la sua residenza dopo il bombardamento, sono  in grado di attestare che viveva in un ambiente simile a quello della  borghesia del suo paese, lontano dagli sfarzi volgari del Ministro della  Pianificazione, Mahmoud Jibril. Allo stesso modo, nessuno degli Stati  che cercano da mesi le fortune nascoste di Gheddafi, è stato capace di  trovarle. Tutte le somme significative sequestrate appartenevano al  governo libico e non alla "Guida".&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Al contrario, i media non menzionano l’unico mandato di cattura  internazionale emesso dall’Interpol atlantista contro Muammar Gheddafi,  prima dell’offensiva della NATO. Era stato accusato dalla giustizia  libanese di avere eliminato l’Imam Moussa Sadr e i suoi accompagnatori  (1978). Questa omissione è dovuta al fatto che il rapimento fu  sponsorizzato dagli Stati Uniti, che volevano eliminare l’imam sciita,  prima di lasciare che l’ayatollah Ruhollah Khomeini tornasse in Iran,  per timore che Sadr estendesse in Libano l’influenza del rivoluzionario  iraniano.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I media atlantisti non menzionano né le critiche che organizzazioni  della resistenza antimperialista, e che noi stessi avevamo formulato  contro Muammar Gheddafi: i suoi ricorrenti compromessi con Israele.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Da parte mia, posso attestare che, fino alla Battaglia di Tripoli, la  "Guida" ha negoziato con gli inviati di Israele, nella speranza di  acquisire la protezione da Tel Aviv. Devo anche dire che, nonostante le  mie critiche alla sua politica internazionale, e la documentazione  completa a questo proposito che la DCRI francese gli ha gentilmente  messo a disposizione su di me, a luglio, nella speranza di farmi  arrestare, Muammar Gheddafi mi ha dato la sua fiducia e mi ha chiesto di  aiutare il suo paese nel far valere i propri diritti presso le Nazioni  Unite [&lt;a href="http://www.voltairenet.org/Il-linciaggio-di-Muammar-Gheddafi#nb2" class="spip_note" rel="footnote" title="Che ho fatto come attivista, senza alcun compenso. NdA" id="nh2"&gt;2&lt;/a&gt;], un comportamento assai lontano da quello di un tiranno.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;I media atlantisti non hanno più citato le ingerenze della Libia  nella vita politica francese, che ho condannato, compreso il  finanziamento illegale delle campagne elettorali presidenziali di  Nicolas Sarkozy e di Ségolène Royal. La "Guida" aveva infatti  autorizzato suo cognato Abdallah Senoussi a corrompere i due principali  candidati, in cambio della promessa di un’amnistia o di fare pressioni  sulla giustizia per chiudere il suo dossier penale francese [&lt;a href="http://www.voltairenet.org/Il-linciaggio-di-Muammar-Gheddafi#nb3" class="spip_note" rel="footnote" title="Abdallah Senussi era stato condannato in contumacia in Francia per l’attacco (...)" id="nh3"&gt;3&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Soprattutto, i media atlantisti non fanno menzione dell’opera  principale della "Guida": il rovesciamento della monarchia fantoccio  imposta dagli anglosassoni, la rimozione delle truppe straniere, la  nazionalizzazione degli idrocarburi, la costruzione del Man Made River  (l’opera di irrigazione più importante del mondo), la ridistribuzione  dei profitti del petrolio (ha fatto di uno dei paesi più poveri del  mondo, il più ricco in Africa), l’asilo generoso ai rifugiati  palestinesi e l’aiuto allo sviluppo senza precedenti del Terzo Mondo  (l’aiuto allo sviluppo libico era più importante di quello di tutti gli  stati del G20 messi insieme).&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La morte di Muammar Gheddafi non cambierà nulla a livello  internazionale. L’evento importante è stata la caduta di Tripoli,  bombardata e catturata dalla NATO, certamente il peggiore dei crimini di  guerra di questo secolo, seguita dall’ingresso della tribù di Misurata  per controllare la capitale. Nelle settimane prima della Battaglia di  Tripoli, la stragrande maggioranza dei libici è stata coinvolta, Venerdì  dopo Venerdì, in manifestazioni anti-NATO, anti-CNT e pro-Gheddafi. Ora  il paese è distrutto ed è governato dalla NATO e dalle sue marionette  del CNT.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La morte della Guida avrà per contro un effetto traumatico durevole  sulla società libica tribale. Uccidendo il leader, la NATO ha distrutto  l’incarnazione del principio di autorità. Ci vorranno anni e molta  violenza prima che un nuovo leader sia riconosciuto da tutte le tribù o  che il sistema tribale sia sostituito da un’altra forma di  organizzazione sociale. In questo senso, la morte di Muammar Gheddafi ha  aperto un periodo di somalizzazione o irachizzazione della Libia.&lt;/p&gt;        &lt;div style="margin-top:7px; margin-bottom:10px;  text-align: right;"&gt;    &lt;a href="http://www.voltairenet.org/_Thierry-Meyssan_?lang=it" class="titre_serif_3"&gt;&lt;span lang="fr"&gt;Thierry Meyssan&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  &lt;/div&gt;Traduzione di Alessandro Lattanzio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DA: &lt;a href="http://www.voltairenet.org/Il-linciaggio-di-Muammar-Gheddafi"&gt; www.voltairenet.org&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-359819295926897484?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.voltairenet.org/Il-linciaggio-di-Muammar-Gheddafi' title='Il linciaggio di Muammar Gheddafi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/359819295926897484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=359819295926897484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/359819295926897484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/359819295926897484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2011/10/il-linciaggio-di-muammar-gheddafi.html' title='Il linciaggio di Muammar Gheddafi'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-GTWAgShnksk/TqG-Z4-Qs0I/AAAAAAAAAU4/AdMX7fpn0q8/s72-c/1-3212-eaa79-2-6a283.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-3080633879151531018</id><published>2011-10-21T20:42:00.001+02:00</published><updated>2011-10-21T20:44:53.397+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><title type='text'>La nuova Libia</title><content type='html'>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="contentheading" width="100%"&gt;di M. Correggia         &lt;/td&gt;        &lt;td class="buttonheading" align="right" width="100%"&gt;     &lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index2.php?option=com_content&amp;amp;do_pdf=1&amp;amp;id=880" target="_blank" title="PDF"&gt;      &lt;img src="http://www.disarmiamoli.org/images/M_images/pdf_button.png" alt="PDF" name="PDF" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/td&gt;        &lt;td class="buttonheading" align="right" width="100%"&gt;      &lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=880&amp;amp;pop=1&amp;amp;page=0&amp;amp;Itemid=100" target="_blank" title="Stampa"&gt;       &lt;img src="http://www.disarmiamoli.org/images/M_images/printButton.png" alt="Stampa" name="Stampa" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;     &lt;/td&gt;        &lt;td class="buttonheading" align="right" width="100%"&gt;     &lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=emailform&amp;amp;id=880&amp;amp;itemid=100" target="_blank" title="E-mail"&gt;      &lt;img src="http://www.disarmiamoli.org/images/M_images/emailButton.png" alt="E-mail" name="E-mail" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;                     &lt;p&gt;Libia. MACELLAZIONI FINALI, CARNEFICI (NATO-CNT), PLAUDENTI (BAN KI MOON, NAPOLITANO, UE…) E ASTENUTI&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Marinella Correggia, 21 ottobre 2011) &lt;/p&gt;&lt;p&gt; 1.    Ecco la nuova Libia di Napolitano, di Ban Ki Moon, di Barroso e di  tutti gli altri che hanno espresso oggi soddisfazione. Eccola in questo  video atroce: fra tante altre immagini che invece erano montaggi &lt;a href="http://www.blogger.com/%28http://www.youtube.com/watch?v=75YhFScM5sU&amp;amp;feature=share&amp;amp;skipcontrinter=1%29"&gt; (http://www.youtube.com/watch?v=75YhFScM5sU&amp;amp;feature=share&amp;amp;skipcontrinter=1)&lt;/a&gt;  riprende un essere umano gravemente ferito, strattonato, circondato  dalle blasfeme urla “allah u akbar” che accompagnano le esecuzioni di Al  Qaeda, in Iraq come in Libia (da mesi ormai), come altrove.  Macellazione: il termine è appropriato, perché il sangue scorre, le urla  di soddisfazione degli esecutori si levano come gli onnipresenti colpi  di fucile, e l’indifferenza per le sofferenze dei viventi scannati è la  stessa che c’è nei macelli per animali. Del resto, ricordate che in  Iraq, i militari americani dicevano ridacchiando di aver fatto il tiro  al piccione con i soldati iracheni? In Libia, Nato e i suoi alleati del  Cnt hanno fatto tabula rasa di molti civili e di moltissimi lealisti; e  dire che avrebbero dovuto limitarsi a far rispettare la no-fly zone e a  proteggere i civili se minacciati. Chi minacciava in civili in genere (e  tanto più nel caso delle città assediate da fine agosto)?  Le truppe  armate del Cnt. Alleate e protette dalla Nato come se fossero civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.    Allucinante, un assassinio ordinato o compiuto direttamente dalla Nato  dai paesi “democratici”. Dai paesi consumisti e militaristi, anche  durante la crisi. Allucinante ma non per Ban Ki Moon, per il quale  questa giornata è “storica” per la Libia. Ban Ki Moon è il segretario  generale delle Nazioni Unite!! Lo stesso che non ha speso un parola su  questa guerra, nemmeno sui civili di Sirte assediati e uccisi (e  immaginarsi se può provare pietà per i soldati libici sui quali la nato  ha fatto il tiro al tacchino. E Napolitano? Anche lui contento.  Napolitano è il presidente della Repubblica italiana: ci rappresenta  davvero questo guerrafondaio capo (il più accanito di tutti, a parlare  di “iniziativa umanitaria”)? E i capi dell’Unione Europea che si  compiacciono della nuova era? Ci rappresentano? Forse sì. Questo è  l’”orrore su cui si fonda il consumismo” (frase di un’amica); sì, anche  in tempi di crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.   Oggi 20 ottobre vicino a Bani Walid è  stato assassinato anche Sheik Ali, ottant’anni, capo tribale della tribù  Warfalla. Uomo di pace, non aveva in casa nemmeno un fucile da caccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.    Non si è risparmiato nulla ai perdenti, per ridicolizzarli meglio. Un  pro-Cnt (di quelli che senza la Nato non avrebbero fatto un passo)  mostra la “pistola d’oro” che avrebbero trovato nelle tasche di  Gheddafi! E poi naturalmente, dove l’hanno trovato ferito (è poi “morto  in custodia”)? Saddam lo pescarono, barbone, in una buca, per avviarlo  subito alla forca. Gheddafi, dicono, si era rifugiato ferito in un tubo  di cemento sporgente dalla sabbia. Così hanno cercato di annullare il  fatto che sia rimasto fino all’ultimo nel luogo della Libia più  pericoloso, Sirte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.   E’ stata la Nato a colpirlo? Ecco cosa  dice il colonnello Lavoie in una di quelle dichiarazioni che a leggerle  rivelerebbero altrettanti crimini di guerra o violazioni della  risoluzione 1973 (alla quale la Nato ha continuato ad aggrapparsi):  “aerei della Nato hanno colpito due veicoli militari pro-Gheddafi che  facevano parte di un gruppo di veicoli militari che manovravano vicino a  Sirte”. Allora ho chiesto all’ufficio stampa della Nato (  &lt;a href="mailto:cjtfuppress@jfcnp.nato.int"&gt;cjtfuppress@jfcnp.nato.int&lt;/a&gt;):   come mai avete colpito quei veicoli?”. Loro, coda di paglia, si  lanciano in una excusatio non petita: “La Nato li ha colpiti perché  erano una minaccia per i civili. La Nato non prende di mira individui  specifici”.  Allora ho risposto: “Non vi ho chiesto quale obiettivo  specifico fosse quello. Ma in che modo minacciavano i civili? Dov’erano i  civili minacciati?”. Allora hanno fatto rispondere a Lavoie: “given the  nature of their conduct these armed vehicles continued to represent a  threat towards civilians”. “Data la natura del loro comportamento, erano  una minaccia. I combattimenti sono continuati fino alla caduta di  Sirte”. Il tirapiedi di Lavoie aggiunge che non può aggiungere altro. Ma  è chiarissimo: visto che Lavoie si riferisce ai combattimenti,  significa che gli unici civili che la Nato ha voluto proteggere sin  fall’inizio del resto, erano gli armati del Cnt. Ma ciò è illegale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6.   Dunque quando si farà un processo alla Nato sarà sempre troppo tardi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;7.    E qui, gli occidentali – anche i “movimenti” - che sanno tutto (ma  anche là, gli arabi addormentati da Al Jazeera), che hanno fatto? Non ha  indignato quasi nessuno, nemmeno gli indignati, il macello che dura  dall’inizio delle bombe (già: prima, i famosi 10mila o seimila morti  erano stati un’invenzione. Lo hanno dichiarato gli stessi che l’avevano  denunciato all’Onu…). Forse perché qui è dal 1945 che il cielo non  ammazza di bombe e molti difettano di immaginazione. Adesso diranno: “Eh  però era meglio processarlo…”. Siamo democratici e civili, noi gli  altri li processiamo gli altri (noi stessi mai). Ammazziamo solo con le  bombe e la rapina economica ed ecologica. Di cui le guerre come questa  sono conseguenza e causa. Ma come mai non se ne rendono conto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marinella Correggia&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-3080633879151531018?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=880&amp;Itemid=100' title='La nuova Libia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/3080633879151531018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=3080633879151531018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3080633879151531018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3080633879151531018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2011/10/la-nuova-libia.html' title='La nuova Libia'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2424759916171450582</id><published>2011-09-30T00:00:00.004+02:00</published><updated>2011-10-21T21:25:22.892+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archivio'/><title type='text'>Vinta  la causa per Punta Palascia (Otranto)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-SZVkDASHpD0/TqHCDjf9KzI/AAAAAAAAAVE/naduw0JGFWI/s1600/1_SANY0139.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZVkDASHpD0/TqHCDjf9KzI/AAAAAAAAAVE/naduw0JGFWI/s400/1_SANY0139.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666023172533463858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 class="western"&gt;30/9/2011&lt;/h2&gt; &lt;h2 style="color: rgb(255, 204, 0);" class="western" align="CENTER"&gt;Ultim’ora!&lt;/h2&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 204, 0);"&gt;&lt;strong&gt;Grazie alla segnalazione degli amici del gruppo ForumAmbiente Salute apprendiamo che è stata vinta la causa pendente presso il TAR di Lecce contro &lt;a href="http://salentonowar.blogspot.com/2008/09/giu-le-mani-da-punta-palascia.html"&gt;l’ampliamento della base di PUNTA PALACIA&lt;/a&gt;, ad Otranto&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Ieri il TAR di Lecce ha accolto il ricorso contro gli atti del Ministero della Difesa per l’ampliamento e ristrutturazione della base militare di Punta Palascìa. Il ricorso era stato presentato il 28/11/2007 dal &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Comitato Giù le mani da Punta Palascìa&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per altre notizie:&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.sudnews.it/notizia/38850.html"&gt;http://www.sudnews.it/notizia/38850.html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;OTRANTO - Una “vittoria piena”: è questo il giudizio dei ricorrenti, usciti vincitori dalla delicata battaglia legale sul futuro di Punta Palascia, l’estremo lembo orientale nel parco costiero Otranto-Santa Maria di Leuca, a lungo minacciato da un progetto della marina militare, che prevedeva l’ampliamento della base preesistente e l’installazione di una o due torri per il controllo dei traffici in mare. Alla luce del responso del Tar Lecce, che ha dato ragione ai ricorrenti, bloccando di fatto il progetto del Ministero della Difesa, tra i membri del comitato “Giù le mani da Palascia”, tra i Giuristi Democratici di Lecce e i tanti cittadini che hanno preso parte alla campagna di tutela del sito, c’è grande euforia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già da ieri sera, avevano preso il via i festeggiamenti per brindare all’importante risultato, in piazza Castromediano a Lecce, ma l’euforia è stata protagonista anche a Bari, dove si è conclusa da poco la conferenza stampa, che ha chiarito i termini della sentenza e del successo legale. In buona sostanza, i giudici amministrativi hanno dato ragione ai comitati per tre ragioni sostanziali: innanzitutto, si è chiarita una questione che aveva a lungo fatto contendere le parti, ossia che le associazioni, pur non essendo soggetti autorizzati ex lege a ricorsi di questo tipo, avevano legittimazione a propinare la causa di Palascia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Importante la precisazione che anche le opere militari non risultano esenti dalle prescrizioni legislative poste a tutela del paesaggio: in tal caso, il Ministero della Difesa avrebbe dovuto chiedere ed ottenere le necessarie autorizzazioni come normalmente avviene per altri soggetti. Infine, la questione principe, ossia le ragioni di stato, quella della sicurezza non sono superiori a quelle della tutela ambientale, ma paritetiche: in buona sostanza, l’ambiente e la sua difesa è un diritto costituzionalmente riconosciuto alla pari del principio della difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal comitato, sono consapevoli che questo risultato, pur nella sua straordinaria evoluzione, potrebbe non essere definitivo, in quanto si ritiene molto probabile un ricorso da parte del Ministero al Consiglio di Stato. “Tuttavia – precisa l’avvocato Valentina Stamerra, tra le figure protagoniste di questo successo - è una grande vittoria dei cittadini e della buona prassi amministrativa, di tutti quegli enti che ci hanno sostenuto ed affiancato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre dal comitato fanne sapere dell’intenzione di organizzare per sabato prossimo, presso le Orte, ad Otranto, una grande festa, con il coinvolgimento del comitato a difesa di Porto Miggiano e di quello che si sta impegnando contro il radar a Gagliano del Capo. Un modo per unire le forze e fare rete.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;(venerdì 30 settembre 2011)&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;a href="http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30248"&gt;LeccePrima.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;a href="http://salentonowar.blogspot.com/2008/09/giu-le-mani-da-punta-palascia.html"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 102);"&gt;LA SENTENZA DEL TAR&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.sudnews.it/notizia/38850.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 102);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.sudnews.it/notizia/38850.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 102);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2424759916171450582?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2424759916171450582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2424759916171450582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2424759916171450582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2424759916171450582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2011/09/vinta-la-causa-per-punta-palascia.html' title='Vinta  la causa per Punta Palascia (Otranto)'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-SZVkDASHpD0/TqHCDjf9KzI/AAAAAAAAAVE/naduw0JGFWI/s72-c/1_SANY0139.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-8584436211732845783</id><published>2010-12-17T20:14:00.001+01:00</published><updated>2010-12-17T20:17:14.226+01:00</updated><title type='text'>Le scomode verità sull'utilità degli investimenti per la Difesa</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.peacelink.it/disarmo/a/32083.html"&gt;PeaceLink&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;del 9 luglio 2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segretario della difesa degli Stati Uniti Robert Gates ha più volte dichiarato che dal 9/11 il bilancio del Pentagono è quasi raddoppiato senza contare il costo sostenuto per le guerre in Iraq e Afghanistan. Le spese generali da sole rappresentano circa il 40 per cento del bilancio del Dipartimento della Difesa. Bisogna tagliare da qualche parte se si vuole spendere sui programmi di ammodernamento.&lt;br /&gt;"Per cominciare, dovremmo eliminare alcune delle più di 650 basi militari USA all'estero e riallineare altre", ridurre l'impatto ambientale delle strutture militari con un risparmio energetico a lungo termine, sostenere il piano del Dipartimento della Difesa che prevede la sotituzione degli appaltatori con dipendenti pubblici a tempo pieno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia comincia a sentire la nuova ventata che arriva dal DoD ma non certo per la chiusura delle basi. Non poteva non saperlo. L'Italia sa bene quale sia l'impatto ambientale delle basi militari USA, sa bene cosa vuol dire tenersi le bombe nucleari sul proprio territorio, sa bene quali siano i fondamenti della strategia delle basi come presenza sul territorio, pressione politica, penetrazione economica e schieramento avanzato per le proiezioni di forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sa ma si meraviglia quando si licenziano i lavoratori civili italiani impiegati nelle basi&lt;br /&gt;http://www.stripes.com/news/europe/mediterranean/italian-workers-protest-job-cuts-on-bases-1.110279&lt;br /&gt;(vedere anche articolo del Manifesto BASE USA DI AVIANO Italiani in sciopero: "Americani assunti al posto nostro"), lo sa e non si interroga sul significato del ricevimento da parte della base di Aviano del marchio di qualità Energy Star, marchio ottenuto grazie ai valori di risparmio energetico da parte dell'ospedale della base&lt;br /&gt;USAF che ha fatto risparmiare agli USA 150.000 dollari, e che aumenterà con l'avvio di una costruzione di un impianto geotermico che consente di ricavare energie rinnovabili sfruttando la temperatura terrestre. http://www.aviano.af.mil/news/story.asp?id=123182692&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia lo sa ma continua a tenersi le basi miliari per favorire una economia di guerra, dalla produzione di inutili nuovi caccia (JSF) all'appalto a imprese costruzione (la cui moralità è pari alla corruzione come nel caso della Maltauro di Vicenza) per l'ampliamento delle basi e degli stabilimenti di manutenzione, e dulcis in fundo&lt;br /&gt;taglia gli incentivi per il diffondersi dell'energia rinnovabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 luglio 2010 presso Palazzo Montecitorio la Camera dei Deputati ha continuato la discussione sulle mozioni presentate da alcuni ministri a proposito delle risorse da destinare al settore della Difesa, contemporaneamente a Palazzo del Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Belusconi e il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Vincenzo Camporini, ha presieduto una riunione del Consiglio supremo di difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mozioni, che si possono leggere nel sito della Camera http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/odg/cam/allegati/20100707.htm , esprimono la necessità di razionalizzare la spesa pubblica destinata al settore della difesa in relazione alla crisi economica e finanziaria internazionale compresa quella italiana.&lt;br /&gt;Considerando che il governo ha deciso il rifinanziamento delle missioni internazionali (l'anno scorso si è speso circa 600 milioni) che costerà circa 750 milioni di euro http://gazzette.comune.jesi.an.it/2010/156/1.htm , non si capisce ancora come Camera e Senato intenderanno adeguarsi a quanto il Consiglio supremo di difesa ha deliberato.&lt;br /&gt;Il CSD ha considerato la possibilità di eliminare duplicazioni di spesa nel quadro delle prospettive del settore sicurezza e difesa dell'Unione Europea. http://www.corrispondenti.net/external_link.html?http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&amp;key=10460&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può non rilevare che mentre la nuova manovra finanziaria 2010 non fa nulla per incentivare uno sviluppo sostenibile (rivoluzione energetica), nulla per i redditi più bassi e nulla per i precari (figura dominante del mercato del lavoro), il governo italiano si mostra ancora una volta incapace di prendere decisioni importanti.&lt;br /&gt;Diversamente in altri paesi europei la posizione è netta e precisa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Olanda il 20 maggio 2010 il parlamento ha votato la cancellazione dell'ordine per il primo F-35 Joint Strike Fighter e la cessazione della partecipazione olandese nel programma Initial Operational Test. Il leader laburista Job Cohen ha dichiarato che i fondi necessari per acquisire questi costosi caccia possono essere meglio utilizzati per altre questioni : http://ericpalmer.wordpress.com/2010/06/07/dutch-labour-leader-cohen-wait-with-f-35-jsf/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Germania gli esperti del ministero della Difesa hanno redatto una lista che indica come risparmiare 9,5 miliardi di euro a lungo termine, rinunciando ad armi e a materiale bellico: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE66604P20100707&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ravvisando l’incapacità del pensiero politico italiano di elaborare una cultura e una politica indipendente, viceversa D'Alema è stato lodato per questo da il Sole 24ore "il D'Alema odierno è lungimirante e capace di dire scomode verità sull'utilità degli investimenti per la Difesa http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-07-06/dalema-rompe-conformismo-080747.shtml?uuid=AYxRyR5B, si fa notare che lo stesso Generale James Mattis comandante del Joint Forces Command, ha dichiarato che la dipendenza dalla tecnologia è pericolosa manifestando così un contrasto con i guru della integrazione net-centrica, e che è ora di finirla con la leggenda per cui la ricerca militare sia finanziata dal complesso militare-industriale e abbia ricadute sul civile. Non corrisponde al vero: non c'è programma militare che non sia finanziato dallo Stato cioè con soldi pubblici, e la ricerca pubblica nel settore civile ha solo bisogno di essere finanziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa accade con il JSF statunitense? Lo Stato italiano ha già finanziato con 1 miliardo le fasi di sviluppo a cui ha aderito, e l'US Government Accountability Office (GAO) è più che preoccupato per l'alto costo raggiunto da questo programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma entriamo nel merito della ricerca. Nel documento "Le sfide internazionali che hanno segnato la storia della robotica veicolare" si legge che "i ricercatori iniziarono a considerare lo sviluppo di veicoli terrestri senza conducente (o UGV, Unmanned Ground Vehicles) negli anni ’60, nonostante la tecnologia a quei tempi non fosse ancora matura; fu solo a metà degli anni ’80 che il settore militare sviluppò un UGV prototipo pensato per aiutare ad automatizzare la loro flotta terrestre. Alla fine degli anni ’80 iniziò l’interesse della ricerca nel settore civile, dopo che i governi di tutto il mondo ebbero lanciato i loro primi progetti. Alla fine degli anni ’90, dopo lo sviluppo ed i test su strada dei primi veicoli autonomi, si inserì anche l’industria automobilistica. In tutto il mondo i ministeri dei trasporti erano coinvolti&lt;br /&gt;in obiettivi sociali, economici ed ambientali destinati a migliorare l’efficienza dei consumi di carburante e rete di comunicazione viaria oltre alla qualità della vita. Meno di 10 anni fa il successo degli ADAS nell’industria automobilistica indusse i militari a riconsiderare gli obiettivi di automazione della loro flotta terrestre".&lt;br /&gt;http://erc.europa.eu/pdf/PressRelease_Vislab_AlbertoBroggiAAAS_%20IT-EN.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si fa notare che lo Stato italiano non solo continua a tagliare la Sanità pubblica (non la corruzione evidente in tutti i settori pubblici e privati) ma disincentiva qualsiasi progetto di industrializzazione derivante dalla ricerca civile. Fra le tante attività di ricerca che nulla hanno a che fare con il militare ma che tanto danno all'Italia, c'è un esempio che può valere per tutti.&lt;br /&gt;Clarbruno Vedruccio Candidato al Nobel per la Medicina 2011 per aver inventato il Trimprob per la diagnosi dei tumori "solidi".&lt;br /&gt;http://clarbrunonobel.blogspot.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-8584436211732845783?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.peacelink.it/disarmo/a/32083.html' title='Le scomode verità sull&apos;utilità degli investimenti per la Difesa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/8584436211732845783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=8584436211732845783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8584436211732845783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8584436211732845783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/12/le-scomode-verita-sullutilita-degli.html' title='Le scomode verità sull&apos;utilità degli investimenti per la Difesa'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-7278482954821938942</id><published>2010-09-22T21:14:00.001+02:00</published><updated>2010-09-22T21:22:45.615+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NodalMolin'/><title type='text'>No Dal Molin: esperienza negativa e sconfitta da cui imparare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJpXcbIJiGI/AAAAAAAAAUk/Gr11yw2ufr0/s1600/1427_a1993.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJpXcbIJiGI/AAAAAAAAAUk/Gr11yw2ufr0/s400/1427_a1993.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519820439125854306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;No Dal Molin : una esperienza negativa ed una sconfitta da cui imparare per le future mobilitazioni contro la militarizzazione dei territori e la guerra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’articolo di Giulio Todescan sul numero di Carta del 3/9 settembre 2010, che illustra l’organizzazione del quarto anno del festival autogestito del presidio permanente No Dal Molin, ci sono due passaggi in rilievo che evidenziano i risultati ottenuti dalla mobilitazione di questi anni contro la costruzione della nuova base Usa a Vicenza: la realizzazione del Parco della Pace in un’area che il governo ha sdemanializzato a ‘mo di compensazione, e un ricco “capitale sociale” fatto di nuove relazioni tra singoli,associazioni,gruppi che preannuncia un  certo fermento culturale in citta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco, tanto, quello che era possibile? Si è fatto tutto quello che era necessario per impedire la costruzione della base?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i lavori nel cantiere della base procedono speditamente, Giulio Todescan  nel suo articolo, fà intravedere posizioni critiche di parti del movimento contro il presidio permanente, e pone la questione di tutte le questioni: perché il movimento non è riuscito a fermare la base?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una domanda che richiederebbe una lunga dissertazione e che probabilmente  rimanda alla debolezza storica del movimento per la pace  nel nostro paese, incapace di darsi gambe proprie, una strategia coerente di lotta alla guerra, e  che si è sempre fatto  piegare  alle logiche manipolarizzatrici ed elettorali della “politica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo del Pci e della sinistra, all’epoca della lotta contro l’installazione dei Cruise a Comiso, all’inizio degli anni  ’80,  è stato un ruolo  di freno e di ostacolo allo sviluppo del movimento popolare.   Una sinistra che tentennò a lungo – tre anni - nel sollecitare  una risposta al governo italiano, che il 12 dicembre 1979 decise l’installazione dei missili Usa. Una sinistra  che rifiutò caparbiamente la parola d’ordine dell’uscita delle basi USA-NATO dall’Italia e dell’Italia dalla NATO e che si autoproclamò testa pensante di un movimento per la pace vasto e composito, che però doveva corrispondere alla loro visione e ai loro interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “sinistra radicale” operante a cavallo del nuovo millennio ha partecipato  alla mobilitazione contro la base di Vicenza, ma contemporaneamente era  nel governo Prodi che ha sancito l’OK alle decisioni e alle scelte del governo USA e ha votato i finanziamenti per le missioni militari della guerra preventiva bushiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Vicenza l’appoggio e i voti a Variati, diventato sindaco , si è rivelata un’operazione a perdere non difficile da prevedere. Errore? Sottovalutazione? Ripiegamento e arretramento localista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che è certo è che ad un certo punto la “direzione politica” del presidio permanente caratterizzata soprattutto dai centri sociali del nord-est, ha costantemente rifiutato ogni sollecitazione che veniva da realtà come quella del Patto permanente contro la guerra, di rilancio della mobilitazione a livello nazionale. Si è scelto la dimensione locale e i tavoli pseudo istituzionali nella logica  dell’accettazione del meno peggio. Un errore grave. Ad un dato momento si è teorizzato coscientemente il ripiegamento locale, la dimensione circoscritta della comunità, il rifiuto di discutere modalità e forme di ripresa del conflitto nel nuovo contesto politico determinato a livello nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti pacifisti e attivisti hanno vissuto questa scelta come una imposizione incomprensibile, una volontà di  allontanamento dal luogo simbolo della lotta contro la guerra. Insomma nella città del Palladio e del solipsismo municipalista, qualcuno si è reso cosciente che non bisogna disturbare il manovratore nella lotta contro la base, e qualcun altro si sta ancora chiedendo se è valsa la pena tornare e ritornare più volte a Vicenza per subire infine l’irrisione della concessione del “Parco della pace”vicino alla base di guerra. Quello che è troppo, è fuori di ogni misura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse, in alternativa alla testimonianza antimilitarista e la realpolitik di Variati e co. indicate da Giulio Todescan nel suo articolo,  c’era un’altra via, un’altra possibilità, cioè quella dell’apertura di una nuova fase di battaglia politica contro le scelte guerrafondaie del governo italiano capace di mettere in campo reali forze sociali dentro la crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ha fatto notare come la lotta contro la costruzione della base militare ha goduto di un’ampia simpatia tra l’opinione pubblica italiana e che un governo nazionale è stato messo in crisi, così come la giunta comunale di Vicenza è stata mandata a casa. Segno di una forza reale del movimento No Dal Molin e delle mobilitazioni contro la guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rete Nazionale Disarmiamoli&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/"&gt;www.disarmiamoli.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;3381028120 - 3384014989&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-7278482954821938942?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/7278482954821938942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=7278482954821938942' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7278482954821938942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7278482954821938942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/09/no-dal-molin-esperienza-negativa-e.html' title='No Dal Molin: esperienza negativa e sconfitta da cui imparare'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJpXcbIJiGI/AAAAAAAAAUk/Gr11yw2ufr0/s72-c/1427_a1993.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-3633592004830484403</id><published>2010-09-18T22:17:00.003+02:00</published><updated>2010-09-18T22:29:04.427+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Dall'inizio della missione nel 2004 sono morti 30 militari italiani</title><content type='html'>Con la morte del tenente Alessandro Romani, ucciso oggi a Farah, sale il bilancio delle vittime. Gli ultimi due anni sono stati più cruenti: già 8 nel 2010 e nove l'anno precedente&lt;br /&gt;DA: &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/17/news/soldati_afghanistan-7180075/"&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUfXAEFLZI/AAAAAAAAAUU/HpyFbWxUhTI/s1600/193039303-937979e4-6af8-4cca-8fa3-ae3d5db4cdc9.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 204px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUfXAEFLZI/AAAAAAAAAUU/HpyFbWxUhTI/s400/193039303-937979e4-6af8-4cca-8fa3-ae3d5db4cdc9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518351398426979730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Con la morte dell'incursore &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/17/news/afghanistan_feriti-italiani-7167012/"&gt;Alessandro Romani&lt;/a&gt; , ucciso questa mattina nella provincia di Farah, sale a trenta il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione Isaf nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni per malore e uno si è suicidato. Gli ultimi due sono stati gli anni più cruenti per gli italiani: già otto le vittime in questo 2010, furono nove nel 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 28 luglio 2 perdono la vita a una ventina chilometri da Herat, a seguito dell'esplosione di un ordigno rudimentale, il primo maresciallo Mauro Gigli e il caporal maggiore Pierdavide De Cillis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 25 luglio 3 muore, forse suicida, un militare italiano. Si sarebbe sparato un colpo di arma da fuoco all'interno del suo ufficio, a Kabul. Sull'episodio indagano i carabinieri della polizia militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 giugno 4 muore a Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan, il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Ha perso l'equilibrio ed è caduto da un mezzo blindato, riportando un forte trauma cranico. Apparteneva al 32esimo reggimento genio, della brigata alpina taurinense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 maggio 5 un veicolo blindato salta in aria per l'esplosione di un ordigno nella provincia di Herat. Muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Le vittime appartenevano al 32esimo reggimento genio della brigata taurinense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26 febbraio 6 viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario della Aise, l'agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due 'guest house'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 ottobre 2009 7 il caporal maggiore Rosario Ponziano del quarto reggimento alpini paracadutisti muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che collega Herat e Shindad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 settembre 2009 8 sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186esimo reggimento paracadutisti folgore di stanza nella capitale, sono il tenente Antonio Fortunato, il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, il primo caporal maggiore Massimiliano Randino, il sergente maggiore Roberto Valente e il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 14 luglio 2009 9 muore in un attentato a 50 chilometri da Farah il caporal maggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. Paracadutista dell'ottavo genio guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 gennaio 2009 muore per arresto cardiocircolatorio Arnaldo Forcucci, maresciallo dell'aeronautica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 settembre 2008 muore per un malore a Herat il caporal maggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell'ottavo reggimento bersaglieri di Caserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 febbraio 2008 10 muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L'attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Rimane ferito il maresciallo Enrico Mercuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 24 novembre 2007 11 muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Altri tre militari rimangono feriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 ottobre 2007 12 muore al Policlinico militare del Celio a Roma l'agente del Sismi Lorenzo D'Auria. Il militare era stato sequestrato il 22 settembre 2007 assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza e a un collaboratore afgano, ed era stato gravemente ferito due giorni dopo, durante un'operazione delle forze speciali 13 britanniche per cercare di liberarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26 settembre 2006 14 perdono la vita i caporal maggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella 15, in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21esima compagnia del secondo reggimento alpini di Cuneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 20 settembre 2006 16 muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporal maggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22esima compagnia del secondo reggimento alpini di Cuneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2 luglio 2006 17 il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni, è stroncato da un attacco cardiaco a Herat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 maggio 2006 18, in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del secondo reggimento alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati "puma", a sud-est della capitale afgana, quando sono stati investiti dall'esplosione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'11 ottobre 2005 19 muore il caporal maggiore Michele Sanfilippo, 34 anni. Sanfilippo, effettivo al quarto reggimento genio guastatori di Palermo, viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 febbraio 2005 20 l'ufficiale di marina Bruno Vianini perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il capitano di fregata aveva 42 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 ottobre 2004 il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del terzo reggimento alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell'esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul. Nell'incidente rimangono feriti altri quattro militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(17 settembre 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-3633592004830484403?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/3633592004830484403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=3633592004830484403' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3633592004830484403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3633592004830484403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/09/dallinizio-della-missione-nel-2004-sono.html' title='Dall&apos;inizio della missione nel 2004 sono morti 30 militari italiani'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUfXAEFLZI/AAAAAAAAAUU/HpyFbWxUhTI/s72-c/193039303-937979e4-6af8-4cca-8fa3-ae3d5db4cdc9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-1868202838096871948</id><published>2010-09-18T22:10:00.003+02:00</published><updated>2010-09-18T22:27:54.096+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Sangue italiano in Afghanistan</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I talebani alzano il tiro, attentati e violenze alla vigilia del voto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DA: &lt;a href="http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=102113"&gt;Corriere.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Uno o più colpi di kalashnikov durante un blitz per catturare quattro “insorti” che, poco prima, avevano piazzato una bomba lungo una strada. È morto così, nella provincia di Farah, il &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/17/news/afghanistan_feriti-italiani-7167012/"&gt;tenente Alessandro Romani&lt;/a&gt;, 36 anni, romano, ufficiale del 9/o reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin della Folgore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUgaEQqVBI/AAAAAAAAAUc/kGY5mTNeqHc/s1600/Afghanistan-Elections-2009.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUgaEQqVBI/AAAAAAAAAUc/kGY5mTNeqHc/s400/Afghanistan-Elections-2009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518352550604723218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un nuovo lutto che cade alla vigilia di una giornata considerata cruciale per via del voto per le elezioni legislative, e caratterizzata da una quantità di incidenti in tutto l’Afghanistan. Il tenente Romani - celibe, con molte missioni in prima linea alle spalle - è stato ucciso nel distretto di Bakwa, nella parte orientale della provincia ad altissimo rischio di Farah, ad un anno esatto dalla strage di Kabul, in cui vennero uccisi altri sei parà della Folgore. Tutto è cominciato quando un aereo senza pilota Predator dell’Aeronautica militare italiana ha avvistato quattro persone intente a posizionare una bomba sotto l’asfalto, lungo la strada che collega Farah a Delaram. Sempre il Predator ha poi seguito gli attentatori e ha segnalato il luogo dove questi si erano rifugiati. A questo punto è scattata l’operazione affidata alla Task force 45, composta dagli uomini delle Forze speciali italiane. Il team di incursori del 9/o Col Moschin della Folgore è partito da Farah a bordo di un elicottero Ch 47, scortato da due elicotteri d’attacco Mangusta. Dopo poco è atterrato nelle vicinanze della casa dove si erano nascosti gli insorti. Durante l’incursione, però, due dei commandos italiani sono stati centrati da un numero imprecisato di colpi di arma da fuoco. Li hanno soccorsi e portati via, all’ospedale militare da campo di Farah. Le loro condizioni, in un primo momento, non sono apparse gravi. Il tenente Romani è stato poi sottoposto ad un intervento chirurgico durante il quale, però, ci sono state complicazioni. La notizia della sua morte è arrivata inattesa al quartier generale italiano di Herat. L’altro ferito, un militare di truppa del Col Moschin, sembra sia ormai fuori pericolo. Sull’operazione non si conoscono, per il momento, altri particolari. Ignota pure la sorte dei talebani: quello che è certo è che i due elicotteri Mangusta hanno scaricato contro il loro rifugio l’enorme potenziale di fuoco di cui sono dotati. «Sono tornati scarichi», ha detto una fonte, e questo rende l’idea di che inferno possa essere stato.Una giornata, quella di ieri, caldissima ovunque. Scoppi di ordigni a Herat, rapimento di un candidato ad Adraskan, attentati a camion carichi di schede elettorali a Shindand. In questo caso è intervenuto uno dei team di «reazione rapida» italiani predisposti per garantire la sicurezza dell’atteso appuntamento elettorale.&lt;br /&gt;I talebani, alla vigilia del voto per il rinnovo del parlamento, hanno compiuto numerosi attacchi contro le forze della coalizione e la polizia afghana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-1868202838096871948?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/1868202838096871948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=1868202838096871948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1868202838096871948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1868202838096871948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/09/sangue-italiano-in-afghanistan.html' title='Sangue italiano in Afghanistan'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUgaEQqVBI/AAAAAAAAAUc/kGY5mTNeqHc/s72-c/Afghanistan-Elections-2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-499264732207401674</id><published>2010-09-15T21:47:00.004+02:00</published><updated>2010-09-15T22:16:41.899+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>Italia: quinto esportatore di armi, contratti record col Sud del mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJEnzgnUZFI/AAAAAAAAATs/jNIvh55TKTc/s1600/bandiera_italia-armi+(1).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJEnzgnUZFI/AAAAAAAAATs/jNIvh55TKTc/s400/bandiera_italia-armi+(1).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517234784387228754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;DI GIORGIO BERETTA (&lt;a href="http://www.unimondo.org/"&gt;UNIMONDO.ORG&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia si è attestata anche nel 2009 tra i cinque maggiori fornitori internazionali di armamenti convenzionali e le sue esportazioni sono state dirette principalmente ai Paesi in via di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo si apprende dal rapporto “&lt;a href="http://fpc.state.gov/documents/organization/147273.pdf"&gt;Conventional Arms Transfers to Developing Nations 2002-2009&lt;/a&gt;” redatto da Richard F. Grimmett che è stato consegnato venerdì scorso al Congresso degli Stati Uniti d'America. I contratti siglati dalle ditte italiane ammontano infatti nel 2009 – secondo il rapporto – a 2,7 miliardi di dollari, dei quali ben 2,4 miliardi (cioè quasi il 90%) sono stati stipulatii con nazioni in via di sviluppo: una cifra, quest’ultima, mai raggiunta negli ultimi otto anni che il rapporto prende in esame a dimostrazione del fatto che le esportazioni italiane di armamenti sono sempre più rivolte verso i paesi del Sud del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RAPPORTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto predisposto annualmente dal &lt;a href="http://fpc.state.gov/c34397.htm"&gt;Congressional Research Service&lt;/a&gt; (CRS), l'ufficio studi della Library of Congress, la Biblioteca del Congresso, fornisce ai parlamentari degli Stati Uniti i “dati ufficiali e non secretati” sul commercio internazionale di armamenti convenzionali dedicando una specifica attenzione proprio ai trasferimenti ai Paesi in via di sviluppo (Developing Nations): sotto questa denominazione vengono compresi tutti i paesi del mondo tranne gli Stati Uniti, il Canada, tutte le nazioni europee (incluse Russia e Turchia), l’Australia, il Giappone e la Nuova Zelanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto prende in considerazione tutte le categorie di armamenti convenzionali e tutti i trasferimenti di sistemi militari tra gli stati presentando in una quarantina di tabelle le cifre – riportate principalmente in dollari statunitensi costanti calcolati sull’ultimo anno, ma talvolta anche in valori correnti – sia dei “contratti” (agreements) sia delle “consegne” (deliveries) relativi alle esportazioni di armi. Proprio per queste caratteristiche i dati che vengono presentati nel rapporto si differenziano da quelli forniti da altri istituti di ricerca – come ad esempio il &lt;a href="http://www.sipri.org/"&gt;SIPRI&lt;/a&gt; di Stoccolma le cui informazioni si concentrano soprattutto sui trasferimenti dei “maggiori sistemi di armamento convenzionali” (“major conventional weapons”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I MAGGIORI ACQUIRENTI DEL SUD DEL MONDO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante un certo decremento di ordinativi dovuto alla recessione internazionale “i Paesi in via di sviluppo continuano ad essere il principale destinatario delle esportazioni di armamenti da parte dei paesi produttori” – si legge nel sommario del rapporto. I contratti (agreements) stipulati nel 2009 dalle nazioni in via di sviluppo hanno superato i 45,1 miliardi di dollari (avevano raggiunto i 48,8 miliardi di dollari nel 2008) e rappresentano il 78,4% del commercio internazionale di armamenti che – sempre nel 2009 – si è posizionato sui 57,5 miliardi di dollari, in calo del 8,5% rispetto al 2008 quando aveva superato i 62,8 miliardi di dollari.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJEn-f1rzVI/AAAAAAAAAT0/nUNmEyD2i5I/s1600/congo_bambino_soldato.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 256px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJEn-f1rzVI/AAAAAAAAAT0/nUNmEyD2i5I/s400/congo_bambino_soldato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517234973157608786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Più regolari invece le consegne (deliveries) mondiali di armamenti che nel 2009 si sono stazionate sui 35,1 miliardi di dollari: erano state di 36,7 miliardi nel 2008. Nel 2009 oltre 17 miliardi dollari (cioè il 48,5% del totale) di consegne di materiali militari sono state effettuate verso i Paesi in via di sviluppo: si tratta del valore più basso degli ultimi otto anni che è spiegabile – come afferma il rapporto – anche con la decisione di diverse nazioni di rimandare l’acquisto di armamenti a seguito delle restrizioni di budget messe in atto in considerazione della recessione economica internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i maggiori acquirenti figurano per quanto riguarda i contratti stipulati nel 2009 innanzitutto il Brasile (7,2 miliardi di dollari), il Venezuela (6,4 miliardi), l'Arabia Saudita (4,3 miliardi), Taiwan (3,8 miliardi), Emirati Arabi Uniti (3,6 miliardi), Iraq (3,3 miliardi) e Egitto (3 miliardi) mentre per quanto riguarda le consegne effettive di armamenti nel 2009 (Tabella 24) i principali destinatari risultano l'Arabia Saudita (2,7 miliardi), la Cina (1,5 miliardi), Corea del Sud (1,4 miliardi), Egitto (1,3 miliardi), India (1,2 miliardi), Israele (1,2 miliardi) e Pakistan (1 miliardo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I PRINCIPALI ESPORTATORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti mantengono il primato delle esportazioni mondiali di armamenti: nonostante la consistente riduzione di contratti rispetto al 2008 – anno in cui Washington aveva raggiunto la cifra record dell’ultimo decennio (38,1 miliardi di dollari) – con 22,6 miliardi di dollari gli Usa conservano anche nel 2009 la leadership mondiale in questo particolare settore ma vedono una forte contrazione della propria quota di mercato che si riduce al 39% rispetto al 60,5% del 2008. Un primato dal quale nei prossimi anni gli Stati Uniti difficilmente verranno scalzati se – come riporta il Wall Street Journal – l’amministrazione Obama intende far approvare dal Congresso l’accordo per forniture militari all'Arabia Saudita del valore di 60 miliardi di dollari che rappresenta il più consistente contratto di armamenti mai presentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia permane al secondo posto nella graduatoria dei maggiori esportatori: i 10,4 miliardi di dollari di contratti effettuati nel 2009 rappresentano poco più del 18% dello share mondiale. Pur quasi raddoppiando rispetto al 2008 (5,5 miliardi di dollari) segnano però una contrazione sia rispetto al 2007 (quasi 11,2 miliardi) sia, soprattutto rispetto al 2006 quando erano giunti a sfiorare i 16 miliardi di dollari a seguito di accordi per forniture militari soprattutto a India e Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cina, inoltre, con 1,7 miliardi di dollari di contratti e 1,8 miliardi di consegne dirette quasi esclusivamente ai Paesi in via di sviluppo mantiene - nonostante un'evidente diminuzione in entrambi i settori - la propria posizione tra i primi sette principali esportatori internazionali di armamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I MAGGIORI FORNITORI EUROPEI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i paesi che resistono al calo internazionale del commercio di armamenti e che anzi riescono ad incrementare le esportazioni nonostante la crisi economica mondiale vanno annoverati soprattutto i quattro principali produttori europei di sistemi militari: Francia, Germania, Italia e Regno Unito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia, con 7,4 miliardi di dollari di contratti nel 2009 raddoppia il proprio portafoglio d’ordini rispetto all’anno precedente (3,2 miliardi) e, segnando la seconda miglior performance degli ultimi otto anni, giunge a ricoprire quasi il 13% dell’esportazione mondiale di armamenti: il 96% dei contratti francesi del 2009, cioè 7,1 miliardi di dollari, sono stati siglati con i Paesi in via di sviluppo tra cui spiccano soprattutto quelli con nazioni dell’America latina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incrementa i propri contratti di sistemi di oltre il 16% tra il 2008 e il 2009 anche la Germania portandoli nell’ultimo anno a 3,7 miliardi di dollari che rappresentano la cifra record dell’ultimo quinquennio e ricoprono il 6,4% dello share internazionale. Ciò che differenzia la Germania rispetto agli altri tre paesi europei – e più generale agli altri maggiori produttori di armamenti – è la destinazione dei sistemi militari che nel 2009 solo per il 2,7% sono diretti ai Paesi in via di sviluppo; ma i 2,8 miliardi di dollari di consegne dell’ultimo anno vedono questi paesi destinatari per oltre il 37,5% degli armamenti tedeschi.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJEoZt9gB2I/AAAAAAAAAT8/Bhy2nOirVFk/s1600/agusta4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 337px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJEoZt9gB2I/AAAAAAAAAT8/Bhy2nOirVFk/s400/agusta4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517235440804956002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In calo – ma il dato va valutato con attenzione – risultano invece le esportazioni di armamenti dell’Italia: i contratti rilasciati dal nostro paese ammontano nel 2009 a 2,7 miliardi di dollari in netta flessione rispetto alla cifra record di quasi 3,8 miliardi di dollari del 2008. Ciononostante rappresentano la seconda miglior performance degli ultimi otto anni esaminati dal rapporti statunitense e, soprattutto, confermano un tendenziale trend di crescita rispetto ai 494 milioni di dollari del 2002. Si tratta di contratti che – come già detto – posizionano l’Italia al quinto posto tra i principali esportatori mondiali di armamenti davanti a Israele (2,1 miliardi di dollari), Cina (1,7 miliardi) e allo stesso Regno Unito (1,5 miliardi) portando l’Italia a rilevare una quota del 4,7% del commercio internazionale di sistemi militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Destinatari di questi contratti sono per quasi l’89% le nazioni in via di sviluppo: nel 2009 l’Italia ha infatti raggiunto con 2,4 miliardi di dollari la cifra record di contratti con questi paesi quasi quadruplicando (erano di 651 milioni di dollari nel 2006) negli ultimi quattro anni l’entità delle proprie commesse verso il Sud del mondo tanto da posizionare il nostro paese – dopo Stati Uniti, Russia e Francia – come il quarto fornitore mondiale dei Paesi in via di sviluppo con uno share del 5,3% sul totale di forniture a questi paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le zone del Sud del mondo, la quota maggiore di esportazioni di armi italiane nel quadriennio 2006-9 è ricoperta da una delle aree di maggior tensione del pianeta, il Medio Oriente: nel quadriennio con i paesi di questa zona l’Italia ha stipulato contratti per 3,7 miliardi di dollari cioè quasi i tre quarti (il 71%) di tutti i propri contratti internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va infine segnalato che i dati del Rapporto al Congresso USA risultano comunque inferiori rispetto a quelli ufficiali presentati lo scorso marzo dalla Presidenza del Consiglio italiana: come &lt;a href="http://www.unimondo.org/Notizie/Italia-record-di-4-9-miliardi-di-export-di-armamenti-in-revisione-la-legge-185-90"&gt;abbiamo riportato su Unimondo&lt;/a&gt;, secondo la &lt;a href="http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/Rapporto2009/rapporto2009.html"&gt;Relazione della Presidenza del Consiglio&lt;/a&gt; le autorizzazioni all'esportazione di armamenti rilasciate dal Governo nel 2009 alle aziende del settore ammontano a 4,9 miliardi di euro e nello stesso anno le effettive consegne di soli materiali di armamento hanno superato i 2,2 miliardi di euro. Sebbene tale disparità possa essere spiegata col fatto che le “autorizzazioni” governative italiane ricoprono un ambito più ampio dei “contratti” (agreements) presi in esame dal rapporto statunitense, anche le effettive consegne di materiali militari risultano alquanto sottodimensionate nel rapporto USA che segnala consegne italiane nel 2009 per soli 600 milioni di dollari a fronte dei 2,2 miliardi di euro riportati dalla Relazione governativa italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando all'ambito europeo, risultano in crescita anchei contratti del Regno Unito che – dopo aver toccato nel 2008 la cifra più bassa mai registrata – nel 2009 si attestano sui 1,5 miliardi di dollari. Le commesse stipulate dalle industrie britanniche risultano fortemente altalenanti: si passa infatti dai 988 milioni di dollari del 2002 agli oltre 10,3 miliardi di dollari del 2007 ai 205 milioni di dollari del 2008. Nel quadriennio 2006-9, con contratti per quasi 16,6 miliardi di dollari il Regno Unito si conferma comunque il quarto esportatore mondiale di armamenti convenzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se i quattro principali produttori europei di armamenti nel loro insieme mantengono pressoché invariata al 23% la propria percentuale sulle esportazioni militari mondiali nei due quadrienni esaminati dal rapporto, ciò che incrementa considerevolmente nell’ultimo biennio è invece l’ammontare di esportazioni verso i Paesi in via di sviluppo: si passa, infatti, dai meno di 7 miliardi di dollari del 2008 che ricoprivano il 14% del totale mondiale verso questi paesi agli oltre 10,6 miliardi di dollari del 2009 che rappresentano il 24% dello share internazionale. Un chiaro segnale che - come evidenzia il rapporto - “i quattro maggiori fornitori europei di armamenti hanno rafforzato la propria posizione competitiva nell’esportazione di sistemi militari attraverso un forte sostegno governativo (government marketing support) alle vendite di armamenti”. Un sostegno che - come si evince dal rapporto - ha contribuito a far sì che “i quattro maggiori fornitori europei di armamenti hanno stipulato contratti con vari Paesi in via di sviluppo sottraendoli agli Stati Uniti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="giorgio.beretta@unimondo.org"&gt;giorgio.beretta@unimondo.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALTRI LINK&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.disarmo.org/rete/a/29989.html"&gt;disarmo.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.archiviodisarmo.it/template.php?pag=55535"&gt;archiviodisarmo.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-499264732207401674?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/499264732207401674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=499264732207401674' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/499264732207401674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/499264732207401674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/09/italia-quinto-esportatore-di-armi.html' title='Italia: quinto esportatore di armi, contratti record col Sud del mondo'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJEnzgnUZFI/AAAAAAAAATs/jNIvh55TKTc/s72-c/bandiera_italia-armi+(1).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-9174577051365799667</id><published>2010-08-21T21:44:00.001+02:00</published><updated>2010-09-18T22:08:07.228+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Wikileaks svela: le truppe segrete inviate da Prodi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUZ9jziBPI/AAAAAAAAAUE/ehdCE_Gm2z8/s1600/wikileaks.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUZ9jziBPI/AAAAAAAAAUE/ehdCE_Gm2z8/s400/wikileaks.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518345463786505458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;DA: &lt;a href="http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=100818"&gt;Corriere.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Trattative riservate tra Roma e Washington e soldati inviati in Afghanistan “con discrezione”, per non urtare “la sensibilità politica” nazionale, cioè i faticosi rapporti tra il presidente del Consiglio e la parte sinistra della sua coalizione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le rivelazioni di Wikileaks sul governo Prodi-Bertinotti-Ferrero (2007)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ecco alcune delle rivelazioni sull’Italia di &lt;a href="http://wikileaks.org/"&gt;Wikileaks&lt;/a&gt; che descrivono il “dietro le quinte” del governo Prodi nel 2007 quando il “professore” era costretto a sudare per districarsi tra l’esigenza di essere presente sulla scena internazionale, le pressanti richieste americane e l’avversione all’impegno militare dell’ala radicale della sua esigua maggioranza. Sono passati solo tre anni ma sembrano trenta dal punto di vista politico e i rapporti riservati diffusi da &lt;a href="http://wardiary.wikileaks.org/"&gt;Wikileaks&lt;/a&gt; aprono uno squarcio sul lavoro diplomatico che si svolse tra le due sponde dell’Atlantico.&lt;br /&gt;Così vengono confermati i rapporti non facili tra Romano Prodi e il presidente americano George W. Bush, nell’attesa di un incontro che, a un anno dall’elezione del leader democratico a Palazzo Chigi, era diventato “un problema politico”. E vengono confermate tutte le difficoltà di Prodi a fare fronte alle richieste di Washington per un aumento delle truppe italiane a Kabul.&lt;br /&gt;Secondo un file classificato come “confidential” del 30 maggio 2007, l’Italia era sì disposta ad aumentare il proprio contributo militare, ma a patto che la questione “non sia trattata pubblicamente ma solo a un livello tecnico” data “la sensibilità politica nazionale” sulla missione Isaf. Gianni Bardini e Achille Amerio, i due diplomatici citati nel testo, spiegavano anche come “le leggi italiane rendono ardua la donazione di equipaggiamenti militari”, anche se il governo avrebbe, comunque, “trovato un modo” per inviare più soldati. Del resto, come rivelato dal documento, Roma “in maniera discreta”, stava già aumentando le proprie capacità militari in Afghanistan.&lt;br /&gt;************************************************************&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUb3GfEENI/AAAAAAAAAUM/VB9u_v2brE8/s1600/3307.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUb3GfEENI/AAAAAAAAAUM/VB9u_v2brE8/s400/3307.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518347551860068562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Su Wikileaks un documento riservato sull'Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nel 2007 Roma invia più truppe ma chiede riservatezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;da: &lt;a href="http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=6233"&gt;televideo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Più truppe italiane in Afghanistan? Va bene, ma con discrezione. Questo è il senso politico che si ricava da un documento americano classificato come 'confidential' del 30 maggio 2007 e pubblicato da Wikileaks.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 'file' riservato racconta un pezzo di storia recente italiana descrivendo le difficoltà dell'allora premier Romano Prodi - mai nominato direttamente nel dossier Usa - nel dover prendere una decisione difficile come l'aumento delle truppe in Afghanistan essendo alla guida di una coalizione condizionata dalle posizioni pacifiste dell'estrema sinistra di Fausto Bertinotti. Il ministro degli Esteri all'epoca era Massimo D'Alema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, secondo i documenti, si diceva pronta ad aumentare la sua capacità militare in Afghanistan, ma a patto che l'argomento non fosse trattato pubblicamente. La fonte dell'informativa, si legge nel file, è l'ambasciata americana a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel documento, dal titolo ''Italia pianifica altri contributi all'Isaf - Necessario lavorare con discrezione, ad un livello tecnico'', compaiono i nomi di Gianni Bardini, allora ministro plenipotenziario e responsabile per le problematiche di sicurezza e le questioni NATO della Direzione Generale Affari Politici Multilaterali e Diritti Umani, e di un altro diplomatico, Achille Amerio.&lt;br /&gt;Nel testo i due spiegano che Roma, ''in maniera discreta'', sta già aumentando le proprie capacità militari in Afghanistan. ''Le leggi italiane rendono ardua la donazione di equipaggiamenti militari'' sottolinea Bardini, aggiungendo pero' che ''l'Italia avrebbe trovato un modo''. Inoltre, si legge, ''l'Italia potrebbe annunciare ulteriori contributi nel corso di un incontro tra i ministri della Difesa a Bruxelles''.&lt;br /&gt;La condizione, tuttavia, come ''sottolineato'' dalle fonti italiane, e' che il dibattito sull'invio di militari italiani ''non sia trattato pubblicamente ma solo a un livello tecnico'' a causa ''della sensibilità politica nazionale'' sulla missione Isaf in Afghanistan&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-9174577051365799667?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/9174577051365799667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=9174577051365799667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/9174577051365799667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/9174577051365799667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/08/wikileaks-svela-le-truppe-segrete.html' title='Wikileaks svela: le truppe segrete inviate da Prodi'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TJUZ9jziBPI/AAAAAAAAAUE/ehdCE_Gm2z8/s72-c/wikileaks.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-7471531386940762418</id><published>2010-08-11T21:58:00.006+02:00</published><updated>2010-08-11T23:07:38.630+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='basi militari'/><title type='text'>A Pisa l’Hub della guerra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMBYaTDCxI/AAAAAAAAAS8/aTtRfvgOEow/s1600/2ywb8sp.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMBYaTDCxI/AAAAAAAAAS8/aTtRfvgOEow/s400/2ywb8sp.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504244688464579346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Manlio Dinucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aeroporto militare di Pisa diventerà l’&lt;a href="http://www.forzearmate.org/sideweb/2010/rassegna-stampa/aeroporto-militare-pisa_10080-39.php"&gt;Hub nazionale delle forze armate&lt;/a&gt;, ossia l’unica base aerea da cui transiteranno tutti i reparti inviati nelle diverse «missioni internazionali»: lo ha annunciato il portavoce della 46a Brigata aerea, maggiore Giorgio Mattia. I lavori inizieranno il prossimo maggio e, entro il 2013, l’Hub diventerà operativo. I lavori di ampliamento dello scalo prevedono una struttura ricettiva per circa 30mila uomini perfettamente equipaggiati, per un arco di tempo di almeno un mese. La struttura, ha precisato il portavoce, rispecchierà in tutto e per tutto i grandi hub civili con servizi di check in e check out, movimentazione bagagli e altri servizi di terra che potranno essere gestiti da ditte civili. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMBniExHXI/AAAAAAAAATE/-6r8HU3-UWg/s1600/jpg_2222348.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 220px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMBniExHXI/AAAAAAAAATE/-6r8HU3-UWg/s400/jpg_2222348.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504244948250205554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con la differenza che vi transiteranno non turisti con T-shirt e canne da pesca, ma militari con tute mimetiche e fucili mitragliatori.&lt;br /&gt;Il progetto viene presentato come un investimento importante che, rilanciando il ruolo strategico della base pisana, potrà avere importanti ricadute economiche sul territorio. «L’aeroporto militare nuova ricchezza per Pisa», titola &lt;a href="http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2010/08/02/news/pisa-diventera-l-hub-per-le-forze-armate-2222350"&gt;Il Tirreno&lt;/a&gt; (3 agosto), prevedendo che l’Hub, in grado di movimentare fino a 30mila militari al mese, creerà un notevole indotto la cui capacità, inclusi i familiari al seguito, viene stimata in 50-60mila persone. Questo in  una città che non raggiunge i 90mila residenti. Tale progetto, che stravolge la vocazione turistica del territorio puntando sul militare, viene imposto all’intera città senza che i suoi abitanti siano stati consultati. Sicuramente, invece, esso ha ricevuto l’entusiastico ok dell’amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Marco Filippeschi (Pd).&lt;br /&gt;E’ stato Filippeschi, lo scorso novembre, ad annunciare che la base Usa di Camp Darby, tra l’aeroporto di Pisa e il porto di Livorno, ha «importanti prospettive» e che «gli americani ritengono questo insediamento molto importante e vogliono continuare a investirci». &lt;a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/24/pisa-citta-per-la-pace/"&gt;Intanto vi investono la Regione Toscana e i comuni di Pisa e Livorno&lt;/a&gt; che, ampliando il Canale dei Navicelli, permettono alla base di velocizzare i collegamenti con il porto di Livorno e accrescere la sua capienza, così da rifornire più rapidamente  le forze terrestri e aeree nell’area mediterranea, africana e mediorientale. Nello stesso quadro si inserisce il progetto dell’Hub di Pisa: il fatto che esso sarà in grado di movimentare fino a 30mila militari al mese, il triplo di quanti l’Italia ha dislocati all’estero, indica che la struttura potrà essere usata anche dalle forze armate statunitensi.&lt;br /&gt;Si tace però sul fatto che l’impatto ambientale dell’aeroporto è già oggi ai limiti della sostenibilità. La 46a Brigata, dotata di aerei C-130J della Lockheed Martin che trasportano in continuazione truppe e materiali in Afghanistan e altri teatri, effettua oltre 10mila movimenti annui di velivoli militari, ai quali si aggiungono quelli effettuati  per conto di &lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=105&amp;Itemid=111"&gt;Camp Darby&lt;/a&gt;, il cui numero è segreto. Nello stesso aeroporto, la cui gestione è militare, si svolgono oltre 40mila movimenti annui di velivoli civili. Sempre più spesso i C-130J e altri aerei sorvolano a bassa quota le zone abitate, incuranti dell’inquinamento che provocano e che le autorità di solito ignorano. Aumenta allo stesso tempo il pericolo di &lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo466723.shtml"&gt;incidenti come quello verificatosi lo scorso novembre&lt;/a&gt;, quando un gigantesco C-130J, modificato in aereo cisterna per il rifornimento dei caccia in volo, è precipitato su una linea ferroviaria subito dopo il decollo, rischiando di provocare una strage. La realizzazione dell’Hub, una vera e propria città militare all’interno della città, che richiederà maggiore spazio e la probabile demolizione di edifici civili,  accrescerà enormemente tale impatto.&lt;br /&gt;Siamo quindi di fronte al progetto di militarizzazione di un territorio, che supera ampiamente quello del raddoppio della base di Vicenza, da cui potranno trarre vantaggio alcuni settori economici locali, ma non l’economia né tantomeno la cittadinanza nel suo complesso. Una «grande opera» militare, il cui enorme costo fagociterà altro denaro pubblico, mentre anche a Pisa si tagliano i fondi per l’università, la sanità e altri settori.  Un altro investimento sulla «risorsa guerra», dietro il paravento delle «missioni umanitarie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DAL "il manifesto", 4 agosto 2010&lt;br /&gt;**********************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì 9 agosto 2010&lt;br /&gt;&lt;a href="http://testiscelti.blogspot.com/2010/08/pisa-sara-una-grande-portaerei-per-il.html"&gt;Pisa sarà una grande portaerei &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per il sindaco (pd) «è un onore»&lt;br /&gt;Annuncio choc: l'aeroporto sarà un hub per tutte le missioni militari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Ruggeri&lt;br /&gt;L'aeroporto militare di Pisa diventerà un hub nazionale per le forze armate, «l'unico posto da dove si partirà per le missioni internazionali». Il portavoce della 46ma Brigata aerea (10mila voli l'anno in Afghanistan per conto dell'Italia e un numero segreto di servizi per conto di Camp Darby) ha spiegato che i lavori inizieranno in primavera per approntare entro il 2013 lo scalo su cui si concentreranno i voli militari e una struttura logistica capace di ospitare e equipaggiare, in meno di un mese, fino a 30mila uomini più eventuali familiari al seguito per altre 50-60mila persone. Vicenza, al confronto, è una bazzecola. Tutto ciò in una città di 90mila abitanti che solo nel 2004, proclamandosi "città della Pace, spergiurava - assieme all'allora governatore tocano, sulla necessità di riprendersi quel pezzo di macchia mediterranea occupato da Camp Darby in nome di una vocazione turistica dell'area e di un'ambizione pacifista delle politiche di governo del territorio. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMN4IT7rnI/AAAAAAAAATU/rbvb8GJ_BpA/s1600/c130h.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 265px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMN4IT7rnI/AAAAAAAAATU/rbvb8GJ_BpA/s400/c130h.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504258427531800178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Invece, ci sarà una base militare strutturata per il ruolo offensivo delle truppe italiane all'interno di una politica estera pensata per avventure neo coloniali, per missioni internazionali, per una guerra permanente», spiegano i Cobas pisani che hanno fatto uscire la notizia dagli ambiti della stampa locale mentre, pochi chilometri più in là, proseguono i lavori di ampliamento del canale del Navicelli per dotare la base Usa- Nato dello sbocco al mare per Camp Darby richiesto dallo Zio Sam ai comuni di Pisa e Livorno e alla Regione.&lt;br /&gt;Sembrano secoli quelli che ci separano da quando il consiglio comunale di Pisa votò la&lt;a href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091116_mozione_riconversione_camp_derby.html"&gt; mozione per la riconversione di Camp Darby&lt;/a&gt;. L'ampliamento del Fosso dei Navicelli (a gestire l'area è la Spa Navicelli, pubblica al 100% con le quote azionarie equamente divise tra Comune, Provincia e Camera di Commercio) non è solo quello di aumentare la profondità del canale e creare una ampia zona per attività industriali ma pure il collegamento diretto via acqua di Camp Darby, la più grande base logistica degli Usa, con il porto di Livorno dove da anni una banchina è riservata già a Usa e Nato. «A rendere possibile il tutto ci sono finanziamenti di varia provenienza e la supervisione dei tecnici comunali - spiega a Liberazione, il portavoce locale dei Cobas, Federico Giusti - sarebbe il caso di chiedere coerenza ai consiglieri e ai partiti che sostennero quella mozione pacifista, sarebbe il caso che le sonnolenti realtà sociali e politiche pisane si attivassero contro la militarizzazione del territorio se non vogliamo che Pisa sia trasformata in zona di guerra. Se non ora quando?». Ma per Marco Filippeschi, il sindaco di Pisa per conto del Pd, all'epoca della mozione deputato diessino, la nascita dell'hub va messa fra le buone notizie: «Per Pisa non può che essere un onore accogliere le strutture che consentiranno all'aeroporto militare di essere il punto di riferimento, logistico e di volo, per le missioni di pace che le nostre forze armate saranno chiamate a svolgere. Senza sottovalutare anche le possibili ed interessanti ricadute occupazionali». Nel commentare la notizia, il sindaco ha voluto sottolineare come «la convivenza della base militare e dello scalo civile, segnate in questi anni dagli ottimi rapporti con il Comune di Pisa, sono garantite e producono effetti come è stato nel caso del progetto per l'allungamento delle piste». Inutile dire che la città non ne sapeva nulla e il consiglio comunale non ha mai discusso dell'hub. Solo nell'ultima seduta prima della pausa estiva s'è parlato delle ripercussioni negative dell'eventuale ampliamento dell'aeroporto di Firenze. Rifondazione comunista ha appreso dell'avanzata ipotesi di militarizzazione di S.Giusto solo dalla stampa. «E ci trova in totale disaccordo l'idea che, mentre si tagliano i servizi essenziali, si trovino soldi per la guerra, per la cementificazione e per l'inquinamento di un aeroporto tutto dentro la città», dice Luca Barbuti, segretario pisano di Rifondazione che fa appello al tessuto imprenditoriale e politico della città di non fare «come la cricca di fronte alle macerie aquilane: non ci si arricchisca sull'economia di guerra». C'è da scommettere che la città reagirà. Le risorse ci sono. Unico nel suo genere, l'&lt;a href="http://pace.unipi.it/didattica/master/presentazione"&gt;ateneo pisano ospita un corso di laurea in Scienze per la pace&lt;/a&gt;. E, nel mese di maggio, quando il comune voleva mandare i bambini in gita nella scuola dei parà, c'è stata una fortissima mobilitazione dell'opinione pubblica - prima di tutti insegnanti e genitori - per trasformarla in un flop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DA "Liberazione" 05/08/2010, pag 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**********************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicato stampa da &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.confederazionecobaspisa.it/"&gt;Confederazione Cobas Pisa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aeroporto militare  e Camp Darby:come ti militarizzo il territorio pisano&lt;br /&gt;L'aeroporto militare di Pisa diventerà un Hub nazionale per le forze armate,"l'unico posto da dove si partirà per le missioni internazionali" . Lo dice alla stampa il portavoce della 46esima Brigata aerea che annuncia, per la primavera 2011, l'inizio dei lavori da terminare entro il 2013.  Ma chi pensa ad un potenziamento solo delle piste si sbaglia. Pisa diventerà una struttura&lt;br /&gt;logistica di primaria grandezza in Europa, un centro militare nevralgico capace di ospitare e equipaggiare, in meno di un mese, fino a 30 mila uomini. Una base militare strutturata per il ruolo offensivo delle truppe italiane all'interno di una politica estera pensata per avventure neo coloniali, per missioni internazionali, per una guerra permanente. A pochi chilometri di distanza poi proseguono i lavori di ampliamento del canale del Navicelli per dotare la base&lt;br /&gt;Usa\Nato di quello sbocco almare richiesto dagli Usa ai Comuni di Pisa e Livorno e alla Regione Toscana. Anni fa il Consiglio Comunale di Pisa votò una mozione per la riconversione di Camp darby, da mesi  sono ormai iniziati i lavori  di ampliamento del Fosso dei Navicelli (a gestire l'area è  la Spa Navicelli , spa pubblica al 100% con le quote azionarie equamente divise tra Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Camera&lt;br /&gt;di Commercio di Pisa). L'obiettivo non è solo aumentare la profondità del canale e creare una ampia zona per attività industriali, l'obiettivo rimane quello di allargare il Canale per consentire alla base Militare di Camp darby&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMQRRpQS9I/AAAAAAAAATc/sZ3Gptpe70I/s1600/9d0bb95d0d492e160754eb0bcc0ddb80.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 193px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMQRRpQS9I/AAAAAAAAATc/sZ3Gptpe70I/s400/9d0bb95d0d492e160754eb0bcc0ddb80.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504261058557135826" /&gt;&lt;/a&gt; il collegamento diretto via acqua con il porto di Livorno dove da anni una banchina è riservata alle attività militari Usa e Nato. A rendere possibile il tutto finanziamenti di varia provenienza e la supervisione dei tecnici comunali. Sarebbe il caso di chiedere coerenza ai consiglieri e ai partiti che sostennero quella mozione pacifista, sarebbe il caso che le sonnolenti realtà sociali e politiche pisane si attivassero contro il military business e la militarizzazione del territorio se non vogliamo che Pisa sia trasformata in zona di guerra. Se non ora quando?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confederazione Cobas Pisa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-7471531386940762418?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/7471531386940762418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=7471531386940762418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7471531386940762418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7471531386940762418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/08/pisa-lhub-della-guerra.html' title='A Pisa l’Hub della guerra'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGMBYaTDCxI/AAAAAAAAAS8/aTtRfvgOEow/s72-c/2ywb8sp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-92658819747118523</id><published>2010-08-09T21:12:00.004+02:00</published><updated>2010-08-09T21:31:29.754+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Effetti Collaterali</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBWtmj8ylI/AAAAAAAAASk/C2JgOvRuwzc/s1600/9807.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBWtmj8ylI/AAAAAAAAASk/C2JgOvRuwzc/s400/9807.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503494086092180050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/21139/Wikileaks+rende+pubblico+un+video+in+cui+soldati+Usa+uccidono+deliberatamente+12+civili+in+Iraq"&gt;Wikileaks rende pubblico un video in cui soldati Usa uccidono deliberatamente 12 civili in Iraq&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://wikileaks.org/"&gt;WikiLeaks&lt;/a&gt;, un sito specializzato nella pubblicazione di documenti secretati, ha poche ore fa pubblicato un video segreto (che potete vedere nella &lt;a href="http://it.peacereporter.net/"&gt;home page di PeaceReporter&lt;/a&gt;) dell'esercito degli Stati Uniti d'America girato nel 2007 da un elicottero durante una operazione militare nella periferia di Baghdad. L'elicottero ha sparato e ucciso dodici civili tra cui due operatori della agenzia di stampa Reuters. Nell'azione ripresa dallo stesso elicottero, furono feriti due bambini. L'agenzia di stampa aveva provato ad ottenere il materiale video, ma inutilmente. Il video mostra chiaramente che gli operatori della Reuters sono stati uccisi dopo che erano già stati feriti. Nell'azione, anche due bambini erano stati feriti gravemente. &lt;br /&gt;Per approfondimenti, &lt;a href="http://www.collateralmurder.com/"&gt;www.collateralmurder.com&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;da &lt;a href="http://it.peacereporter.net/homepage.php"&gt;Peacereporter&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-92658819747118523?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/92658819747118523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=92658819747118523' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/92658819747118523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/92658819747118523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/08/effetti-collaterali.html' title='Effetti Collaterali'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBWtmj8ylI/AAAAAAAAASk/C2JgOvRuwzc/s72-c/9807.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-8132020544634071764</id><published>2010-08-09T19:52:00.006+02:00</published><updated>2010-08-09T21:10:39.842+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Mentre  due soldati italiani morivano in Afghanistan sulle spiagge di Gallipoli i reclutatori dell’Esercito erano all’opera tra i giovani disoccupati.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afgan_herat13.htm"&gt;www.pugliantagonista.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBSHSCJ0YI/AAAAAAAAASc/bRkfQwtC2WM/s1600/alpini-c1a82.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBSHSCJ0YI/AAAAAAAAASc/bRkfQwtC2WM/s400/alpini-c1a82.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503489029700178306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.leggonline.it/articolo.php?id=74657"&gt;La cronaca&lt;/a&gt; sull’esplosione che ha provocato la morte dei due genieri ad Herat non è quella del solito attentato a blindati italiani , ma neanche quella di un semplice un incidente di lavoro che a specialisti in sminamento può anche capitare poiché le circostanze  e i soggetti coinvolti fanno affermare ad alta voce  che stiamo assistendo all’innalzamento delle qualità  professionali degli artificieri talebani che anche noi dell’&lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/osservatorio.htm"&gt;Osservatorio sui Balcani&lt;/a&gt;  di Brindisi nelle pagine del nostro sito abbiamo più volte anticipato , definendo la guerra afgana come la prima guerra persa dalla NATO .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò lo confermano  il reparto di elite di appartenenza delle vittime e che almeno una delle due vittime fosse un sottufficiale con a carico numerose operazioni di sminamento all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La circostanza che l’esplosione sia avvenuta dopo che avevano già disinnescato un altro ordigno fa pensare che la tecnica della posa delle mine,   da parte dei talebani , oltre che esser cambiata nell’uso di materiali, diversificandosi tra recupero di mine residuati della guerra Russo-talebana, utilizzo di materiali chimici ad uso civile come il nitrato d’ammonio, l’uso di ordigni telecomandati o invece ad innesco convenzionale ( pressione, vibrazione, magnetici, miccia, ecc) , stia cambiando anche nella tecnica della posa, ovvero passando da quella di singoli ordigni, prevalentemente antitank ( quindi relativamente sicuri quando si maneggiano sul campo avendo  bisogno di elevate pressioni per esplodere) , a quello “misto “, trappolato, ovvero il posare mine antitank protette a raggiera  da mine antipersona  o addirittura posate a  bella posta affinché gli sminatori cadano in un campo minato trappolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto stesso che in quest’occasione siano incappati due esperti artificieri appartenenti ad una unità mobile composta da ben 36 elementi dotati di cercamine, cani, robot, ecc, fa pensare che il “rudimentale ordigno”  sia invece una di quelle micidiali mine italiane o similari che proprio nei rapporti segreti svelati da &lt;a href="http://wikileaks.org/"&gt;Wikyleaks&lt;/a&gt; due giorni fa sono definite la bestia nera degli sminatori USA in Afghanistan, mine siglate TC/6 o simili, fatte in plastica e ceramica difficilissime da scoprire e capaci di rimanere efficienti quasi in eterno in uno scenario desertico come quello afgano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tempo noi italiani eravamo all’avanguardia in questo settore,  con una grande azienda la Tecnovar  di Bari , nella nostra regione , la Puglia,  che brevettò questi aggeggi micidiali  che,  anche dopo la messa al bando in Italia potè continuare la produzione all’estero e spedirne a decine o centinaia di migliaia proprio in Afghanistan coi soldi della CIA per combattere i russi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per riuscire a disinnescarle , occorre comprendere innanzitutto come si installano, il loro uso semplice o combinato con mine antitank , poi imparare a renderle innocue e … se sei diventato bravo puoi riconvertirle ad un nuovo uso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esplosione di oggi dimostra una tecnica  appresa presso  una buona  scuola di artificieri o anche ad una di sminatori e rispetto a queste ultime , ringraziando ALLAH, pardon l’ONU  e la NATO ce ne sono tantissime sotto l’egida di ONG benemerite e famosissime  che operano in Afghanistan da diversi anni e che hanno prodotto valenti specialisti tra gli afgani nel recupero mine…( su questo argomento vi invito a leggere il nostro articolo &lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afghanistan_6.htm"&gt;Quando i talebani andarono a scuola di mine dagli italiani&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che a cadere oggi siano stati dei valenti specialisti nel campo delle mine come i nostri artificieri, ritenuti in tutto il mondo all’avanguardia ( vedi l’ultima operazione di sminamento di UNIFIL sul confine israelo-libanese) apre scenari inquietanti quali l’aumento esponenziale dei  prossimi costi logistici in Afganistan, ovvero utilizzo abnorme di mezzi e uomini per far operare in sicurezza , crescita di perdite in uomini e mezzi, diminuzione della flessibilità d’intervento.&lt;br /&gt;Talebani pochi, sporchi e malvisti dai locali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per terminare facciamo notare che una cosa è posare in tutta fretta un ordigno improvvisato, nel cuore della notte , un altro gingillarsi nel posare mine trappolate o interi campi minati: ciò significa che i cosiddetti insorti hanno possibilità di operare all’aperto alla luce del giorno  sotto gli occhi della popolazione , connivente o semplicemente passivamente accondiscendente.&lt;br /&gt;Trappola con la complicità dei locali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto altri terribili dubbi vengono andando a rileggere la cronache degli ultimi interventi dei nostri sminatori, chiamati ad intervenire su indicazioni di soldati afgani o civili e che alla luce dei fatti potrebbero essere interpretati non come segnali di fiducia  nei confronti dei nostri soldati, bensì come occasioni per far studiare ad altri i nostri “modi operandi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testamento spirituale dell’artificiere.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBPDJUvx4I/AAAAAAAAASU/q7H6eNA-2h8/s1600/soldati-italiani-afghanistan1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 314px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBPDJUvx4I/AAAAAAAAASU/q7H6eNA-2h8/s400/soldati-italiani-afghanistan1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503485660107884418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Fa pensare l’intervista fatta venti giorni fa al povero maresciallo Mauro Gigli, che candidamente dice all’operatore RAI di esser intervenuto su un ordigno-trappola che sembrava un antitank a pressione ed invece era radiocomandato. A rivederla quell’intervista è il testamento spirituale di ogni artificiere che inviato sul campo per un lavoro “di routine”,  invece deve constatare che a salvarlo  è stata la fortuna, la non raggiunta raffinatezza dell’avversario, una preveggenza extrasensoriale ma che d’ora in poi il bersaglio è proprio lui, in una sorta di cecchinaggio e controcecchinaggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sono vere le ultime dichiarazioni del Ministro  La Russa sul fatto che il maresciallo si sia accorto della trappola qualche istante prima di saltare in aria,  avvisando gli altri della pattuglia , ebbene questo significa che ha compreso all’ultima istante che la partita tra specialisti , questa volta era stata vinta dall’avversario.&lt;br /&gt;Il grande affare delle contromisure&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mine, trappole radiocomandate e altri congegni infernali son divenuti la causa principale dei caduti degli USA in Afghanistan  a partire dal 2007 e il più grande esercito degli Stati Uniti ha speso per difendersi da essi circa la metà della spesa totale di tutte le apparecchiature elettroniche ,  con aumenti di investimenti per esempio per quanto riguarda il disturbatori di radiocomandi più in uso in Afghanistan , lo Warlock "IED jammer , del 400% nel 2007 rispetto ai livelli del 2003.  ( dati Wikyleaks) Di questi disturbatori ce ne sono ben 2769 schierati, oltre ad altri 1734 del modello Acorn, centinaia i rivelatori portatili di esplosivi, decine di veicoli Husky e Mercaat per individuazione mine, centinaia di robot della serie Pacbot e Marcbot IV e vari oltre che decine di aerei robot che sono in volo 24 ore su 24 che hanno il compito di individuare i posatori di mine. Nonostante ciò  e una spesa che raggiunge i miliardi di dollari, le vittime statunitensi continuano ad essere elevate e la possibilità di competere con quei costi stratosferici per gli italiani è impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBCtmCUZ9I/AAAAAAAAASM/1Db9fWdlN50/s1600/impers.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 204px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBCtmCUZ9I/AAAAAAAAASM/1Db9fWdlN50/s320/impers.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503472095718565842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arruolati anche tu nelle truppe imperiali!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In compenso abbiamo materiale umano da reclutare a poco prezzo e nel giorno in cui saltava in aria un pugliese come il caporalmaggiore De Cillis  di Bisceglie, nella sua regione d’origine , nel Salento , tra i villeggianti  della città di Gallipoli,  nella cornice del parco di giochi acquatico “Acqua Splash” interveniva &lt;a href="http://www.dedalonews.it/it/index.php/07/2010/esecrito-per-3-mesi-info-team-sulle-spiaggie-pugliesi/"&gt;l’Info Team dell’esercito italiano&lt;/a&gt; , composto da personale del comando militare Esercito “Puglia” e del centro documentale di Lecce che in pantaloncini blu, maglietta verde e cappellino beige con logo istituzionale , facevano conoscere ai giovani pugliesi disoccupati le opportunità professionali e formative offerte dalla Forza Armata, con la possibilità di viaggiare tanto all’estero e conoscere dei posti meravigliosi irraggiungibili da turisti squattrinati e sprovveduti come sono loro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri Infoteam si son visti sulle spiaggie del NordBarese e a detta dell’esercito continueranno la loro opera di reclutamento per tutto il mese di agosto tra ombrelloni, pizzichi, mellonate e giochi acquatici....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Antonio Camuso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservatorio sui Balcani di Brindisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brindisi 29 luglio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-8132020544634071764?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/8132020544634071764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=8132020544634071764' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8132020544634071764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8132020544634071764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/08/mentre-due-soldati-italiani-morivano-in.html' title='Mentre  due soldati italiani morivano in Afghanistan sulle spiagge di Gallipoli i reclutatori dell’Esercito erano all’opera tra i giovani disoccupati.'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/TGBSHSCJ0YI/AAAAAAAAASc/bRkfQwtC2WM/s72-c/alpini-c1a82.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-707740572992253922</id><published>2010-04-13T16:27:00.005+02:00</published><updated>2010-04-13T16:35:56.813+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>17 APRILE A PIAZZA NAVONA PER EMERGENCY</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8R_qblC08I/AAAAAAAAAR8/57ZjkuXBqhU/s1600/25581_116481678364468_116463131699656_269230_3416662_s.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 88px; height: 129px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8R_qblC08I/AAAAAAAAAR8/57ZjkuXBqhU/s320/25581_116481678364468_116463131699656_269230_3416662_s.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459629015214248898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SABATO 17 APRILE TUTTI A PIAZZA NAVONA PER EMERGENCY, CONTRO LA CONGIURA DI GUERRA ORCHESTRATA DALLA NATO E DAL GOVERNO KARZAI IN AFGHANISTAN CON LA COMPLICITA’ DEL GOVERNO ITALIANO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attacco pianificato contro Emergency è un palese tentativo delle potenze occidentali occupanti di screditare, rendere inoffensivo, impedire  di operare ad un testimone diretto dei massacri e delle stragi generati dalla guerra condotta dalla coalizione bellica a guida USA contro gli afgani.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8SBBjg-qdI/AAAAAAAAASE/GLd1vLKTWp0/s1600/tre%27emergency.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 156px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8SBBjg-qdI/AAAAAAAAASE/GLd1vLKTWp0/s320/tre%27emergency.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459630511993301458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il blitz , l’arresto dei medici e degli operatori con accuse assurde, e l’occupazione della struttura ospedaliera  a Lashkar Gah avviene a due mesi dall’inizio dell’operazione “Moshtarak” – la più grande dall’invasione del 2001. Un’offensiva militare condotta da 15.000 militari Isaf insieme a forze dell’esercito del governo afgano, a Marjah nel sud dell’Afghanistan. Fin dai primi giorni  dell’azione di guerra trapelano notizie di profughi fuggiti dai bombardamenti e di morti  tra i civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emergency denuncia il ruolo  delle truppe statunitensi che impediscono alla Croce Rossa l’evacuazione e il soccorso dei civili feriti a Marjah attraverso il corridoio umanitario, e parlano di crimini di guerra riferendosi al recente premio Nobel per la pace Obama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’improvviso e a sorpresa alla fine di marzo il presidente degli Stati Uniti arriva a Kabul per ascoltare dal generale McChrystal un “rapporto sul campo” sull’andamento del conflitto e per ringraziare le truppe per il lavoro svolto, sicuro- afferma Obama – di chiudere con successo la missione militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindici giorni dopo c’è l’attacco ad Emergency. Sicuramente una coincidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro degli Esteri Frattini e quello alla Difesa – o meglio alla guerra – la Russa, tacciono come sempre, e Gino Strada rincara la dose - giustamente – chiamando delinquenti politici i parlamentari italiani che votano il rifinanziamento della missione militare e che non vedono la strage di civili in corso.&lt;br /&gt;GLI STESSI POLITICI CHE DA TRE ANNI LASCIANO 90 PROFUGHI AFGANI NELLE "BUCHE" DELLA PERIFERIA ROMANA, SENZA QUELLA ASSISTENZA MINIMA DOVUTA LORO IN BASE AL DIRITTO UMANITARIO INTERNAZIONALE. Nessuna pietà nè soldi per chi è fortunosamente scampato dalle bombe e dagli eserciti della NATO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che è certo è che gli orrori della guerra  – che la Nato e gli Usa non potranno mai vincere militarmente – non vanno nè visti nè raccontati.  Invece è proprio questo che bisogna  continuare  a fare per inceppare la macchina bellica, le sue bugie, le mistificazioni e i suoi silenzi omertosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIA DALL’AFGHANISTAN, RITIRO DELLE TRUPPE, SOLIDARIETA'ED ASSISTENZA AI PROFUGHI DI GUERRA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rete nazionale Disarmiamoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info@disarmiamoli.org; &lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/"&gt;www.disarmiamoli.org&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-707740572992253922?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.emergency.it/' title='17 APRILE A PIAZZA NAVONA PER EMERGENCY'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/707740572992253922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=707740572992253922' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/707740572992253922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/707740572992253922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/04/17-aprile-piazza-navona-per-emergency.html' title='17 APRILE A PIAZZA NAVONA PER EMERGENCY'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8R_qblC08I/AAAAAAAAAR8/57ZjkuXBqhU/s72-c/25581_116481678364468_116463131699656_269230_3416662_s.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-8810153759388758756</id><published>2010-04-13T16:00:00.000+02:00</published><updated>2010-04-13T16:42:22.108+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Gino Strada: 'Emergency colpita perché testimone scomodo</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/El-geQXCJnA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/El-geQXCJnA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-8810153759388758756?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/8810153759388758756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=8810153759388758756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8810153759388758756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8810153759388758756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/04/gino-strada-emergency-colpita-perche.html' title='Gino Strada: &apos;Emergency colpita perché testimone scomodo'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-4047874528296174047</id><published>2010-04-12T16:31:00.008+02:00</published><updated>2010-04-13T16:32:28.454+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Afghanistan, fermati a Lashkargah tre operatori italiani di Emergency</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8Mu9TYlNqI/AAAAAAAAARk/_GBG2PEu6Lc/s1600/26544.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 262px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8Mu9TYlNqI/AAAAAAAAARk/_GBG2PEu6Lc/s320/26544.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459258804013446818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono accusati di coinvolgimento in un complotto per uccidere il governatore dell'Helmand. Emergency: " Accusa ridicola" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre operatori italiani dell'ospedale di &lt;a href="http://www.emergency.it/menu.php?A=006&amp;SA=058&amp;ln=It&amp;cs=166"&gt;Emergency&lt;/a&gt; a Lashkargah, nella provincia meridionale di Helmand, sono stati fermati dalle forze di sicurezza afgane e dalle truppe britanniche Isaf (entrate armate nell'ospedale: VIDEO) con l'accusa di coinvolgimento in un complotto per organizzare attentati suicidi e per assassinare il governatore locale, Gulab Mangal.&lt;br /&gt;I tre italiani sono Marco Garatti, coordinatore medico del progetto di Emergency in Afghanistan, Matteo Dell'Aira, infermiere capo dell'ospedale di Lashkargah, e Matteo Pagani, logista dello stesso ospedale.&lt;br /&gt;Assieme a loro sono stati fermati altri sei dipendenti afgani dell'ospedale.&lt;br /&gt;Secondo Daud Ahmadi, portavoce del governatore di Helmand, le forze di sicurezza che &lt;a href="http://it.peacereporter.net/videogallery/video/12119"&gt;hanno fatto irruzione nell'ospedale di Emergency&lt;/a&gt; hanno trovato nel magazzino dell'ospedale giubbotti esplosivi, granate e armi da fuoco.&lt;br /&gt;Non si sa dove i nove fermati siano detenuti. La sede milanese dell'ong non e' ancora riuscita a parlare con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione di Emergency. "Quando abbiamo provato a chiamare il telefono di uno dei nostri operatori - ha dichiarato Maso Notarianni, responsabile comunicazione di Emergency - ha risposto un uomo che si e' qualificato come appartenente alle 'forze britanniche Isaf', ci ha assicurato che gli italiani erano con lui e stavano bene, ma non ce li ha passati".&lt;br /&gt;"L'accusa di un qualsiasi complotto o del favoreggiamento di qualsiasi azione violenta è assolutamente ridicola", ha detto Notarianni. "Chiunque, qualsiasi afghano medio, ridirebbe del fatto che qualunque membro dello staff di Emergency possa complottare alcunché. Dal ministro Frattini ci aspettiamo che faccia immediatamente rilasciare i nostri medici e che esiga che la situazione torni alla normalità. L'&lt;a href="http://www.emergency.it/menu.php?A=002&amp;SA=007&amp;P=242&amp;ln=It"&gt;ospedale di Lashkargah&lt;/a&gt; opera in una situazione difficile nella provincia di Helmand è in corso da settimane un'operazione militare che ha colpito molti civili, che spesso non potevano ricevere alcun soccorso".&lt;br /&gt;La Farnesina, dal canto suo, "ribadisce la linea di assoluto rigore del governo italiano contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanistan, così come altrove" e che "i medici italiani in stato di fermo lavoravano in una struttura umanitaria non riconducibile ne' direttamente ne' indirettamente alle attività finanziate dalla cooperazione italiana".&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8R-VKFKumI/AAAAAAAAARs/jQaNQKEvB5E/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8R-VKFKumI/AAAAAAAAARs/jQaNQKEvB5E/s320/3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459627550228265570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parole di &lt;a href="http://it.peacereporter.net/videogallery/video/12121"&gt;Gino Strada&lt;/a&gt;. Per Gino Strada, fondatore di Emergency, "Le accuse mi sembrano delle assurdità talmente grosse da non prenderle in considerazione. Mi auguro che nessuna anima bella le prenda in considerazione: e' come se in Italia si facesse circolare la voce che Don Ciotti sta complottando per uccidere il papa, e mi scuso con il mio amico per questo esempio. È vero - continua Strada - che il progetto che Emergency sta portando avanti in Afghanistan non è finanziato dalla cooperazione, ma ha ricevuto la 'conformità' del ministero degli Esteri, termine tecnico per dire che la Farnesina riconosce quel progetto e lo avalla, quindi non è vero che si possono tirare fuori". Sulle armi rinvenute nell'ospedale, Strada ha detto: "Non posso escluderlo, come non posso escludere che qualcuno possa entrare con una pistola in qualunque ospedale italiano".&lt;br /&gt;"Emergency in Afghanistan, e soprattutto in quella regione, è un testimone scomodo di quanto fanno le forze di occupazione e una specie di governo ai danni della popolazione", continua Strada. "Siamo scomodi perché' abbiamo denunciato che veniva addirittura impedito di assistere i civili feriti nella recente campagna di attacchi dove bambini e donne sono stati colpiti duramente. Sono in molti in questa zona a partecipare all'occupazione militare, fra cui gli italiani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Piovesana&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/homepage.php"&gt;peacereporter&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-4047874528296174047?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.peacereporter.net/articolo/21239/Afghanistan%2C+fermati+a+Lashkargah+tre+operatori+italiani+di+Emergency' title='Afghanistan, fermati a Lashkargah tre operatori italiani di Emergency'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/4047874528296174047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=4047874528296174047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/4047874528296174047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/4047874528296174047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/04/afghanistan-fermati-lashkargah-tre.html' title='Afghanistan, fermati a Lashkargah tre operatori italiani di Emergency'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/S8Mu9TYlNqI/AAAAAAAAARk/_GBG2PEu6Lc/s72-c/26544.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-3983880636659414759</id><published>2010-04-12T16:18:00.001+02:00</published><updated>2010-04-12T16:27:36.217+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='U.S.A.'/><title type='text'>STRATEGIE NUCLEARI USA/NATO IN UNA ITALIA "ATOMICA"</title><content type='html'>La nuova roadmap nucleare americana&lt;br /&gt;La strategia  del Nuclear Posture Review 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tommaso Di Francesco,  Manlio Dinucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La roadmap della nuova strategia nucleare Usa è dunque tracciata: lo annuncia nella prefazione al Nu-clear Posture Review Report 2010 il segretario alla Difesa Robert Gates, anche lui rinnovatosi passan-do dall’amministrazione Bush a quella Obama. Che cosa è cambiato? Anzitutto la situazione interna-zionale: «L’Unione sovietica e il Patto di Varsavia sono scomparsi e tutti gli ex membri non-sovietici del Patto di Varsavia sono ora membri della Nato». La Russia «non è un nemico», ma un partner degli Stati uniti nell’affrontare «altre minacce emergenti». Il presidente Obama ha infatti chiarito che «il più immediato ed estremo pericolo è oggi il terrorismo nucleare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Qui niente di nuovo rispetto alla strategia dell’amministrazione Bush, che al comunismo (nemico numero uno nella guerra fredda) aveva sostituito il terrorismo, «il nemico oscuro che si nasconde negli angoli bui della Terra».  Oggi, si afferma nel rapporto del Pentagono, «Al Qaeda e i loro alleati estre-misti cercano di procurarsi armi nucleari». Quindi, «anche se la minaccia di una guerra nucleare globa-le è divenuta remota, è aumentato il rischio di attacco nucleare». Si agita così lo spettro di un 11 set-tembre nucleare, collegato all’«altra pressante minaccia»: la proliferazione nucleare. Altri paesi, so-prattutto quelli «in contrasto con gli Stati uniti», possono dotarsi di armi nucleari. Si accusa quindi l’Iran, e in subordine la Corea del nord, di perseguire ambizioni nucleari, violando il Trattato di non-proliferazione (Tnp), accrescendo l’instabilità della propria regione e spingendo i paesi limitrofi a prendere in considerazione «proprie opzioni di deterrenza nucleare»  (espressione diplomatica per giu-stificare, senza nominarlo, il fatto che Israele possiede armi nucleari e non aderisce al Tnp).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo sfondo sono chiari gli obiettivi della nuova strategia: anzitutto mantenere la supremazia nucleare statunitense, stabilendo con il nuovo Start (firmato l’8 aprile a Praga) uno status quo con la Russia, l’altra maggiore potenza nucleare. Il trattato non limita il numero delle testate nucleari operati-ve nei due arsenali, ma solo le «testate nucleari dispiegate», ossia pronte al lancio su vettori strategici con gittata superiore ai 5.500 km: il tetto viene stabilito in 1.550 per parte, ma è in realtà superiore poiché ciascun bombardiere pesante viene contato come una singola testata anche se ne trasporta venti o più.  Siamo ben lungi dal disarmo nucleare. Ciascuna delle due parti non solo manterrà pronto al lancio un numero di testate nucleari in grado di spazzare via la specie umana dalla faccia della Terra, ma potrà continuare a potenziare qualitativamente le proprie forze nucleari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Nuclear Posture Review si precisa che gli Stati uniti, pur non sviluppando nuovi tipi di testate nucleari, rinnoveranno il proprio arsenale attraverso sostituzioni di componenti. Sarà quindi «rafforza-ta la base scientifica e tecnologica, vitale per la gestione dell’arsenale». A tal fine sono previsti «accre-sciuti investimenti nel complesso degli impianti e del personale  addetti alle armi nucleari». Lo stesso, ovviamente, potrà fare la Russia, pur disponendo di minori mezzi economici. Gli Usa cercheranno pe-rò di acquisire un ulteriore vantaggio, sviluppando nuovi tipi di vettori strategici (non limitati dal nuo-vo Start) e realizzando in Europa lo «scudo» anti-missili (restato fuori dell’accordo): un sistema che, una volta messo a punto, permetterebbe loro di neutralizzare almeno in parte la capacità delle forze nucleari strategiche russe. Riguardo alla Cina, gli Usa si dichiarano «preoccupati per i suoi sforzi di modernizzazione militare, compresa quella qualitativa e quantitativa dell’arsenale nucleare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo gli Stati uniti, con il summit del 12 aprile sul Tnp, si prefiggono di rafforzare il re-gime di «non-proliferazione» così come è concepito a Washington: mantenere immutato l’attuale «club nucleare» di cui sono membri, oltre alle due maggiori potenze, Francia, Gran Bretagna, Cina, I-sraele (in incognito), India e Pakistan. Gli Stati uniti, mentre si impegnano a non usare armi nucleari contro gli stati che non le posseggono e si attengono al Tnp, lasciano intendere che si riservano il dirit-to del first strike per impedire che un paese come l’Iran possa costruirle. Ben diverso l’atteggiamento verso gli alleati. Nel Nuclear Posture Review si conferma che «rimane in Europa un piccolo numero di armi nucleari Usa» (stimato in circa 500, di cui 90 in Italia), precisando che «i membri non-nucleari della Nato partecipano alla pianificazione nucleare e posseggono aerei specificamente configurati, ca-paci di trasportare armi nucleari». Si ammette così, in un documento ufficiale, che i primi a violare il Tnp sono gli Stati uniti, i quali forniscono armi nucleari a paesi non-nucleari, e i loro alleati, Italia compresa, i quali violano l’art. 2 del Tnp: «Ciascuno degli stati militarmente non-nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari, né il controllo su tali armi, direttamente o indirettamente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia è atomica&lt;br /&gt;Il Pentagono conferma che Italia dispone&lt;br /&gt;di bombe nucleari. Cosa dice il governo italiano?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Già si sapeva – da un rapporto dell’associazione ambientalista americana Natural Resources Defense Council (v. il manifesto, 10 febbraio 2005) – che gli Stati uniti mantengono in Italia 90 bombe nuclea-ri: 50 ad Aviano (Pordenone) e 40 a Ghedi Torre (Brescia). Altre circa 400 sono dislocate in Germa-nia, Gran Bretagna, Turchia, Belgio e Olanda. Sono bombe tattiche B-61 in tre versioni, la cui potenza va da 45 a 170 kiloton (13 volte maggiore di quella della bomba di Hiroshima).&lt;br /&gt;Le bombe sono tenute in speciali hangar insieme ai caccia pronti per l’attacco nucleare: tra questi, i Tornado italiani che sono armati con 40 bombe nucleari (quelle tenute a Ghedi Torre). A tal fine, rive-la il rapporto, piloti italiani vengono addestrati all’uso delle bombe nucleari nei poligoni di Capo Fra-sca (Oristano) e Maniago II (Pordenone). &lt;br /&gt;Ora ciò viene confermato ufficialmente, per la prima volta, nel Nuclear Posture Review 2010, dove si afferma che «i membri non-nucleari della Nato posseggono aerei specificamente configurati, capaci di trasportare armi nucleari». Lo conferma anche il governo italiano, ammettendo così di violare il Trat-tato di non-proliferazione? Oppure dichiara che il Pentagono dice il falso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(il manifesto, 9 aprile 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-3983880636659414759?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/3983880636659414759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=3983880636659414759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3983880636659414759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3983880636659414759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/04/segnala-questo-messaggio-strategie.html' title='STRATEGIE NUCLEARI USA/NATO IN UNA ITALIA &quot;ATOMICA&quot;'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2527967667100662483</id><published>2010-04-06T15:39:00.002+02:00</published><updated>2010-04-06T15:42:48.936+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='U.S.A.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>militarismo U.S.A.</title><content type='html'>I segni onnipresenti del militarismo, incluse pubblicità sulla metro per l'F-35, con bandiera italiana, e la DRS del gruppo Finmeccanica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Q_4NQ_T1Cn4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Q_4NQ_T1Cn4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2527967667100662483?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2527967667100662483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2527967667100662483' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2527967667100662483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2527967667100662483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2010/04/blog-post.html' title='militarismo U.S.A.'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-6782556249626769582</id><published>2009-04-11T20:30:00.007+02:00</published><updated>2009-04-11T21:12:23.703+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>il nuovo fucile che spara dietro i muri</title><content type='html'>IL NEMICO E’ ALLE PORTE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Presentato il nuovo fucile hi-tech Beretta ARX160 che può sparare dietro i muri.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un’approfondimento di Antonio Camuso dell’&lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_militarizzato_8.htm"&gt;Osservatorio sui Balcani di Brindisi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDlJKyljWI/AAAAAAAAAQ8/fzO0lbVZqF4/s1600-h/soldatofuturofq1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 279px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDlJKyljWI/AAAAAAAAAQ8/fzO0lbVZqF4/s320/soldatofuturofq1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323506705230040418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia della presentazione ufficiale  del nuovo fucile Beretta ARX160 che verrà utilizzato in fase sperimentale da reparti speciali dell’esercito italiano, è di questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che la Beretta lavorasse allo studio e al collaudo di questo fucile lo si sapeva da tempo e che esso facesse parte di quel &lt;a href="http://www.paginedidifesa.it/2007/secci_070521.html"&gt;progetto Soldato Futuro&lt;/a&gt; portato avanti con orgoglio dallo Stato Maggiore Difesa e dalle industrie del settore, lo si leggeva in tutte le riviste militari da almeno dieci anni. L’attesa per la prima uscita in pubblico era divenuta negli ultimi tempi  spasmodica poiché c’era  il rischio,  a seguito delle elezioni americane, di assistere al ritiro delle truppe italiane dall’unico fronte di “guerra calda” e con relativa mancata messa in linea “operativa”e sperimentazione sul campo dell’ultimo gioiello Beretta.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDmvltOeTI/AAAAAAAAARE/BivoZnzlJOM/s1600-h/secci_070521.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDmvltOeTI/AAAAAAAAARE/BivoZnzlJOM/s320/secci_070521.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323508464801970482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un vero peccato, se così fosse stato,  poichè  da tempo le nostre forze Armate, nelle loro missioni “di pace “ all’estero son divenute il miglior spot pubblicitario per i venditori di armi made in Italy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’annuncio, il 31 marzo 2009,  della benedizione ufficiale nel poligono di Nettuno di quello che dovrebbe divenire il sistema d’arma standard dei soldati italiani, impiegati nella Guerra infinita globale, è giunto a poche ore di anticipo dalla riunione NATO che sanciva l’aumento di truppe e logistica di tutti i partecipanti alle operazioni in Afghanistan , compresa l’Italia e relativa previsione che il nuovo ARX160 possa in quel contesto farsi  presto onore e pubblicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nemico è alle porte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alle sue innovazioni di carattere meccanico (  utilizzo di materiali ultraleggeri, compositi e la possibilità di cambiare calibro e caratteristiche ergonomiche), il pezzo forte,sono i sistemi ottici grazie ai quali questo fucile permetterà al soldato di poter sparare mantenendo il corpo nascosto dalla linea di tiro, il cosiddetto tiro defilato. Una opzione miracolosa come l’hanno definita gli entusiastici commentatori dei media ,  ma che ci riporta lugubremente ad altri tempi, quando la necessità di sparare da dietro i muri divenne l’assillo pressante per l’esercito nazista assediato e costretto a combattere casa per casa nella stessa Germania, sotto l’incalzare delle truppe dell’Armata Rossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci provò l’inventiva degli scienziati tedeschi a far quadrare il cerchio o meglio a curvare la traiettoria dei proiettili dei fucili onde  far sparare i fantaccini tedeschi stando nascosti dietro gli angoli delle strade&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si giunse così al fucile Stg.44 più, come accessorio, &lt;a href="http://digilander.libero.it/historiabis/kummer.htm"&gt;un Krummerlauf con canna ad angolo da 30°C&lt;/a&gt; (quella considerata migliore sia per la precisione che per lo stress sul proiettile e la durata della canna stessa) dotato di sistema ottico Zeiss di cui negli ultimi mesi ne furono prodotti 100.000 esemplari  e che caddero in seguito nelle mani degli alleati.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDq_ug2I2I/AAAAAAAAARc/JgB91mno68E/s1600-h/800pxm32grenadelaunchervq6.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDq_ug2I2I/AAAAAAAAARc/JgB91mno68E/s320/800pxm32grenadelaunchervq6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323513140090381154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anche oggi il nemico è  alle porte,  come confermano coloro che pubblicizzano il futuro campo d’uso di questo sistema d’arma: la guerra ormai si combatte nelle città,per adesso del Sud del Mondo ma potrebbe dilagare sotto la spinta della crisi capitalistica globale e su una probabile caduta di  stabilità sociale, anche nelle nostre metropoli, coinvolgendo gli strati sociali più deboli e numerosi, moltiplicando i nemici sino a farli divenire  quella massa sterminata identica  a quella , in divisa con la stella rossa, che  i soldati della Whermacht si ritrovarono a cercare di arginare negli ultimi mesi del 45&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’arma ideale per scenari non convenzionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi (e ancor più in futuro) gli eserciti sono in guerra  contro civili in armi che si ribellano per i motivi più disparati e che comunque , accomunati all’epiteto di terroristi internazionali , devono essere ricacciati fuori dalle linee rosse delle città, dalle banlieu delle megalopoli, dalle caverne o dagli altipiani desertici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Contro questo nemico che aumenta di numero,  man mano che la crisi del sistema capitalistico diviene sempre più grave, non basteranno droni o bombardieri invisibili e per ricacciarlo dai quartieri alti  o dalle piattaforme petrolifere bisognerà respingerlo strada per strada , e un fucile come l’ARX160 sembra che sia proprio l’ideale. Ma basterà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le  operazioni di rastrellamento nei quartieri proletari, per sfondare  porte e muri e cancelli si è opportunamente progettato il lanciagranate GLX160, un piccolo ed efficace cannoncino capace di tirare granate da 40 e 46 mm,  inseribile sotto la canna del ARX 160  e che fa di esso un mezzo antiguerriglia altamente versatile e di potenza devastante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDowdqCj0I/AAAAAAAAARM/xyjrTRsqdwM/s1600-h/img3233ps9.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 139px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDowdqCj0I/AAAAAAAAARM/xyjrTRsqdwM/s320/img3233ps9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323510678844247874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.esercito.difesa.it/root/equipaggiamenti/aa_futuro_arma.asp"&gt;Il GLX160&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un gioiellino dell’antiguerriglia urbana,  che  nella versione per fucile  non è dotato di apposito manico, mentre nella versione single , per forze di polizia e antisommossa è una vera e propria lupara antidimostrante e che purtroppo vedremo molto presto in azione da noi e in altre piazze in rivolta del Pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se  questi mezzi possano a fermare il corso della Storia  bisognerà soltanto attendere gli eventi e scoprire se,  come lo è stato nel passato,  le armi dell’oppressore cadendo in quelle dell’oppresso ne determinino la sua liberazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ successo già a Little Big Horn dove i cavalli e i Winchester caduti in mano degli indiani divennero l’arma che sconfisse Custer o in Vietnam, nel 1957 dove le armi dell’esercito giapponese cadute in mano dei Vietcong,  sconfissero i francesi a Dien Bien Phu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDpWiViIOI/AAAAAAAAARU/WPwBoXjos2s/s1600-h/prima_dieci.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 183px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDpWiViIOI/AAAAAAAAARU/WPwBoXjos2s/s320/prima_dieci.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323511332935442658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’arma ideale del terrorista guerrigliero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La facilità di smontaggio ( esso si disassembla senza nessun attrezzo ma semplicemente facendo leva su appositi ganci con la punta di un proiettile) , il ridotto numero di componenti, la mancanza di sicurezze elettroniche ( ovvero blocchi con password sulle sicure)  ,fanno di esso l’arma che in pochi secondi strappata dalle mani del nemico diviene parte integrante del guerrigliero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La possibilità di cambiare velocemente canna, otturatore e senso di espulsione del proiettile, determinano una difficoltà nella tracciabilità dell’arma se fosse usata in attentati, poiché il proiettile ogni volta che si cambia canna modica la sua impronta e il  i segni lasciati sul bossolo espulso cambiano cambiando otturatore e modo ( destra /sinistra) di espulsione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La stessa capacità di poter esser usato, modificandolo con tiro destro o sinistro, lo fanno più facilmente accessibile a combattenti irregolari in cui si mescolano mancini , destrorsi o ambidestri. Infine,  la quasi mancanza di manutenzione , la leggerezza  e il cambio di calibro sono proprio ideali per un esercito irregolare in cui i calibri delle armi in uso non sono mai standardizzati: in questo caso basterà procurarsi un po’ di canne ed otturatori di ricambio e  in mancanza di proiettili NATO e USA da 5,56  si potrà utilizzare il caro vecchio 7,62  o viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non tutto oro è quel che luccica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei blog di discussione dei militari italiani che lo hanno testato si scopre che proprio quello che è il piatto forte dell’ARX160, ovvero il sistema ottico di puntamento,  è in pratica un problema in  teatro operativo: se va in tilt o semplicemente nella concitazione dell’azione  diviene poco pratico, per passare al mirino ottico convenzionale non è semplice, poiché ha bisogno di un riallineamento e a questo punto i nostri “ amici consiglieri Rambo ” consigliano di aver sottomano il caro vecchio AK47 che non ti lascia mai in mutande e che quando spara fa un casino del diavolo. Se lo dicono i nostri consiglieri in divisa dobbiamo proprio crederli, tenendo conto che essi,  giunti in Iraq, messe le mani sui kalashinov, ne furono tanto entusiasti che ne fecero una scorpacciata portandosene clandestinamente in Italia un bell’assortimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato che furono “cuccati” dai CC e dalla Finanza ma, l’inchiesta finì a tarallucci e vino e i militari amanti di souvenir ebbero solo una tirata di orecchie invece di una bella  incriminazione di traffico internazionale  di armi da guerra…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Camuso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;osservatoriobrindisi@libero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brindisi 5 aprile 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-6782556249626769582?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/6782556249626769582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=6782556249626769582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6782556249626769582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6782556249626769582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/04/il-nuovo-fucile-che-spara-dietro-i-muri.html' title='il nuovo fucile che spara dietro i muri'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDlJKyljWI/AAAAAAAAAQ8/fzO0lbVZqF4/s72-c/soldatofuturofq1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-7897852230442556111</id><published>2009-04-11T20:15:00.004+02:00</published><updated>2009-04-11T20:23:15.366+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><title type='text'>STRASBURGO BRUCIA?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDejDXniQI/AAAAAAAAAQk/0M02ZMFzMzY/s1600-h/20090401_scontri-london-g20-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 204px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDejDXniQI/AAAAAAAAAQk/0M02ZMFzMzY/s320/20090401_scontri-london-g20-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323499453333080322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune considerazioni sulle giornate anti NATO nella capitale della UE scritte dalla delegazione della &lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1"&gt;Rete nazionale Disarmiamoli&lt;/a&gt;! al controvertice del 3 – 4 aprile 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spenti i fuochi alla periferia di Strasburgo, la “grandeur” francese si misurerà da ora in poi all’interno di una alleanza che appare sin da subito poco incline a compiacere il piccolo De Gaulle di turno, Nicolas Sarkozy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scontro con gli Stati Uniti sull’ingresso della Turchia è solo una delle tante contraddizioni che rischiano di aumentare, anziché risolvere, i gravi problemi di gestione di una alleanza malata sempre di più di elefantiasi, incapace di risolvere sul campo il conflitto afgano, in empasse sul progetto di “scudo antimissile”, bloccata dalla Russia nell’offensiva georgiana contro l’Ossezia del Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sofferto allargamento della NATO ad Est, il tentativo di integrazione con le strutture militari della UE, le ipotesi di proiezione di potenza ben oltre l’area eurasiatica e mediorientale indicano però una tendenza alla “soluzione militare” per affrontare la gravissima crisi economica attraversata dal sistema capitalistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Montare sul treno della guerra è di vitale importanza. Chi ne rimane escluso rischia di esserne schiacciato. Ecco quindi il feroce sgomitare di Stati e classi dirigenti: Tutti sui vagoni, possibilmente in prima classe, con il rischio di far deragliare l’intero convoglio. Al momento il contributo del movimento altermondialista all’auspicato incidente ferroviario è, alla luce dei fatti di Strasburgo, abbastanza debole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I padroni di casa del vertice dovevano garantire, nel momento del “grande rientro” nell’alleanza, una assoluta calma nel cuore della City, intorno ai palazzi del potere militare occidentale. Così è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tenere a debita distanza i militanti anti NATO dai luoghi di incontro dei “grandi” sono stati impiegati oltre 10.000 poliziotti, in cielo, in terra ed anche in acqua, con decine di motovedette e gommoni distribuiti intorno ai ponti che attraversano l’Ill.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strasburgo si è trasformata in pochi giorni in una città sotto assedio, con i cittadini delle zone arancione e rossa ridotti ad una condizione di vigilati speciali. Ognuno con un pass del colore della zona di residenza, rivelatosi poi inutile nei momenti topici del vertice, la mattina ed il pomeriggio di sabato 4 aprile, quando neppure quello è servito per spostarsi da una zona all’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo assistito a proteste individuali di alcuni cittadini, ma nel complesso il corpo sociale di una città che prospera intorno alle istituzioni europee non si è organizzato contro lo stato d’assedio imposto dalla NATO. La “democrazia occidentale” ha i suoi costi, che i sudditi più fortunati sono evidentemente disposti a pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il variegato movimento contro la guerra affluito nella città francese non ha trovato mai un momento di vera sintesi politica, sia rispetto alle strategie attuali e future contro l’alleanza di guerra, che per la gestione della piazza negli stessi giorni del vertice.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDe5zcO8lI/AAAAAAAAAQs/yFKHdIjEG14/s1600-h/strasburgoscontri3.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 222px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDe5zcO8lI/AAAAAAAAAQs/yFKHdIjEG14/s320/strasburgoscontri3.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323499844194464338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo osservato all’opera le molte anime del movimento, o di ciò che ne rimane, nelle forme storiche del Forum Sociale Europeo, attraverso le varie espressioni politiche, culturali, sindacali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il contro-summit di venerdì 3 aprile, svoltosi all’interno del centro sportivo di Illkirch Lixenbhul (all’estrema periferia della città), di fronte a circa 800 – 1.000 partecipanti si sono confrontati gli esponenti delle varie forze presenti, PCF, CGT francese, NPA (Nuovo Partito Anticapitalista francese), Socialist Workers (inglesi), la Linke tedesca, i greci del comitato internazionale per la pace (Greek Committee for International Détente and Peace - EEDYE), alcuni parlamentari del GUE, Attac France, donne in nero ed altri piccoli gruppi politici eminentemente tedeschi, polacchi, spagnoli. La presenza italiana è stata molto ridotta, con la presenza di circa 30 attivisti del Patto contro la guerra e delle donne in nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contro-summit organizzato dal Forum sociale è stato, a nostro giudizio, sostanzialmente edulcorato nei contenuti e debolissimo nei referenti politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun riferimento diretto al ruolo imperialista dell’Europa, non una parola sulla guerra “costituente” della nuova NATO, ovvero il bombardamento sulla ex Jugoslavia, tema costato ai greci del EEDYE l’estromissione dal comitato organizzatore. Nonostante questo, è stato grazie a loro che l’aggressione nei Balcani è stata denunciata e discussa, attraverso una intera sessione del contro vertice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inviti a dir poco discutibili per i dibattiti finali (ai quali non abbiamo partecipato) del 5 aprile, con una rediviva Lidia Menapace tra i relatori. Si, proprio quella anziana signora che durante il governo Prodi, per giustificare il suo voto a favore dell'occupazione e dei bombardamenti della NATO sull’Afghanistan inventò l’agghiacciante teoria della “riduzione del danno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una debolezza rivelatasi con ulteriore chiarezza durante la riunione organizzativa per la manifestazione anti NATO del 4 aprile, con gli esponenti francesi del Forum sociale a proporre l’accettazione dell’itinerario indicato all’ultimo momento dalle autorità: un percorso a 8 – 10 km dal centro storico, praticamente tra gli hangar della zona industriale e commerciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito sul tema ha evidenziato una profonda e sostanziale divergenza nella gestione della piazza, tra chi accettava la rappresentazione in periferia e chi intendeva mantenere il tragitto iniziale dell’attraversamento del ponte d’Europa, verso la zona del summit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli eventi di piazza determinatisi il giorno dopo evidenzieranno la sostanziale inconsistenza ed inutilità fattuale di quel confronto. Ma di questo accenneremo in seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna sorpresa quindi se alcune espressioni più radicali del movimento contro la guerra si siano agglutinate in altri luoghi e con altre modalità, come il centro sociale “Molodoi”, in rue du Ban del la Roche ed il campeggio internazionale di Rue de Ganzau, nel quartiere di Neuhof, confinato a 7 chilometri dal centro storico. In questi luoghi altri i temi, altri gli interlocutori e gli obiettivi in discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorprende invece che alcune forze politiche, espressione nei vari paesi di contenuti e lotte conseguenti contro il militarismo imperialista, continuino a frequentare ambiti oramai rivelatisi asfittici ed inadeguati ad affrontare le nuove sfide imposte all’umanità da un capitalismo in profonda crisi e per questo particolarmente aggressivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 4 aprile . Alla periferia di Strasburgo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile descrivere la dinamica concreta degli avvenimenti della giornata clou del vertice e del contro vertice, degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine ( sugli eventi stiamo preparando un video molto circostanziato). Di questo hanno parlato abbondantemente le prezzolate agenzie di regime, con infiniti fermo immagine sugli incendi e sui redivivi e “feroci” black block.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione della piazza da parte del sistema di controllo e di repressione degli Stati interessati (Francia e Germania in primis) è stata quasi impeccabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una intera giornata di scontri, un albergo di 8 piani dato completamente alle fiamme insieme alle grandi strutture che contenevano gli uffici frontalieri in prossimità del ponte d’Europa, i feriti e i fermati si contavano sulle dita di poche mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservando all’opera i poliziotti franco/tedeschi abbiamo capito ancora di più quanto sia l’odio che guida ed informa la mano dei “nostri”, così come egregiamente dimostrato a Genova nel 2001.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDfRL9Rz9I/AAAAAAAAAQ0/m-WHrA-_wzw/s1600-h/20090401_london-gb321.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDfRL9Rz9I/AAAAAAAAAQ0/m-WHrA-_wzw/s320/20090401_london-gb321.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323500245912506322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione è stata incanalata dentro il recinto predefinito, all’estrema periferia di Strasburgo, abitata eminentemente da lavoratori, immigrati, precari, così come tante altre banlieue europee. Dalle case e dalle finestre di questo spicchio di città poche bandiere della pace e ancor meno espressioni di solidarietà e partecipazione al corteo. Alcune tensioni, invece, tra giovani simil banlieusards e settori di corteo poco propensi ad accettare una interlocuzione che possiamo eufemisticamente definire “rude”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei fatti i vari tessuti sociali di questa metropoli di oltre 450.000 abitanti – dal centro alla periferia – sono apparsi sostanzialmente impermeabili alla mobilitazione contro la NATO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il diniego assoluto di attraversare il ponte d’Europa, così come era stato concordato nei giorni precedenti, la divisione della città in zone off limits e l’impressionante militarizzazione del territorio hanno evidenziato nel contempo il fallimento della cosiddetta “democrazia occidentale” e la sostanziale inutilità di contro /vertici che tentano in contemporanea di imporre un altro punto di vista politico rispetto alle determinanti prestabilite dai cosiddetti “grandi della terra”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste condizioni accettare la logica del recinto – come proposto da alcuni leader del forum sociale - avrebbe significato divenire parte integrante del meccanismo “democratico”, funzionali alla sua legittimazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco allora la legittima reazione all’impedimento fisico di un esercizio elementare come quello di manifestare. Alcune migliaia di manifestanti hanno ripetutamente - e legittimamente - tentato di forzare i blocchi della polizia. Tra essi i più organizzati sono stati quelli che vengono sbrigativamente definiti "black block", fenomeno giovanile ancora tutto da indagare, ma che poco ha a che vedere con una espressione politica definita. Moltissima tattica e mobilità para militare, nessuna idea oltre quella di distruggere tutti i simboli della civiltà, dalle cabine telefoniche agli alberghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non siamo tra quelli che si stracciano le vesti di fronte ad incendi o devastazioni. Di ben altra natura e pesantezza sono le “operazioni chirurgiche “ dei bombardieri della NATO sui villaggi afgani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema, come sempre, è politico, ed attiene alla capacità dei futuri movimenti di rafforzare la propria presenza nel tessuto sociale delle metropoli. Se e quando le banlieu diverranno un retroterra strategico della lotta contro la guerra imperialista saremo in grado di risolvere anche la “contraddizione” black block.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lezione di Strasburgo deve servire per affinare la riflessione sui metodi di azione nella nuova fase politica che abbiamo di fronte. Non è più tempo di contro vertici, ma di radicamento delle idee forza antimilitariste ed antimperialiste all’interno dell’impetuoso flusso di lotte che la crisi capitalistica determinerà in tutto il continente europeo e ancora più in là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura della&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1"&gt; Rete "Disarmiamoli"&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;www.disarmiamoli.org&lt;br /&gt;3384014989  3381028120&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-7897852230442556111?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/7897852230442556111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=7897852230442556111' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7897852230442556111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7897852230442556111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/04/strasburgo-brucia.html' title='STRASBURGO BRUCIA?'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SeDejDXniQI/AAAAAAAAAQk/0M02ZMFzMzY/s72-c/20090401_scontri-london-g20-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-7861260773616884260</id><published>2009-03-17T22:28:00.006+01:00</published><updated>2009-03-17T22:54:52.077+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><title type='text'>TARGET -  MEETING INTERNAZIONALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/ScAax8FzddI/AAAAAAAAAQU/Nzjxg-Sj0hc/s1600-h/target_logo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 261px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/ScAax8FzddI/AAAAAAAAAQU/Nzjxg-Sj0hc/s320/target_logo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314277005543568850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Meeting internazionale nel X Anniversario dei bombardamenti della NATO&lt;br /&gt;sulla Repubblica Federale di Jugoslavia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VICENZA 21-22 MARZO 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;SALA DELLA CIRCOSCRIZIONE IV&lt;br /&gt;Via Turra 70 (presso il Parco Città - zona nordest, fra viale Trieste e via Quadri&lt;br /&gt;autobus nn.3 e 5 dalla Stazione FFSS)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;promuovono:&lt;br /&gt;Rete Disarmiamoli!&lt;br /&gt;RdB CUB&lt;br /&gt;Coord. Naz. per la Jugoslavia ONLUS / Italijanska Koordinacija za Jugoslaviju&lt;br /&gt;Forum di Belgrado Italia / Beogradski Forum u Italiji&lt;br /&gt;Rete Semprecontrolaguerra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 24 marzo 1999 la NATO scatenava, ininterrottamente per 78 giorni, la sua potenza di fuoco contro il territorio della allora R.F. di Jugoslavia - un paese già amputato con le secessioni iniziate nel 1991, e oggi ulteriormente smembrato tra Serbia, Montenegro e Kosovo. Per i suoi bombardamenti la NATO utilizzava armi vietate dalle convenzioni internazionali (es. bombe a frammentazione), armi di grave nocumento alle generazioni presenti e future (es. all'uranio impoverito), e mirava contro industrie chimiche, infrastrutture civili, mezzi di trasporto in servizio, ambasciate di paesi teri.&lt;br /&gt;Quei bombardamenti rappresentarono l'apice in un processo di attacco a quel paese, multinazionale e sovrano, per il quale era stata programmata la disgregazione e la svendita al capitalismo straniero. Negli anni successivi, tutti i settori-chiave dell'economia e del sistema finanziario jugoslavo venivano ceduti. Le piccole repubbliche sorte dalla disgregazione erano gradualmente assorbite nelle alleanze militari euro-atlantiche, e piegate agli obiettivi di queste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sua volta, l'intera vicenda della crisi jugoslava, che dal 1991 non può dirsi conclusa ancora oggi, è paradigmatica della fase apertasi con l'abbattimento del Muro di Berlino: una fase che, lungi dal garantire pace e libertà, è stata caratterizzata da guerre e devastazioni, "vendute" alle opinioni pubbliche attraverso pelose retoriche dei "diritti" e disoneste campagne di disinformazione. Cosicché ad esempio l'Italia, dopo avere reiteratamente violato la propria Costituzione fungendo da base di lancio per i bombardamenti e partecipando a numerose missioni di guerra in paesi vicini e lontani, si ritrova ancora ad impiegare fette crescenti del proprio bilancio statale per finanziare la macchina militare, nonostante la crisi economica e sociale che incalza... e deve ospitare ulteriori basi militari straniere sul proprio territorio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in una città nevralgica nell'ambito di questi processi come Vicenza che, in occasione del X Anniversario dell'inizio di quei bombardamenti, promuoviamo una grande iniziativa nazionale ed internazionale per raccontare che cosa hanno essi rappresentato, al di là della cortina fumogena creata dai media, e per discutere con gli occhi rivolti al futuro di attività e prospettive nel campo della solidarietà internazionalista tra i lavoratori e per il movimento che in tutta Europa si batte contro la guerra e contro le basi militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno aderito: Rete dei Comunisti - Beogradski Forum / Forum di Belgrado per un mondo di eguali - G.A.MA.DI. – SOS Yugoslavia / SOS Kosovo Metohija - Most za Beograd / Un ponte per Belgrado in terra di Bari - Federazione di Vicenza del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Critica Vicenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/ScAa932FaPI/AAAAAAAAAQc/No2p4VgQ8B4/s1600-h/Jugoslavia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 245px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/ScAa932FaPI/AAAAAAAAAQc/No2p4VgQ8B4/s320/Jugoslavia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314277210562324722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PROGRAMMA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sabato 21/3 - INIZIO ore 14.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I sessione&lt;/span&gt; PROPAGANDA DI GUERRA: tra disinformazione strategica e deriva politico culturale&lt;br /&gt;introduce: Andrea Martocchia (CNJ Onlus)&lt;br /&gt;Giulietto Chiesa (in collegamento audio)&lt;br /&gt;Juergen Elsaesser (giornalista):  Come è stata costruita l'"emergenza Kosovo"  (documentazione video)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;II sessione&lt;/span&gt; (ore 16:00) LE NUOVE CROCIATE: crisi macroeconomica e politiche militari&lt;br /&gt;introduce: Andrea Catone (CS CNJ Onlus e Ass. Most za Beograd)&lt;br /&gt;Diana Johnstone (saggista): Le "crociate dei pazzi"&lt;br /&gt;Luciano Vasapollo (Cestes-Proteo, CS CNJ Onlus): Dal Welfare al Warfare&lt;br /&gt;Videointervento di Manlio Dinucci (documentazione video)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;III sessione&lt;/span&gt; (ore 17:30) ECOCIDIO: gli effetti della guerra&lt;br /&gt;introduce: Cinzia Della Porta (Disarmiamoli!)&lt;br /&gt;Alberto Tarozzi (Università del Molise): Le conseguenze sociali, ambientali e sanitarie dei bombardamenti sulle industrie chimiche nel 1999 in Jugoslavia&lt;br /&gt;Valerio Gennaro (medico epidemiologo): Alcune proposte di medici ed epidemiologi contro la guerra&lt;br /&gt;Documentazione video&lt;br /&gt;Interventi a tema (ore 18:45)&lt;br /&gt;Domenico Gallo (magistrato, CS CNJ Onlus): Delitto senza castigo: i crimini di guerra della NATO&lt;br /&gt;Enrico Vigna (Forum di Belgrado Italia): Kosovo ieri e oggi&lt;br /&gt;Documentazione video&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 20.30-23.00&lt;br /&gt;cena bio-equo-solidale a cura del servizio catering “Maninpasta” di FILEO onlus (www.fileonlus.org)&lt;br /&gt;serata musicale-teatrale con I giovani strumentisti Milenkovich - Orchestra serba di Vicenza - NeMaPrObLeMa! Orkestar&lt;br /&gt;- Scene  dallo spettacolo "Target - Belgrado 1999" di e con Mario Mantilli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;domenica 22/3 &lt;/span&gt;- INIZIO ore 9.30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ROVESCIARE IL TARGET - E' POSSIBILE?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La condizione dei lavoratori nei Balcani, in Italia, in Europa&lt;br /&gt;introduce: Germano Raniero (RdB-CUB)&lt;br /&gt;Zoran Mihajlovic (presidente del Samostalni Sindikat, Zastava Auto, Kragujevac, e vicepresidente del settore metalmeccanici Samostalni Sindikat della Serbia): La condizione del lavoro in Serbia&lt;br /&gt;Nereo Turati (RdB-CUB Migranti Vicenza): Gli immigrati jugoslavi sul territorio&lt;br /&gt;Giorgio Cremaschi (FIOM-CGIL): Delocalizzazioni e sfruttamento&lt;br /&gt;- Dai bombardamenti sulla Zastava al grande movimento di solidarietà&lt;br /&gt;introduce: Gilberto Vlaic (CS CNJ Onlus e Ass. Non Bombe ma Solo Caramelle)&lt;br /&gt;Alessandro Di Meo (Un Ponte per...) - Riccardo Pilato (Ass. Zastava Brescia) - Enrico Vigna (SOS Yugoslavia - SOS Kosovo Metohija) - Rajka Veljovic (Samostalni Sindikat, Zastava, Kragujevac) - Slobodanka Ciric (autrice di un libro sulle esperienze di una jugoslava in Italia)&lt;br /&gt;Documentazione video&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 12.30-14.30 Incontro-dibattito: Il movimento contro la guerra, le&lt;br /&gt;basi militari e la NATO&lt;br /&gt;interventi di Nella Ginatempo (rete Semprecontrolaguerr a) - Vladimir&lt;br /&gt;Kapuralin (resp. Relaz. internaz. Partito Socialista Operaio&lt;br /&gt;-SRP-Croazia) - Paolo Consolaro (Disarmiamoli! Vicenza) – Valter Lorenzi&lt;br /&gt;(comitato No Camp Darby) …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e poi... a Belgrado per ricordare l'anniversario dell’aggressione NATO&lt;br /&gt;(su http://www.cnj. it/24MARZO99/ 2009/ tutte le iniziative in programma)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aderite! Partecipate! Contattateci:&lt;br /&gt;disarmiamoli@ libero.it oppure jugocoord@tiscali. it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le informazioni ai siti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cnj. it/24MARZO99/ 2009/TARGET"&gt;www.cnj. it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=295&amp;Itemid=1&amp;limit=1&amp;limitstart=0"&gt;www.disarmiamoli.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contribuire all'organizzazione dell'iniziativa invitiamo a&lt;br /&gt;sottoscrivere utilizzando il:&lt;br /&gt;Conto Bancoposta n. 88411681 intestato a JUGOCOORD ONLUS, Roma&lt;br /&gt;IBAN: IT 40 U 07601 03200 000088411681 - causale: INIZIATIVE VICENZA 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-7861260773616884260?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/7861260773616884260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=7861260773616884260' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7861260773616884260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7861260773616884260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/03/target-meeting-internazionale.html' title='TARGET -  MEETING INTERNAZIONALE'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/ScAax8FzddI/AAAAAAAAAQU/Nzjxg-Sj0hc/s72-c/target_logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-8822032637757234692</id><published>2009-03-01T21:43:00.009+01:00</published><updated>2009-03-01T22:25:07.224+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ONU/NATO'/><title type='text'>Testo uscito dall'assemblea antiNato di Strasburgo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/Sar2yF-t0kI/AAAAAAAAAQE/QLFLb2H-l0M/s1600-h/nato-300x300.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/Sar2yF-t0kI/AAAAAAAAAQE/QLFLb2H-l0M/s320/nato-300x300.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308326451268670018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il programma della mobilitazione contro il vertice NATO del 3-5 aprile a Strasburgo&lt;br /&gt;/Baden Baden&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;No alla guerra – No alla NATO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinquecento persone provenienti da 19 paesi hanno partecipato all’incontro del 14 e 15 febbraio 2009 presso la Marc Bloch University di Strasburgo, organizzato dal &lt;a href="http://www.lsmetropolis.org/2009/02/no-alla-guerra-no-alla-nato/"&gt;Comitato di Coordinamento Internazionale “No alla guerra-no alla NATO”&lt;/a&gt; e ospitati dal “Collettivo anti Nato di Strasburgo”, il tutto in preparazione delle attività dell’anti vertice per il &lt;a href="http://www.nato.int/60years/"&gt;60° anniversario della NATO&lt;/a&gt; che si terrà a Strasburgo tra l'1 e il 5 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;60 anni sono troppi – questo il punto unificante tra i partecipanti appartenenti ai movimenti pacifisti e no global, ai partiti e alle organizzazioni di sinistra, ai sindacati e ai gruppi studenteschi. Sono tutti contrari alla politica di guerra della NATO, sono contro le guerre in corso, in Afghanistan e in Medio Oriente, contro la strategia di intervento e ripetono con forza il loro “No alla NATO”. Rifiutano di accettare i legami dell’Unione Europea con la NATO e chiedono una drastica riduzione delle spese militari: “non vogliamo pagare la vostra crisi, non per le vostre guerre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel contesto delle celebrazioni ufficiali per il 50° anniversario della NATO, che si terranno a Strasburgo e Baden-Baden il 3 e 4 aprile, i partecipanti all’incontro hanno stilato un elenco di azioni e mobilitazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. campo internazionale di resistenza 1-5 aprile a Strasburgo, con punti di informazione a Kehl e Baden-Baden;&lt;br /&gt;   2. manifestazione e azioni di disobbedienza civile il 3 aprile a Baden-Baden in occasione dell’incontro dei Ministri degli Esteri e del pranzo di gala dei Capi di Stato;&lt;br /&gt;   3. convegno internazionale a Strasburgo il 3 e 5 aprile con plenarie, gruppi di lavoro ed una “Peace Assembly” conclusiva;&lt;br /&gt;   4. punto culminante sarà la manifestazione internazionale “No alla guerra! No alla NATO” che si terrà nel centro di Strasburgo il 4 aprile;&lt;br /&gt;   5. per il 4 aprile, sempre a Strasburgo, diverse organizzazioni stanno preparando azioni di disubbidienza civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le autorità di Strasburgo abbiano annunciato che non autorizzeranno le azioni non violente nel centro della città, i partecipanti hanno riaffermato il fondamentale diritto democratico di assemblea, manifestazione e libertà di espressione. Hanno sottolineato che esprimeranno la loro protesta e la loro richiesta di libertà, nel centro della città. Hanno approvato una campagna internazionale di protesta per una Strasburgo libera, città di pace e democrazia. Per il sostegno alla delegazione per i negoziati, il Comitato di Coordinamento Internazionale ha costituito un gruppo di supporto internazionale e un gruppo di appoggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I diritti democratici fondamentali potranno essere difesi grazie alla forza dei movimenti extraparlamentari internazionali ed ai parlamentari dell’Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il seguente appello è stato approvato dai partecipanti alla conferenza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/Sar3GC7GU_I/AAAAAAAAAQM/eD0D_tCbaBQ/s1600-h/intb.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 208px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/Sar3GC7GU_I/AAAAAAAAAQM/eD0D_tCbaBQ/s320/intb.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308326794045576178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appello per sostenere il diritto democratico a manifestare contro la NATO nel centro storico di Strasburgo il 4 aprile&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La NATO celebrerà il suo 60° anniversario a Strasburgo alla presenza dei Capi di Stato, compreso il nuovo Presidente degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I firmatari rifiutano le politiche della NATO che significano guerre, interventi militari, uso di basi militari e nuove installazioni missilistiche, ampliamento di un armamento permanente. Lavoriamo sulla base dell’appello “No alla NATO, No alla guerra”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rifiutiamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         l’intervento militare della NATO in Afghanistan;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         la logica di guerra e iper-armamento, in particolare l’armamento nucleare praticato dalla NATO;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-         la reintegrazione della Francia nel comando militare NATO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo esprimere il nostro rifiuto nei confronti di queste politiche, vogliamo dare, sia ai cittadini di Strasburgo sia ai movimenti sociali, la possibilità di rendere pubblico il loro rifiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono queste le richieste fatte alla prefettura che ha rifiutato la proposta del Comitato di manifestare contro la NATO nel centro storico di Strasburgo il 4 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo svolgimento del summit della NATO farà di Strasburgo una fortezza; questo non è giusto né per i suoi cittadini né per le migliaia di manifestanti pacifisti provenienti da tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saranno messe in atto misure straordinarie di sicurezza: sarà definita una zona rossa, sarà stilato un elenco dei cittadini, sarà organizzato un nuovo sistema di video sorveglianza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa passerella di Capi di Stato nel centro storico di Strasburgo, e nelle sue vicinanze, significherà per i suoi abitanti l’impossibilità di mantenere la propria vita quotidiana, non avere libertà di movimento; tutto questo per noi è intollerabile e ci impedisce di far conoscere il vero volto della NATO. Mentre i cittadini pagheranno il summit e la glorificazione della NATO, chi dissente sarà marginalizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mobilitazione contro il summit della NATO è partita a livello mondiale con grande successo. Il 4 aprile i cittadini del mondo verranno a Strasburgo ad esprimere, con spirito nonviolento, il loro “desiderio di Pace” e il loro “No alla NATO”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra mobilitazione chiede la redistribuzione dei mezzi finanziari, spostandoli dalla guerra ad una politica che si occupi delle sfide che devono affrontare i popoli del pianeta in campo sociale, economico, democratico e ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene spontanea la domanda, quale sarà a livello globale l’immagine di Strasburgo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una città trasformata in fortezza al servizio della NATO o una città che celebra i valori di democrazia e pace?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo il diritto di manifestare nel centro storico. La richiesta che rivolgiamo al governo francese ed alle autorità locali è di garantire il diritto democratico di una libera, indipendente e pacifica manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;International Activity Conference, composta da più di 500 partecipanti, Strasburgo 14-15 febbraio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Conferenza ha significato un passo importante nella costruzione della mobilitazione internazionale contro la NATO e il summit per il 60° anniversario, mobilitazione iniziata 6 mesi fa con l’appello internazionale di Stoccarda. Molte forze, da tutto il mondo, stanno convergendo per esprimere il loro desiderio di un pianeta più giusto e pacifico. Dal 1 al 5 aprile facciamo di Strasburgo una capitale di pace!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=286&amp;Itemid=1&amp;limit=1&amp;limitstart=0"&gt;www.disarmiamoli.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appunti sul 60° anniversario della NATO, Strasburgo aprile del 2009.&lt;br /&gt;26 gennaio 2009 - Rossana De Simone da &lt;a href="http://www.peacelink.it/disarmo/a/28464.html"&gt;Peacelink&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il 60° anniversario della NATO è prevista una mobilitazione europea contro il vertice che si terrà a Strasburgo &lt;a href="http://www.nato.int/60years/"&gt;www.nato.int/60years/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in Italia il Patto Permanente contro la guerra sta preparando la sua partecipazione all’appuntamento con convegni a Vicenza in occasione del decimo anniversario dei bombardamenti della NATO contro la Jugoslavia, per lo smantellamento delle basi militari e contro la cooperazione tra NATO e Italia in particolare, con Israele.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.dissent.fr/"&gt;www.dissent.fr&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per avere una idea chiara circa i cambiamenti interni alla NATO e come si presenta al suo 60° anniversario si può guardare la cartina “NATO 60 anni dopo. Da organizzazione di difesa a organizzazione di sicurezza” e tenere presente che l’Italia viene usata come trampolino naturale sia verso la regione balcanica sia verso il Nordafrica e il Medio Oriente. Il potenziamento della base di Aviano insieme a quella di Sigonella, l’elevazione della forza di paracadutisti della Setaf di Vicenza da livello di battaglione al rango di brigata, l’apertura a Napoli e sempre a Vicenza del comando Africom, ne costituiscono alcuni esempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://docenti.luiss.it/sciso/files/2008/11/la-nato-60-anni-dopo1.ppt&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale si può affermare che con la guerra nei Balcani, il probabile reintegro della Francia nel comando militare integrato della Nato e la decisione di appoggiare la costruzione di un sistema di difesa contro i missili balistici (BMD), l’Europa ha rafforzato la sua cooperazione con la Nato.&lt;br /&gt;Stando al rapporto compilato da una commissione speciale incaricata dal ministro della Difesa Usa, Robert Gates, gli Stati Uniti non dovrebbero smantellare gli arsenali nucleari di cui dispongono in territorio europeo: anzi, farebbero bene ad ammodernarli in modo da mantenere la credibilità nei confronti dei loro alleati..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nata nel 1949 in risposta alla minaccia sovietica, la NATO si è sempre retta sul principio della difesa collettiva sancito dall’Articolo 5 che prevede vincoli di difesa comune in caso di attacco contro uno dei partecipanti al Trattato. Nel quindicennio seguito alla fine della guerra fredda l’Alleanza Atlantica ha definito i nuovi compiti sulla base dell’evoluzione del nuovo concetto strategico (vertice di Washington del 1999), cioè la possibilità di operare in modo preventivo per gestire le crisi al loro insorgere senza attendere che vengano attaccati gli interessi delle Nazioni dell’Alleanza. Da qui la graduale ridefinizione delle missioni, capacità militari, composizione interna e partner esterni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I problemi sollevati dalla minaccia terroristica dopo l’attacco alle Torri Gemelle, l’impegno politico ed economico in missioni come quella in Afghanistan e i cambiamenti nel sistema internazionale seguiti dalla fine della guerra fredda, hanno aperto discussioni circa il suo ruolo teorico-strategico e pratico-operativo. Per comprendere l’insieme dei processi in atto bisogna aggiungere la trasformazione delle capacità militari (capacità di schierare forze armate in poco tempo in teatri esterni all’alleanza), l’allargamento a Stati dell’Europa centro-orientale e le missioni extra articolo 5 (Bosnia, Kosovo-Serbia, Afghanistan, Iraq, Sudan).&lt;br /&gt;Mutamenti geopolitici e trasformazioni sono da collegarsi alla decisione presa nel 1994 di avviare diversi tipi di partenariati con paesi ritenuti strategicamente importanti per la gestione della sicurezza e per una proiezione globale dell’alleanza (esempio la prima esercitazione navale congiunta Israele-NATO si è svolta nel marzo 2005. Dopo due mesi Israele è diventata membro dell’Assemblea parlamentare della NATO).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2003 vi è stata l’adozione della politica europea di sicurezza e di difesa (PESD) per cui l’UE ha dovuto stabilire con gli accordi “Berlin Plus” le modalità con cui l’Unione può utilizzare i mezzi e le capacità di pianificazione dell’alleanza per condurre delle proprie missioni di gestione delle crisi.&lt;br /&gt;La creazione dei battlegroup (contingenti di reazione rapida di circa 1.500 persone per missioni di peace-keeping e di peace-enforcing) costituisce una analogia con la forza armata di reazione rapida Nato Responce Force (Nrf) con effetti di duplicazione delle spese militari.&lt;br /&gt;Il rapporto difficile fra NATO ed Unione Europea ha come emblema la Francia. La PESD è stata vista dalla Francia come opportunità di conquistarsi maggiore autonomia dalle politiche americane sulle questioni di sicurezza internazionale. Se il 1966 ha sancito per volontà di De Grulle l’uscita della Francia dalla NATO, il cambiamento delle priorità politiche dell’Alleanza hanno visto il ritorno della Francia alle missioni NATO in maniera crescente in Afghanistan.&lt;br /&gt;Sarkozy nel 2007 aveva chiesto agli americani di accettare che l’Unione Europea si doti di capacità militari autonome, e ai paesi europei di rafforzare le proprie capacità nazionali. Nella stessa Europa la NATO viene percepita differentemente o come forum nel quale discutere i problemi della sicurezza collettiva insieme agli Stati Uniti, e questa è la posizione dei paesi dell’Europa occidentale, o come garanzia americana contro la Russia, posizione dei paesi dell’ex patto di Varsavia. L’allargamento ad est, parallelo a quello dell’Unione Europea, non è stata l’unica azione intrapresa dalla NATO per divenire una NATO allargata. Durante il vertice di Riga da parte degli Stati Uniti e Gran Bretagna vi è stata la proposta di considerare un nuovo tipo di partenariato per una NATO globale.&lt;br /&gt;Per NATO globale si deve intendere un tipo di partenariato non più basato su criteri geografici ma di carattere globale che preveder un forum permanente di coordinamento. Non tutti i membri dell’alleanza sono favorevoli ad un simile sviluppo in quanto metterebbe in discussione la sua dimensione prettamente atlantica e potrebbe essere percepita come minaccia da potenze come Russia e Cina o da paesi del mondo musulmano.&lt;br /&gt;Partenariati sono stati avviati con stati di regioni vicine al perimetro dell’alleanza - Asia centrale, Nord Africa e Medio Oriente – , quelli attuali sono 4: Partenariato per la Pace, Dialogo mediterraneo, Consiglio Nato-Ucraina, Consiglio Nato-Russia e Istanbul Cooperation Iniziative.&lt;br /&gt;Il vertice di Bucarest del 2008 ha nuovamente sollevato tutti i problemi relativi al rapporto dell’alleanza con la Russia.non solo per la porta aperta lasciata alla Georgia e all’Ucraina e la procedura di adesione (MAP – Membership Action Plan) che ha il duplice obiettivo di mettere in grado il paese candidato all’adesione di rispettare i requisiti dell’alleanza (Albania, Croazia e Macedonia), ma per la decisione storica di appoggiare la costruzione di un sistema di difesa contro i missili balistici.&lt;br /&gt;Nulla è stato deciso in merito al processo decisionale (principio della maggioranza qualificata o la regola dell’unanimità), gestione delle missioni (solo le nazioni che partecipano alle missioni possono influire sulla loro gestione), caveat nazionali (i paesi che partecipano alle missioni devono prima accordarsi sulle regole di ingaggio), finanziamento delle missioni (i costi devono ricadere solo sugli stati che partecipano alle missioni o deve esserci un bilancio comune), strategia della comunicazione (intensificare e mantenere il consenso dell’opinione pubblica alle sue attività nei paesi alleati e contrastare le strategie di comunicazione del nemico nelle zone in cui opera) e intelligence (adeguare le capacità alle nuove minacce).&lt;br /&gt;Quanto alle linee guida per il rafforzamento delle capacità militari, queste sono quelle stabilite nel CPG (Comprehensive Political Guidance) in cui si chiede di dotare la NATO di capacità adatte alla stabilizzazione e sostegno al “nation building”: la NATO Response Force come strumento interforze, l’Alliance Groung Surveillance con la capacità nel campo della ricognizione, il fronteggiamento della minaccia NBCR contro attacchi asimmetrici che potrebbero far uso di armi di distruzione di massa e le capacità network-centriche, il progetto che rende interoperabili digitalmente e connessi fra di loro grazie al sistema di rete, tutti gli elementi operativi. Per finire, il già citato sistema di difesa anti-missile.&lt;br /&gt;Nulla viene deciso circa le armi nucleari presenti in Europa anche se il Terzo Sito è strettamente inserito nel sistema BMD americano e il suo funzionamento dipende eslusivamente dal sistema di allarme americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.comitatoatlantico.it/articolo/198/comprehensive_political_guidance&lt;br /&gt;http://www.nato.int/docu/pr/2007/p07-141.pdf&lt;br /&gt;http://www.nukestrat.com/us/afn/NATOissue021805.pdf&lt;br /&gt;http://www.defenselink.mil/news/nuclearweaponspolicy.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;60° anniversario della NATO e nuovo presidente degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama dovrà indicare le nuove linee guida della NATO circa l’identificazione delle minacce comuni, la politica delle porte aperte senza che la Russia possa imporre il suo veto, il processo decisionale, il ruolo della UE e quello della NATO, le regole che definiscano la ripartizione degli oneri. Nella lettera mandata al Segretario Generale della NATO ha espresso piena fiducia alla NATO e auspicato un suo rinnovamento e il rinforzo delle sue capacità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.nato.int/docu/speech/2009/s090120a.html&lt;br /&gt;http://www.dw-world.de/dw/article/0,,3933770,00.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-8822032637757234692?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/8822032637757234692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=8822032637757234692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8822032637757234692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/8822032637757234692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/03/testo-uscito-dallassemblea-antinato-di.html' title='Testo uscito dall&apos;assemblea antiNato di Strasburgo'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/Sar2yF-t0kI/AAAAAAAAAQE/QLFLb2H-l0M/s72-c/nato-300x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-6804188324325005038</id><published>2009-01-31T19:46:00.005+01:00</published><updated>2009-01-31T20:48:36.759+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NodalMolin'/><title type='text'>Base Vicenza, centinaia occupano Dal Molin contro ampliamento</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;a href="http://www.altravicenza.it/index.asp"&gt;MAPPA DELL'OCCUPAZIONE&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SYSq71B8TLI/AAAAAAAAAP8/g9_95VTBc9A/s1600-h/f4311.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SYSq71B8TLI/AAAAAAAAAP8/g9_95VTBc9A/s320/f4311.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297547006518774962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SYSc2V_UPiI/AAAAAAAAAPs/m9rPnyiEsks/s1600-h/3800406743-manifestante-sventola-bandiera-slogan-dal-molin-davanti-base-militare-usa.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 306px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SYSc2V_UPiI/AAAAAAAAAPs/m9rPnyiEsks/s320/3800406743-manifestante-sventola-bandiera-slogan-dal-molin-davanti-base-militare-usa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297531519124127266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA (Reuters) - Alcune centinaia di persone stamattina hanno occupato delle palazzine all'interno dell'aeroporto Dal Molin di Vicenza, dove stanno protestando contro il progetto di ampliamento della base Usa. E' quanto si legge in un comunicato del comitato "No Dal Molin!".&lt;br /&gt;Pubblicità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'ingresso all'interno dell'area nella quale gli statunitensi vorrebbero realizzare la nuova installazione è la risposta di quanti si oppongono all'annuncio dell'imminente avvio dei cantieri", dice la nota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comitato ricorda che lo scorso ottobre diverse migliaia di vicentini si espressero in una consultazione popolare contro il progetto di ampliamento della base, chiedendo che quel territorio fosse destinato a usi civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Perseverare nel voler realizzare il progetto significa calpestare la democrazia. Un progetto, tra l'altro, illegittimo e illegale, perché i proponenti si sono rifiutati di accettare la redazione di una rigorosa valutazione di impatto ambientale, strumento di tutela della salute e del territorio imprescindibile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella consultazione "non istituzionale" del 5 ottobre, votarono oltre 17.400 persone, più del 20% degli aventi diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'occupazione - continua la nota - proseguirà ad oltranza. Invitiamo tutti coloro che si oppongono alla base a raggiungerci in via S. Antonino; abbiamo rimosso il filo spinato, l'ingresso è libero e, finalmente, questo grande prato verde è parte integrante della città del Palladio. Il futuro è nelle nostre mani: fermarli tocca a noi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SYSmj5-ILeI/AAAAAAAAAP0/8NZgH4Ir_34/s1600-h/dalmolin_t.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 45px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SYSmj5-ILeI/AAAAAAAAAP0/8NZgH4Ir_34/s320/dalmolin_t.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297542197481582050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nodalmolin.it/notizie_1.html"&gt;Difendere Vicenza? Yes, we can&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] L'area che gli statunitensi vorrebbero occupare e militarizzare, dunque, è stata liberata e da oggi, per la prima volta, è accessibile a tutti i cittadini. Nei giorni scorsi, del resto, i No Dal Molin erano stati chiari: se partiranno i lavori non staremo a guardare [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le forze dell'ordine si sono ritirate dall'aeroporto, tra i 400 No Dal Molin è partito, spontaneo, l'applauso; una prima, precaria vittoria per la città che, con il cuore prima ancora che con le unghie e con i denti sta difendendo il proprio territorio da quanti vogliono imporle una nuova base militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era iniziato tutto alle 10 di questa mattina; una lunga colonna di auto in Via S. Antonino, donne e uomini che scendono dagli autoveicoli, tagliano le reti e prendono possesso di un'area dell'aeroporto; alcuni vanno sui tetti, altri appendono striscioni e cartelloni. La polizia, in pochi minuti si schiera e intima lo sgombero. Ma non ne hanno il diritto: l'Enac, per bocca della società incaricata della liquidazione, non lo ritiene utile. Le forze dell'ordine si ritirano, mentre i vicentini restano dentro al Dal Molin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'area che gli statunitensi vorrebbero occupare e militarizzare, dunque, è stata liberata e da oggi, per la prima volta, è accessibile a tutti i cittadini. Nei giorni scorsi, del resto, i No Dal Molin erano stati chiari: se partiranno i lavori non staremo a guardare. E così è stato: qualche giorno fa Cmc e Ccc, le ditte che hanno vinto l'appalto per il cantiere, avevano iniziato a demolire le strutture esistenti per far posto alle nuove caserme statunitensi; un avvio del cantiere illegale, innanzitutto perché la maggioranza della comunità locale è contraria a questo insediamento, poi perché nessuna Valutazione d'Impatto Ambientale è stata ancora realizzata nonostante la particolarità geologica e idrica dell'area.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da oggi si apre una nuova fase della mobilitazione contro la nuova base militare statunitense; è quella della determinazione dei vicentini che, ingannati e trattati come sudditi dal commissario Costa e dal Governo, si riprendono la propria terra per difendere il proprio diritto alla parola e, soprattutto, il proprio diritto a costruirsi il futuro della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sera all'interno del Dal Molin – ore 18.00 – si terrà la prima assemblea pubblica dei cittadini; domani verrà aperto il parco della pace e realizzato l'ufficio dell'Altrocomune per la Valutazione d'impatto ambientale. Abbiamo messo i piedi all'interno del Dal Molin, simbolo di coloro che vogliono difendere la democrazia e la terra per impedire la costruzione di una nuova base di guerra. Abbiamo riaperto la vicenda dopo che in tanti l'avevano frettolosamente dichiarata chiusa. Difendere Vicenza? Si può fare; perché il futuro è nelle nostre mani: ci hanno impedito di decidere attraverso la consultazione popolare, non potranno impedirci di difendere la nostra città&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-6804188324325005038?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/6804188324325005038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=6804188324325005038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6804188324325005038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6804188324325005038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/01/base-vicenza-centinaia-occupano-dal.html' title='Base Vicenza, centinaia occupano Dal Molin contro ampliamento'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SYSq71B8TLI/AAAAAAAAAP8/g9_95VTBc9A/s72-c/f4311.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2774690560927175090</id><published>2009-01-13T00:06:00.004+01:00</published><updated>2009-01-13T00:37:37.614+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='U.S.A.'/><title type='text'>Zanotelli: fermiamo Africom</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWvTDR2EZKI/AAAAAAAAAPU/if_4XBHyqvI/s1600-h/afrika08.jpg.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWvTDR2EZKI/AAAAAAAAAPU/if_4XBHyqvI/s320/afrika08.jpg.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290554240560030882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Appello del missionario comboniano&lt;br /&gt;   09/01/2009 18.00.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zanotelli: fermiamo Africom&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli e Vicenza ospiteranno truppe Usa per l’Africa. Perché il governo italiano non ha informato il parlamento? Perché il mondo cattolico, e in particolare quello missionario, è silente? Bombardiamo di e-mail i ministri Frattini e La Russa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le comunità cristiane in Italia hanno appena celebrato il Natale, una festa così carica di messaggi di pace. La stessa Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio) è venuta ad accentuare questo tema per i credenti. Ma noi cristiani ci accorgiamo di quello che stiamo celebrando? Come facciamo a proclamare la pace in chiesa mentre non ci accorgiamo che la neghiamo con le scelte violente sia nostre che dei nostri governi?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Come possiamo celebrare il Natale, la festa della vita ,con il massacro dei bimbi palestinesi,vera strage degli innocenti? Come possiamo celebrare il Natale senza che questo “urlo” di sofferenza umana, dei palestinesi come anche di tanti altri popoli (dai congolesi ai ceceni),non venga a disturbare le nostre coscienze addormentate di cristiani di Occidente?Ci rendiamo conto che tanta di questa sofferenza è dovuta alle scelte militaristiche dei nostri governi?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un esempio incredibile è l’annuncio fatto poco prima di Natale dal nostro ministro degli esteri Franco Frattini: Africom, il supremo comando Usa per le truppe di terra e di mare per l’Africa, troverà posto a Napoli e a Vicenza. Africom, creato nel 2007 dal presidente Bush e inaugurato il primo ottobre 2008 a Stoccarda (Germania), è guidato oggi dal generale afro-americano William “Kid” Ward. Il generale ha speso il 2008 a cercare una base per questo Comando in Africa. Ma la forte azione diplomatica del Sudafrica contro la presenza di Africom nel continente, ha impedito agli Usa di trovarla.&lt;br /&gt;Come ultima chance gli americani hanno pensato di trovarla nel paese più vicino all’Africa, la Spagna ed esattamente a Rota (Cadice), ma Zapatero si è opposto. Non rimaneva che l’Italia! E il governo Berlusconi è stato ben felice di dare il benvenuto ad Africom a Vicenza e a Napoli. (Nel 2008 il comitato campano Pace e Disarmo aveva scritto un libro dal titolo profetico, Napoli chiama Vicenza, che descrive la pesante militarizzazione del territorio campano dotato di sette basi militari: Usa e Nato!).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il ministro Frattini ha anche detto che si tratta di «strutture di comando che operano nel quadro Nato». Bugia! Il comando Africom è uno dei sei comandi unificati del Pentagono. Frattini ha anche dichiarato che non ci sono truppe da combattimento, ma solo componenti civili. Altra bugia! Africom è il comando unificato militare statunitense che ha come scopo la lotta al terrorismo e l’addestramento dei militari africani, oltre alla protezione degli enormi interessi americani in Africa .&lt;br /&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWvTUFavWcI/AAAAAAAAAPc/Dhc6TxZI1mo/s1600-h/africom400.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWvTUFavWcI/AAAAAAAAAPc/Dhc6TxZI1mo/s320/africom400.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290554529281956290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E proprio per potenziare Africom, gli Usa hanno costituito due nuovi corpi: i Marines per l’Africa (Maforaf) e il Diciassettesimo Stormo dell’aeronautica militare Usa con il nome di Afafrica. Quest’ultimo opererà soprattutto da Vicenza e Sigonella, oggi la più grande base aerea nel Mediterraneo. Le forze armate Usa hanno fatto già sapere che 750 militari verranno assegnati a Napoli e a Vicenza. Frattini ha anche detto che la scelta del governo è stata presa dopo aver informato i paesi africani che hanno espresso grande supporto per questa decisione! Strana democrazia quella del governo Berlusconi che tiene nascosta una tale decisione al parlamento e consulta invece i governi africani!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il nostro governo dando il suo consenso a Washington contribuisce alla nuova operazione di stampo coloniale mirante al controllo delle aree strategiche dell’Africa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le domande che sorgono sono molte e inquietanti sia per il nostro governo e parlamento, sia per le amministrazioni della Campania e di Napoli, sia per la chiesa italiana.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Governo e parlamento&lt;br /&gt;In quali sedi e con quali procedure è stata presa questa decisione di grande importanza strategica?&lt;br /&gt;Perché il parlamento italiano non è stato informato e non c’è stato nessun dibattito parlamentare? Il Pd ha qualcosa da dire a riguardo? Oppure c’è un accordo bipartisan su tutto questo?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Regione Campania e Comune di Napoli&lt;br /&gt;La Regione campana, nella persona del suo presidente Bassolino, è stata almeno consultata?&lt;br /&gt;E la sindaca di Napoli, Rosa Iervolino, è stata almeno interpellata, dato che Africom sarà posizionato a Napoli?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Chiesa italiana&lt;br /&gt;Come mai che la Cei non ha alcuna parola da dire su scelte militaristiche così scellerate?&lt;br /&gt;Come mai gli istituti missionari e le realtà missionarie laicali come la Focsiv non reagiscono a decisioni militaristiche così gravi? Come facciamo ad inviare missionari, suore, laici in Africa se non denunciamo scelte come queste che rendono l’Africa sempre più schiava e sfruttata? Se, come missionari, vogliamo proclamare Buona Novella ai poveri, dobbiamo avere il coraggio di denunciare con forza queste virate militaristiche del nostro governo. Non è questa la missione globale a cui come missionari siamo chiamati?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mi aspetto una presa di posizione pubblica da parte degli istituti missionari operanti in Africa.&lt;br /&gt;A tutti chiedo di inviare una e-mail al ministro degli esteri Franco Frattini e al ministro della difesa Ignazio La Russa, protestando per la scelta di Africom a Vicenza e a Napoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2774690560927175090?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2774690560927175090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2774690560927175090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2774690560927175090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2774690560927175090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/01/zanotelli-fermiamo-africom.html' title='Zanotelli: fermiamo Africom'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWvTDR2EZKI/AAAAAAAAAPU/if_4XBHyqvI/s72-c/afrika08.jpg.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-6911039465257162735</id><published>2009-01-12T00:50:00.003+01:00</published><updated>2009-01-12T00:54:13.868+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palestina'/><title type='text'>La furia sacrificale di Israele e le sue vittime a Gaza</title><content type='html'>Scritto da Ilan Pappe*&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWqGVo0k7vI/AAAAAAAAAPM/ecYyTDpGOZw/s1600-h/ilanpappe.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWqGVo0k7vI/AAAAAAAAAPM/ecYyTDpGOZw/s320/ilanpappe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290188418593386226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia visita di ritorno a casa in Galilea è coincisa con l’attacco genocida israeliano contro Gaza. Lo stato, attraverso i suoi media e con l’aiuto del mondo accademico, ha diffuso una voce unanime - persino più forte di quella udita durante l’attacco criminale contro il Libano nell’estate del 2006. Israele è ancora una volta divorata da una furia sacrificale che traduce in politiche distruttive nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa autogiustificazione spaventosa per l’inumanità e l’impunità non è soltanto sconcertante, ma è un argomento sul quale soffermarsi se si vuole comprendere l’immunità internazionale per il massacro che infuria a Gaza. E’ anzitutto fondata su bugie pure e semplici trasmesse con una neolingua che ricorda i giorni più bui dell’Europa del 1930. Ogni mezz’ora un bollettino d’informazioni su radio e televisione descrive le vittime di Gaza come terroristi e le uccisioni di centinaia di persone come un atto di autodifesa. Israele presenta sé stessa al suo popolo come la vittima sacrificale che si difende contro un grande demonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo accademico è reclutato per spiegare quanto demoniaca e mostruosa è la lotta palestinese, se è condotta da Hamas. Questi sono gli stessi studiosi che demonizzarono l’ultimo leader palestinese Yasser Arafat nel primo periodo e delegittimarono il suo movimento Fatah durante la seconda intifada palestinese. Ma le bugie e le rappresentazioni distorte non sono la parte peggiore di tutto questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che indigna di più è l’attacco diretto alle ultime tracce di umanità e dignità del popolo palestinese. I palestinesi di Israele hanno mostrato la loro solidarietà con il popolo di Gaza e ora sono bollati come una quinta colonna nello stato ebraico; il loro diritto a restare nella loro patria viene rimesso in dubbio data la loro mancanza di sostegno all’aggressione israeliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coloro che hanno accettato - sbagliando, secondo la mia opinione, di apparire nei media locali sono interrogati e non intervistati, come se fossero detenuti nelle prigioni dello Shin Bet. La loro apparizione è preceduta e seguita da umilianti rilievi razzisti e sono sottoposti all’accusa di essere una quinta colonna, un popolo fanatico e irrazionale. E ancora questa non è la pratica più vile. Ci sono alcuni bambini palestinesi dei Territori Occupati curati per cancro negli ospedali israeliani. Dio sa quale prezzo devono pagare le loro famiglie per poterli ricoverare. La radio israeliana va ogni giorno negli ospedali per chiedere ai poveri genitori di dire agli ascoltatori israeliani quanto è nel suo diritto Israele nel suo attacco e quanto demoniaco sia Hamas nella sua difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono confini all’ipocrisia che una furia sacrificale produce. I discorsi dei generali e dei politici si muovono in modo erratico tra gli autocompiacimenti da un lato sull’umanità che l’esercito mostra nelle sue operazioni “chirurgiche” e dall’altro sulla necessità di distruggere Gaza una volta per tutte, naturalmente in un modo umano. Questa furia sacrificale è un fenomeno costante nella espropriazione israeliana, e prima ancora sionista, della Palestina. Ogni azione, sia essa la pulizia etnica, l’occupazione, il massacro o la distruzione è stata sempre rappresentata come moralmente giusta e come semplice atto di autodifesa commesso da Israele suo malgrado nella guerra contro la peggior specie di esseri umani. Nel suo eccellente volume “I risultati del sionismo: miti, politiche e cultura in Israele”, Gabi Piterberg esamina le origini ideologiche e la progressione storica di questa furia. sacrificale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in Israele, dalla destra alla sinistra, dal Likud a Kadima, dall’accademia ai media, si può ascoltare questa furia sacrificale di uno stato che è molto più indaffarato di qualsiasi altro stato al mondo nel distruggere e nell’espropriare una popolazione nativa. E’ molto importante esaminare le origini ideologiche di questo modo di comportarsi e derivare, dalla sua larga diffusione, le conclusioni politiche necessarie. Questa furia sacrificale costituisce uno scudo per la società e per i politici in Israele da ogni biasimo o critica esterna. Ma ancora peggio, si traduce sempre in politiche di distruzione contro i palestinesi. Senza nessun meccanismo interno di critica e senza nessuna pressione esterna, ogni palestinese diventa un obiettivo potenziale di questa furia. Data la potenza di fuoco dello stato ebraico può soltanto finire in più massicce uccisioni, massacri e pulizia etnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assenza di una qualsiasi moralità è un potente atto di auto-negazione e di giustificazione. Ciò spiega perché la società israeliana non può essere modificata da parole di saggezza, di persuasione logica o di dialogo diplomatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se non si vuole usare la violenza come mezzo di opposizione, c’è soltanto un modo per andare avanti: sfidare frontalmente questa assenza di moralità come una ideologia diabolica tesa a nascondere atrocità umane. Un altro nome per questa ideologia è Sionismo e l’unico modo di contrastare questa assenza di moralità è il biasimo a livello internazionale del sionismo, non solo di particolari politiche israeliane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo cercare di spiegare non solo al mondo, ma anche agli stessi israeliani che il sionismo è un’ideologia che comporta la pulizia etnica, l’occupazione e ora massicci massacri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che occorre ora non è tanto una condanna del presente massacro. ma anche la delegittimazione dell’ideologia che ha prodotto tale politica e la giustifica moralmente e politicamente. Speriamo che importanti voci nel mondo possano dire allo stato ebraico che questa ideologia e il comportamento complessivo dello stato sono intollerabili e inaccettabili e che, sino a quando persisteranno, Israele sarà boicottato e soggetto a sanzioni. Ma non sono ingenuo. So che anche il massacro di centinaia di innocenti palestinesi non sarà sufficiente per produrre questa modificazione nella pubblica opinione occidentale; è anche più improbabile che i crimini commessi a Gaza muovano i governo europei a mutare la loro politica nei confronti della Palestina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma noi non possiamo permettere che il 2009 sia un altro anno, meno significativo del 2008, l’anno di commemorazione della Nakba, che non sia riuscito a realizzare le grandi speranze che noi tutti avevamo, per la sua potenzialità, di trasformare il comportamento del mondo occidentale verso la Palestina e i palestinesi. Pare che persino il più orrendo dei crimini, come il genocidio a Gaza, sia trattato come un evento separato, non connesso con nulla di ciò che è già avvenuto nel passato e non associato ad una ideologia o a un sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo nuovo anno, noi dobbiamo tentare di riposizionare l’opinione pubblica nei confronti della storia della Palestina e dei mali dell’ideologia sionista come i mezzi migliori sia per spiegare le operazioni genocide come quella in corso a Gaza sia per prevenire cose peggiori nel futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è già stato fatto, a livello accademico. La nostra sfida maggiore è quella di trovare un modo efficace di spiegare le connessioni tra l’ideologia sionista e le politiche di distruzione del passato con la crisi presente. Può essere più facile farlo mentre, in queste terribili circostanze, l’attenzione mondiale è diretta ancora una volta verso la Palestina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe essere ancora più difficile quando la situazione sembra essere “più calma” e meno drammatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei momenti “di quiete”, l’attenzione di breve durata dei media occidentali metterebbe ai margini ancora una volta la tragedia palestinese e la dimenticherebbe sia per gli orribili genocidi in Africa o per la crisi economica e per gli scenari ecologici apocalittici nel resto del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i media occidentali non sembrano molto interessati alla dimensione storica, soltanto attraverso una valutazione storica si può mostrare la dimensione dei crimini commessi contro i palestinesi nei sessanta anni trascorsi. Perciò il ruolo degli studiosi attivisti e dei media alternativi sta proprio nell’insistere su questi contesti storici. Questi attori non dovrebbero smettere di educare l’opinione pubblica e, si spera, di influenzare qualche politico più onesto a guardare ai fatti in una prospettiva storica più ampia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo, noi possiamo essere in grado di trovare un modo più adeguato alla gente comune, distinto dal livello accademico degli intellettuali, per spiegare chiaramente che la politica di Israele - nei sessanta anni trascorsi - deriva da un’ideologia egemonica razzista chiamata sionismo, difesa da infiniti strati di furia sacrificale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante l’accusa scontata di antisemitismo e cose del genere, è tempo di mettere in relazione nell’opinione pubblica l’ideologia sionista con il punto di riferimento storico e ormai familiare della terra: la pulizia etnica del 1948, l’oppressione dei palestinesi in Israele durante i giorni del governo militare, la brutale occupazione della Cisgiordania e ora il massacro di Gaza. Come l’ideologia dell’apartheid ha spiegato benissimo le politiche di oppressione del governo del Sud-Africa, questa ideologia – nella sua variante più semplicistica e riflessa, ha permesso a tutti i governi israeliani, nel passato e nel presente, di disumanizzare i palestinesi ovunque essi fossero e di combattere per distruggerli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mezzi sono mutati da un periodo all’altro, da un luogo all’altro, come ha fatto la narrazione che ha nascosto queste atrocità. Ma c’è un disegno chiaro che non può essere solo fatto oggetto di discussione nelle torri d’avorio accademiche, ma deve diventare parte del discorso politico nella realtà contemporanea della Palestina di oggi. Alcuni di noi, in particolare quelli che si dedicano alla giustizia e alla pace in Palestina, inconsciamente evitano questo dibattito, concentrandosi, e questo è comprensibile, sui Territori Palestinesi Occupati (OPT) - la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Lottare contro le politiche criminali è una missione urgente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo non dovrebbe trasmettere il messaggio che le potenze occidentali hanno adottato volentieri su suggerimento israeliano, che la Palestina è soltanto la cisgiordania e la Striscia di Gaza e che i palestinesi sono solo la popolazione che vive in quei territori. Dovremmo estendere la rappresentazione della Palestina geograficamente e demograficamente raccontando la narrazione storica dei fatti dal 1948 in poi e richiedere diritti civili e umani eguali per tutte le persone che vivono, o che erano abituati a vivere, in quella che oggi è Israele e i Territori Occupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ponendo in relazione l’ideologia sionista e le politiche del passato con le atrocità del presente, noi saremo in grado di dare una spiegazione chiara e logica per la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Sfidare con mezzi non violenti uno stato ideologico che si autogiustifica moralmente, che si permette, con l’aiuto di un mondo silenzioso, di espropriare e distruggere la popolazione nativa di Palestina, è una causa giusta e morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ anche un modo efficace di stimolare l’opinione pubblica non soltanto contro le attuali politiche genocidarie a Gaza, ma, si spera, anche a prevenire future atrocità. Ancora più importante di ogni altra cosa ciò dovrebbe far sfiatare la furia sacrificale che soffoca i palestinesi ogni volta che si gonfia. Ciò aiuterà a porre fine alla immunità dell’occidente a fronte dell’impunità di Israele. Senza questa immunità, si spera che sempre più la gente in Israele cominci a vedere la natura reale dei crimini commessi in loro nome e la loro furia potrebbe essere diretta contro coloro che hanno intrappolato loro e i palestinesi in questo ciclo non necessario di massacri e violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Ilan Pappe (http://ilanpappe.com http://electronicintifada.net) insegna nel Dipartimento di storia dell’Università di Exeter, Inghilterra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Righteous fury" è stato tradotto in furia sacrificale al posto della traduzione letterale furia giusta o furia santa o furia giustificabile - ndt). ISM-Italia - info@ism-italia.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - www.ism-italia.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-6911039465257162735?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/6911039465257162735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=6911039465257162735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6911039465257162735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6911039465257162735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/01/la-furia-sacrificale-di-israele-e-le.html' title='La furia sacrificale di Israele e le sue vittime a Gaza'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWqGVo0k7vI/AAAAAAAAAPM/ecYyTDpGOZw/s72-c/ilanpappe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2406192153533512578</id><published>2009-01-12T00:41:00.002+01:00</published><updated>2009-01-12T00:54:55.860+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palestina'/><title type='text'>Che diremmo se Hamas avesse ucciso 600 israeliani?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWqFQ-FtmbI/AAAAAAAAAPE/En7_yV4rci0/s1600-h/dgdpgkm_406cg3xg4zg_b.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWqFQ-FtmbI/AAAAAAAAAPE/En7_yV4rci0/s320/dgdpgkm_406cg3xg4zg_b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290187238891428274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Robert Fisk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;su Liberazione del 08/01/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così ancora una volta Israele ha aperto le porte dell'inferno ai&lt;br /&gt;palestinesi. 40 civili che cercavano rifugio sono morti in una scuola&lt;br /&gt;dell'Onu, altri tre in un altra. Non male per una notte di lavoro a Gaza&lt;br /&gt;da parte di un esercito che crede nella "purezza delle armi". Ma perchè&lt;br /&gt;questo dovrebbe sorprenderci?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo dimenticato i 17.500 morti, quasi tutti civili, molti dei quali&lt;br /&gt;donne e bambini, dell'invasione israeliana del Libano nel 1982; i 1700&lt;br /&gt;civili palestinesi morti nel massacro di Sabra e Chatila; la strage di&lt;br /&gt;Qana presso la base Onu dove trovarono la morte 106 civili libanesi,&lt;br /&gt;metà dei quali bambini; l'assassinio dei profughi di Marwahin a cui&lt;br /&gt;venne ordinato di lasciare le loro case per poi essere falciati da un&lt;br /&gt;elicottero israeliano; i 1000 morti, quasi tutti civili, provocati&lt;br /&gt;sempre nel 2006 nel corso dell'invasione, sempre in Libano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che veramente sorprende è che molti leader occidentali, tanti&lt;br /&gt;presidenti e primi ministri, e, io temo, molti editori e giornalisti,&lt;br /&gt;hanno accettato la solita vecchia bugia: gli israeliani hanno fatto&lt;br /&gt;molta attenzione per evitare vittime innocenti. «Israele ha fatto il&lt;br /&gt;possibile per evitare vittime civili», è quanto ha dichiarato poche ore&lt;br /&gt;prima del massacro di Gaza un ambasciatore israeliano. E ogni presidente&lt;br /&gt;e primo ministro che ha ripetuto questa falsità come scusa per non&lt;br /&gt;chiedere un cessate il fuoco, ha sulle sue mani il sangue del macello&lt;br /&gt;che si è compiuto la scorsa notte. Se George Bush avesse avuto il&lt;br /&gt;coraggio di chiedere un immmediato cessate il fuoco 48 ore prima di quel&lt;br /&gt;fatto, quei vecchi, quelle donne e bambini sarebbero vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto accaduto non è solo vergognoso. Usare il termine crimini di&lt;br /&gt;guerra per descrivere quanto accaduto è troppo? Perchè questo è il&lt;br /&gt;termine che avremmo usato per questa atrocità se fosse stata commessa da&lt;br /&gt;Hamas. Quindi temo che era un crimine di guerra. Dopo aver scritto di&lt;br /&gt;così tanti massacri avvenuti in Medio Oriente, da parte delle truppe&lt;br /&gt;siriane, irachene, iraniane e israeliane, suppongo che avrei dovuto&lt;br /&gt;avere una reazione più cinica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Israele sostiene di combattere una guerra per noi contro il&lt;br /&gt;"terrorismo internazionale"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. Gli israeliani sostengono di combattere a Gaza per noi, per i nostri&lt;br /&gt;ideali occidentali, per la nostra sicurezza, per i nostri standard di&lt;br /&gt;vita. Quindi anche noi siamo complici della barbaria che oggi invade Gaza.&lt;br /&gt;Ho riportato varie volte le scuse dell'esercito israeliano per questi&lt;br /&gt;oltraggi nel passato. Siccome potrebbero essere ripetute nelle prossime&lt;br /&gt;ore ve le ripropongo. Israele dice che i palestinesi hanno ucciso i loro&lt;br /&gt;profughi, che hanno disotterrato i cadaveri dai cimiteri e sparso i&lt;br /&gt;corpi tra le rovine, che alla fine i veri responsabili sono i&lt;br /&gt;palestinesi in quanto sostenitori di un fazione armata, oppure che gli&lt;br /&gt;stessi palestinesi armati hanno usato i rifugiati come scudi umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il massacro di Sabra e Chatyila fu commesso dai falangisti libanesi di&lt;br /&gt;destra mentre le truppe di Israele, come ha rivelato la stessa&lt;br /&gt;commissione israeliana, rimasero a guardare per 48 ore senza fare nulla.&lt;br /&gt;Quando Israele fu accusata, il governo di Menacham Begin accusò il mondo&lt;br /&gt;di diffamazione. Dopo che l'artiglieria israeliana sparò contro il&lt;br /&gt;comprensorio Onu di Qana, nel 1996, Israele sostenne che gli stessi&lt;br /&gt;Hezbollah stavano bombardando la base. Era una bugia. I più di mille&lt;br /&gt;morti del 2006, una guerra iniziata dopo che Hezbollah aveva catturato&lt;br /&gt;due soldati isreaeliani al confine, furono derubricati come&lt;br /&gt;responsabiltà di Hezbollah. Israele sostenne che i cadaveri dei bambini&lt;br /&gt;nel secondo massacro di Qana erano stati presi da un cimitero. Era&lt;br /&gt;un'altra bugia. Il massacro di Marwahin non venne mai giustificato. Alla&lt;br /&gt;gente del villaggio venne ordinato di lasciare le loro case, obbedirono&lt;br /&gt;agli ordini degli israeliani e furono attaccati da un elicottero. I&lt;br /&gt;profughi presero i loro bambini e si misero vicino ai camion sui quali&lt;br /&gt;viaggiavano per permettere ai piloti di vedere che erano civili. Poi&lt;br /&gt;l'elicottero israeliano li falciò, da vicino. Sopravissero solo in due&lt;br /&gt;fingendosi morti. Israele non chiese neppure scusa.&lt;br /&gt;Dodici anni prima un'altro elicottero attaccò una ambulanza che&lt;br /&gt;trasportava civili, anche a loro era stato ordinato di abbandonare il&lt;br /&gt;loro villaggio, morirono tre bambini e due donne. Israele sostenne che&lt;br /&gt;un combattente di Hezbollah era sull'ambulanza. Non era vero. Ho seguito&lt;br /&gt;e scritto tutte queste atrocità, le ho indagate, parlato con i&lt;br /&gt;sopravissuti. Così hanno fatto molti miei colleghi. Come risposta&lt;br /&gt;ottenemmo degli scritti diffamatori: fummo accusati di essere antisemiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E scrivo quanto segue senza alcun dubbio: sentiremo di nuovo queste&lt;br /&gt;scandalose ricostruzioni. Sentiremo la scusa-bugia di Hamas - e dio solo&lt;br /&gt;lo sa che ce n'è abbastanza contro di loro senza bisogno di inventarsi&lt;br /&gt;crimini - sentiremo di nuovo dei cadaveri dai cimiteri, e che Hamas era&lt;br /&gt;nella scuola dell'Onu. Tutte bugie. E che noi siamo antisemiti. E avremo&lt;br /&gt;i nostri leader che sbuffando e balbettando ricorderanno al mondo che è&lt;br /&gt;stata Hamas a rompere il cessate il fuoco. Non lo ha fatto. Israele lo&lt;br /&gt;ha fatto per prima, il 4 novembre, quando con i suoi bombardamenti&lt;br /&gt;uccise 6 palestinesi a Gaza e ancora il 17 novembre quando in un altro&lt;br /&gt;bombardamento morirono altri quattro palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, Israele merita sicurezza. Venti israeliani uccisi in 10 anni attorno&lt;br /&gt;a Gaza è un dato tragico. Ma 600 palestinesi morti in una sola&lt;br /&gt;settimana, e migliaia nel corso degli anni dal 1948, è sicuramente un&lt;br /&gt;differente scala. Questo ci ricorda che non siamo di fronte a un&lt;br /&gt;"normale" massacro del Medio Oriente, ma ad una atrocità che ricorda la&lt;br /&gt;guerra dei Balcani degli anni '90. E naturalmente quando un arabo&lt;br /&gt;scatenerà tutta la sua furia incontenibile e scaricherà la sua rabbia&lt;br /&gt;cieca contro l'occidente, diremo che questo non ha nulla a che fare con&lt;br /&gt;noi. Ci chiederemo, perchè ci odiano? Ma non facciamo finta che non&lt;br /&gt;conosciamo la risposta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2406192153533512578?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2406192153533512578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2406192153533512578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2406192153533512578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2406192153533512578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/01/che-diremmo-se-hamas-avesse-ucciso-600.html' title='Che diremmo se Hamas avesse ucciso 600 israeliani?'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SWqFQ-FtmbI/AAAAAAAAAPE/En7_yV4rci0/s72-c/dgdpgkm_406cg3xg4zg_b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2250303739842077409</id><published>2009-01-03T23:31:00.002+01:00</published><updated>2009-01-03T23:35:54.334+01:00</updated><title type='text'>Emergenza  GAZA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_oNYBTYoI/AAAAAAAAAOk/z0g67knragk/s1600-h/GAZA_by_ghassan747.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 182px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_oNYBTYoI/AAAAAAAAAOk/z0g67knragk/s320/GAZA_by_ghassan747.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287199804040110722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La situazione a Gaza diventa sempre più drammatica.&lt;br /&gt;Gli ospedali sono  al collasso, i medicinali scarseggiano e le vittime civili sono destinate ad aumentare sempre di più per l’impossibilità di ricevere cure e trattamenti sanitari adeguati.&lt;br /&gt;L’Associazione Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese lancia una campagna di raccolta di fondi per l’acquisto dei materiali necessari in  questo stato d’emergenza ( non è possibile donare o raccogliere generi alimentari o medicinali, perché Israele non lascia passare niente ).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le vostre offerte possono essere versate sul Conto Corrente dell’Associazione, specificando nella causale “SOS GAZA”:&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;       D      07601     03200         62237201&lt;br /&gt;       cin    abi             cab            n. conto&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;       Codice IBAN:  IT69 D076 0103 2000 0006 2237 201&lt;br /&gt;       Codice BIC/SWIFT:  BPPIITRRXXX&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ringrazio il Presidente, Dott. Domenico Gallo, la Vice-Presidente, Prof.ssa Marcella Delle Donne, la Responsabile dell'Ufficio Stampa, Dott.ssa Silvia Rizzello e tutti i membri del Direttivo&lt;br /&gt;dell'Associazione,  per tutto quello che stanno facendo in questi tempi difficili per la causa palestinese e particolarmente per  il lavoro svolto per il progetto " Adotta un/a  bambino/a palestinese&lt;br /&gt;Orfano/a o Ferito/a ", e invito TUTTI a compiere un gesto di generosità e di concreta solidarietà con un popolo che veramente ne ha bisogno.&lt;br /&gt;Chiedo a tutti la massima pubblicazione e diffusione.&lt;br /&gt;Cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr. Yousef Salman&lt;br /&gt;Delegato della &lt;a href="http://www.palestinercs.org/"&gt;Mezza Luna Rossa Palestines&lt;/a&gt;e in Italia&lt;br /&gt;Cell.: 347 9013013&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2250303739842077409?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.palestinercs.org/' title='Emergenza  GAZA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2250303739842077409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2250303739842077409' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2250303739842077409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2250303739842077409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/01/emergenza-gaza.html' title='Emergenza  GAZA'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_oNYBTYoI/AAAAAAAAAOk/z0g67knragk/s72-c/GAZA_by_ghassan747.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-9034333658315746484</id><published>2009-01-01T23:12:00.003+01:00</published><updated>2009-01-03T23:27:27.409+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palestina'/><title type='text'>appello per una manifestazione regionale a Bari</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_kb0sPqTI/AAAAAAAAAOM/kykJtqzYHgU/s1600-h/GAZA_by_Alley_Up.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_kb0sPqTI/AAAAAAAAAOM/kykJtqzYHgU/s320/GAZA_by_Alley_Up.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287195654208071986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SABATO 3 GENNAIO 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MANIFESTAZIONE REGIONALE PUGLISE. CONCENTRAMENTO ORE 17.00 IN PIAZZA&lt;br /&gt;PREFETTURA A BARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTRO LA PULIZIA ETNICA E IL TERRORISMO DI STATO ISRAELIANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' partito sabato mattina l'attacco dell'esercito di occupazione israeliano sulla inerme popolazione civile palestinese già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. A pochi giorni dai primi raid aerei israeliani sulla Striscia si contano già quasi 440 morti e 3000 feriti, di cui molti gravissimi, un bilancio destinato purtroppo a crescere. Tra le vittime, dicono i mezzi d'informazione ufficiale, tante donne e tanti bambini, i cui corpi stanno arrivando a brandelli negli ospedali. Al momento ci sono 80  bambini morti e più di 700 feriti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I morti e i feriti di Gaza sono l'ennesima testimonianza della pulizia etnica che lo Stato israeliano da 60 anni sta portando avanti attraverso una guerra di occupazione, di apartheid, di violenza militare sull'intera popolazione palestinese. Il pretesto dell'attacco "difensivo" dai missili qassam, vuole distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale dal fatto che a Gaza un milione e mezzo di persone sta rischiando la morte da quasi due anni di embargo, che ogni giorno produce vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON C'E' TEMPO DA PERDERE!!! FERMATE IL MASSACRO DI GAZA!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SABATO 3 GENNAIO 2009&lt;br /&gt;MANIFESTAZIONE REGIONALE PUGLISE. CONCENTRAMENTO ORE 17.00 IN PIAZZA&lt;br /&gt;PREFETTURA A BARI&lt;br /&gt;PER&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- L'IMMEDIATO STOP ALL'ATTACCO MILITARE SULLA STRISCIA DI GAZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- LA FINE DELL'EMBARGO CONTRO LA POPOLAZIONE PALESTINESE DI GAZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- IL CONGELAMENTO DI TUTTI GLI ACCORDI POLITICI ECONOMICI E MILITARI TRA&lt;br /&gt;L'ITALIA E ISRAELE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- LA FINE DELL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VITA, TERRA E LIBERTA' PER IL POPOLO PALESTINESE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunità Palestinese - Puglia&lt;br /&gt;UDAP&lt;br /&gt;P.D. Regionale - Puglia&lt;br /&gt;Rifondazione Comunista - Puglia&lt;br /&gt;Partito dei Comunisti Italiani - Puglia&lt;br /&gt;Verdi - Puglia&lt;br /&gt;Alternativa Comunista - Puglia&lt;br /&gt;Sinistra Alternativa - Puglia&lt;br /&gt;RDB/CUB- Puglia&lt;br /&gt;ARCI - Puglia&lt;br /&gt;Confederazione Cobas&lt;br /&gt;Comitato di Quartiere Paolo Sesto Taranto&lt;br /&gt;Comitato di Quartiere Città vecchia Taranto&lt;br /&gt;Network per i diritti globali Barletta&lt;br /&gt;Centro di documentazione filorosso Foggia&lt;br /&gt;Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto&lt;br /&gt;Most za Beograd di Bari&lt;br /&gt;Coop. Soc. Il Nuovo Fantarca onlus&lt;br /&gt;"Godwin Club Italia" (XIV anno)&lt;br /&gt;Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale "SdL"&lt;br /&gt;(Confederazione Italiana di Base)  C.I.B. UNICOBAS di Bari&lt;br /&gt;Servizio Civile Internazionale SCI - Bari&lt;br /&gt;Rete per la legalita' ed i diritti negati&lt;br /&gt;Salento Nowar, Coordinamento Salentino contro la guerra e contro le basi militari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*************************************************************************************&lt;br /&gt;LECCE - CAPODANNO DEI POPOLI- MANIFESTAZIONE PER LA PALESTINA&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_lYQupEpI/AAAAAAAAAOU/o00SsMyFioo/s1600-h/1_1_2009+manif+contro+razzismo+001.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_lYQupEpI/AAAAAAAAAOU/o00SsMyFioo/s320/1_1_2009+manif+contro+razzismo+001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287196692526469778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_mFGCoWmI/AAAAAAAAAOc/Z8wuR2j7JsI/s1600-h/1_1_2009+manif+contro+razzismo+003.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_mFGCoWmI/AAAAAAAAAOc/Z8wuR2j7JsI/s320/1_1_2009+manif+contro+razzismo+003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287197462751631970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-9034333658315746484?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/9034333658315746484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=9034333658315746484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/9034333658315746484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/9034333658315746484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2009/01/appello-per-una-manifestazione.html' title='appello per una manifestazione regionale a Bari'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SV_kb0sPqTI/AAAAAAAAAOM/kykJtqzYHgU/s72-c/GAZA_by_Alley_Up.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-1290025137673226484</id><published>2008-12-29T23:36:00.006+01:00</published><updated>2008-12-30T00:34:00.794+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palestina'/><title type='text'>MASSACRO A GAZA…  UNO SGUARDO SULLE GUERRE URBANE FUTURE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVlYYOo4urI/AAAAAAAAAN0/Ufa29mDey6o/s1600-h/011.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVlYYOo4urI/AAAAAAAAAN0/Ufa29mDey6o/s320/011.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285352810965678770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le centinaia di morti e feriti  a Gaza City di queste ultime ore(28 dicembre 2008)non sono solo il risultato dell’ennesima dimostrazione di forza dello Stato d’Israele contro Hamas , ma anche l’effetto della sperimentazione su campo delle tecnologie militari d’avanguardia delle industrie israeliane ed occidentali nel campo della guerra in contesti urbanizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attacco massiccio, in una delle zone più densamente popolate del pianeta quando avrà termine diverrà oggetto di studio di arte militare  per gli strateghi del complesso militar-industriale mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I morti e i feriti di Gaza e le distruzioni di infrastrutture civili e militari, ben presto diverranno asettiche cifre catalogate in obbiettivi strategici e tattici raggiunti e danni collaterali,  come lo sono divenuti quelle di Mogadiscio, Grozny, Fallujha, Bint Jbeil e tante altre stragi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Li ritroveremo così nei manuali degli eserciti di tutto il mondo nel capitolo:-“ Guerre Urbane future, come affrontarle?”-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Un capitolo che ogni giorno diventa sempre più voluminoso con l’aumentare della crisi del sogno del Nuovo ordine Mondiale in nome della Globalizzazione Capitalistica, un capitolo su quale esperti o sedicenti tali scrivono col sangue di innocenti la ricetta che dovrebbe fermare la rabbia incontenibile dell’umanità futura dinanzi al baratro in cui il Capitale globalizzatore l’ha gettata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVlYrCalgGI/AAAAAAAAAN8/1Vj0E895Beg/s1600-h/pdd_061120.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 162px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVlYrCalgGI/AAAAAAAAAN8/1Vj0E895Beg/s320/pdd_061120.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285353134101987426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli studi sull’operazione”Gaza dicembre 2008” verrà analizzata l’efficacia degli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unmanned_aerial_vehicle"&gt;UAV ( gli aerei senza pilota)&lt;/a&gt; nell’acquisizione e distruzione dei bersagli , nell’uso di missili guidati da telecamere capaci di funzionare fino all’impatto sui bersagli o guidati da illuminatori laser trasportati da agenti infiltrati israeliani o da mini robot &lt;a href="http://www.dedalonews.it/it/wp-print.php?p=5255"&gt;UAV&lt;/a&gt; capaci di appollaiarsi su alberi, davanzali o pali telefonici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Necessariamente all’offensiva aerea seguirà quella terrestre con carri armati e mezzi degni di guerre da fantascienza. Carri che sembrano fortini medioevali, con torrette telecomandate e blindati capaci di resistere non solo agli RPG ma anche ad esplosioni di mine terrestri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;a href="http://www.paginedidifesa.it/2004/cappelli_040212.html"&gt;carri israeliani Achzarit&lt;/a&gt; son divenuti i battistrada per le linee guida delle industrie militari mondiali che si stanno adeguando nel produrre le armi per le prossime Guerre Urbane, quelle che si combatteranno  negli anni futuri nelle banlieu delle Megalopoli sovrappopolate dell’Impero.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dopo le lezioni apprese in Iraq , Afghanistan ed in Libano è un proliferare di  soluzioni: quelle occidentali propendono a Kit modulari da aggiungere ai carri armati di serie, mentre gli israeliani si sono orientati nel &lt;a href="http://marsspirit.go.ilcannocchiale.it/print/1708686.html"&gt;blindato NAMER&lt;/a&gt; equipaggiato con il nuovo motore della Continental Motors o dell’azienda tedesca MTU.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVla_Ai5_CI/AAAAAAAAAOE/vpvbVA20YDo/s1600-h/namer_design.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 171px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVla_Ai5_CI/AAAAAAAAAOE/vpvbVA20YDo/s320/namer_design.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285355676220652578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in questo campo anche le &lt;a href="http://www.finmeccanica.it/Holding/IT/Business/Sistemi_di_difesa/index.sdo"&gt;industrie italiane&lt;/a&gt; stanno facendo progressi grazie alla collaborazione con le omologhe israeliane  (ed anch’esse riceveranno un utile contributo dal fiume  di sangue che sgorga oggi da Gaza)  ma che già adesso hanno sfornato i loro prodotti d’avanguardia come  le protezioni aggiuntive e le torrette telecomandate montate sulle autoblinde Puma ed inviate in Afghanistan ma anche , primi al mondo,  a far rifornire in volo un velivolo  non pilotato a getto come lo &lt;a href="http://www.paginedidifesa.it/2006/pdd_061120.html"&gt;Sky-X dell’Alenia Aeronautica&lt;/a&gt;: un ottimo passo per le guerre robotiche future , quelle in cui le macchine opportunamente programmate decideranno chi è il nemico del giorno e come e quando colpirlo in qualunque ora del giorno e della notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTONIO CAMUSO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_%20militarizzato_5.htm"&gt;OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;osservatoriobrindisi@libero.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brindisi 28 dicembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-1290025137673226484?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/1290025137673226484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=1290025137673226484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1290025137673226484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1290025137673226484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/12/massacro-gaza-uno-sguardo-sulle-guerre.html' title='MASSACRO A GAZA…  UNO SGUARDO SULLE GUERRE URBANE FUTURE'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVlYYOo4urI/AAAAAAAAAN0/Ufa29mDey6o/s72-c/011.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-4469802241096769577</id><published>2008-12-28T22:48:00.017+01:00</published><updated>2009-01-03T23:48:07.231+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palestina'/><title type='text'>Fermiamo il massacro di Gaza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgEIgdzB_I/AAAAAAAAAMs/7ODCNLNQFNw/s1600-h/21.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgEIgdzB_I/AAAAAAAAAMs/7ODCNLNQFNw/s320/21.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284978706919655410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;DOMANI LUNEDI' 29 DICEMBRE ALLE ORE 17,30&lt;br /&gt;PRESIDIO A LECCE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;a sostegno dei diritti del popolo palestinese,&lt;br /&gt;per la sospensione immediata dell'intervento armato israeliano&lt;br /&gt;FERMIAMO IL MASSACRO DEL POPOLO PALESTINESE A GAZA.&lt;br /&gt;ESPRIMIAMO LA PIU' FERMA  CONDANNA AL GOVERNO ISRAELIANO.&lt;br /&gt;TROVIAMOCI DOMANI TUTTI IN PIAZZETTA DE PACE&lt;br /&gt;(Via Trinchese angolo con Via F.Cavallotti di fronte&lt;br /&gt;alla scuola elementare Cesare Battisti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;invitiamo TUTTI ad ADERIRE E PARTECIPARE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cobas&lt;br /&gt;Circolo Iqbal Masiq&lt;br /&gt;Comitato Internaz."Dino Frisullo"&lt;br /&gt;SALENTO NOWAR&lt;br /&gt;Sinistra Critica - Lecce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgIn6v5H7I/AAAAAAAAANk/MJ-wbOtWaR0/s1600-h/04.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 208px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgIn6v5H7I/AAAAAAAAANk/MJ-wbOtWaR0/s320/04.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284983644597329842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTRO LA PULIZIA ETNICA E IL TERRORISMO DI STATO ISRAELIANO&lt;br /&gt;FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E´ partito sabato mattina l´attacco dell´esercito di occupazione israeliano sulla inerme popolazione civile palestinese già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. A poche ore dai primi raid aerei israeliani sulla Striscia si contano già 155 morti e 270 feriti gravissimi, un bilancio destinato purtroppo a crescere. Tra le vittime, dicono i mezzi d´informazione ufficiale, tante donne e tanti bambini, i cui corpi stanno arrivando a brandelli negli ospedali; secondo le fonti sanitarie di Gaza occorrerà trasferire i feriti più gravi in Egitto e non c´è un sufficiente numero di elicotteri per trasportarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I morti e i feriti di Gaza sono l´ennesima testimonianza della pulizia etnica che lo Stato israeliano da 60 anni sta portando avanti attraverso una guerra di occupazione, di apartheid, di violenza militare sull´intera popolazione palestinese. Il pretesto dell´attacco "difensivo" dai missili qassam, che il primo ministro Olmert si è affrettato a propinare questa mattina ai ministri degli esteri di tutto il mondo, vuole distogliere l´attenzione dell´opinione pubblica mondiale dal fatto che a Gaza un milione e mezzo di persone sta rischiando la morte da quasi due anni di embargo, che ogni giorno produce vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complici del terrorismo di Stato israeliano, l´appoggio militare statunitense e il silenzio dei governi europei, che lasciano che in Medio Oriente prosegua a compiersi indisturbato il tentativo di cancellare la Palestina dalle cartine geografiche, e con essa il suo popolo. E´ ormai evidente come alla condanna da parte della comunità internazionale dei crimini del nazifascismo non si accompagni ugualmente la condanna della storia e dell´attualità del progetto aberrante di cancellare il popolo palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON C´E´ TEMPO DA PERDERE!!! FERMATE IL MASSACRO DI GAZA!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.forumpalestina.org/news/2008/Dicembre08/29-12-08AppelloRoma.htm"&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt; per leggere l'appello direttamente sul sito&lt;br /&gt;*************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E' aggressione genocida, ma i giornali la chiamano offensiva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgMkZi8iGI/AAAAAAAAANs/E8eMqUrH_ck/s1600-h/gaza_thumb.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 236px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgMkZi8iGI/AAAAAAAAANs/E8eMqUrH_ck/s320/gaza_thumb.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284987982191560802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di Giulietto Chiesa – &lt;a href="http://www.megachip.info/"&gt;Megachip&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Golia israeliano ha dimostrato ancor una volta come intende trattare il Davide palestinese: massacrandolo. Bilancio dell'aggressione: oltre 400 morti tra la popolazione civile, oltre mille feriti. Caccia e missili contro kalashnikov. Raffinatezze tecnologiche contro povera gente inerme. Adesso si sentirà il solito coro: ma Hamas tirava i razzi su Israele. Probabile, anzi vero. Bilancio dei razzi palestinesi: un morto. Si dirà che la contabilità dei morti è cosa miserabile. Ma andatelo a spiegare alle mamme che hanno perso i loro figli nel bombardamento del Golia aggressore. Andatelo a spiegare ai palestinesi che si sono visti portare vie le loro terre e che adesso non possono neanche più vederle perchè sono dietro a un muro. Ma, per noi europei, civilizzati e (ancora per poco) vincitori, esiste solo un muro, quello di Berlino, da ricordare fino alla nausea. Si dirà che Hamas è organizzazione terrorista. Ma aveva vinto le elezioni. Bisogna spiegarselo. Si dirà - per spiegarselo - che i palestinesi sono cattivi e antidemocratici, mentre gli israeliani sono buoni e democratici. Cioè si fara del razzismo. Dello sporco, intollerabile razzismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgFXiWVQ7I/AAAAAAAAANE/WEmYwn_Cx8M/s1600-h/3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgFXiWVQ7I/AAAAAAAAANE/WEmYwn_Cx8M/s320/3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284980064634880946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Un'aggressione premeditata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gilbert Achcar*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il micidiale assalto compiuto da Israele contro Gaza era talmente premeditato da esser stato annunciato in anticipo ieri mattina su diversi quotidiani arabi. L'informazione più precisa è stata fornita dal giornale nazionalista palestinese e arabo al-Quds al-Arabi (Gerusalemme araba), pubblicato a Londra. Scrivendo a partire da Ramallah, in Cisgiordania, Walid Awad, corrispondente del quotidiano a Ramallah, in Cisgiordania, riferiva di aver appreso «da un'attendibile fonte diplomatica araba che il generale Omar Suleiman, capo dei servizi segreti egiziani, ha informato certe capitali arabe che Israele avrebbe lanciato un'offensiva limitata contro la Striscia di Gaza». Un'offensiva per far pressione sul movimento Hamas e obbligarlo a accettare una tregua senza condizioni. La fonte ha aggiunto che il generale Suleiman ha insistito presso la ministra israeliana degli affari esteri, Tzipi Livni, sulla necessità di non provocare vittime fra i civili durante l'operazione militare per evitare che foto di innocenti non vengano utilizzate per eccitare la piazza araba».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo scenario allestito in anticipo è stato messo in atto il giorno stesso della comparsa dell'articolo: accampando il solito pretesto - i lanci di razzi a partire da Gaza, che sono essi stessi tiri di rappresaglia, e così via - l'aviazione israeliana ha ferocemente attaccato Gaza, concentrando il fuoco sulle forze di sicurezza interne dirette dal governo di Hamas, conformemente alla domanda del capo dei servizi segreti egiziani, più desideroso di attenuare la reazione dell'opinione pubblica nel suo paese che di salvare vite umane palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La collusione con Israele da parte degli «Arabi dell'America», come li chiama «la piazza araba», cioè le monarchie petrolifere del Golfo, la monarchia giordana e l'Egitto, è così venuta alla luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il generale egiziano mette a punto insieme a Tzipi Livni lo scenario della carneficina offerto da Israele ai palestinesi in questo periodo di feste e di regali, mentre a Washington si fa il bilancio dei doni offerti dalle monarchie arabe al suo omologo americano, Condoleezza Rice: gioielli per diverse centinaia di milioni di dollari, fra cui una collana del costo stimato a 170.000 dollari, una parure di rubini e diamanti di 165.000 dollari da parte del re saudita Abdallah e una parure di smeraldi e diamanti del costo stimato a 147.000 dollari da parte del re giordano Abdallah II (Associated Press, 22 décembre). Dei regali tanto più stravaganti - scandalosi per le popolazioni dei paesi in questione - in quanto quei sovrani sapevano bene che Condoleezza Rice avrebbe potuto sfoggiarli solo durante il suo mandato di segretaria di Stato e che, conformemente alla legge americana, sono proprietà pubblica, e verranno riposti in un deposito del governo alla fine del mandato dell'amministrazione uscente.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgGfXI50HI/AAAAAAAAANU/LZlPV4n3ZAE/s1600-h/20.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 208px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgGfXI50HI/AAAAAAAAANU/LZlPV4n3ZAE/s320/20.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284981298576347250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se gli «Arabi dell'America» si comportano in maniera così poco discreta nelle loro servili effusioni verso Washington mentre l'amministrazione Bush è la più odiata della storia dalla «piazza araba» - le popolazioni arabe non sognano altro che offrire un solo tipo di regalo a George Bush e ai membri della sua squadra aborrita: scarpe in faccia, seguendo l'esempio del giornalista iracheno Muntazar al-Zeidi diventato eroe nazionale di tutte le popolazioni arabe - si può immaginare in che modo si comporteranno dopo l'investitura di Barack Hussein Obama: senza ritegno alcuno, con molta probabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambiamento d'amministrazione a Washington, benché non faccia presagire un cambiamento sostanziale della politica statunitense in Medioriente, a giudicare dalla composizione della nuova squadra, porterà sicuramente una ripulitura di facciata: un passaggio dall'imperialismo dal volto orrendo e islamofobo all'imperialismo dal volto umano, nero e islamofilo. È il senso del gran discorso che Obama ha previsto di pronunciare, in direzione del mondo musulmano, dopo essere entrato in carica. L'America, i cui interessi in Medioriente sono stati messi in pericolo dalla goffaggine dell'amministrazione Bush, ha bisogno di ridorare il suo blasone presso i musulmani, per rafforzare il suo dominio militare attraverso una egemonia politica. È una delle ragioni principali per le quali il grande capitale americano ha sostenuto Obama, mentre gli elettori e le elettrici si mobilitavano per lui per tutt'altre ragioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il timing dell'operazione israeliana è stato scelto tenendo conto di queste considerazioni: bisognava colpire duro Gaza prima dell'investitura di Obama, per non compromettere immediatamente la sua operazione di relazioni pubbliche. Il successo di questo attacco dovrebbe rendere più agevoli in futuro simili brutali aggressioni contro un nemico che sarà tanto più facile da demonizzare quanto il presidente americano sarà angelicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Analista politico, autore di Scontro tra barbarie e La guerra dei 33 giorni (edizioni Alegre)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato su il Manifesto del 28 dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;************************************************************************************* &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgE6ldhjGI/AAAAAAAAAM8/_Y2qcpNJUIU/s1600-h/01.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgE6ldhjGI/AAAAAAAAAM8/_Y2qcpNJUIU/s320/01.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284979567254146146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Incriminate Barak, Livni e Olmert di crimini di guerra![*]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Michel Warschawski&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lo Stato di Israele deve essere sospeso dalle istituzioni internazionali fino a quando Gaza sarà sotto assedio e l’aviazione e l’artiglieria israeliana continueranno a massacrare la sua popolazione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;140 morti dopo la prima ora dell’attacco criminale israeliano contro la popolazione civile Gaza[†]. «Non è che l’inizio» hanno affermato gli alti responsabili israeliani, ripromettendosi di continuare i bombardamenti della città più popolata per metro quadrato del mondo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo una dozzina di militanti palestinesi e israeliani nella sede dell’&lt;a href="http://www.alternativenews.org/"&gt;AIC&lt;/a&gt; a Beit Sahour (Cisgiordania), per discutere della crisi dei partiti laici palestinesi quando abbiamo appreso le notizie. Dopo qualche minuto di vero e proprio shock, siamo partiti verso i nostri compiti in una simile situazione di emergenza: Ahmad J. ha contattato i suoi amici di Gaza per avere le ultime novità, Connie e John sono andati nell’ufficio di Gerusalemme per lanciare un appello all’azione al movimento sociale internazionale, Sergio e Guila hanno contattato i mass media internazionali, Ahmad A. è andato a una riunione urgente dei movimenti popolari della zona di Betlemme, Nassar ha convocato le fazioni palestinesi per una riunione d’emergenza; tornando a Gerusalemme, io ho contattato le forze progressiste per organizzare per questa sera una protesta comune delle forze israeliane progressiste davanti alla casa del primo ministro, ma la Coalizione delle Donne per la pace aveva già preso l’iniziativa: ci si ritroverà a Tel Aviv alle 18.00.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver organizzato il trasporto dei potenziali manifestanti da Gerusalemme, mi restano due ore prima di partire per Tel Aviv. Le impiego per chiedervi, amici e compagni del movimento sociale internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, di reagire immediatamente contro questo nuovo crimine di guerra commesso dal mio governo e dal mio esercito: più che mai il popolo palestinese ha bisogno della vostra mobilitazione, della vostra solidarietà e dei vostri sforzi. Più che mai dovete fare pressione sui vostri governi per imporre sanzioni a Israele e perché sia chiaro che uno Stato che vìola le regole più elementari della legge internazionale deve essere escluso dalla comunità delle nazioni civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dirigenti politici e militari israeliani devono essere trascinati in giudizio in un tribunale internazionale per crimini di guerra! Seguiamo l’esempio dei nostri compagni britannici e diciamo chiaramente che ovunque vogliano andare: Barak, Ashkenazi, Olmert o Livni saranno accolti da un’accusa per i crimini di guerra che hanno commesso nei territori palestinesi occupati!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No all’impunità per i criminali di guerra israeliani!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michel Warschawski,&lt;br /&gt;Alternative Information Center, Beit Sahour/Gerusalemme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27 dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[*] Tradotto dal francese e tratto dal sito internet dell’AFPS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[†] Ad ora i morti hanno raggiunto il numero di 400.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*************************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgF5vTRTwI/AAAAAAAAANM/NUQYISP-WLM/s1600-h/12.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 219px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgF5vTRTwI/AAAAAAAAANM/NUQYISP-WLM/s320/12.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284980652227251970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rapporto  del  Segretario   generale  ONU  sulla  situazione  in  Palestina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Assemblea generale dell'ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente dell'Assemblea, Miguel d'Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio. Aprendo la seduta, ha dichiarato: « Io invito la comunità internazionale ad alzare la sua voce contro la punizione collettiva della popolazione di Gaza, una politica che non possiamo tollerare. Noi esigiamo la fine delle violazioni di massa dei Diritti dell'uomo e facciamo appello ad Israele, la Potenza occupante, affinché lasci entrare immediatamente gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Questa mattina ho parlato dell'apartheid e di come il comportamento della polizia israeliana nei Territori palestinesi occupati sembri così simile a quello dell'apartheid, ad un'epoca passata, un continente più lontano. Io credo che sia importante che noi, all'ONU, impieghiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome. Dopotutto, sono le Nazioni Unite che hanno elaborato la Convenzione internazionale contro il crimine dell'apartheid, esplicitando al mondo intero che tali pratiche di discriminazione istituzionale devono essere bandite ogni volta che siano praticate.&lt;br /&gt;Abbiamo ascoltato oggi un rappresentante della società civile sudafricana. Sappiamo che in tutto il mondo organizzazioni della società civile lavorano per difendere i diritti dei Palestinesi e tentano di proteggere la popolazione palestinese che noi, Nazioni Unite, non siamo riusciti a proteggere. Più di 20 anni fa noi, le Nazioni Unite, abbiamo raccolto il testimone della società civile quando abbiamo convenuto che le sanzioni erano necessarie per esercitare una pressione non violenta sul Sud Africa. Oggi, forse, noi, le Nazioni Unite, dobbiamo considerare di seguire l'esempio di una nuova generazione della società civile che fa appello per una analoga campagna di boicottaggio, di disinvestimento e di sanzioni per fare pressione su Israele. Ho assistito a numerose riunioni sui Diritti del popolo palestinese.  Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c'è alcuna virtù nell'essere pazienti con la sofferenza degli altri. Noi dobbiamo agire con tutto il nostro cuore per mettere fine alle sofferenze del popolo palestinese (.) Tengo ugualmente a ricordare ai miei fratelli e sorelle israeliani che, anche se hanno lo scudo protettore degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza, nessun atto di intimidazione cambierà la Risoluzione 181, adottata 61 anni fa, che invita alla creazione di due Stati. Vergognosamente, oggi non c'è uno Stato palestinese che noi possiamo celebrare e questa prospettiva appare più lontana che mai. Qualunque siano le spiegazioni, questo fatto centrale porta derisione all'ONU e nuoce gravemente alla sua immagine ed al suo prestigio. Come possiamo continuare così?».&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgHCMo1KDI/AAAAAAAAANc/NJeEBmNAvEE/s1600-h/gaza-death-in-the-street.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgHCMo1KDI/AAAAAAAAANc/NJeEBmNAvEE/s320/gaza-death-in-the-street.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284981897052891186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'ambasciatore Miguel d'Escoto Brockmann è un sacerdote cattolico, teologo della liberazione e membro del Comitato politico del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Personalità morale riconosciuta, è stato eletto per acclamazione, il 4 giugno 2008, Presidente dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Anti-Defamation League (ADL) è stata la prima organizzazione sionista a reagire, chiedendo al Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki Moon, di mettere fine a questo « circo » così come alla « cosiddetta giornata di solidarietà con il popolo palestinese ». Infine, ha denunciato il carattere a suo dire « antisemita » delle proposte del Presidente Miguel d'Escoto Brockmann che essa ritiene ispirate da un secolare antigiudaismo cattolico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altri link&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.forumpalestina.org/"&gt;forumpalestina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.infopal.it/index.php?PHPSESSID=2d29bb1a10edafb63473d986387fe635"&gt;infopal&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-4469802241096769577?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/4469802241096769577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=4469802241096769577' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/4469802241096769577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/4469802241096769577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/12/fermiamo-il-massacro-di-gaza.html' title='Fermiamo il massacro di Gaza'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SVgEIgdzB_I/AAAAAAAAAMs/7ODCNLNQFNw/s72-c/21.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-6590190477707720532</id><published>2008-12-07T22:17:00.007+01:00</published><updated>2008-12-17T21:01:23.101+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='U.S.A.'/><title type='text'>L’Italia per Africom</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STw_uk-GbjI/AAAAAAAAAMc/lfaEPl0ZY6Y/s1600-h/Africom_emblem.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 251px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STw_uk-GbjI/AAAAAAAAAMc/lfaEPl0ZY6Y/s320/Africom_emblem.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277162932802055730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=11584&amp;IDCategoria=108"&gt;da nigrizia.it  04/12/2008&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;Luciano Bertozzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lanciato nell'ottobre 2007, è operativo dal 1 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le basi statunitensi di Vicenza e Napoli saranno sede di Africom, anche se il comando generale resta a Stoccarda. Italia sempre più allineata con Washington. Nessun paese africano ha accettato di ospitare il comando, accusato di voler controllare le risorse africane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli e Vicenza saranno due delle quattro basi che ospiteranno &lt;a href="http://www.africom.mil/index.asp"&gt;Africom&lt;/a&gt;, il comando militare USA che ha giurisdizione sull’Africa. Lo ha affermato il Ministro degli esteri Frattini nel corso di una conferenza stampa con l’ambasciatore statunitense, Spogli. Il nostro paese diverrà quindi una pedina sempre più importante per gli scenari strategici statunitensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella città partenopea vi sarà il comando navale, a Vicenza  quello delle forze di terra. Secondo il Ministro le due componenti di Africom “operano nel quadro della NATO”, affermazioni poco credibili: il comando americano è una struttura interamente del Pentagono. Secondo quanto spiegato da Frattini, pur operando all'interno delle basi statunitense "la componente civile della missione Africom" (non si tratterebbe quindi di militari) lavorerà nel settore NATO.&lt;br /&gt;Africom, la nuova struttura militare nordamericana creata a fine 2007, attualmente ha il quartiere generale a Stoccarda, in Germania: &lt;a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=10532"&gt;Bush non è riuscito&lt;/a&gt; a convincere nessun paese africano ad ospitare le basi. Gli ultimi rifiuti sono arrivati da Libia, Sudafrica e Nigeria, che temono di vedere i paesi del continente coinvolti in terreno di battaglia nella lotta al terrorismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per molti inoltre la creazione di Africom è dovuta al crescente peso del petrolio africano che copre ormai circa un quarto del fabbisogno di Washington, con la prevalenza dei paesi che si affacciano sul golfo di Guinea (Nigeria fra tutti). Il rinnovato interesse di Washington per l’Africa è dovuto anche alla volontà di controllo delle altre risorse naturali che il continente possiede (finora sfruttate solo in parte) e per contrastare la Cina, che sta soppiantando le vecchie potenze coloniali e gli Stati Uniti stessi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gli obiettivi dichiarati dal Pentagono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Africom è divenuto &lt;a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11310"&gt;operativo dal primo ottobre&lt;/a&gt; scorso, la sua area di attività copre tutto il continente ad eccezione dell’Egitto. Il suo compito principale consiste nel “promuovere la stabilità e la sicurezza sul continente, ed aiutare gli eserciti africani a fronteggiare le calamità naturali. Secondo il Pentagono l’obiettivo finale è la promozione di una buona Governance: Africom aiuterà le autorità civili africane nella lotta alla povertà. L’ambasciatore Spogli ha comunque affermato che”gli obiettivi di Africom vertono su prevenzione dei conflitti, promozione della crescita economica controllo dei flussi migratori e prevenzione del terrorismo”. Quest’ultimo è un aspetto preoccupante, viste le violazioni delle libertà fondamentali compiute da Washington in virtù di tale lotta : da Guantanamo alle extraordinary rendition (i sequestri di presunti terroristi inviati in Paesi terzi spesso mediorientali), alla pratica del waterboarding (considerata una tortura) durante gli  interrogatori. Le operazioni militari statunitensi in Africa alcune segrete e le esercitazioni sono su base unilaterale e non su base NATO.&lt;br /&gt;Il Congresso di Washington ha stanziato 266 milioni di dollari, 123 milioni in meno di quanto richiesto da Bush. Tale riduzione è stata motivata dalla mancanza di una presenza effettiva in Africa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STxAID3pSgI/AAAAAAAAAMk/6ndrq_HMKu8/s1600-h/Ward1007.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 206px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STxAID3pSgI/AAAAAAAAAMk/6ndrq_HMKu8/s320/Ward1007.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277163370593208834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;AFRICOM Commander General William E. Ward&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo dell’Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro paese sarà sempre più la punta di lancia del formidabile strumento bellico di Washington, grazie alla sua posizione strategica rispetto all’Africa. L’uso della contestatissima base di Vicenza non tiene conto dell’orientamento della popolazione locale, che, in prevalenza, non vuole una presenza muscolare così ingombrante. Difficilmente le due basi saranno utilizzate per rafforzare i diritti umani e le libertà fondamentali, ma di sicuro aumenteranno l’esposizione italiana nella guerra al terrorismo. Roma si allinea alla politica di Washington, senza tutelare i propri interessi: la decisione di ospitare Africom rischia di creare problemi nei rapporti politici ed economici fra il nostro paese e quelli africani, proprio mentre l’Italia ha ridotto al lumicino i fondi della cooperazione allo sviluppo ed è fra gli ultimi contribuenti alle spese per realizzare gli Obiettivi del Millennio.&lt;br /&gt;Il messaggio del governo Berlusconi è quello di ribadire che la sicurezza è data dalla militarizzazione, e non dal garantire dignità umana alle persone. E’ da sottolineare che una scelta così importante non è stata sottoposta ad alcun vaglio parlamentare ed al Consiglio dei Ministri.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’esclusione dal Parlamento dei partiti di sinistra ha eliminato la lotta alla militarizzazione della nostra politica estera dall’agenda politica. Del resto, come si è visto nelle Camere in occasione dell’iter della legge di bilancio, entrambi gli schieramenti hanno stigmatizzato la politica di tagli, seppure assai limitati, operata alle spese militari.&lt;br /&gt;Popolo delle Libertà e Partito Democratico schierano ex generali e ribadiscono in ogni occasione la necessità di aumentare la spesa per le forze armate. La crisi economica, invece, dovrebbe dare impulso proprio alla ridiscussione dello strumento militare italiano. La riduzione degli stanziamenti per la difesa e soprattutto per nuovi armamenti potrebbe garantire le risorse per tutelare le famiglie in crisi, per erogare sussidi di disoccupazione di livello europeo. Appare quindi difficile che le Camere contrastino la decisione di Frattini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;****************************************************************************&lt;br /&gt;AFRICOM: ALTRI MILLE MILITARI USA IN ITALIA &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=215&amp;Itemid=146"&gt;da disarmiamoli.org&lt;/a&gt;   &lt;br /&gt;Con Africom giungono in Italia altri 1.000 militari USA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E il Pentagono sbugiarda Franco Frattini. Due giorni fa il ministro degli esteri italiano aveva annunciato la concessione agli Stati Uniti dell’utilizzo delle basi di Napoli e Vicenza per l’installazione di due nuovi comandi per le operazioni nel continente africano (Africom), “senza che ciò comporterà l’aumento su base permanente delle truppe Usa in Italia”. Le forze armate statunitensi fanno invece sapere che l’istituzione dei due quartieri generali è già attiva con l’assegnazione a Napoli e Vicenza di 750 militari, a cui se ne affiancheranno presto degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervistato dal quotidiano delle forze armate Usa “Stars and Stripes”, il colonnello Marcus de Oliveira, portavoce del comando dell’esercito statunitense SETAF (Southern European Task Force) con base a Vicenza, ha dichiarato che il personale di stanza nella città veneta “potrebbe aumentare di circa 50 unità, portando così il numero del personale militare operante a 300”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Napoli, invece, la Naval Forces Europe è stata ampliata per includere la componente navale di Africom che ha preso il nome di “NAVEUR NAVAF”. “Con uno staff di circa 500 uomini – scrive Stars and Stripes - questo comando potrebbe crescere entro i prossimi due anni di circa 140 unità”. Le finalità del nuovo quartier generale delle forze navali per l’Africa sono state sintetizzate dall’ammiraglio Mark Fitzgerald, comandante di NAVEUR NAVAF. “Focalizzeremo i nostri interventi in Africa costruendo la cooperazione regionale per la sicurezza nel continente”, ha dichiarato Fitzgerald. “Il modello a cui guardiamo è quello che vede attualmente gli stati della regione del Golfo di Guinea operare congiuntamente contro il traffico di droga, l’immigrazione illegale e il traffico di essere umani. La lotta alla pirateria continuerà ad essere un punto centrale per la Us Navy e per Africom”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’istituzione di NAVEUR NAVAF a Napoli, l’Africa Partnership Station (APS), la forza multinazionale che la Marina degli Stati Uniti ha promosso con i paesi dell’Africa occidentale e centrale, passa sotto il controllo del comando di Napoli. Buona parte delle operazioni di rifornimento munizioni, carburante e materiali logistici delle unità impegnate in esercitazioni in ambito APS continueranno però ad essere coordinate dal “Fleet and Industrial Supply Center” (FISC), il centro logistico delle forze navali degli Stati Uniti istituito a Sigonella il 3 marzo 2005. Nella base siciliana è pure presente uno dei reparti di punta della nuova strategia di penetrazione militare nel continente africano, la “Joint Task Force JTF Aztec Silence”, una forza speciale dotata di aerei P-3c Orion per la conduzione di missioni d’intelligence, sorveglianza terrestre, aerea e navale in Africa settentrionale, occidentale e nel Corno d’Africa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre al Comando terrestre di Vicenza e a quello navale di Napoli, Africom ha attivato un quartier generale delle forze aeree a Ramstein (AFAFRICA) e un comando delle forze del Corpo dei Marines a Boeblingen (MARFORAF). Sempre in Germania, a Stoccarda, ha sede il quartier generale di Africom, destinato però ad essere trasferito nel Sud Europa. A contendersi Africom la base navale Usa di Rota-Cadice in Spagna e ancora una volta la Naval Station di Napoli-Capodichino.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Mazzeo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;********************************************************************************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiama AfriCom la nuova servitù militare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Martedì - nello stesso giorno in cui è arrivato a Roma il generale David Petraeus, capo del Comando centrale che conduce la guerra in Afghanistan - è giunto a Vicenza il gen. William Ward, capo dell'appena costituito Comando Africa (AfriCom), per presenziare, alla caserma Ederle, alla «cerimonia di trasformazione» della Forza tattica statunitense nel Sud Europa (Setaf). Essa diviene la prima componente dello U.S. Army Africa (Esercito Usa per l'Africa), dipendente dall'AfriCom. Opererà quindi da Vicenza un nuovo comando militare, denominato «Setaf/U.S. Army Africa», il cui compito sarà quello di pianificare e condurre le operazioni in Africa, ma che resterà disponibile anche per quelle Nato.&lt;br /&gt;La Squadra di combattimento 173a brigata aviotrasportata, di stanza a Vicenza, resterà sotto il Comando europeo degli Stati uniti. La dislocazione a Vicenza del comando delle forze terrestri AfriCom comporta un potenziamento della presenza militare statunitense. Il nuovo comando certamente userà, per le operazioni in Africa, la 173a brigata aviotrasportata. Poiché essa è una «unità modulare», formata da sei battaglioni, potrà incorporare altri reparti per tali operazioni. Crescerà quindi la necessità di raddoppiare la base Usa di Vicenza, da cui oggi partono truppe per l'Afghanistan e l'Iraq. Aumenterà di conseguenza la militarizzazione del territorio.&lt;br /&gt;Lo stesso avverrà a Napoli, dove viene dislocato il comando delle forze navali AfriCom. Poiché le navi da guerra usate per le operazioni in Africa vengono fornite dal comando delle forze navali Usa in Europa, il cui quartier generale è a Napoli, ciò comporta un potenziamento anche di questo comando. Lo dimostra il fatto che l'ammiraglio Mark Fitzgerald ? comandante delle forze navali Usa in Europa e, allo stesso tempo, comandante della forza congiunta alleata ? è stato nominato anche comandante della componente navale dell'AfriCom. Ciò provocherà una ulteriore militarizzazione del territorio.&lt;br /&gt;Contrariamente a quanto affermato dal ministro degli esteri Franco Frattini, il col. Marcus De Oliveira, capo del personale Setaf, ha comunicato che la presenza dei due nuovi comandi comporterà aumenti di personale militare: quello Setaf di Vicenza salirà a circa 300, mentre quello delle forze navali a Napoli, già «allargato per includere la componente AfriCom», sarà portato a circa 650 unità. Il ruolo dei due nuovi comandi però deve essere valutato non tanto in base al numero di «addetti», ma alla consistenza delle forze che essi possono mobilitare.&lt;br /&gt;È inoltre prevedibile che l'appena costituito Corpo dei marines per l'Africa, il cui comando è attualmente a Boeblingen in Germania, opererà da Napoli. Anche la 17a forza aerea, messa a disposizione dell'AfriCom, opererà non dalla base tedesca di Ramstein, ma soprattutto da Aviano, Sigonella e altre basi in Italia. Supporteranno l'AfriCom anche la base di Camp Darby, che fornirà i materiali per le operazioni, e quella di Sigonella, da cui già opera una forza speciale per missioni segrete in Africa. Le unità AfriCom, durante le missioni, saranno collegate ai comandi tramite la rete di comunicazioni e intelligence di Sigonella, che verrà potenziata con l'installazione a Niscemi di una stazione terrestre del Muos, il sistema di telecomunicazioni di nuova generazione.&lt;br /&gt;La dislocazione in Italia dei due comandi AfriCom comporterà quindi una ulteriore militarizzazione del nostro territorio, non solo nelle zone in cui si trovano. Mentre il ministro Frattini, con tono tranquillizzante, assicura che «non ci saranno truppe da combattimento, ma componenti civili».&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Manlio Dinucci&lt;br /&gt;11 Dicembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-6590190477707720532?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/6590190477707720532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=6590190477707720532' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6590190477707720532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6590190477707720532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/12/litalia-per-africom.html' title='L’Italia per Africom'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STw_uk-GbjI/AAAAAAAAAMc/lfaEPl0ZY6Y/s72-c/Africom_emblem.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-6655341797820865735</id><published>2008-12-07T21:18:00.007+01:00</published><updated>2008-12-07T22:05:30.743+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='U.S.A.'/><title type='text'>NUOVO PRESIDENTE USA E SCENARI DI GUERRA PROSSIMI VENTURI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STwzmd8irPI/AAAAAAAAAMM/fSM5p9ySb0I/s1600-h/barack-obama-by-christopher-wink-mar-2008.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STwzmd8irPI/AAAAAAAAAMM/fSM5p9ySb0I/s320/barack-obama-by-christopher-wink-mar-2008.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277149599337983218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Che cosa cambierà con Barack Obama?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Manlio Dinucci   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=191&amp;Itemid=100"&gt;DISARMIAMOLI.ORG&lt;/a&gt;                       &lt;br /&gt;Una versione ridotta dell'articolo è stata pubblicata da Il Manifesto dell'11 novembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Appena sarò presidente, affronterò la crisi di petto prendendo tutte le misure necessarie per alleggerire la crisi del credito, aiutare le famiglie che lavorano duro, e restituire crescita e prosperità»: così, nella sua prima conferenza stampa, Barack Obama ha ribadito il concetto che, nella campagna elettorale, gli ha guadagnato il favore di «madri e padri che non riescono a dormire perché si chiedono se riusciranno a pagare il mutuo». Negli Stati uniti, ha detto nel discorso della vittoria, «non ci può essere una Wall Street che prospera mentre Main Street (l’uomo della strada) soffre».&lt;br /&gt;Ma che cosa ha generato la crisi? Proprio il tentativo di far vivere «Main Street» al di sopra delle possibilità offerte dall’economia statunitense, incrementando i consumi delle famiglie mentre si riduceva il loro reddito reale. Ciò è stato fatto dando loro ampio accesso al credito. Le banche hanno concesso prestiti e mutui non solo a famiglie il cui reddito calava in assenza di aumenti salariali, ma perfino ai clienti ninjia (no income, no job and assets), ossia a persone sprovviste di reddito, lavoro e patrimonio. I mutui, soprattutto quelli subprime il cui rimborso era in forse, sono stati ceduti dalle banche a società terze, che hanno a loro volta emesso titoli il cui valore era garantito dal rimborso dei mutui. Questi titoli fasulli, inseriti tra quelli validi nelle cosiddette    «salsicce finanziarie» garantite dalle agenzie di rating, sono stati venduti in tutto il mondo a investitori sia istituzionali che privati. L’esplosione di questa bolla speculativa ha portato alla crisi globale, alla cui origine vi è la pretesa degli Stati uniti,  l’economia più indebitata del mondo, di vivere a credito facendo pagare il resto del mondo.&lt;br /&gt;All’indebitamento delle famiglie, negli Usa, si aggiunge quello pubblico (10mila miliardi di dollari, oltre i due terzi del pil), alimentato da una spesa militare salita a oltre un quarto del bilancio federale. Per le guerre in Iraq e Afghanistan gli Usa hanno speso finora quasi 900 miliardi di dollari. «Missione compiuta», aveva annunciato trionfante il presidente Bush dopo aver invaso l’Iraq nel 2003, ma la resistenza irachena ha inceppato il meccanismo che avrebbe dovuto pompare nell’economia statunitense petrolio a basso costo, compensando il crescente indebitamento. Il debito complessivo statunitense ha così superato i 50mila miliardi di dollari. Per ridurre il debito, gli Usa dovrebbero ridimensionare drasticamente il livello dei loro consumi, a partire da quelli energetici (con una popolazione pari al 5% di quella mondiale, consumano il 25% del petrolio mondiale). Dovrebbero tagliare fortemente la spesa militare, rinunciando alla pretesa di dominare il mondo (alleati compresi) con la forza delle armi.&lt;br /&gt;Ma è questa la via che il nuovo presidente intende seguire? Nel discorso della vittoria afferma che «la vera forza della nostra nazione proviene non dalla forza delle nostre armi, ma dai nostri ideali». Però subito dopo avverte: «Sconfiggeremo coloro che vogliono fare a pezzi il mondo». Annuncia quindi che gli Usa proseguiranno la «guerra globale al terrore». E quando ricorda «i coraggiosi americani che rischiano la loro vita per noi nei deserti dell’Iraq e sulle montagne dell’Afghanistan», indica che non intende rinunciare allo strumento della guerra per controllare zone di interesse strategico per gli Stati uniti. Quando afferma che «è a portata di mano una nuova alba della leadership americana», ribadisce il concetto di un ordine mondiale incentrato sulla leadership statunitense, all'interno del quale ogni paese deve avere un ruolo funzionale agli interessi statunitensi. Da qui la giustificazione dell'impiego delle forze armate statunitensi ovunque nel mondo sorgano fattori di instabilità, che possano mettere in pericolo la stabilità funzionale agli interessi e alla leadership globale degli Stati Uniti d'America.&lt;br /&gt;Il «multilateralismo» che dovrebbe caratterizzare la politica estera dell’amministrazione Obama è stato già avviato da quella Bush. Essa ha invitato il &lt;a href="http://altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=84275"&gt;Gruppo dei 20 (di cui fanno parte, oltre ai paesi del G7 e alla Russia, Cina, India, Arabia saudita, Messico e la Ue) a un vertice che si svolgerà il 15 novembre a Washington.&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STw5Z-jercI/AAAAAAAAAMU/KVqnjnbcx24/s1600-h/G20.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 231px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STw5Z-jercI/AAAAAAAAAMU/KVqnjnbcx24/s320/G20.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277155981822700994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obama non vi parteciperà, ma incontrerà singolarmente i leader dei paesi del G-20. Scopo principale è far sì che le petromonarchie arabe e la Cina, le cui esportazioni sono dirette in gran parte negli Usa e hanno quindi interesse a sostenerne l’economia, continuino ad acquistare titoli statunitensi. Allo stesso tempo l’amministrazione Bush ha cominciato a lavorare a un piano, che l’amministrazione Obama intende proseguire: diminuire la presenza militare Usa in Iraq, assicurandosi però il controllo del petrolio attraverso alleanze con gruppi di potere, e accrescerla in Afghanistan, coinvolgendo sempre più gli alleati. Così anche l’Italia sarà chiamata a contribuire al «nuovo sogno americano». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=191&amp;Itemid=100"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-6655341797820865735?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=191&amp;Itemid=100' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/6655341797820865735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=6655341797820865735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6655341797820865735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/6655341797820865735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/12/nuovo-presidente-usa-e-scenari-di.html' title='NUOVO PRESIDENTE USA E SCENARI DI GUERRA PROSSIMI VENTURI'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/STwzmd8irPI/AAAAAAAAAMM/fSM5p9ySb0I/s72-c/barack-obama-by-christopher-wink-mar-2008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2517589386143454768</id><published>2008-10-29T21:44:00.005+01:00</published><updated>2008-10-29T22:08:41.639+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><title type='text'>1 Novembre: Giornata NO F-35 (Disoccupiamo le fabbriche di morte)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQjMDiROaLI/AAAAAAAAAME/Wr-Ekstz838/s1600-h/download.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQjMDiROaLI/AAAAAAAAAME/Wr-Ekstz838/s320/download.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262680525693151410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra poco inizieranno a costruire lo stabilimento per assemblare centinaia di cacciabombardieri americani di ultima generazione, &lt;a href="http://www.nof35.org/doc/scheda%20tecnica.htm"&gt;gli F35&lt;/a&gt;. Forse i lavori cominceranno già nei primi mesi del prossimo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliono costruire questo stabilimento dentro il recinto dell'aeroporto militare di Cameri (installazione di cui ignoriamo il preciso status giuridico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2009 questo aeroporto compirà cent'anni: un bell'anniversario, non c'è che dire. Si tratta del principale impianto dell'aeronautica militare dedicato alla logistica ed alla manutenzione di velivoli da guerra. Ma non solo: recentemente è ritornato pienamente operativo, ospitando alcuni Tornado, certo impegnati in operazioni di sostegno alle imprese belliche in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora, a dieci chilometri scarsi da Novara, vogliono pure far nascere una fabbrica di morte e di devastazione. Con la solita risibile scusa: &lt;a href="http://www.dedalonews.it/it/index.php/09/2008/lockheed-martin-e-alenia-firmano-il-primo-contratto-di-produzione-per-lf-35/"&gt;posti di lavoro e progresso tecnologico&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i posti di lavoro saranno in realtà pochi e maledetti. Ed il progresso tecnologico, ove applicato alle costruzioni militari, non è certo cosa desiderabile, né per la nostra comunità né per il genere umano nel suo complesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non parlare dell'enormità della spesa prevista: circa un miliardo di dollari solo per costruire lo stabilimento. Soldi prelevati dalle tasche dei contribuenti. Come pure dalle solite tasche verranno prese le somme per acquistare più di cento velivoli, a partire dal 2013, allo scopo di rinnovare il parco cacciabombardieri dell'aeronautica militare italiana. In tutto ci si avvicinerà, molto verosimilmente, alla cifra di venti miliardi di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò mentre si taglia la spesa sociale (per la sola istruzione pubblica un taglio di quasi otto miliardi di euro per i prossimi quattro anni). Tutto ciò mentre il mondo attraversa una gravissima crisi economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i nostri governanti non risparmiano molto sulle spese di morte. Solo un minimo di prudenza li fa rinunciare, almeno per il momento, all'acquisto immediato di un prototipo di F35 da utilizzare per prove e collaudi. Una piccola rinuncia dettata dalla tragicità della congiuntura economica, che però non blocca le intenzioni belliciste e di riarmo delle forze militari italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma noi continueremo ad opporci con determinazione al progetto di costruzione e di acquisto degli F35: per difendere la nostra terra da devastazioni ed inquinamento, per difendere le nostre coscienze che non si vogliono rendere complici di bombardamenti e di assassinii più o meno tecnologicamente avanzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È per questo che ci troveremo a far festa ed a gridare il nostro no alla fabbrica degli F35. Ci ritroveremo proprio nel periodo in cui si incontrano i militaristi, che quest'anno preannunciano sontuosi festeggiamenti a novant'anni dalla “vittoria”, cioè dalla fine di quello schifosissimo macello che è stata la Prima Guerra Mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi ci troveremo a Novara, il primo novembre di questo triste 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle ore 14.00, in centro città (Piazza Cavour), comincia il presidio comunicativo e di protesta, con:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il teatro dell'oppresso&lt;br /&gt;Laboratori e trucco per bambini&lt;br /&gt;Giocolieri @ Writers&lt;br /&gt;mostra Luoghi dei Resistenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al parco pubblico di corso Trieste angolo via Bovio, nel quartiere di Sant'Agabio, faremo festa con il concerto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 19.00 - Novara Hip Hop con: TERZO GRADO e GORAMAN&lt;br /&gt;Ore: 21.00 - ASSALTI FRONTALI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Disoccupiamo le fabbriche di morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liberiamo le città e le campagne dalle sconcezze del militarismo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nof35.org/"&gt;Assemblea Permanente NO F35&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2517589386143454768?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2517589386143454768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2517589386143454768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2517589386143454768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2517589386143454768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/1-novembre-giornata-no-f-35.html' title='1 Novembre: Giornata NO F-35 (Disoccupiamo le fabbriche di morte)'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQjMDiROaLI/AAAAAAAAAME/Wr-Ekstz838/s72-c/download.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2737628832261440758</id><published>2008-10-25T21:18:00.005+02:00</published><updated>2008-10-25T21:49:14.042+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>Ok Usa, a Sigonella la sorveglianza Nato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQNzznWf1RI/AAAAAAAAALs/iXG1WYcB0FY/s1600-h/pi013106a1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQNzznWf1RI/AAAAAAAAALs/iXG1WYcB0FY/s320/pi013106a1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261176120272737554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ARMI&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.it/terrediconfine/index.php?x=completa&amp;riga=03678"&gt;Ok Usa, a Sigonella la sorveglianza Nato&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Russa in visita a Washington&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1"&gt;Manlio Dinucci&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro della difesa Ignazio La Russa è raggiante: torna dalla visita ufficiale negli Stati uniti con due esaltanti risultati. Anzitutto, «il segretario alla difesa Robert Gates ha espresso assoluta disponibilità a scegliere &lt;a href="http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/22112007_sigonella/"&gt;Sigonella&lt;/a&gt; per il sistema Ags, e non la base offerta dai tedeschi». Era stato lo stesso La Russa, lo scorso giugno, a proporre a Gates la candidatura di Sigonella come base del nuovo sistema Nato di sorveglianza Ags (Alliance Ground Surveillance).&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.baskerville.it/flynet/aeromedia/tipswin.html"&gt;Che cos'è l'Ags&lt;/a&gt;? Si continua a ripetere che è «un sistema per la sorveglianza del territorio degli stati membri della Nato». In realtà, esso servirà a sorvegliare non il territorio dei paesi dell'Alleanza atlantica, ma il «terreno», fornendo importanti informazioni «prima e durante le operazioni Nato» in altri paesi. Si tratta dunque di un sistema finalizzato non alla difesa del territorio dell'Alleanza, ma al potenziamento della sua capacità offensiva «fuori area». Esso sarà «uno strumento chiave per rendere più incisiva la &lt;a href="http://www.nato.int/docu/review/2004/issue1/italian/military.html"&gt;Forza di risposta della Nato (Nrf)&lt;/a&gt;», pronta a essere proiettata «per qualsiasi missione in qualsiasi parte del mondo». Ciò sarà reso possibile da vari tipi di piattaforme aeree e stazioni di controllo terrestri, sia fisse che mobili, con cui si potranno «prendere di mira veicoli in movimento».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQN0Hl-Qx6I/AAAAAAAAAL0/bsN7H77mM3s/s1600-h/Sigonella-Image4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQN0Hl-Qx6I/AAAAAAAAAL0/bsN7H77mM3s/s320/Sigonella-Image4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261176463500036002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Verrà così potenziata la funzione di Sigonella quale base della strategia offensiva Usa/Nato. Nella U.S. Naval Air Station Sigonella, in continua espansione, vi è il centro logistico delle forze navali del Comando europeo degli Stati uniti; vi è uno dei due principali siti del sistema Gbs, gestito da tutti i settori delle forze armate Usa; vi è l'unico sistema mobile &lt;a href="http://www.aginform.org/mazzeo2.html"&gt;C4I (Command, Control, Communications, Computers and Intelligence)&lt;/a&gt; delle forze armate Usa in Europa. E tra poco, da qui, decolleranno i Global Hawks, gli aerei Usa senza pilota che localizzano gli obiettivi da colpire. Nella «dépendance» di Niscemi, dove già sono in funzione 41 antenne Usa, sarà installata una delle quattro stazioni terrestri del Muos (Mobile User Objective System), il sistema della U.S. Navy che collegherà - con comunicazioni radio, video e trasmissione dati ad altissima frequenza - le forze navali, aeree e terrestri mentre sono in movimento, in qualsiasi parte del mondo si trovino.&lt;br /&gt;Proponendo che sia l'Italia a ospitare il sistema Ags della Nato, La Russa ha posto due «condizioni»: che fosse scelta Sigonella e che il costo fosse «sostenibile». Su questo c'è da dubitare: la Nato stessa lo definisce «uno dei più costosi programmi di acquisizione intrapresi dall'Alleanza», che comporta una spesa di almeno 4 miliardi di euro. Verrà realizzato da un «consorzio transatlantico» di industrie militari, comprendente la Northrop Grumman, General Dynamics, Eads, Thales e Galileo Avionica, che nel 2005 ha ricevuto un primo contratto di 23 milioni di euro. Ulteriori impegni sono stati assunti per conto dell'Italia dal governo Prodi, nel 2006. Ma qui La Russa tira fuori l'altro asso dalla manica: al Pentagono ha firmato un memorandum d'intesa, in base al quale «ciascun governo fornisce all'industria dell'altro paese l'accesso al proprio mercato della difesa». Si prospettano dunque affari d'oro per le industrie militari dei due paesi, già impegnate in programmi congiunti come quello del &lt;a href="http://www.nof35.org/doc/scheda%20tecnica.htm"&gt;caccia F-35&lt;/a&gt; dal costo di 300 miliardi di dollari. Essi saranno sostenuti dai rispetti stati, che destineranno altro denaro pubblico alla spesa militare. Così la nostra spesa militare procapite, già al quinto posto nel mondo, salirà ancora. I soldi non mancheranno: basterà fare altri tagli alla scuola e all'università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto&lt;br /&gt;24 Ottobre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2737628832261440758?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2737628832261440758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2737628832261440758' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2737628832261440758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2737628832261440758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/ok-usa-sigonella-la-sorveglianza-nato.html' title='Ok Usa, a Sigonella la sorveglianza Nato'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SQNzznWf1RI/AAAAAAAAALs/iXG1WYcB0FY/s72-c/pi013106a1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-1396297645056875049</id><published>2008-10-19T19:07:00.012+02:00</published><updated>2008-10-19T20:15:14.425+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ONU/NATO'/><title type='text'>BRINDISI: Base Onu e diritti calpestati</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPtwyQndmXI/AAAAAAAAALU/rn_BRdMKeOA/s1600-h/UNHRD.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPtwyQndmXI/AAAAAAAAALU/rn_BRdMKeOA/s320/UNHRD.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258920998641441138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Base ONU di Brindisi: I diritti dei lavoratori?  Calpestati!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Da una notizia del Quotidiano di Brindisi , Lecce e Taranto del 16/10/08)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recita così il comunicato della UIL di Brindisi inviato agli organi di stampa dopo la denuncia all’ispettorato del lavoro della città per presunte violazioni dei diritti sindacali e delle norme che regolano le contribuzioni previdenziali. L’ONU come ormai da prassi da quando si è installata a Brindisi si è trincerata dietro l’inviolabilità del suo territorio,  negando l’accesso agli ispettori del lavoro e  a quelli della previdenza sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Il comunicato Uil continua dicendo “ Si continua a lavorare in nero nella Base ONU di Brindisi e mentre dai media e l’ONU vengono messe in evidenza il ruolo dell’Organizzazione nelle attività umanitarie,… dall’altro vengono calpestati i diritti dei lavoratori.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il commento dell’Osservatorio sui Balcani di Brindisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una notizia che a noi non stupisce avendo sin dal 1994 espresso forti perplessità sulle modalità e gli accordi con i quali lo Stato italiano espropriava il futuro dell’aeroporto di Brindisi (e di parte dell’economia cittadina)  consentendo che  gran parte di esso divenisse un grande magazzino ONU senza contropartite reali in fatto di ricadute economiche e permettendo che al buco nero della extraterritorialità dell’allora &lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/san_vito_dei_normanni.htm"&gt;base USAF di San Vito dei Normanni&lt;/a&gt; si aggiungesse quella dell’ONU.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose sono andate purtroppo come quindici anni fa denunciavamo: le promesse occupazionali sono divenute fandonie, le ricadute sulle piccole imprese brindisine una farsa , mentre le attività di manutenzione di aziende come le Officine Aeronavali venivano azzerate e spostate in altre città poichè i capannoni da esse utilizzate erano stati requisiti dall’ONU.  Al danno si è infine aggiunta la beffa delle violazioni dei diritti sindacali di quei pochi lavoratori che hanno avuto un lavoro da questa organizzazione “caritatevole”…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riproponiamo in questa occasione uno stralcio di quanto da noi scritto in un articolo comparso nel 2005 sul &lt;a href="http://www.mercatiesplosivi.com/guerrepace/"&gt;mensile Guerre e Pace&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Camuso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/osservatorio.htm"&gt;Osservatorio sui Balcani di Brindisi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.pugliantagonista.it/osservatorio.htm&lt;br /&gt;Brindisi 17/10/08&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPtyFbL-Z-I/AAAAAAAAALc/YpU5aRoe0P0/s1600-h/Brindisi-040904-10.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPtyFbL-Z-I/AAAAAAAAALc/YpU5aRoe0P0/s320/Brindisi-040904-10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258922427408082914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;BASE ONU DI BRINDISI:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il bilancio di dieci anni di presenza di una base caratterizzata da molte anomalie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scheda:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1994 sono presenti presso la &lt;a href="http://www.onuitalia.it/brindisi.php"&gt;Mega Base Logistica ONU di Brindisi&lt;/a&gt; due strutture dell’organizzazione delle Nazioni Unite: UNLB e il WFP, ma accanto ad esse sono previste  o già in attività altre agenzie o strutture ONU.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il contenzioso con la città: le attese deluse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin dal primo momento il Comitato di informazione sulla &lt;a href="http://www.autprol.org/public/news/news000021827082003.htm"&gt;Base ONU e sulla base NATO&lt;/a&gt; di Brindisi,  che si opponeva alle anomalie di questa base,  si scontrò con il Partito della Guerra che aveva negli enti locali , tra le lobby a carattere massonico e presente trasversalmente nei partiti una presenza agguerrita e che attraverso le campagne di stampa continuò accanitamente a dare del visionari ed allarmisti i contestatori salvo poi non negare l’evidenza della supermilitarizzazione della  città quando ci si ritrovò in piena guerra del Kosovo con i missili schierati a difesa della città e un paio di bombe perse da un aeroplano Nato un po’ nervoso sganciate davanti alla centrale elettrica ENEL di Cerano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Partito della Guerra che, pilotando accuratamente i giornali ventilava nel 1994 centinaia di assunzioni di giovani diplomati presso la Base ONU, ricadute sulle piccole aziende della città nei lavori di manutenzione dei mezzi e materiali provenienti da tutte le parti del mondo. Insomma un bell’affare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Partito della Guerra  che dovrà render conto alla città l’aver perso l’occasione con la smilitarizzazione dell’Aeroporto della possibilità di trasformarlo nel più grosso aeroporto del Sud per transito merci, viste la grandezza delle sue piste, la contemporanea presenza del porto e l’esistenza di un grande scalo merci  aeroportuale mai utilizzato. Un partito della guerra che dovrà render conto che quella decina o poco più di autisti part-time ( questa è la ricaduta occupazionale ONU) assunti presso la Base, non compenseranno il sequestro ONUdegli Hangar delle Officine Aeronavali , con perdita di commesse importanti sia civili che militari, ed oggi le ricadute economiche ( lavori  di piccola manutenzione e piccole commesse) sono ridotti al livello del 1995, una vera esiguità e spesso hanno dato a contenziosi legali ai quali le piccole aziende brindisine sono state costrette a rinunciare dovendo affrontare cause internazionali davanti al tribunale di Ginevra competente. Una vera fregatura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un partito trasversale che, con la fine della guerra del Kosovo e la partenza degli americani, invece di chiedere la restituzione  alla città delle aeree militari dismesse arrivava nei tempi recenti a richiedere che almeno una squadriglia di cacciabombardieri di stanza ad Aviano fosse trasferita a Brindisi, come contropartita economica alla fedeltà atlantica dimostrata in tante occasioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Partito della Guerra trasversale capace pensare alla guerra mentre parla anche di pace che ha uomini e donne in entrambi gli schieramenti al suo servizio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPt0-TPdyrI/AAAAAAAAALk/KXZXiu94uzo/s1600-h/onu_soldati.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPt0-TPdyrI/AAAAAAAAALk/KXZXiu94uzo/s320/onu_soldati.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258925603551038130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il futuro di Brindisi  nel Peace-keeping.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partenza degli americani da San Vito lasciava questa base ad una riconversione agli usi civili ma un contenzioso tra i gruppi di potere di San Vito dei Normanni  ( che soffrivano delle mancate ricadute economiche dei militari USA) e quelli di Brindisi,(più propensi ad un uso civile della Base), portava ad un braccio di ferro sul quale si innestavano accordi trasversali che sfociavano nella richiesta bipartisan con il DDL1649 e la richiesta di istituire un centro di peace-keeping (chiamandolo centro di educazione alla pace) sotto il controllo dell’Esercito . Un centro che vedrebbe la presenza di istruttori militari, universitari ed ONG che dovrebbero formare quegli “operatori della sicurezza mondiale”,…(  articolo scritto nel  2004)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello stesso partito che ha plaudito in questo inizio 2008 all’accordo tra ONU e Stato italiano di regalare all’ONU,  invece di restituirla alla società civile( e ai tantissimi progetti di riconversione compreso quello che chiediamo da anni di farne un museo della Guerra Fredda ), una bella parte della ExBase di san Vito dei Normanni per farne un altro enorme deposito ed anche un centro di addestramento al peacekeeping con corsi di “polizia internazionale”. In cambio l’ONU accetterebbe di non aumentare la sua ingombrante presenza nell’aeroporto di Brindisi ( l’Aeroporto del Grande Salento)in cui ultimamente sono stati spesi tantissimi soldi ma che ormai dopo tanti anni di  servitù ONU e moltissimi altri di servitù militari ( solo a fine 2008 si spera che l ‘AM lo lasci e transiti effettivamente civile) non ha speranze di recuperare tutte le occasioni perdute per rilanciare il suo ruolo di motore dell’economia cittadina. ( ndr 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Camuso osservatoriobrindisi@libero.it&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pugliantagonista.it/osservatorio.htm"&gt;&lt;br /&gt;Osservatorio sui Balcani di Brindisi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-1396297645056875049?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.pugliantagonista.it/osservatorio.htm' title='BRINDISI: Base Onu e diritti calpestati'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/1396297645056875049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=1396297645056875049' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1396297645056875049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1396297645056875049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/brindisi-base-onu-e-diritti-calpestati.html' title='BRINDISI: Base Onu e diritti calpestati'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPtwyQndmXI/AAAAAAAAALU/rn_BRdMKeOA/s72-c/UNHRD.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-3367754391302793117</id><published>2008-10-15T21:19:00.006+02:00</published><updated>2008-10-15T21:31:47.050+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>Bambini soldato, 250mila con il kalashnikov in mano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZDDFyTLrI/AAAAAAAAAKc/JkB-I_zkVh0/s1600-h/congo_bambino_soldato.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZDDFyTLrI/AAAAAAAAAKc/JkB-I_zkVh0/s320/congo_bambino_soldato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257463335373450930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mai più un kalashnikov imbracciato da un bambino: è l'istruzione l'unica 'arma utile' ad assicurare un futuro di speranza a 37 milioni di bambini che ancora non possono andare a scuola a causa delle guerre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure nel 2007 i Paesi in conflitto e instabili hanno speso 17,8 miliardi di dollari in armi, tre volte quanto necessario per garantire l'istruzione primaria ai bambini che li abitano, mentre i Paesi del G8 -Italia compresa- detengono l'84 per cento delle esportazioni di armi nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La denuncia arriva dal rapporto di &lt;a href="http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=544"&gt;Save the Children&lt;/a&gt;, 'Bambini e armi. L'istruzione per combattere la guerra', pubblicato per il lancio della terza edizione della campagna 'Riscriviamo il futuro', che in due anni ha garantito un'istruzione di qualità a 6 milioni di bambini che vivono in nazioni colpite o reduci da conflitti armati, e punta a raggiungere quota 8 milioni entro il 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I Paesi del G8 - ha ammonito Save The Children - 'non possono dare aiuti nell'istruzione e impegnarsi solennemente a garantirla a tutti i bambini, in particolare a quelli nei Paesi in conflitto, e allo stesso tempo esportare armi leggere verso quelle stesse nazioni'. E ha aggiunto: 'Se veramente abbiamo a cuore il futuro dei minori afflitti da guerre, comprese le migliaia di bambini-soldato, bisogna non solo incrementare gli investimenti nell'istruzione, ma affrontare il nodo del commercio indiscriminato di armi leggere”.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZExY2QrTI/AAAAAAAAAKk/sS7D_nCI7iI/s1600-h/Progetti_Coopi_RepCongo_pezzo-principale_1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZExY2QrTI/AAAAAAAAAKk/sS7D_nCI7iI/s320/Progetti_Coopi_RepCongo_pezzo-principale_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257465230275947826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Secondo il rapporto dell'organizzazione internazionale, ancora oggi almeno 250.000 minori di cui il 40% bambine sono impiegati come soldati, spie, facchini, cuochi, 'mogli' dei combattenti e arruolati in eserciti non governativi in almeno 24 nazioni e territori. Bambini costretti a commettere violenza ma anche a subirla: negli ultimi anni almeno 2 milioni sono stati uccisi dal fuoco delle armi leggere e 6 milioni feriti, resi disabili o traumatizzati perché obbligati ad assistere a episodi di abusi e violenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sono i 22 milioni di bambini profughi e sfollati a seguito di guerre, e le 8-10.000 piccole vittime che ogni anno muoiono o rimangono mutilate per l'esplosione degli ordigni, in particolare di tipo 'a grappolo', che restano nascosti nel terreno.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87089"&gt;http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87089&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87089"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-3367754391302793117?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/3367754391302793117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=3367754391302793117' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3367754391302793117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/3367754391302793117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/bambini-soldato-250mila-con-il.html' title='Bambini soldato, 250mila con il kalashnikov in mano'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZDDFyTLrI/AAAAAAAAAKc/JkB-I_zkVh0/s72-c/congo_bambino_soldato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-9124349096883090719</id><published>2008-10-13T15:27:00.003+02:00</published><updated>2008-10-13T15:51:09.708+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ONU/NATO'/><title type='text'>«Accordo segreto Onu-Nato»,Mosca chiede inchiesta su Ban Ki-moon</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNN3n2JoMI/AAAAAAAAAIg/Ecb_eJqatj8/s1600-h/Ban+Ki-moon.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNN3n2JoMI/AAAAAAAAAIg/Ecb_eJqatj8/s320/Ban+Ki-moon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256630808055750850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;MOSCA (10 ottobre) - Mosca chiede all'Onu di aprire un'inchiesta sul segretario generale Ban Ki-moon, che il 23 settembre scorso ha firmato un accordo segreto tra Nazioni Unite e Nato. Accordo in base al quale riconoscerebbe l'Alleanza Atlantica «non come un'organizzazione militare&lt;br /&gt;regionale, ma come un sostituto dell'Onu in tutti gli affari legati alla sicurezza internazionale». Il Cremlino ha così incaricato il rappresentante permanente della Russia alla Nato, Dmitri Rogozin, di lanciare la richiesta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervistato dal quotidiano Izvestia, Rogozin ha detto: «L'accordo ha sollevato l'indignazione non solo della delegazione russa, ma anche di altri membri del consiglio di sicurezza dell'Onu che non sono stati tenuti al corrente». Il rappresentante ha poi tuonato contro Ban Ki-moon, il quale ora «rischia di subire una destituzione. Le sue azioni&lt;br /&gt;sono vergognose».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rogozin sostiene che l'accordo segreto con le Nazioni Unite «riabilita»&lt;br /&gt;la Nato per i suoi bombardamenti in Serbia durante la guerra del Kosovo&lt;br /&gt;e che Ban Ki-moon lo ha firmato perché «l'Onu condivide il fiasco in&lt;br /&gt;corso in Afghanistan», dove la Nato comanda la forza internazionale di&lt;br /&gt;assistenza alla sicurezza (Isaf) sotto il mandato dell'Onu stessa.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32571&amp;amp;sez=HOME_NELMONDO"&gt;http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32571&amp;amp;sez=HOME_NELMONDO&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-9124349096883090719?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/9124349096883090719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=9124349096883090719' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/9124349096883090719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/9124349096883090719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/accordo-segreto-onu-natomosca-chiede.html' title='«Accordo segreto Onu-Nato»,Mosca chiede inchiesta su Ban Ki-moon'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNN3n2JoMI/AAAAAAAAAIg/Ecb_eJqatj8/s72-c/Ban+Ki-moon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-5298755510161989103</id><published>2008-10-11T22:13:00.004+02:00</published><updated>2008-10-17T23:15:51.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>«Stiamo perdendo l'Afghanistan»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPEJFhCmUTI/AAAAAAAAADE/mFWrTcuZ1F8/s1600-h/afghanistan.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPEJFhCmUTI/AAAAAAAAADE/mFWrTcuZ1F8/s320/afghanistan.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255992230491345202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel documento riservato un monito per il futuro presidente&lt;br /&gt;Il rapporto degli 007 americani&lt;br /&gt;«Stiamo perdendo l'Afghanistan»&lt;br /&gt;L'allarme dell'intelligence Usa. Anche in Iraq «la guerra può riesplodere»&lt;br /&gt;WASHINGTON — È un doppio messaggio. Rivolto all'attuale inquilino della Casa Bianca e al futuro presidente. L'Iraq «può esplodere di nuovo», l'Afghanistan è «in caduta libera». L'analisi, severa, è contenuta nella bozza della National Intelligence Estimate (Nie), documento riservato redatto da 16 agenzie di spionaggio Usa e che probabilmente — come ha anticipato ieri il New York Times — sarà presentato dopo le presidenziali di novembre. Il giudizio sulla situazione afghana è allarmante. L'influenza talebana è in crescita, gli attacchi aumentano, il governo centrale è debole e la corruzione «rampante» contribuisce a ridurne l'autorità.&lt;br /&gt;Gli 007 riconoscono i progressi raggiunti ma avvertono che sono compromessi dalla sfida dei trafficanti di eroina, spesso collusi con funzionari governativi. Un'accusa che pochi giorni fa ha coinvolto uno dei fratelli del presidente Karzai. Un ex alto dirigente della Cia, Henry Crumpton, sostiene che i guai derivano da una «mancanza di leadership» che va imputata agli Usa e agli alleati Nato, mai risoluti nello stabilizzare l'Afghanistan. Gli 007 sono preoccupati anche per l'Iraq, nonostante Al Qaeda sia stata colpita con durezza. I successi potrebbero essere vanificati da un riesplodere della violenza etnica (sciiti contro sunniti), dalle tensioni arabi-curdi e da ciò che accadrà alle milizie conosciute come i «figli dell'Iraq». Sunniti, una volta membri della ribellione e spesso al fianco dei militanti jihadisti, hanno cambiato barricata. Contrari alle stragi dei qaedisti perché uccidevano soprattutto musulmani, lusingati e «comprati» dagli americani, hanno rivolto i mitra contro i terroristi. Sono stati loro, piuttosto che l'aumento di truppe, a schiacciare i seguaci di Osama.&lt;br /&gt;Ora però devono passare sotto l'autorità del governo (dove gli sciiti hanno il peso maggiore) e non è detto che Bagdad confermi il loro status. Molti analisti temono che i «figli dell'Iraq» possano cambiare di nuovo alleanza confermando gli avvertimenti del generale David Petreaus («situazione fragile e reversibile»). Il Nie sarà letto con attenzione da John McCain e Barak Obama. Un rapporto a doppia lettura per i candidati. Sul-l'Iraq raffredda il bollettino di vittoria sbandierato da McCain, ma conforta la sua posizione contraria a un rapido ritiro sostenuto invece da Obama. Sull'Afghanistan conferma — come sostiene il democratico — che è necessario intervenire con priorità per non perderlo. Una missione forse impossibile con le soli armi. Per questo il Pentagono — parole del segretario della Difesa Gates — non è contrario all'apertura di un negoziato con i talebani (con Al Qaeda no) a patto che accettino la sovranità del governo afghano.&lt;br /&gt;Guido Olimpio&lt;br /&gt;10 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/08_ottobre_10/afghanista_usa_rapporto_007_cb97e4c4-9696-11dd-9911-00144f02aabc.shtml"&gt;http://www.corriere.it/esteri/08_ottobre_10/afghanista_usa_rapporto_007_cb97e4c4-9696-11dd-9911-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-5298755510161989103?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/5298755510161989103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=5298755510161989103' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5298755510161989103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5298755510161989103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/stiamo-perdendo-lafghanistan.html' title='«Stiamo perdendo l&apos;Afghanistan»'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPEJFhCmUTI/AAAAAAAAADE/mFWrTcuZ1F8/s72-c/afghanistan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-1367431779991260704</id><published>2008-10-11T16:48:00.004+02:00</published><updated>2008-10-17T23:15:01.571+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NodalMolin'/><title type='text'>Se la democrazia diventa inutile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPC9KVgqMYI/AAAAAAAAACk/MDnKdvRHdOw/s1600-h/vicenza2007+022.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPC9KVgqMYI/AAAAAAAAACk/MDnKdvRHdOw/s320/vicenza2007+022.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255908750411837826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;di Ilvo Diamanti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;(su Repubblica.it del 1 ottobre 2008)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Consiglio di Stato ha bocciato il referendum indetto, domenica prossima, a Vicenza dall'amministrazione comunale, per consultare i cittadini sull'uso dell'area dove è prevista la costruzione di una nuova base Usa. Non una consultazione deliberativa, perché si tratta di una scelta che poggia su negoziati internazionali. Ma un modo per permettere alla popolazione di esprimersi su una decisione che è destinata a produrre effetti rilevanti sulla realtà locale: dal punto di vista dell'ambiente, del territorio, della viabilità, della sicurezza.   &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il Consiglio di Stato ha stabilito che si tratta di un esercizio "inutile", perché si applica a un obiettivo "irrealizzabile". E ha, per questo, bloccato l'iniziativa, tre giorni prima dello svolgimento. Contraddicendo, così, il pronunciamento del Tar, che, al contrario due settimane fa, aveva considerato legittima la consultazione.&lt;br /&gt;Così, Vicenza diventa un caso esemplare, nella sua specificità. Una città dove lo Stato decide che i cittadini non "devono" pronunciarsi, secondo procedure istituzionali, perché, comunque, è stato già deciso. Peraltro, è difficile che, in questo caso, si levino voci indignate, a livello nazionale. (ad eccezione dei "soliti" esponenti della sinistra radicale). Perché su questa materia l'accordo è bipartisan.&lt;br /&gt;La scelta della nuova base Usa nasce, cinque anni fa, da un accordo informale fra Berlusconi e le autorità americane, approvata dall'amministrazione di Vicenza del tempo e coltivata in gran segreto per anni. Così, a doverla gestire è stato il governo Prodi, che, dopo qualche resistenza e molte perplessità, ha, infine, concesso la base agli Usa, nel gennaio 2007. In nome dei buoni rapporti con l'alleato più influente, a livello internazionale. Dunque, destra, sinistra e centro d'accordo. Senza se e senza ma. Cioè: senza ascoltare i cittadini. Senza neppure preoccuparsi di vedere il luogo, il contesto, le condizioni.&lt;br /&gt;Nessun leader politico del centrodestra e del centrosinistra che sia venuto a Vicenza a confrontarsi, a spiegare le ragioni della scelta. Nessun ministro che, negli ultimi due anni, abbia avuto il coraggio di avvicinarsi alla città, per timore di venire fischiato e contestato. Oggi che i fischi e le contestazioni fanno male all'immagine.&lt;br /&gt;Solo il presidente Napolitano, di recente, si è recato a Vicenza. E ha pronunciato parole prudenti ma, in fondo, sagge, esortando affinché la difesa degli interessi locali avvenga nel rispetto di quelli nazionali. Senza, però, negare il diritto dei cittadini a esprimersi. Mentre il Consiglio di Stato ha decretato che il referendum è inutile. La stessa posizione espressa, in modo aperto, dal ministro La Russa. E dai leader di centrodestra. Dal presidente della Regione, Galan. Senza che, peraltro, si siano levate voci dissonanti dal centrosinistra. Né dal Pd né dall'Idv di Antonio di Pietro. D'altra parte, lo stesso Berlusconi, nelle scorse settimane, aveva inviato al sindaco di Vicenza una lettera per invitarlo a desistere. Il referendum è inutile: non fatelo. Tutti d'accordo, da sinistra a destra. Da Roma a Venezia.&lt;br /&gt;Qui, però, non si tratta più del merito: la costruzione di una "nuova" base Usa (non dell'allargamento di quella pre-esistente, come erroneamente si dice) alle porte della città. Ma della possibilità dei cittadini di esprimersi attraverso un referendum. (come ritiene giusto oltre il 60% dei vicentini, interpellati in un sondaggio condotto da Demetra la settimana scorsa). &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il Consiglio di Stato (come le principali forze politiche nazionali) ha negato questa possibilità perché "ha per oggetto un auspicio irrealizzabile... su cui si sono pronunciate sfavorevolmente le autorità competenti". Sostenendo, in questo modo, che l'utilità della democrazia si misura solo a partire dal suo "rendimento" concreto; dall'efficacia dei risultati. (Se così fosse, non si spiegherebbe perché, per quanto faticosamente, regga ancora nel nostro paese).&lt;br /&gt;Come se la democrazia fosse un utensile per realizzare "prodotti" pubblici. Un sistema e un metodo per decidere, come un'impresa qualsiasi (proprio oggi che il mercato non sembra più di moda). Dimenticando che la democrazia ha valore in sé. E' un valore in sé. Le procedure mediante cui si realizza "servono" come fonte di legittimazione perché garantiscono riconoscimento alle istituzioni e consenso alle autorità.&lt;br /&gt;La democrazia "serve" perché istituzionalizza il dissenso sociale, perché sostituisce la mediazione e la partecipazione allo scontro. La democrazia diretta, peraltro, offre un sostegno importante alla democrazia rappresentativa. Nel caso concreto, la prospettiva del referendum ha incanalato i comitati e i movimenti contrari alla base americana dentro alle logiche e alle regole del confronto istituzionale. Ha istituzionalizzato il dissenso. Ha isolato e estromesso le frange più estreme e le tentazioni violente.&lt;br /&gt;Due anni di opposizione, manifestazioni e proteste su un terreno così critico si sono svolte senza incidenti, senza strappi. D'altronde, e non a caso, il movimento "No dal Molin" ha partecipato alle elezioni comunali dello scorso aprile, dove ha eletto una rappresentante. Accettando, così, il gioco della democrazia. Trasferendo il confronto dalla piazza alle sedi istituzionali. Sostituendo - e preferendo - la logica della rappresentanza a quella dello scontro. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per la stessa ragione, il referendum avrebbe offerto all'amministrazione comunale e, in primo luogo, al sindaco Variati uno strumento per "governare" il malessere e le tensioni sociali. Perché, qualsiasi ne fosse stato l'esito, avrebbe ottenuto una delega a "negoziare". Anche se non vi fosse stato nulla di negoziabile - come accusa il Consiglio di Stato (la cui fiducia nel potere della partecipazione, dunque, della democrazia "sostanziale" appare assai fragile). In quel caso, avrebbe pagato lui, il sindaco, insieme all'amministrazione il prezzo di aver generato aspettative deluse. Ora, invece, la città si ritrova muta. Costretta al silenzio. Perché si è sancito, semplicemente, che, in alcuni casi, in questo caso, nel "suo" caso, la "democrazia è inutile". Che la partecipazione non serve. Che l'ascolto è un vizio. Che è meglio decidere ignorando il dissenso. Dichiarando preventivamente "illegittima" la semplice possibilità di farlo emergere.&lt;br /&gt;Ma la democrazia ha una funzione terapeutica, prima che pratica e strumentale. Serve a curare la frustrazione nei rapporti sociali e politici. A evitare che degeneri.&lt;br /&gt;Quando diventa inutile allora è lecito avere paura. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/democrazia-inutile/democrazia-inutile.html"&gt;http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/democrazia-inutile/democrazia-inutile.html&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-1367431779991260704?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/1367431779991260704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=1367431779991260704' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1367431779991260704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1367431779991260704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/se-la-democrazia-diventa-inutile.html' title='Se la democrazia diventa inutile'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPC9KVgqMYI/AAAAAAAAACk/MDnKdvRHdOw/s72-c/vicenza2007+022.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-5509985535379831327</id><published>2008-10-11T02:09:00.002+02:00</published><updated>2008-10-13T00:40:45.243+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='U.S.A.'/><title type='text'>Omissioni e segreti della stazione MUOS di Niscemi destinata alle guerre stellari USA</title><content type='html'>di Antonio Mazzeo - Megachip&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le istituzioni siciliane di fronte all'allarme ambientale rappresentato dall'installazione a Niscemi della stazione terrestre del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS. I lavori per ospitare i nuovi radar sono però iniziati segretamente il 19 febbraio 2008, senza che l'allora governo di centrosinistra rendesse pubblica la concessione dell'isola per le Guerre Stellari delle forze armate degli Stati Uniti d'America. E la stazione MUOS sorgerà all'interno di un'importante riserva naturale…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra preoccupare perfino la Regione Siciliana l'installazione a Niscemi della stazione di controllo terrestre del Mobile User Objective System MUOS, il sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) delle forze armate USA che integrerà comandi, centri d'intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc.. L'8 ottobre, durante la seduta del Consiglio regionale, l'assessore al turismo e ambiente, Giuseppe Sorbello, ha sollecitato il Consiglio siciliano per la protezione del patrimonio naturale (CRPPN) a fornire “chiarimenti e un supplemento di istruttoria in relazione al progetto MUOS, per l'installazione di un sistema di comunicazione per utenti mobili da allocare nella riserva naturale di Niscemi”. “Data la possibilità di problematiche legate all'elettromagnetismo”, l'assessore Sorbello ha invitato il CRPPN ad “approfondire i pareri già rilasciati da altri enti prima del completamento dell'iter approvativi”. In particolare, il CRPPN dovrà richiedere al Comune di Niscemi (che ha già rilasciato il nulla osta alla valutazione di incidenza), di “esplicitare chiaramente se in sede di rilascio del nulla osta abbia tenuto nella dovuta considerazione la problematica riguardante le emissioni elettromagnetiche previste in progetto”. Nella stessa seduta, il Consiglio regionale ha pure inviato all'Arpa Sicilia (l'Agenzia Regionale Protezione Ambiente), gli elaborati e le relazioni di progetto, “per una istruttoria integrativa in particolare sulle emissioni elettromagnetiche previste e sulle eventuali refluenze che queste possono avere in contrasto con la biocenosi presente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se con la richiesta di approfondimento dell'Assessorato all'ambiente, le associazioni che si battono contro i dilaganti processi di militarizzazione della Sicilia segnano un punto a favore, la seduta del Consiglio regionale ha reso pubblici alcuni elementi inquietanti. Il primo riguarda la decisione d'installare la potente stazione UHF all'interno della Riserva Naturale Orientata “Sughereta” di Niscemi. Istituita nel luglio 1997, essa rappresenta assieme al Bosco di Santo Pietro (Caltagirone), il residuo di quella che un tempo era la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale. La riserva si estende per quasi 3.000 ettari ed ospita una fauna diversificata che annovera gatti selvatici, volpi, ghiri, picchi rossi maggiori ed upupe. Non poco in una delle zone della Sicilia dove impera l'abusivismo edilizio e sorgono alcuni tra i più devastanti complessi petroliferi nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le carte in possesso dell'assessorato regionale rivelano inoltre che l'amministrazione comunale di Niscemi era da tempo a conoscenza del progetto MUOS, al punto di averne valutato – non si sa come – la compatibilità ambientale. Ciononostante i cittadini di Niscemi e dei vicini comuni di Gela e Caltagirone non sono mai stati informati dell'esistenza del pericolassimo programma militare, un segreto inespugnabile anche per il Parlamento italiano, mai chiamato a valutarne scopi e impatti geostrategici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavori al via ben otto mesi fa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre però la Regione siciliana chiede ulteriori approfondimenti sulla “futura” stazione MUOS, le autorità militari statunitensi hanno iniziato da tempo a Niscemi i lavori per ospitare tre grandi antenne radar circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, e realizzare una centrale di comando, depositi carburanti e strade di collegamento (valore complessivo superiore ai 43 milioni di dollari). Le prime opere di movimentazione terra e di predisposizione delle piattaforme per l'impianto MUOS hanno infatti preso il via lo scorso 19 febbraio, dopo una breve cerimonia a cui partecipò, tra gli altri, il direttore del Mobile User Obiective Program della Us Navy, Wayne Curls. Secondo quanto riportato in una nota “interna” dell'U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily” (NavComtelsta – Ncts, il comando che coordina le attività dell'esistente stazione di telecomunicazione navale di Niscemi), nel corso della sua visita, Wayne Curls ha descritto le enormi potenzialità del sistema MUOS. “Quando il sistema sarà pienamente implementato – ha dichiarato – i sistemi di Guerra avranno la completa capacità di comunicazione per rispondere a tutte le richieste di missione in qualsiasi parte del mondo”. Sempre secondo NavComtelsta, “inizialmente i lavori saranno eseguito dai contractors e la nuova infrastruttura comporterà un piccolo aumento nel sito del personale della Marina Usa. La realizzazione della stazione è prevista entro tre anni. I lanci dei satelliti saranno eseguiti entro il 2010, così il sistema sarà MUOS sarà online nel 2011”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavori a pieno regime, dunque, e dal 19 febbraio 2008, data in cui presidente del consiglio era ancora Prodi e ministro della difesa Parisi. Il governo di centrosinistra aveva concluso la sua effimera legislatura senza rispondere alle interrogazioni di alcuni parlamentari di Rifondazione Comunista e Verdi che avevano chiesto conferma delle indiscrezioni stampa sul piano d'installazione in Sicilia del nuovo sistema satellitare. Più grave ancora l'omissione del comandante dei reparti dell'Aeronautica militare italiana di stanza a Sigonella, Antonio Di Fiore, che nel corso di un'ispezione parlamentare a Sigonella del deputato Cannavò (Prc), il 31 marzo 2008, aveva smentito con fermezza la realizzabilità del MUOS. “Anche volendo – aveva dichiarato Di Fiore – la stazione radar non si potrebbe realizzare a Sigonella perché la gestione non è compatibile col volume di traffico civile gestito dal radar militare esistente nel vicino aeroporto di Catania-Fontanarossa”. L'alto ufficiale ovviamente preferì sorvolare sul fatto che da più di un mese erano stati avviati i lavori MUOS nella vicina Niscemi, località prescelta in sostituzione di Sigonella proprio per ridurre l'interferenza delle onde elettromagnetiche sui sistemi di bordo degli aerei, ma soprattutto per “evitare” che le emissioni potessero avviare la detonazione degli ordigni presenti nella grande stazione aeronavale, come accertato nel 2006 da uno studio delle società statunitensi AGI - Analytical Graphics, Inc., e Maxim Systems.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di contro nessuno se l'è sentita a valutare i possibili effetti delle onde elettromagnetiche sulle popolazioni che vivono nei pressi dell'installazione di Niscemi. Le ricerche in materia non mancano, anche se sono ancora troppo poche quelle relative all'emissione dei sistemi radar e di telecomunicazione militare. Sufficienti però a delineare scenari estremamente preoccupanti. Fra tutte, spiccano le risultante dell'inchiesta su “Gli effetti associati all'esposizione umana nella Waianae Coast ai campi di radiofrequenza” dell'installazione militare LF (bassa frequenza) di Wahiana, realizzata nel 1999 dagli oncologi statunitensi Maskarinec, Cooper e Swygert per conto del Dipartimento alla Salute dello stato delle Hawaii. La base militare di Wahiana è di proprietà della Marina Usa e può essere considerata come una “sorella” della stazione di Niscemi, anche perché destinata ad ospitare un secondo terminal terrestre del sistema MUOS. Ebbene, lo studio dei ricercatori si è incentrato sulla popolazione infantile della Waianae Coast, evidenziando ben 12 casi di leucemia nel periodo 1979-1990. Sette di questi casi (tutti accaduti negli anni 1982-84), sono stati definiti “inusuali in termini di sesso, età e tipo di leucemia”. I rischi di esposizione sono stati definiti altissimi per i bambini residenti in un raggio di 2,8 miglia intorno ai trasmettitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una selva di antenne ad altissimo costo energetico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente a Niscemi sono installate una quarantina di antenne di trasmissione HF (alta frequenza) ed una LF. Quest'ultimo impianto trasmette su una frequenza di 39,9-45,5 kHz, contribuendo alle comunicazioni supersegrete delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) di Stati Uniti ed alleati NATO. A partire dalla fine degli anni '90, le stazione di Niscemi, Aguada (Portorico), Keflavik (Islanda) e Awase (Giappone) sono state dotate del sistema di trasmissione LF “AN/FRT-95”, che ha consentito alle forze armate Usa di accrescere la copertura nelle regioni del Nord Atlantico e del Nord Pacifico. Il trasmettitore AN/FRT-95A opera tra i 24 ed i 160 kHz con una potenza compresa tra i 280 kW e i 500 kW, ma il sistema permette l'estendere in caso di necessità sino ai 2,000 kW.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguito della chiusura della stazione di Keflavik, nel dicembre 2006 sono state assegnate a NavComtelsta - Niscemi tutte le funzioni di collegamento in bassa frequenza con i sottomarini strategici operanti nella regione atlantica. L'impianto terrestre MUOS sarà in VHF-UHF (Very High Frequency ed Ultra High Frequency), con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 244 e i 380 MHz. Le onde radio VHF-UHF attraversano la ionosfera senza venire riflesse e per questo vengono usate per le trasmissioni extraspaziali con i satelliti artificiali. Esse possono anche essere usate per trasmissioni terrestri oltre l'orizzonte utilizzando le irregolarità della troposfera (la parte bassa dell'atmosfera). Queste irregolarità riflettono le onde in tutte le direzioni, consentendo ai segnali UHF di disperdersi su vaste aree geografiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è ignoto l'impatto su salute dell'uomo e ambiente delle onde elettromagnetiche della stazione di Niscemi, amministratori e cittadini dovrebbero comunque allarmarsi per gli additivi ed altri prodotti nocivi contenuti nelle spropositate quantità di gasolio divorate dagli impianti di telecomunicazione della base. Stando ai dati forniti dal Pentagono, nel solo periodo compreso tra il 2003 e il 2005 il “Sito di Trasmissione” di Niscemi è stato rifornito di 2.100.000 litri di gasolio (tipologia DF2), pari ad un consumo di 700.000 litri l'anno. Di per sé il dato non dice molto se non lo si compara con il consumo di altre infrastrutture militari Usa in Italia, ben differenti per grandezza e funzioni dalla “minuscola” stazione di Niscemi. A Sigonella, ad esempio, nello stesso periodo sono stati consumati 10.400.000 litri di gasolio; 9.100.000 di litri il consumo a Camp Darby (Livorno); 18.000.000 ad Aviano (Pordenone). Che Niscemi sia una stazione del tutto “anomala” dal punto di vista energetico, traspare dalla verifica dei consumi di altre importanti installazioni di telecomunicazione che gli Stati Uniti possiedono in Italia. Il potente impianto di generazione elettrica per i sistemi radar di Napoli-Capodichino, ad esempio, ha richiesto appena 550.000 litri di gasolio DF2. La stazione Usa-Nato dell'isola di Tavolara, in Sardegna, anch'essa utilizzata per le comunicazioni LF con i sottomarini, ha divorato 300.000 litri, quantità sette volte inferiore a quella di Niscemi.&lt;br /&gt;Ma chi controlla la dispersione dei prodotti di combustione nell'atmosfera, nel suolo e nell'acqua dell'onnivoro impianto siciliano?&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&amp;amp;op=viewarticle&amp;amp;artid=8041"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-5509985535379831327?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/5509985535379831327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=5509985535379831327' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5509985535379831327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5509985535379831327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/omissioni-e-segreti-della-stazione-muos.html' title='Omissioni e segreti della stazione MUOS di Niscemi destinata alle guerre stellari USA'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-4096590965741243234</id><published>2008-10-10T20:18:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T00:41:17.388+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iraq'/><title type='text'>Usa, un reduce del Golfo: "In Iraq nel '91 Washington sganciò una bomba nucleare su Bassora"</title><content type='html'>&lt;p class="spip"&gt;Nel 1991 gli Usa avrebbero sganciato una bomba nucleare vicino alla città irachena di Bassora. Lo dice un veterano americano della prima guerra del Golfo, secondo cui l’ordigno, di 5 chilotoni, sarebbe stato sganciato in un’area deserta al di fuori della città, nella parte meridionale dell’Iraq, al confine con l’Iran. L’intervista integrale al veterano di guerra Jim Brown verrà trasmessa domani da RaiNews24. Il bombardamento risalirebbe all’ultimo giorno della guerra in Iraq, il 27 febbraio 1991.&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"&gt;Nella sua inchiesta, RaiNews24 ha scoperto che effettivamente un evento sismico della potenza simile a un’esplosione di un ordigno di 5 chilotoni si sarebbe verificato proprio il 27 febbraio del 1991.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-4096590965741243234?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/4096590965741243234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=4096590965741243234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/4096590965741243234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/4096590965741243234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/usa-un-reduce-del-golfo-in-iraq-nel-91.html' title='Usa, un reduce del Golfo: &quot;In Iraq nel &apos;91 Washington sganciò una bomba nucleare su Bassora&quot;'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-7820657307829609008</id><published>2008-10-09T22:05:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T00:42:56.852+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><title type='text'>Guerra infinita dall'Italia</title><content type='html'>Da Vicenza un allarme e una opportunità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rilanciare la mobilitazione contro le basi militari e la NATO è possibile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunicato della Rete dei Comunisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ gravissimo l’impedimento da parte del Consiglio di Stato di tenere il referendum sulla nuova base USA a Vicenza. Ma è anche un  atto paradigmatico per la  mobilitazione tesa allo smantellamento delle basi militari USA/NATO e per la democrazia nel nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1. Dal punto di vista “legale”, il Consiglio di Stato ha confermato una situazione politicamente e moralmente inaccettabile ma ineccepibile dal punto di vista della legislazione esistente in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, dal dopoguerra a oggi agisce un intero apparato legale, costituzionale e consuetudinario, che vieta che la popolazione possa esprimersi democraticamente in materia di Trattati internazionali e sulle loro conseguenze nel nostro territorio, ad esempio l’installazione di nuove basi militari straniere o la loro estensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le realtà sociali, i movimenti e le forze politiche impegnate contro la guerra, si trovano di fronte a due questioni decisive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)  il vulnus democratico rappresentato dall’apparato legale e istituzionale che rende i trattati internazionali e militari “insindacabili” dal punto di vista giuridico e democratico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; b)  la questione “politica” della subalternità dell’Italia alla NATO e agli USA con tutto il peso di militarizzazione del territorio e di rischi di coinvolgimento nelle guerre  che ciò comporta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2. Sulla prima questione è doveroso segnalare l’importanza e la pertinenza della “Legge di Iniziativa Popolare sui Trattati, le basi e le servitù militari “che è stata consegnata in Parlamento a Luglio avendo raccolto le 60.000 firme necessarie. La legge in questione – approntata da alcune reti antimilitariste come Disarmiamoli, Semprecontrolaguerra, ed altre - chiede in sostanza che queste materie non siano più secretate e consentire così che Parlamento e comunità locali possano intervenire e dire la loro. Questa legge, mette i piedi nel piatto proprio sui meccanismi perversi che hanno consentito di impedire il referendum popolare a Vicenza. I movimenti no war e le realtà locali hanno uno strumento concreto in più per tenere aperta una battaglia di democrazia contro un governo autoritario e i suoi apparati legali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La seconda questione attiene all’analisi della realtà internazionale e alle sue ricadute nel nostro paese. C’è ancora qualcuno che oggi vede la questione dell’uscita dalla NATO come un obiettivo politico obosoleto? Gli eventi di questa estate in Georgia ce ne hanno rivelato piuttosto tutta la sua attualità,  gravità e le contraddizioni. La NATO appare spesso come un dogma inamovibile e a fortissimo consenso bipartizan nel nostro paese. A sinistra pochi o nessuno se la sentono di riaprire la questione dell’adesione (e della subalternità) dell’Italia alla NATO. Alcuni per snobismo, altri per una sorta di pavida rassegnazione. Eppure le sue contraddizioni interne e le crepe che si delineano al suo interno sono reali. Gli effetti della crisi finanziaria negli USA rivelano le divergenze strategiche crescenti con le altre potenze europee. Tali divergenze sono emerse chiaramente anche dentro la NATO nei vertici di Riga e di Bucarest e nella gestione della crisi nel Caucaso. Non è errato affermare che oggi la NATO è in crisi così come lo sono gli istituti della concertazione internazionale tra le potenze capitalistiche (FMI, WTO, BM) che hanno agito sotto l’egemonia USA dal dopoguerra a oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Rilanciando la mobilitazione affinchè le basi USA e NATO se ne vadano dai nostri territori contribuiamo, oltre a proteggere il nostro ambiente e la nostra immediata sicurezza dai pericoli delle armi di distruzione di massa lì stoccate, ci battiamo anche contro una concezione di dominio militare, politico, sociale e culturale . Questo resta il grande valore della battaglia a Vicenza ma anche nel resto del territorio Sta a noi sconvolgere le retrovie della loro “guerra infinita”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;5. Nonostante una situazione di arretratezza ed egemonia reazionaria nel nostro paese, il cuore progressista del mondo continua a battere. In Ecuador la recente Costituzione approvata con un referendum popolare prevede il divieto di installare basi militari straniere e lo smantellamento della base USA di Manta.Il recente Forum Sociale Europeo di Malmoe ha deciso di convocare ad aprile 2009 – in occasione dei sessanta anni della nascita della NATO - una giornata internazionale di manifestazioni contro la NATO, le basi e i trattati militari. E’ una occasione e una scadenza eccellente per riaprire - e con forza - la questione anche nel nostro paese.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Rete dei Comunisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.contropiano.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-7820657307829609008?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/7820657307829609008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=7820657307829609008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7820657307829609008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/7820657307829609008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/guerra-infinita-dallitalia.html' title='Guerra infinita dall&apos;Italia'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-758422293585918000</id><published>2008-10-01T20:04:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T00:43:50.792+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><title type='text'>LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE SU BASI, TRATTATI E SERVITU' MILITARI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPI1W-2O7xI/AAAAAAAAAFQ/dfMkP732Lvw/s1600-h/ferma+la+guerra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPI1W-2O7xI/AAAAAAAAAFQ/dfMkP732Lvw/s320/ferma+la+guerra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256322384038653714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA CAMPAGNA PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SUI TRATTATI INTERNAZIONALI, SULLE BASI E SERVITÙ MILITARI HA FATTO CENTRO: RAGGIUNTO IL NUMERO DI FIRME VALIDE!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Servizio Testi Normativi del Parlamento, a cui lo scorso 7 agosto abbiamo consegnato le firme, ci ha comunicato l’effettivo raggiungimento del numero di firme valide: la Legge d’Iniziativa Popolare sui trattati internazionali, sulle basi e servitù militari ha ora tutti i crismi ed il diritto di essere discussa in Parlamento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Grande è la soddisfazione tra le realtà che hanno costituito il Comitato Promotore della Legge, tra le quali la Rete nazionale Disarmiamoli! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Soddisfazione amplificata dal successo di una campagna gestita in una delle fasi più difficili della storia della Repubblica, a cavallo di elezioni generali che hanno cambiato profondamente lo scenario parlamentare e politico del paese.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questi mesi di disincanto, sbandamento ed apparente riflusso centinaia di militanti - espressione di varie aree politico/culturali interne al movimento nowar italiano - sono andati controcorrente, proponendo in tutto il paese iniziative, dibattiti, conferenze e banchetti su uno dei temi principali della lotta contro la guerra: il NO alla presenza di oltre 140 basi militari U.S.A. e N.A.T.O. sui nostri territori.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’importanza strategica per i “signori della guerra” statunitensi ed europei di queste basi insediate in Italia è quotidianamente sotto gli occhi di tutti, come dimostrato dall’ultima guerra in Georgia: mentre Berlusconi nella vicenda caucasica si atteggia a ruolo di “mediatore”( a probabile protezione di personalissimi affari di famiglia ), le truppe georgiane sono rifornite d’armi e tecnologia militare da navi a stelle e strisce caricate nella base U.S.A. di camp Darby. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Così gli accordi per il cosiddetto “scudo antimissilistico”, siglati tra lo Stato italiano (per “merito” dell’ex esecutivo di centro sinistra) e quello statunitense inseriscono il nostro paese nella prima linea di un conflitto potenzialmente ben più grave di tutti quelli scoppiati recentemente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Movimento contro la guerra nel nostro paese, in una fase molto difficile, ha mantenuto saldamente la rotta del “No alla guerra senza se e senza ma”, dimostrando nello stesso tempo un’alta capacità di progettazione, attraverso proposte in grado di liberare l’Italia dall’infernale meccanismo bellico nel quale è attanagliata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Legge d’iniziativa popolare su trattati internazionali, basi e servitù militari da sola non potrà, ovviamente, bloccare il terribile processo di militarizzazione dei territori e dei cieli in atto, ma si è trasformata oggi in una articolata proposta, a disposizione di tutti. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La Petizione Popolare contro lo scudo antimissilistico, proposta dalla Rete nazionale Disarmiamoli! nei giorni immediatamente successivi alla firma da parte del Sottosegretario Forcieri (governo Prodi) di un accordo capestro, che lega l’Italia all’avventurismo statunitense, tornerà ad essere un valido strumento di lotta nella nuova fase di conflitto in Europa centro orientale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Leggi, Petizioni, campagne di massa. Strumenti utili a mantenere viva la mobilitazione contro un mezzo oramai centrale nell’attuale conflitto tra Stati per il predominio dei mercati: LA GUERRA. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La vittoria di oggi, attraverso la quale il Movimento contro la guerra ha uno strumento di battaglia politica in più, rende tutti un pò più forti per affrontare le mobilitazioni dei prossimi mesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Rete nazionale Disarmiamoli!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.disarmiamoli.org/"&gt;www.disarmiamoli.org&lt;/a&gt; -   &lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;  &lt;!--  var prefix = '&amp;#109;a' + 'i&amp;#108;' + '&amp;#116;o';  var path = 'hr' + 'ef' + '=';  var addy85837 = '&amp;#105;nf&amp;#111;' + '&amp;#64;';  addy85837 = addy85837 + 'd&amp;#105;s&amp;#97;rm&amp;#105;&amp;#97;m&amp;#111;l&amp;#105;' + '&amp;#46;' + '&amp;#111;rg';  var addy_text85837 = '&amp;#105;nf&amp;#111;' + '&amp;#64;' + 'd&amp;#105;s&amp;#97;rm&amp;#105;&amp;#97;m&amp;#111;l&amp;#105;' + '&amp;#46;' + '&amp;#111;rg';  document.write( '&lt;a&gt;' );  document.write( addy_text85837 );  document.write( '&lt;\/a&gt;' );  //--&gt;\n &lt;/script&gt;&lt;a href="mailto:info@disarmiamoli.org"&gt;info@disarmiamoli.org&lt;/a&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;  &lt;!--  document.write( '&lt;span style="\'display:"&gt;' );  //--&gt;  &lt;/script&gt;&lt;span style="display: none;"&gt;Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  &lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;  &lt;!--  document.write( '&lt;/' );  document.write( 'span&gt;' );  //--&gt;  &lt;/script&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;3381028120 - 3384014989&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-758422293585918000?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.disarmiamoli.org/' title='LEGGE D&apos;INIZIATIVA POPOLARE SU BASI, TRATTATI E SERVITU&apos; MILITARI'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/758422293585918000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=758422293585918000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/758422293585918000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/758422293585918000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/legge-diniziativa-popolare-su-basi.html' title='LEGGE D&apos;INIZIATIVA POPOLARE SU BASI, TRATTATI E SERVITU&apos; MILITARI'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPI1W-2O7xI/AAAAAAAAAFQ/dfMkP732Lvw/s72-c/ferma+la+guerra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-1673591259866293574</id><published>2008-09-30T22:12:00.002+02:00</published><updated>2008-10-13T00:47:29.436+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Afghanistan'/><title type='text'>Bombardieri italiani nella missione afghana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJbQE8gCbI/AAAAAAAAAGo/OfFnhhQmRIc/s1600-h/JSJ_PC_Handley_Page_Victor_K_Mk_2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJbQE8gCbI/AAAAAAAAAGo/OfFnhhQmRIc/s320/JSJ_PC_Handley_Page_Victor_K_Mk_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256364046858324402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Bombardieri italiani nella missione afghana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Tommaso Di Francesco e Manlio Dinucci *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo invia quattro caccia nel paese centro-asiatico in guerra. «Solo per missioni di osservazione», dice il ministro della difesa Ignazio La Russa. Ma gli aerei vengono da Ghedi sono per definizione destinati all'attacco, sia con armi convenzionali che nucleari&lt;br /&gt;Sarà il 6° Stormo di stanza a Ghedi (Bs) a inviare in Afghanistan i quattro cacciabombardieri Tornado: lo comunica l'aeronautica, precisando che si tratta della versione Ids (Interdiction and strike) del Tornado, «in grado di svolgere missioni di attacco e di ricognizione». Sono dotati del nuovo sistema Reccelite, per «l'acquisizione di target ( l'obiettivo da colpire ) completamente automatizzata». Ma gli aerei, come ha spiegato il ministro della difesa Ignazio La Russa, «serviranno non per bombardare ma per osservare». Se così fosse, perché non usare i Predator A, gli aerei teleguidati che l'aeronautica ha acquistato nel 2004 (durante il governo Berlusconi) e stanziato in Afghanistan per compiti di ricognizione? Perché non usare i quattro Predator B/Reaper, di cui la commissione difesa della Camera ha approvato l'acquisizione lo scorso febbraio (durante il governo Prodi)? I Tornado sono in grado di volare a una velocità superiore a quella del suono, lungo il profilo del terreno a pochi metri da suolo, così da penetrare in profondità nel territorio nemico prima di essere avvistati. Per questo sono destinati all'attacco, con armi sia convenzionali che nucleari. Secondo documenti ufficiali declassificati - resi pubblici nel rapporto U.S. Nuclear Weapons in Europe (febbraio 2005) dal Natural Resources Defense Council - risulta che gli Stati uniti mantengono a Ghedi 40 bombe nucleari (più 50 ad Aviano) e che al loro uso sono destinati i Tornado italiani. Quelle dislocate a Ghedi e ad Aviano sono bombe tattiche B-61 in tre versioni, la cui potenza va da 45 a 170 kiloton (13 volte maggiore di quella della bomba di Hiroshima). Le bombe sono tenute in speciali hangar insieme ai caccia pronti per l'attacco nucleare: F-15 e F-16 statunitensi ad Aviano e i Tornado italiani a Ghedi. La pericolosità di questo arsenale nucleare in Italia consiste nel fatto che il nostro paese viene ad essere agganciato alla strategia nucleare statunitense. Al Pentagono sono in fase di realizzazione armi di nuovo tipo, tra cui bombe nucleari in grado di penetrare nel terreno e distruggere i bunker dei centri di comando, così da «decapitare» il paese nemico con un first strike , un attacco nucleare di sorpresa. La B-61, il tipo di bomba nucleare depositato in Italia, è stata modificata per trasformarla in bomba nucleare penetrante: alla famiglia delle B-61 si è così aggiunta la B61-11 che, secondo i test, può penetrare nel terreno così da creare, con l'esplosione nucleare, un'onda d'urto capace di distruggere obiettivi sotterranei. È quindi probabile che, tra le bombe nucleari depositate a Ghedi e Aviano, vi siano anche B61-11, pronte per l'uso. In tal modo l'Italia viola il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari che, all'articolo 2, stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non-nucleari, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente». Ciò è stato confermato il 19 giugno 2008 dalla Federazione degli scienziati americani: nel quadro delle armi nucleari Usa in Europa 2008, si legge che le bombe nucleari, custodite a Ghedi dal 704 Munss statunitense, saranno trasportate in caso di guerra dai «Tornado italiani del 6° Stormo». Gli stessi che il governo Berlusconi invia in Afghanistan: anche senza armi nucleari, essi costituiscono la punta di lancia della nostra aviazione da attacco. Preoccupati, i ministri ombra Pd della difesa e degli esteri, Roberta Pinotti e Piero Fassino, hanno chiesto al governo: «In quale scenario e in quale contesto si colloca l'invio dei Tornado in Afghanistan? Si presuppone un cambio di strategia nella missione? E in questo caso con quali obiettivi e quali impegni per le nostre forze armate?». In attesa della risposta del governo Berlusconi, possiamo dire qualcosa noi. Lo scenario della guerra e della conseguente strage di civili in Afghanistan è lo stesso di quando, nel 2006, il governo Prodi decise la spesa annua di 1 miliardo di euro nel 2007, 2008 e 2009, per finanziare la partecipazione italiana alla missione in Afghanistan e alle altre «missioni internazionali di pace». Resta la stessa la strategia e di conseguenza restano immutati gli impegni delle nostre forze armate, da quando nell'agosto 2003 la Nato ha assunto con un colpo di mano «il ruolo di leadership dell'Isaf, forza con mandato Onu» (senza che in quel momento vi fosse una decisione del Consiglio di sicurezza, che solo dopo ha preso atto del fatto compiuto). Da allora, il quartier generale Isaf è stato inserito nella catena di comando Nato e, di conseguenza, in quella del Pentagono, che mira al controllo dell'Afghanistan: zona di primaria importanza per la sua posizione geostrategica rispetto a Russia e Cina, e per il controllo dei corridoi energetici del Caspio. Il contingente italiano in Afghanistan è inserito nella catena di comando che fa capo al generale Usa David D. McKiernan, già comandante delle forze terrestri che nel 2003 attaccarono e invasero l'Iraq, il quale nel giugno 2008 ha assunto il comando Isaf, prima ricoperto da un altro generale Usa. Il gen. McKiernan, che comanda allo stesso tempo le forze Usa in Afghanistan nel quadro dell'operazione Enduring Freedom, ha posto in chiaro il 16 settembre che gli alleati devono inviare in Afghanistan maggiori forze e rinunciare ai vincoli sul loro uso. Sarà il gen. McKiernan, col suo stato maggiore, a decidere l'impiego dei Tornado italiani, nel quadro della crescente guerra aerea condotta dagli Usa in Afghanistan. Come documenta il Comando centrale, ogni giorno i cacciabombardieri statunitensi e alleati effettuano, in media, circa 80 «missioni di appoggio aereo ravvicinato alle truppe Isaf in Afghanistan». Dalla sola portaerei Lincoln, stazionata nel Golfo, ne sono state compiute 7.100 da aprile ad agosto. A questi aerei si uniranno i Tornado italiani, «non per bombardare ma per osservare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Da Il Manifesto del 30 settembre&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-1673591259866293574?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/1673591259866293574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=1673591259866293574' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1673591259866293574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1673591259866293574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/09/bombardieri-italiani-nella-missione.html' title='Bombardieri italiani nella missione afghana'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJbQE8gCbI/AAAAAAAAAGo/OfFnhhQmRIc/s72-c/JSJ_PC_Handley_Page_Victor_K_Mk_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-5712304644805377233</id><published>2008-09-29T23:34:00.002+02:00</published><updated>2008-10-13T00:48:07.687+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><title type='text'>Dichiarazione finale della Assemblea dei movimenti sociali – Forum sociale europeo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJvpHC707I/AAAAAAAAAHo/Iuq5CSG6kRQ/s1600-h/malmo-svezia_08+042.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJvpHC707I/AAAAAAAAAHo/Iuq5CSG6kRQ/s320/malmo-svezia_08+042.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256386467151467442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2009: Per cambiare l’Europa&lt;br /&gt;Dichiarazione finale della Assemblea dei movimenti sociali – Forum sociale europeo, Malmoe 21 settembre 2008&lt;br /&gt;A livello europeo assistiamo ad un fronte liberista e antisociale in tutti I campi: crisi finanziaria ed economica, aumenti dei prezzi, crisi alimentare, privatizzazione e disgregazione dei servizi pubblici, movimenti contro riforme del lavoro, decisioni della Corte europea di giustizia, smantellamento di una politica agricola comune, rafforzamento della fortezza europa contro I migranti, indebolimento dei diritti democratici e civili e crescente repressione, accordi di cooperazione economica, interventi militari nei conflitti esterni, basi militari…e tutto questo in un mondo dove le disuguaglianze, la povertà e la guerra globale e permanente crescono giorno per giorno. In questo contesto di crisi globale vogliamo riaffermare che esistono alternative per la giustizia globale, la pace, la democrazia e l’ambiente. &lt;br /&gt;Noi, movimenti sociali riuniti a Malmo, ci impegnamo in una agenda commune per  condurre la lotta per “un’altra Europa”, un’Europa basata sui diritti delle persone. &lt;br /&gt;1/sulle questioni sociali :&lt;br /&gt;Lanciamo immediatamente una CAMPAGNA EUROPEA COMUNE contro le politiche sociali e del lavoro della UE, in primo luogo per opporci specificamente alla direttiva UE sul l’orario di lavoro e le decisioni UE sul lavoro migrante. &lt;br /&gt;Questa campagna ha diverse tappe (compreso il 6 dicembre a Parigi ) ed include l’obiettivo di una grande mobilitazione a livello europeo il prima possibile&lt;br /&gt;Un secondo passo è quello di costruire un’ampia, inclusiva e strategica conferenza-controvertice di tutti i movimenti sociali a Bruxelles, in marzo. &lt;br /&gt;2/contro la NATO e la guerra: invitiamo ad una grande manifestazione il 4 aprile 2009 a Strasburgo/Kiel, centro delle celebrazioni del 60° della Nato,  per dire “stop NATO” e dissolvere questo terrificante strumento di guerra.  Nello stesso giorno chiamiamo a manifestare in tutta Europa. Proponiamo al Forum sociale mondiale che si terrà a Belem di proclamare il 4 aprile giornata di mobilitazione internazionale contro la NATO.  &lt;br /&gt;3/ contro la crisi climatica, chiamiamo ad una giornata globale di azione sul clima il 6 dicembre, a Poznan, e in tutta Europa, durante il vertice sul clima che si terrà in quella città. Chiamiamo ad una grande mobilitazione internazionale il prossimo anno in occasione degli incontri di Copenaghen sul clima, dicembre 2009. &lt;br /&gt;4/ contro il G8: A luglio 2009, I movimenti sociali della Sardegna e di tutta Italia inviteranno tutti I movimenti a venire in Sardegna dove si terrà il G8, nell’isola La Maddalena, per protestare contro le politiche del G8 e presentare le nostre alternative per la giustizia globale, la pace, la democrazia e l’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJuHrs3cqI/AAAAAAAAAHI/6vpKaD6kDQ0/s1600-h/malmo-svezia_08+041.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJuHrs3cqI/AAAAAAAAAHI/6vpKaD6kDQ0/s320/malmo-svezia_08+041.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256384793363837602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJu5nYZ3oI/AAAAAAAAAHQ/SQ0kcbjCqxs/s1600-h/malmo-svezia_08+034.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJu5nYZ3oI/AAAAAAAAAHQ/SQ0kcbjCqxs/s320/malmo-svezia_08+034.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256385651197730434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJvKYznE-I/AAAAAAAAAHY/QKEbC_-ehcc/s1600-h/malmo-svezia_08+036.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJvKYznE-I/AAAAAAAAAHY/QKEbC_-ehcc/s320/malmo-svezia_08+036.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256385939343086562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJvZSI9NyI/AAAAAAAAAHg/NSWAX1xfANI/s1600-h/malmo-svezia_08+037.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJvZSI9NyI/AAAAAAAAAHg/NSWAX1xfANI/s320/malmo-svezia_08+037.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256386195251607330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-5712304644805377233?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/5712304644805377233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=5712304644805377233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5712304644805377233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5712304644805377233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/10/dichiarazione-finale-della-assemblea.html' title='Dichiarazione finale della Assemblea dei movimenti sociali – Forum sociale europeo'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJvpHC707I/AAAAAAAAAHo/Iuq5CSG6kRQ/s72-c/malmo-svezia_08+042.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-2714575280307097697</id><published>2008-09-15T21:41:00.001+02:00</published><updated>2008-10-15T22:29:48.562+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>BAMBINI SOLDATO: NUMERI E LUOGHI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZSPLwC1JI/AAAAAAAAAK0/5ADh5rAcfuQ/s1600-h/rubon3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZSPLwC1JI/AAAAAAAAAK0/5ADh5rAcfuQ/s320/rubon3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257480035807450258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Accanto alla progressiva violazione delle più elelmentari leggi di guerra, c'è un elemento nuovo e inquietante. Oggi l'esclusione dei bambini dalla guerra - che è sempre avvenuta in ogni cultura tradizionale- non è più un imperativo: molti bambini sono anche esecutori di atrocità belliche. I bambini sono impiegati come combattenti in oltre ¾ dei conflitti armati del mondo. Non si tratta di giovani adolescenti ma di bambini di 6 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il reclutamento e l’utilizzo di bambini soldato sono una delle più pesanti violazioni delle norme che regolano i diritti umani nel mondo.&lt;br /&gt;L’Africa è spesso considerata l’epicentro del fenomeno dei bambini soldato: qui sembra esserci un legame quasi endemico tra bambini e guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Sierra Leone è spesso al centro del dibattito sui bambini soldato, perché in 10 anni di guerra civile, i bambini in combattimento hanno avuto un ruolo di primo piano.&lt;br /&gt;In Angola il 36 % dei bambini ha prestato servizio come soldato o ha seguito le truppe in combattimento.&lt;br /&gt;Le Nazioni Unite stimano che nella guerra in Liberia abbiano combattutto approssimativamente ventimila bambini, circa il 70 % dei soldati attivi nelle varie fazioni.&lt;br /&gt;LRA, Esercito di Resistenza del Signore, è famigerato per essere costituito al 100% da bambini soldato. L’LRA ha rapito oltre 15 mila bambini per farne dei soldati e ha nelle proprie file il combattente armato più giovane al mondo: un bambino di 5 anni. Anche il Sudan fa uso massiccio di bambini soldato.&lt;br /&gt;Le stime parlano di almeno 100 mila bambini, che prestano servizio su entrambi i fronti di una guerra civile che dura da 20 anni. I bambini di stada sono il bersaglio privilegiato del reclutamento.&lt;br /&gt;Nella provincia di Wahda il 22% della popolazione scolstica tra i 6 e 14 anni è stato reclutato dall’esercito sudanese o nelle milizie filo governative. Il sodato più giovane ha 9 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Medio Oriente è un’altra area dove i bambini sono diventati parte integrante del conflitto. I bambini sono coinvolti in combattimenti di Algeria, Azerbaijan, Egitto, Iran, Iraq, Libano, Tagikistan, Yemen. I bambini al di sotto di 15 anni qui prestano servizio all’interno di gruppi islamici radicali.&lt;br /&gt;Gli adolescenti sono al centro al conflitto anche in Palestina e costituiscono il 70% dei partecipanti all’Intifada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In America, a partire dagli anni novanta, i bambini soldato sono stati impiegati in Colombia, Equador, El Slavador, Guatemala, Messico (Chapas), Nicaragua, Paraguay e Perù.&lt;br /&gt;La pratica dei bambini soldato è diffusissima anche in Asia: in Cambogia, Timor Est, India, Indonesia, Laos, Myanmar, Nepal, Pakistan, Nuova Guinea, Filippine, Sri Lanka.&lt;br /&gt;Solo nel Myanmar si stima ci siano più di 75 mila bambini soldato - uno dei numeri più alti del mondo! - attivi sia nell’esercito statale sia nei gruppi etnici armati che si oppongono al regime.&lt;br /&gt;L’80 % dei conflitti cui prendono parte dei bambini vedono nelle proprie file combattenti sotto i 15 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni in cui si trovano molti bambini del mondo sono disperate,la globalizzazione ha escluso molti e disgregato tradizioni e società tradizionali. Quasi ¼ della popolazione giovanile mondiale vive con meno di un dollaro al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno 250 milioni di bambini vive per strada. I bambini disperati ed esclusi costituiscono un’enorme riserva per l’economia illegale, il crimine organizzato i conflitti armati. La stra grande maggioranza dei bambini soldato viene dai settori più miserabili, meno acculturati e più emarginati della società. I bambini reclutati a forza provengono abitualmente da alcuni gruppi a rischio: bambini di strada, bambini delle campagne, rifugiati e altri esuli. Chi sceglie di arruolarsi spontaneamente proviene spesso dagli stessi gruppi, spinto dalla povertà, dall’alienazione e dalla propaganda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni strutturali che si accompagnano ai conflitti armati possono costringere i bambini ad arruolarsi anche ai fini della difesa personale.&lt;br /&gt;Circondati dalla violenza, si sentono più al sicuro in un gruppo combattente e con un’arma in mano. In Africa per esempio, l’80% dei bambini soldato ha assistito a un’azione armata intorno alla porpria casa, il 70% ha visto distruggere la propria abitazione, il 60% ha perso la propria famiglia in guerra.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZSfhUM1OI/AAAAAAAAAK8/HSBJjPwj8Pk/s1600-h/sudan_child_soldier.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZSfhUM1OI/AAAAAAAAAK8/HSBJjPwj8Pk/s320/sudan_child_soldier.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257480316474152162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti bambini hanno fatto esperienza diretta o sono stati testimoni oculari delle peggiori violenze: massacri, esecuzioni sommarie, torture, violenza sessuale.&lt;br /&gt;La vendetta perciò è uno stimolo abbastanza forte per unirsi alla lotta. Spesso i bambini soldato sono sopravvissuti al massacro della loro stessa famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Mi sono arruolato nell’esercito quando avevo 14 anni, perché ero convinto che il solo modo di riavere i miei genitori o di impedire che le cose andassero avanti in quel modo fosse far parte dell’esercito dell’esercito e ammazzare chi era responsabile dell’uccisione dei miei genitori.&lt;br /&gt;Ma, vedi, la cosa più inquietante è che, una volta che mi sono arruolato e ho cominciato a combattere, mi sono ritorvato ad ammazzare genitori di altri bambini e dunque a creare una spirale di vendetta… I. 14 anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fenomeno che coinvolge anche le bambine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema dei bambini soldato scavalca i confini di genere.&lt;br /&gt;Benchè la maggior parte dei bambini soldato sono maschi, anche le ragazze rappresentano un numero significativo.&lt;br /&gt;Circa il 30 % delle forze armate mondiali che impiegano bambini soldato hanno nelle proprie file delle bambine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Avevo un’amica, Juanita, che si era messa nei guai… Eravamo amiche da prima di entrare nell’esercito e dividevamo la stessa tenda. Il comandante mi ha detto che non importava se era mia amica. Aveva commesso un errore e bisognava ammazzarla.. .Ho chiuso gli occhi e ho fatto fuoco, ma non l’ho colpita. Così ho sparato un’altra volta. La fosa era lì accanto. Ho dovuto seppellirla e ricoprirla di terra. I comandante ha detto. “ Ottimo lavoro. Anche se ti sei messa a piangere hai fatto un ottimo lavoro. Lo dovrai fare tatne altre colte, e dovrai imparare a non piangere”.&lt;br /&gt;A.17 anni,“ Corpo Ausiliario Femminile” del gruppo ribelle LURD, Liberia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sositalia.it/Sos-Informa/Focus/Focus-Bambini-Soldato/Pages/Bambini-Soldato-Numeri-E-Luoghi.aspx"&gt;http://www.sositalia.it/Sos-Informa/Focus/Focus-Bambini-Soldato/Pages/Bambini-Soldato-Numeri-E-Luoghi.aspx&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-2714575280307097697?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/2714575280307097697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=2714575280307097697' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2714575280307097697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/2714575280307097697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/09/bambini-soldato-numeri-e-luoghi.html' title='BAMBINI SOLDATO: NUMERI E LUOGHI'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPZSPLwC1JI/AAAAAAAAAK0/5ADh5rAcfuQ/s72-c/rubon3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-1023689240417011606</id><published>2008-09-13T16:08:00.002+02:00</published><updated>2008-10-13T16:23:34.430+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iraq'/><title type='text'>Dichiarazione di Le Feyt: la pace in Iraq è possibile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNYCp_tMBI/AAAAAAAAAIo/MzQXLr29XQc/s1600-h/Iraq+392.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNYCp_tMBI/AAAAAAAAAIo/MzQXLr29XQc/s320/Iraq+392.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256641992727539730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;  Noi sottoscritti amici dell’Iraq in Francia, Belgio, Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti d’America, Egitto, Svezia e Iraq ci siamo organizzati nella Rete Internazionale Anti-Occupazione, International Anti-Occupation Network (&lt;span class="caps"&gt;IAON&lt;/span&gt;) e dal 25 al 27 agosto 2008 ci siamo riuniti a Le Feyt, in Francia, dove abbiamo adottato la seguente posizione e dichiarazione che riflette il nostro impegno per una vera cessazione dell’occupazione e per una pace sostenibile e duratura in Iraq.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="excerpt"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;div class="article"&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’occupazione statunitense dell’Iraq è illegittima e non può essere resa legale. Tutto ciò che è derivato dall’occupazione è illegale e illegittimo e non può essere legittimato. Questi fatti sono incontrovertibili. Cosa ne consegue?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;La pace, la stabilità e la democrazia in Iraq sono impossibili sotto l’occupazione. L’occupazione straniera si oppone per natura agli interessi del popolo occupato, come dimostrano i sei milioni di iracheni sfollati sia all’interno del paese che all’estero, gli assassini premeditati di accademici e professionisti iracheni e la distruzione della loro cultura, nonché più di un milione di morti.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;La propaganda a Occidente cerca di rendere accettabile l’assurdità che l’invasore e il distruttore dell’Iraq possa anche svolgere il ruolo di suo protettore. I comodi timori di un “vuoto di sicurezza” – usati per perpetuare l’occupazione – ignorano il fatto che l’esercito iracheno non ha mai capitolato e costituisce la spina dorsale della resistenza armata irachena. Quella spina dorsale è impegnata esclusivamente a difendere il popolo iracheno e la sovranità dell’Iraq. Analogamente, le previsioni di una guerra civile ignorano il fatto che la popolazione irachena respinge in massa, per numero e per interesse, l’occupazione e continuerà a farlo.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;In Iraq il popolo iracheno resiste all’occupazione con tutti i mezzi, in conformità con la legge internazionale&lt;sup class="footnote"&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile#fn82517744048d6f3a085307"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. Solo alla resistenza popolare può essere riconosciuto il ruolo di espressione e di difesa degli interessi e della volontà del popolo iracheno. Finora gli Stati Uniti hanno ingnorato questa realtà, e sperano che un’intensificazione delle azioni diplomatiche, dopo l’intensificazione delle azioni militari che ha efficacemente prodotto una pulizia etnica, possa salvaguardare un governo imposto al paese con la forza. Indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni presidenziali americane, gli Stati Uniti non potranno mai conseguire i loro obiettivi imperiali e le forze che impongono all’Iraq sono contrarie all’interesse del popolo iracheno. &lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Alcuni a Occidente continuano a giustificare la negazione della sovranità popolare etichettandola come “guerra al terrore”, criminalizzando non solo la resistenza&lt;sup class="footnote"&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile#fn121070805248d6f3a085ad8"&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma anche l’assistenza umanitaria a un popolo assediato. In base al diritto internazionale la resistenza irachena costituisce un movimento di liberazione nazionale. Il riconoscimento della resistenza irachena è dunque un diritto, non un’opzione&lt;sup class="footnote"&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile#fn150671022148d6f3a085b04"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. La comunità internazionale ha il diritto di ritirare il riconoscimento del governo iracheno imposto dagli Stati Uniti e di riconoscere la resistenza irachena.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;È evidente che l’Iraq non potrà ritrovare la stabilità, l’unità e l’integrità territoriale perdute finché non sarà garantita la sua sovranità. È anche evidente che l’occupazione statunitense non può sfuggire alle proprie responsabilità tentando di addossare la colpa ai vicini dell’Iraq. Un patto di non-aggressione, sviluppo e cooperazione tra un Iraq liberato e i suoi vicini prossimi è l’ovvio mezzo con cui conseguire questa stabilità&lt;sup class="footnote"&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile#fn73524781648d6f3a086145"&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. Grazie alla sua posizione geopolitica e alle sue risorse naturali, un Iraq libero, democratico e pacifico è fondamentale per il benessere e lo sviluppo dei suoi vicini. Tutti i vicini dell’Iraq dovrebbero riconoscere che la stabilità dell’Iraq è nel loro interesse, e impegnarsi a non interferire nei suoi affari interni.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Se la comunità internazionale e gli Stati Uniti sono interessati alla pace, alla stabilità e alla democrazia in Iraq devono accettare che solo la resistenza irachena – armata, civile e politica – può conseguirle salvaguardando gli interessi del popolo iracheno. La prima richiesta della resistenza irachena è il ritiro incondizionato di tutte le forze straniere che occupano illegalmente l’Iraq – comprese le società mercenarie – e la smobilitazione di tutte le forze armate insediate dall’occupazione.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Il movimento contro l’occupazione dell’Iraq – in tutte le sue espressioni – a difesa del popolo iracheno è la sola forza in grado di assicurare la democrazia in Iraq. Nell’ambito di questo movimento è stato concordato che al momento del ritiro statunitense venga formato un governo temporaneo con due incarichi precisi: preparare il terreno per elezioni democratiche e ricostruire l’esercito nazionale. Al completamento di questi compiti il governo temporaneo verrà sciolto lasciando le decisioni sui risarcimenti di guerra, lo sviluppo e la ricostruzione a un governo iracheno sovrano e democraticamente eletto in uno Stato composto da tutti i suoi cittadini senza discriminazioni religiose, etniche, confessionali o sessuali.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Tutte le leggi, i contratti, i trattati e gli accordi firmati sotto occupazione sono nulli. In base al diritto internazionale e alla volontà del popolo iracheno, la sovranità totale del petrolio iracheno e di tutte le risorse naturali, culturali e materiali spetta al popolo iracheno e a tutte le sue generazioni passate, presenti e future. Nell’ambito del movimento contro l’occupazione dell’Iraq tutti concordano che l’Iraq debba vendere il proprio petrolio sul mercato internazionale a tutti gli Stati che non siano in guerra con l’Iraq e in linea con gli obblighi dell’Iraq in quanto membro dell’&lt;span class="caps"&gt;OPEC&lt;/span&gt;. &lt;/p&gt;   &lt;p&gt;L’invasione statunitense del 2003 è stata e rimane illegale e le norme internazionali sulla responsabilità degli Stati esigono che gli Stati rifiutino di riconoscere le conseguenze di azioni di Stato illegali&lt;sup class="footnote"&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile#fn64201645148d6f3a087c4d"&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. La responsabilità degli Stati comprende anche il dovere di compensare i danni. Le compensazioni dovrebbero essere pagate da tutti le figure statali e non statali che hanno tratto profitto dalla distruzione e dal saccheggio dell’Iraq.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Il popolo iracheno vuole una pace a lungo termine. Sulla base delle conclusioni di Istanbul del 2005 del Tribunale Mondiale sull’Iraq&lt;sup class="footnote"&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile#fn97900692248d6f3a0880b5"&gt;6&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e in riconoscimento dell’enorme sofferenza del popolo iracheno aggredito, i firmatari di questa dichiarazione appoggiano i succitati principi di pace, stabilità e democrazia in Iraq. &lt;/p&gt;   &lt;p&gt;La sovranità dell’Iraq è nelle mani del suo popolo impegnato nella resistenza. La pace in Iraq è di facile ottenimento: ritiro incondizionato degli Stati Uniti e riconoscimento della resistenza irachena che per definizione rappresenta la volontà del popolo iracheno.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Facciamo appello a tutte le persone del mondo che amano la pace perché si impegnino a sostenere il popolo iracheno e la sua resistenza. Il futuro della pace, della democrazia e del progresso in Iraq, nella regione e nel mondo dipende da questo. &lt;/p&gt;   &lt;h4&gt;&lt;strong&gt;Membri della Rete Internazionale Ant-Occupazione:&lt;sup class="footnote"&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile#fn191403556448d6f3a088bb2"&gt;7&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;   &lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;strong&gt;Abdul Ilah Albayaty&lt;/strong&gt;, membro del &lt;a href="http://www.brusselstribunal.org/"&gt;Comitato Esecutivo del Tribunale di Bruxelles&lt;/a&gt;, Francia – Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hana Al Bayaty&lt;/strong&gt;, Coordinatore dell’“Iniziativa Internazionale Irachena per i Rifugiati”:http://www.3iii.org, Francia – Egitto&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dirk Adriaensens&lt;/strong&gt;, membro del &lt;a href="http://www.brusselstribunal.org/"&gt;Comitato Esecutivo del Tribunale di Bruxelles&lt;/a&gt;, Belgio&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;John Catalinotto&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://www.iacenter.org/"&gt;International Action Center&lt;/a&gt;, &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ian Douglas&lt;/strong&gt;, Coordinatore dell’“Iniziativa Internazionale per Perseguire il Genocidio degli Stati Uniti in Iraq”:http://www.USgenocide.org, UK – Egitto&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Max Fuller&lt;/strong&gt;, Autore di For Iraq, the Salvador Option Become Reality e &lt;a href="http://www.cryingwolf.deconstructingiraq.org.uk/"&gt;Crying Wolf, death squads in Iraq&lt;/a&gt;, UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paola Manduca&lt;/strong&gt;, Scienziata,  &lt;a href="http://www.newweapons.org/"&gt;New Weapons Committee&lt;/a&gt;, Italia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sigyn Meder&lt;/strong&gt;, membro dell’“Associazione per la Solidarietà all’Iraq di Stoccolma”:http://www.iraksolidaritet.se, Svezia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cristina Meneses&lt;/strong&gt;, membro della &lt;a href="http://www.tribunaliraque.info/pagina/inicio.html"&gt;sessione portoghese del Tribunale Mondiale sull’Iraq&lt;/a&gt;, Portogallo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mike Powers&lt;/strong&gt;, membro dell’“Associazione per la Solidarietà all’Iraq di Stoccolma”:http://www.iraksolidaritet.se, Svezia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuel Raposo&lt;/strong&gt;, membro della &lt;a href="http://www.tribunaliraque.info/pagina/inicio.html"&gt;sessione portoghese del Tribunale Mondiale sull’Iraq&lt;/a&gt;, Portogallo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manuel Talens&lt;/strong&gt;, scrittore, membro di Cubadebate, Rebelión e Tlaxcala, Spagna&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paloma Valverde&lt;/strong&gt;, membro della &lt;a href="http://www.iraqsolidaridad.org/"&gt;Campagna Spagnola Contro l’Occupazione e per la Sovranità dell’Iraq&lt;/a&gt; (&lt;span class="caps"&gt;CEOSI&lt;/span&gt;), Spagna.&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;27 agosto 2008&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Le Feyt, Francia &lt;/p&gt;   &lt;h4&gt;International figures who join us in our commitment to a true end to the occupation and to a lasting, sustainable peace in Iraq&lt;/h4&gt;   &lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;strong&gt;Ramsey Clark&lt;/strong&gt;, former U.S. Attorney General, international human rights activist, founder of the International Action Center – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Admiral Vishnu Bhagwat&lt;/strong&gt;,  former Chief of Naval Staff — India&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cynthia McKinney&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://www.runcynthiarun.org/"&gt;Green Party US Presidential Candidate&lt;/a&gt;  – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Denis Halliday&lt;/strong&gt;, Former UN Assistant Secretary General &amp;amp; United Nations Humanitarian Coordinator for Iraq 1997-98 – Ireland&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hans von Sponeck&lt;/strong&gt;, Former UN Assistant Secretary General &amp;amp; United Nations Humanitarian Coordinator for Iraq 1998-2000 – Germany&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;François Houtart&lt;/strong&gt;, Director of the Tricontinental Center (Cetri), spiritual father and member of the International Committee of the World Social Forum of Porto Alegre, Executive Secretary of the Alternative World Forum, President of the International League for rights and liberation of people and president of the BRussells Tribunal – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Socorro Gomes&lt;/strong&gt;, Chairwoman of &lt;span class="caps"&gt;WPC&lt;/span&gt; – World Peace Council and of Cebrapaz – Brazilian Center of Solidarity with Peoples and Struggle for Peace – Brazil&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;José Francisco Gallardo Rodríguez&lt;/strong&gt;, General Major and PhD. in Public Administration – Mexico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manik Mukherjee&lt;/strong&gt;, Deputy, International Affairs, Socialist Unity Center of India, General Secretary, International Anti-imperialist and People’s Solidarity Coordinating Committee – India&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eduardo Galeano&lt;/strong&gt;, Essayist, journalist, historian, and activist – Uruguay&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Harold Pinter&lt;/strong&gt;, Author, Nobel Prize in Literature 2005 – UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;James Petras&lt;/strong&gt;, Author – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jan Myrdal&lt;/strong&gt;, Author – Sweden&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michael Parenti&lt;/strong&gt;, Author – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Peter Curman&lt;/strong&gt;, Author – Sweden&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rosa Regàs&lt;/strong&gt;, Author – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Santiago Alba Rico&lt;/strong&gt;, Author, philosopher, member of &lt;a href="http://www.rebelion.org/"&gt;Rebelion&lt;/a&gt;, Spain – Tunisia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;William Blum&lt;/strong&gt;, Author, &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Issam Chalabi&lt;/strong&gt;, former Iraqi Oil Minister, Iraq/Jordan&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Omar Al Kubaisy&lt;/strong&gt;, senior iraqi cardiologist, anti occupation politician and activist on iraq health &amp;amp; medical situation&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Saeed H. Hasan&lt;/strong&gt;, Former Iraqi Permanent Representative to the United Nations – Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Saadallah Al-Fathi&lt;/strong&gt;, former head of the Energy Studies Department at &lt;span class="caps"&gt;OPEC&lt;/span&gt; – Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Salah Omar Al Ali&lt;/strong&gt;, ex iraqi minister/ex Iraq’s ambassador to UN&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Faruq Ziada&lt;/strong&gt;, Former Iraqi Ambassador&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Majid Al Samarai&lt;/strong&gt;, former Iraqi ambassador&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Wajdi A. Mardan&lt;/strong&gt;, writer and Iraqi Diplomat&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Naji Haraj&lt;/strong&gt;, former Iraqi diplomat, human rights activist&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ridha Al Ridha&lt;/strong&gt;, President of Iraqi Ja’fari shiits association: Al Ja’faria&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hassan T. Walli Aydinli&lt;/strong&gt;, President of the Committee for the Defence of the Iraqi Turkmens’ Rights – Belgium-Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Saif Al din Al Douri&lt;/strong&gt;, Iraqi writer and researcher&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sabah Al-Mukhtar&lt;/strong&gt;, President of the Arab Lawyers Association – Iraq / UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mohammed Younis Alobaidi&lt;/strong&gt;, Oil Expert, Petroleum Consultancy Group (&lt;span class="caps"&gt;PCG&lt;/span&gt;) Board Member&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prof. Dr. Zuhair Al Sharook&lt;/strong&gt;, Former President of Mosul University, Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Abdul Razaq M. Al Dulaimi&lt;/strong&gt;, Dean of college of communication in Baghdad before the invasion&lt;br /&gt;“Hana Ibrahim”, Chair of Women’s Will Organisation – Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mohammed Aref&lt;/strong&gt;, Science writer – Iraq / UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Muhamad Tareq Al-Deraji&lt;/strong&gt;, Director of Monitoring net of human rights in Iraq – President of &lt;span class="caps"&gt;CCERF&lt;/span&gt; – Fallujah&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Mousa Al-Hussaini&lt;/strong&gt;, Iraqi Writer&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Buthaina al Nasiri&lt;/strong&gt;, author and activist, iraq-egypt&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Souad Naji Al-Azzawi&lt;/strong&gt;, Asst. Prof. Env. Eng. – University of Baghdad – Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mundher Al-Adhami&lt;/strong&gt;, Research Fellow at Kings College London – Iraq / UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nermeen Al-Mufti&lt;/strong&gt;, Former co-director of Occupation Watch – Journalist – Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Salam Musafir&lt;/strong&gt;, Iraqi author and journalist based in Russia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Wafaa’ Al-Natheema&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://zennobia.blogspot.com/"&gt;independent journalist&lt;/a&gt;, activist, founder of the Institute of Near Eastern &amp;amp; African Studies (&lt;span class="caps"&gt;INEAS&lt;/span&gt;), filmmaker, author of “Untamed Nostalgia – Wild Poems”&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hisham Bustani&lt;/strong&gt;, Writer and Activist, Secretary – Socialist Thought Forum, Jordan&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nada Kassass&lt;/strong&gt;, activist, Egypt&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Arab Lotfy&lt;/strong&gt;, artist and activist, Resistance Alliance, Lebanon- Egypt&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr Sahera Al Abta&lt;/strong&gt;, Academic,Doctor in biology,Faculty of Sience,Iraq/Amman&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sabah Al-Khozai&lt;/strong&gt;, Academic &amp;amp; Politician&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yihia Abu Safi&lt;/strong&gt;, searcher and activist, committies &lt;span class="caps"&gt;RIGHT&lt;/span&gt; TO &lt;span class="caps"&gt;RETURN&lt;/span&gt; palestinian, member of Resistance Alliance-Cairo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Mahmoud Khalid Almsafir&lt;/strong&gt;, Ass. Prof. International Economics, Kuala Lumpur, Malaysia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ghali Hassan&lt;/strong&gt;, Independent writer living in Syndey, Australia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yasar Mohammed Salman Hasan&lt;/strong&gt;, computer science and business management – UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abdul Wahab Hamid Rashid&lt;/strong&gt;, Iraq/Sweden&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Asma Darwish Al-Haidari&lt;/strong&gt;, Economist and Activist – Amman&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Curtis F.J. Doebbler&lt;/strong&gt;, International Human Rights Lawyer – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Karen Parker&lt;/strong&gt;, Attorney , Association of Humanitarian Lawyers, partners of the BRussells Tribunal – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Niloufer Bhagwat&lt;/strong&gt;, Vice President of Indian Lawyers Association – Mumbai / India&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amy Bartholomew&lt;/strong&gt;, Law professor – Canada&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jennifer Van Bergen&lt;/strong&gt;, journalist, author writing about civil liberties, human rights and international law, law lecturer at the Anglo-American University in Prague&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ana Esther Ceceña&lt;/strong&gt;, Researcher/professor in geopolitics, National Autonomous University of México, Director of the Geopolitics Latinamerican Observatory – Mexico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ángel Guerra Cabrera&lt;/strong&gt;, journalist and professor – Cuba&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;April Hurley&lt;/strong&gt;, MD, Iraq Peace Team, Baghdad 2003 – California, &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Azildin Bin Hussain Al Qutamil&lt;/strong&gt;, Arab Avant Guard-blog – Tunis&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Bert De Belder&lt;/strong&gt;, Coordinator Intal  &amp;amp; Medical Aid For The Third World – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carlos Fazio&lt;/strong&gt;, journalist and academic – Mexico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carlos Taibo&lt;/strong&gt;, professor of Political Sciences, Madrid Autonomous University – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carmen Bohorquez&lt;/strong&gt;, philosopher, Coordinator of the network of networks In Defense of Humanity – Venezuela&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Chandra Muzaffar&lt;/strong&gt;, President of &lt;span class="caps"&gt;JUST&lt;/span&gt; International – Malaysia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Claudio Moffa&lt;/strong&gt;, Professor of History – Italy&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corinne Kumar&lt;/strong&gt;, Secretary General of El Taller International – Tunesia / India&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dahr Jamail&lt;/strong&gt;, independent journalist, author: Beyond the Green Zone: Dispatches from an Unembedded Journalist in Occupied Iraq – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;David Miller&lt;/strong&gt;, Professor of Sociology at Strathclyde University, co-founder of Spinwatch – UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dirk Tuypens&lt;/strong&gt;, Actor – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Elias Davidsson&lt;/strong&gt;, composer, international law scholar and activist for 9/11 truth – Germany&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eric Goeman&lt;/strong&gt;, coordinator &lt;span class="caps"&gt;ATTAC&lt;/span&gt; – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fausto Giudice&lt;/strong&gt;, Writer, translator, activist, member of Tlaxcala – Italy/France&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Felicity Arbuthnot&lt;/strong&gt;, Journalist – UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frank Vercruyssen&lt;/strong&gt;, Actor, TG Stan – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Gideon Polya&lt;/strong&gt;, scientist, author of &lt;a href="http://mwcnews.net/Gideon-Polya"&gt;Body Count, Global avoidable mortality since 1950&lt;/a&gt;, Australia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gie van den Berghe&lt;/strong&gt;, professor University of Ghent – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gilad Atzmon&lt;/strong&gt;, Musician, writer, pro-Palestinian activist – UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gilberto López y Rivas&lt;/strong&gt;, anthropologist – Mexico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prof. Hedvig Ekerwald&lt;/strong&gt;, Dept of Sociology, Uppsala University – Sweden&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prof. Em. Herman De Ley&lt;/strong&gt;, Em. Prof. Ghent University, Ex-director of Centre for Islam in Europe – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Isaac Rosa&lt;/strong&gt;, Writer – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;James E. Jennings&lt;/strong&gt;, PH.D., President , Conscience International, Inc., a humanitarian aid and human rights organization working primarily in the Middle East; and Executive Director, US Academics for Peace, a group of university professors dedicated to dialogue among civilizations – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jean Pestieau&lt;/strong&gt;,  Professor Emeritus, Catholic Univercity of Louvain (&lt;span class="caps"&gt;UCL&lt;/span&gt;), Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Joachim Guilliard&lt;/strong&gt;, Journalist, Anti-war movement – Germany&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;John Saxe-Fernández&lt;/strong&gt;, Professor of political science, National Autonomous University – México&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Jos Hennes&lt;/strong&gt;, Publisher &lt;span class="caps"&gt;EPO&lt;/span&gt; – Edition House – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;José Reinaldo Carvalho&lt;/strong&gt;, Journalist, politologue, Relations Internationales, Cebrapaz – Centre Brésilien Pour la Solidarité avec les Peuples et la Lutte pour la Paix – Brazil&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Kris Smet&lt;/strong&gt;, Former Journalist – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Larry Holmes&lt;/strong&gt;, Troops Out Now Coalition – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LeiLani Dowell&lt;/strong&gt;, Fight Imperialism, Stand Together – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prof. Dr. Lieven De Cauter&lt;/strong&gt;, philosopher, K.U. Leuven / Rits, initiator of the BRussells Tribunal – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lolo Rico&lt;/strong&gt;, screenwriter – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ludo De brabander&lt;/strong&gt;, Vrede, Peace Organisation – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luz Gomez Garcia&lt;/strong&gt;, Lecturer. Universidad Autonoma de Madrid – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manlio Dinucci&lt;/strong&gt;, journalist Il Manifesto – Italy&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marc Vandepitte&lt;/strong&gt;, philosopher – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maria McGavigan&lt;/strong&gt;, Institute for Marxist Studies, Brussels&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr Mario Novelli&lt;/strong&gt;, Lecturer in International Development, University of Amsterdam, Netherlands&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maruja Torres&lt;/strong&gt;, writer and journalist – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mary Rizzo&lt;/strong&gt;, Writer, translator, pro-Palestinian activist, member of Tlaxcala – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;/Italy&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mathias Cederholm&lt;/strong&gt;, historian University of Lund, member in the Iraq Committe in Malmö, Sweden&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Merry Fitzgerald&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://www.turkmenfriendship.blogspot.com/"&gt;Europe-Turkmens of Iraq Friendships&lt;/a&gt; – Belgium  &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michel Chossudovsky&lt;/strong&gt;, economics professor and director, Centre for Research on Globalization (&lt;span class="caps"&gt;CRG&lt;/span&gt;) – Canada&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michel Collon&lt;/strong&gt;, author, journalist – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Miguel Álvarez Gándara&lt;/strong&gt;, member of &lt;a href="http://www.serapaz.org.mx/"&gt;&lt;span class="caps"&gt;SERAPAZ&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; – Mexico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mohamed Larbi Benotmane&lt;/strong&gt;, law professor, Mohamed V University (Rabat).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Nayar López Castellanos&lt;/strong&gt;, National Autonomous University of México – Mexico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pascual Serrano&lt;/strong&gt;, journalist, member of &lt;a href="http://www.rebelion.org/"&gt;Rebelion&lt;/a&gt; – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paul Vanden Bavière&lt;/strong&gt;, Former journalist De Standaard, publicist and editor of webzine Uitpers – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pedro Monzón&lt;/strong&gt;, Professor, Coordinator of the Cuban Chapter In Defense of Humanity – Cuba&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Pol De Vos&lt;/strong&gt;, Public Health Researcher – Peace movement, Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;René Naba&lt;/strong&gt;, journalist, writer – France&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Robin Eastman-Abaya&lt;/strong&gt;, physician and human rights activist – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prof. Rudi Laermans&lt;/strong&gt;, sociologist, Catholic University of Leuven – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sara Flounders&lt;/strong&gt;, co-director of the International Action Center&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sarah Meyer&lt;/strong&gt;, Independent researcher living in Sussex – UK&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Saul Landau&lt;/strong&gt;, scholar, author, commentator, and filmmaker on foreign and domestic policy issues, fellow of the Institute for Policy Studies – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sköld Peter Matthis&lt;/strong&gt;, ophthalmologist – Sweden&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stephan Galon&lt;/strong&gt;, &lt;span class="caps"&gt;ABVV&lt;/span&gt; Trade-Union Secretary / Permanent Syndical Centrale Générale &lt;span class="caps"&gt;FGTB&lt;/span&gt; – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stéphane Lathion&lt;/strong&gt;, swiss scholar (Fribourg University) – President of the &lt;span class="caps"&gt;GRIS&lt;/span&gt; (Research Group on Islam in Switzerland).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stephen Eric Bronner&lt;/strong&gt;, Professor of political science, Rutgers University – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stevan Kirschbaum&lt;/strong&gt;, Chair Grievance Committee United Steel Workers 8751 – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Steve Gillis&lt;/strong&gt;, Vice President, United Steel Workers Local 8751 – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Teresa Gutierrez&lt;/strong&gt;, May 1st Coalition for Immigrant and Worker Rights Co-Coordinator and Deputy Secretary General International Migrant Alliance (organizations for ID only) – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Thomas M. Fasy&lt;/strong&gt;, MD PhD, Clinical Associate Professor, Mount Sinai School of Medicine – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Víctor Flores Olea&lt;/strong&gt;, writer and political scientist – Mexico&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;   &lt;h4&gt;Endorsing Organisations&lt;/h4&gt;   &lt;p&gt;&lt;small&gt;&lt;strong&gt;All India Anti-imperialist Forum&lt;/strong&gt; – India&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;BRussells Tribunal&lt;/strong&gt; – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="caps"&gt;CEOSI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; – Spain&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conscience International&lt;/strong&gt; – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;El Taller International&lt;/strong&gt; – Tunesia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="caps"&gt;INTAL&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;International Action Center&lt;/strong&gt; – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;International Anti-imperialist and People’s Solidarity Coordinating Committee&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;The Iraq Solidarity Association in Stockholm&lt;/strong&gt; (IrakSolidaritet) – Sweden&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Medical Aid For The Third World&lt;/strong&gt; – Belgium&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Muslim Peacemaker Teams&lt;/strong&gt; – Iraq&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Palestine Think Tank&lt;/strong&gt; (Free Minds for a Free Palestine)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tlaxcala&lt;/strong&gt;, The Translators’ (Global) Network for Linguistic Diversity&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;US Academics for Peace&lt;/strong&gt; – &lt;span class="caps"&gt;USA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;World Courts of Women&lt;/strong&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;   &lt;h4&gt;We encourage the international peace movement, civil society and politicians to follow their example&lt;/h4&gt;   &lt;p&gt;Note&lt;/p&gt;   &lt;p id="fn82517744048d6f3a085307" class="footnote"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; Il diritto all’autodeterminazione, all’indipendenza nazionale, all’integrità territoriale, all’unità e alla sovranità nazionale senza interferenze esterne è stata affermato molte volte da vari organi delle Nazioni Unite, compreso il Consiglio di Sicurezza, l’Assemblea Generale e la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, la Commissione del Diritto Internazionale e il Tribunale Internazionale. Il principio dell’autodeterminazione prevede che ove questo diritto venga soffocato con l’uso della forza si possa ricorrere all’uso della forza per contrastare questa azione e conseguire l’autodeterminazione.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;La Commissione per i Diritti Umani ha ripetutamente riaffermato la legittimità della lotta contro l’occupazione con tutti i mezzi disponibili, compresa la lotta armata (Risoluzione della Commissione per i Diritti Umani N. 3 &lt;span class="caps"&gt;XXXV&lt;/span&gt;, 21 febbraio 1979 e Risoluzione della Commissione per i Diritti Umani N. 1989/19, 6 marzo 1989). Esplicitamente, la Risoluzione dell’Assemblea Generale &lt;a href="http://domino.un.org/UNISPAL.nsf/85255db800470aa485255d8b004e349a/bac85a78081380fb852560d90050dc5f%21OpenDocument"&gt;37/43&lt;/a&gt;, adottata il 3 dicembre 1982 “Riafferma la legittimità della lotta dei popoli per l’indipendenza, l’integrità territoriale, l’unità nazionale e la liberazione dalla dominazione coloniale e straniera e dall’occupazione straniera con tutti i mezzi disponibili, compresa la lotta armata”. (Si vedano anche le Risoluzioni dell’Assemblea Generale &lt;a href="http://www.unhchr.ch/html/menu3/b/c_coloni.htm"&gt;1514&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.un.org/News/Press/docs/2003/gaef3070.doc.htm"&gt;3070&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.un.org/News/Press/docs/1998/19981124.gal3103.html"&gt;3103&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.un.org/News/Press/docs/2003/gal3246.doc.htm"&gt;3246&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/739/30/IMG/NR073930.pdf?OpenElement"&gt;3328&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/000/95/IMG/NR000095.pdf?OpenElement"&gt;3382&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/001/34/IMG/NR000134.pdf?OpenElement"&gt;3421&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/001/94/IMG/NR000194.pdf?OpenElement"&gt;3481&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/302/74/IMG/NR030274.pdf?OpenElement"&gt;31/91&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.un.org/documents/ga/res/32/ares32r42.pdf"&gt;32/42&lt;/a&gt; and &lt;a href="http://www.un.org/documents/ga/res/32/ares32r154.pdf"&gt;32/154&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;   &lt;p id="fn121070805248d6f3a085ad8" class="footnote"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; L’Articolo 1(4) del &lt;a href="http://www.unhchr.ch/html/menu3/b/93.htm"&gt;1° Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra&lt;/a&gt; del 1977 considera le lotte per l’autodeterminazione come situazioni di conflitto armato internazionale. La Dichiarazione di Ginevra sul Terrorismo afferma: “Come ripetutamente riconosciuto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i popoli che combattono contro la dominazione coloniale e l’occupazione straniera e contro regimi razzisti nell’esercizio del proprio diritto all’autodeterminazione hanno il diritto di usare la forza per conseguire i loro obiettivi nel contesto del diritto umanitario internazionale. Questi usi legittimi della forza non devono essere confusi con atti di terrorismo internazionale”.&lt;/p&gt;   &lt;p id="fn150671022148d6f3a085b04" class="footnote"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt; I movimenti di liberazione nazionale sono riconosciuti come conseguenza del diritto all’autodeterminazione. Nell’esercizio del loro diritto all’autodeterminazione, i popoli sottoposti a dominazione coloniale o straniera hanno il diritto di “lottare… e chiedere e ricevere appoggio, in conformità con i principi della Carta” e con la &lt;a href="http://www.whatconvention.org/en/conv/0703.htm"&gt;Dichiarazione relativa ai Principi del Diritto Internazionale concernente le Relazioni Amichevoli e la Cooperazione tra gli Stati&lt;/a&gt;. È in questi termini che l’Articolo 7 della Definizione di Aggressione (Risoluzione dell’Assemblea Generale &lt;a href="http://www1.umn.edu/humanrts/instree/GAres3314.html"&gt;3314&lt;/a&gt; (&lt;span class="caps"&gt;XXIX&lt;/span&gt;) del 14 dicembre 1974) riconosce la legittimità della lotta dei popoli sottoposti a dominazione coloniale o straniera. Il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite della legittimità della lotta dei popoli sottoposti a dominazione coloniale e straniera o a occupazione è in linea con la generale proibizione dell’uso della forza sancito dalla Carta delle Nazioni Unite poiché uno Stato che ne sottopone un altro a una dominazione coloniale o straniera con l’uso della forza commette un atto illegittimo secondo la definizione del diritto internazionale, e il popolo sottoposto alla dominazione, nell’esercizio del proprio intrinseco diritto all’autodifesa, può combattere per difendere e conseguire il proprio diritto all’autodeterminazione.&lt;/p&gt;   &lt;p id="fn73524781648d6f3a086145" class="footnote"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt; La &lt;a href="http://www.whatconvention.org/en/conv/0703.htm"&gt;Dichiarazione relativa ai Principi del Diritto Internazionale concernente le Relazioni Amichevoli e la Cooperazione tra gli Stati&lt;/a&gt; (Risoluzione dell’Assemblea Generale &lt;a href="http://www.whatconvention.org/en/conv/0703.htm"&gt;2625&lt;/a&gt; (&lt;span class="caps"&gt;XXV&lt;/span&gt;)) cita il principio secondo il quale “Ogni Stato ha il dovere di astenersi, nelle sue relazioni internazionali, dal ricorrere alla minaccia o all’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite ”. Singolarmente e collettivamente, l’Iraq e i i paesi vicini si impegnerebbero ad astenersi dall’uso della forza o dalla minaccia dell’uso della forza e da tutte le forme di interferenza negli affari di altri Stati. Singolarmente e collettivamente, l’Iraq e i paesi vicini si impegnerebbero anche nella cooperazione e nello sviluppo sulla base della negoziazione, dell’arbitraggio e del reciproco vantaggio.&lt;/p&gt;   &lt;p id="fn64201645148d6f3a087c4d" class="footnote"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt; L’Articolo 41(2) del &lt;a href="http://www.javier-leon-diaz.com/humanitarianIssues/State_Resp.pdf#search=%22%22Draft%20Articles%20on%20St"&gt;Progetto di Articoli sulla Responsabilità degli Stati per Atti Internazionalmente Illeciti della Commissione per il Diritto Internazionale&lt;/a&gt;, che rappresenta la norma del diritto internazionale consuetudinario (adottata dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite &lt;a href="http://daccessdds.un.org/doc/UNDOC/GEN/N01/477/97/PDF/N0147797.pdf?OpenElement"&gt;56/83&lt;/a&gt; del 28 gennaio 2002, “Responsabilità degli Stati per Atti Internazionalmente Illeciti”), impedisce agli Stati di trarre vantaggio dai propri atti illeciti: “Nessuno Stato riconoscerà come legittima una situazione creata da una grave violazione [di un obbligo derivante da una norma perentoria del diritto internazionale]”; Sezione &lt;acronym title="e"&gt;&lt;span class="caps"&gt;III&lt;/span&gt;&lt;/acronym&gt;, Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite &lt;a href="http://daccessdds.un.org/doc/RESOLUTION/GEN/NR0/407/29/IMG/NR040729.pdf?OpenElement"&gt;36/103&lt;/a&gt; del 14 dicembre 1962, “Dichiarazione sull’Inammissibilità dell’Intervento e dell’Interferenza negli Affari Interni degli Stati”.&lt;/p&gt;   &lt;p id="fn97900692248d6f3a0880b5" class="footnote"&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt; &lt;a href="http://www.brusselstribunal.org/pdf/WTIJuryFinalJuly26.pdf"&gt;Dichiarazione della Giuria di Coscienza&lt;/a&gt; del Tribunale Mondiale sull’Iraq, Istanbul, 23-27 giugno 2005.&lt;/p&gt;   &lt;p id="fn191403556448d6f3a088bb2" class="footnote"&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt; L’International Anti-Occupation Network, &lt;a href="http://anti-occupation.org/"&gt;Rete Internazionale Contro l’Occupazione&lt;/a&gt;, è una coalizione di gruppi solidali al popolo iracheno, in appoggio alla sovranità dell’Iraq e contro l’occupazione statunitense dell’Iraq. È stata fondata nell’aprile del 2006 al &lt;a href="http://www.brusselstribunal.org/SeminarMadrid.htm#resolution"&gt;seminario internazionale sulle uccisioni mirate degli accademici e dei medici iracheni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Si prega di diffondere questa dichiarazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Traduzione: &lt;a href="http://anti-occupation.org/www.tlaxcala.es"&gt;Tlaxcala&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/www.tlaxcala.es"&gt;http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://anti-occupation.org/www.tlaxcala.es"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNZDSsU1rI/AAAAAAAAAIw/1IFbP8jVmKI/s1600-h/2.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNZDSsU1rI/AAAAAAAAAIw/1IFbP8jVmKI/s320/2.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256643103163733682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-1023689240417011606?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://anti-occupation.org/home/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in-iraq-e-possibile' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/1023689240417011606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=1023689240417011606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1023689240417011606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/1023689240417011606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/09/dichiarazione-di-le-feyt-la-pace-in.html' title='Dichiarazione di Le Feyt: la pace in Iraq è possibile'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPNYCp_tMBI/AAAAAAAAAIo/MzQXLr29XQc/s72-c/Iraq+392.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-5531234195787401786</id><published>2008-09-04T23:47:00.006+02:00</published><updated>2008-10-14T00:19:00.954+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kurdistan'/><title type='text'>Per capire e non dimenticare: breve storia del Kurdistan</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPPCYziNriI/AAAAAAAAAJY/F70vVzT3Nws/s1600-h/kurdistan.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPPCYziNriI/AAAAAAAAAJY/F70vVzT3Nws/s320/kurdistan.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256758921477860898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;16 gennaio 2006 - Margherita Casillo&lt;br /&gt;http://www.peacelink.it/conflitti/a/14329.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Kurdistan si intende un'area vasta circa 450.000kmq, abitata dalla popolazione di etnia curda, ma divisa tra Turchia, Iraq ,Siria ed Iran. La maggior parte del Kurdistan è situata all'interno dei confini turchi per un'area di circa 230.000kmq (30% del territorio turco).&lt;br /&gt;È un territorio strategicamente rilevante per la ricchezza di petrolio e le risorse idriche, ma si trova in una situazione di sottosviluppo a causa dell'assenza di un'unità politico-amministrativa. Il 75% del petrolio iracheno proviene dal Kurdistan, gli unici giacimenti della Turchia ed i più importanti della Siria si trovano in Kurdistan, anche nella zona di Kermanshah, territorio iraniano ma abitato da curdi, si produce petrolio.&lt;br /&gt;È il passaggio obbligato di alcune importanti vie di comunicazione, ad esempio tra le repubbliche centroasiatiche, l'Iran e la Turchia e si trova nel cuore di uno dei punti più caldi della politica mondiale. La posizione geopolitica dell'area ha condizionato molto le vicissitudini del popolo curdo, impedendone l'unità politica. Il popolo curdo discende dagli antichi medi, una popolazione di origine indo-iraniana, che dall'Asia Centrale si diresse, intorno al 614 a.C., verso i monti dell'Iran. Le forti limitazioni, imposte dall’impero ottomano all’inizio del XIX, ai privilegi ed all’autonomia degli stati curdi provocarono numerose rivolte che avevano come obiettivo l’unificazione del popolo curdo e la sua autonomia. Quando si affacciarono nel Kurdistan le potenze europee, l’area fu strumentalizzata secondo gli interessi della Gran Bretagna, della Francia, della Germania e della Russia zarista pronte ad indebolire l’impero ottomano. Con la prima Guerra Mondiale, che decretò la fine dei grandi imperi, sembrava possibile la nascita di uno stato curdo. Il trattato do Sévres, firmato il 10 agosto 1920, prevedeva che nell'Anatolia orientale sarebbero stati creati un Kurdistan autonomo, oltre che uno Stato indipendente di Armenia. Questa volta fu l'ostracismo della nascente Repubblica turca, ad impedire la formazione di uno stato curdo autonomo. Il trattato di Losanna, firmato nel 1923 da Gran Bretagna, Francia, Italia, Giappone, Grecia, Romania cancellò il trattato di Sèvres. Fu allora che i territori abitati dalla popolazione di etnia curda vennero spartiti tra Turchia, Siria, Iran ed Iraq.&lt;br /&gt;Così, dal 1921 al 1925, 25 milioni di curdi furono dispersi in 5 nazioni trasformandosi in 5 minoranze.&lt;br /&gt;Gli anni successivi sono dunque indelebilmente segnati da questa originaria divisione.&lt;br /&gt;Il fatto che i curdi siano stati trasformati in 5 diverse minoranze rende inevitabilmente complessa una trattazione univoca della questione e per riuscire a dare un quadro quanto più esaustivo possibile diviene quasi forzato presentare i diversi indipendentismi curdi a seconda dello stato sovrano contro il quale combattono per la propria autonomia; quasi palesandone la disgregazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Curdi in Iraq&lt;br /&gt;In Iraq il movimento autonomista curdo si è organizzato nel Partito Democratico del Kurdistan (KDP) ed ha portato avanti dal 1961 la sua lotta contro il regime di Saddam Hussein, che contro i villaggi kurdi situati nell’area settentrionale dell'Iraq ha adottato tecniche di repressione brutali utilizzando addirittura armi chimiche, causando 100mila morti e 2 milioni e mezzo di profughi.&lt;br /&gt;In seguito alla guerra del Golfo del 1990 e con l’imposizione della "No Fly Zone" sul nord dell'Iraq, la situazione è migliorata, sebbene non di molto.&lt;br /&gt;Dopo l’ultima guerra contro l’Iraq e il varo della nuova Costituzione nell’ottobre del 2005, secondo alcuni preludio alla creazione di un paese democratico, secondo altri molto meno, sembra che sia possibile una maggiore autonomia dell’etnia curda in Iraq, questione che peraltro preoccupa molto Ankara.&lt;br /&gt;I curdi in Irak hanno una lunga storia di opposizione al governo di Saddam Hussein.&lt;br /&gt;Dal 1961 al 1975 la scena è dominata dal Partito Democratico del Kurdistan (PDK) guidato da Mustafa Barzani, un capo tribale morto nel 1979 ed a cui è succeduto il figlio Massoud. A Barzani si è da sempre opposta l’intellghentia di sinistra guidata da Jalal Talabani che nel 1975 ha fondato l’Unione Patriottica del Kurdistan (UPK).&lt;br /&gt;Il futuro dei Curdi Irakeni deve ancora essere scritto, dopo la fine del regime di Saddam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Curdi in Iran&lt;br /&gt;In Iran, i Curdi dell'Unione Patriottica del Kurdistan (UPK) combattono contro il regime di Teheran dal 1972, in una guerra che ha causato fino ad oggi circa 17mila morti. I curdi sono circa 6 milioni, musulmani in maggioranza sunniti&lt;br /&gt;Il crollo del potere imperiale, con la rivoluzione Komeinista (1979), e la crisi che ne è seguita prima della stabilizzazione del regime islamico hanno spinto i curdi iraniani riuniti attorno PDKI (Partito democratico del Kurdistan Iraniano) ad una ribellione con l’intento di ottenere l’autonomia (non l’indipendenza).&lt;br /&gt;Come è ovvio il potere sciita ha rifiutato ogni richiesta in tal senso ed ha dato il via ad una dura repressione. Questa guerra Ha cusato in due anni circa 10.000 morti.&lt;br /&gt;In seguito il leader del PDKI, Ghassemlou, si avvicinò a Saddam Hussein che allora era il baluardo dell’occidente contro l’Iran fondamentalista, il quale finanziò la guerriglia curda, strumentalizzando a suo fare la lotta curda, dal momento che l’Iran fu costretto a mantenere un forte contingente di truppe nel nord del paese distogliendole dalla guerra con l’Irak.&lt;br /&gt;L’obiettivo dei dirigenti curdi iraniani è convincere i paesi europei a far pressioni sul potere iraniano affinchè ponga fine allo stato d’assedio (che vede la presenza di 150.000 militari) che soffoca il Kurdistan iraniano.&lt;br /&gt;E molto probabile, ed auspicato da molti, che una stabilizzazione della situazione in Iraq possa portare anche ad un miglioramento delle condizioni curde in Iran ed in Turchia, il paese nel quale è più grande la minoranza curda e nel quale la lotta tra esercito e militanti delle diverse fazioni curde è più duratura e cruenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I curdi in Turchia&lt;br /&gt;Con la vittoria in Turchia, nel 1923 di Atatürk, si affermò il principio dell'unitarietà di uno stato turco laicizzato; un'ideologia statale di tal genere non ha fatto che rendere una dicotomia inconciliabile l'esistenza di un'etnia curda nello stato turco, alimentando, quindi, un rapporto tutt'altro che pacifico.&lt;br /&gt;Quando nel 1946 la Turchia decise di percorrere il cammino democratico, si allentò nel paese la repressione militare e nel Kurdistan sorsero per la priva volta scuole e ospedali ed i grandi proprietari kurdi vennero richiamati in patria ed ottennero nuovamente i propri beni. Ma con il colpo di stato del 1960 la giunta golpista turca decise di “chiudere circa 500 curdi in campo di concentramento, esiliarne alcune decine, escludere da ogni amnistia i detenuti curdi, turchizzare tutti i nomi delle località curde”. La nuova Costituzione del ’61 riconosceva ai cittadini le libertà fondamentali, ma considerava un valore assoluto e prioritario l’integrità dello stato, norma che sarà sempre interpretata in maniera estensiva sottraendo al popolo curdo la propria indipendenza. Nella seconda metà degli anni ’60 il movimento nazionalista curdo si organizzò in partiti rivoluzionari, come il Partito Socialista del Kurdistan ed il Partito Democratico del Kurdistan, che si battevano per la democrazia in Turchia e l’auto-determinazione per il popolo curdo. Nel 1971, con il secondo intervento militare, venne istituita la legge marziale in alcune province curde e vennero arrestati e detenuti in condizioni orribili e sottoposti a torture e violenze s migliaia di cittadini, uomini donne e bambini. Negli anni ’80 continuarono gli arresti sistematici e le torture nei confronti della popolazione curda rea di essere tale e di chiedere la propria auto-determinazione.&lt;br /&gt;Gli assunti di base della politica turca nei confronti dei curdi sono i seguenti: non esistono minoranze nazionali in Turchia e comunque i curdi non sono tali; il principio kemalista dell’integrità dello Stato, della Repubblica e del popolo turco è un fondamento incancellabile dalla Costituzione; le forze di sicurezza devono godere della totale impunità per i loro comportamenti nella regione curda, sottoposta allo stato di emergenza, dove sono gestite dal Consiglio di Sicurezza Nazionale, senza alcuna ingerenza parlamentare.&lt;br /&gt;Il movimento di ribellione curdo in Turchia si è sviluppato in due direzioni. L'ala nazionalista, rappresentata dal Partito democratico del Kurdistan, chiedeva l'autonomia, mentre l'ala più estremista, di ispirazione socialista, rivendicava l'indipendenza. Negli anni settanta nasce e si struttura il PKK, il Partito dei Lavoratori Curdi, il cui scopo principale è il riconoscimento della lingua e dei diritti dei curdi. Il suo fondatore e leader è stato Abdullah Öcalan, detto Apo, che in curdo significa zio.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPPC-pTnM1I/AAAAAAAAAJg/iBex9nMXo8g/s1600-h/Kurdistan_workersparty_chief.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPPC-pTnM1I/AAAAAAAAAJg/iBex9nMXo8g/s320/Kurdistan_workersparty_chief.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256759571567293266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ABDULLAH OCALAN&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma del partito fu delineato durante il congresso di fondazione dello stesso, il 27 novembre del 1978. Il suo progetto rivoluzionario prevedeva una prima fase di rivoluzione nazionale, ovvero la creazione di una repubblica marxista curda in territorio turco per arrivare poi all'unificazione dell'intero Kurdistan , ed una seconda fase, di rivoluzione democratica, che prevedeva l'instaurazione di una dittatura del proletariato per eliminare lo sfruttamento latifondista, la struttura sociale basata sui clan e la condizione di inferiorità della donna. Ma la Costituzione turca del 1982vietava l'uso della lingua curda e criminalizzava ogni espressione che affermasse un'identità curda. Da quel momento il PKK ha iniziato la sua lotta armata contro il potere centrale, creando un malessere crescente anche all'interno della stessa popolazione curda e dando l'occasione al governo di bollare la questione curda come un problema di terrorismo. Il governo turco non ha mai accettato di considerare il PKK come un movimento popolare, ma semplicemente come un'organizzazione terroristica che opera con intimidazioni, coercizione e violenza, ed ha sempre cercato di risolvere il problema curdo dal punto di vista socio-economico evitando la questione etnico-nazionale. Le violenze, però continuarono ad oltranza, l'Esercito di liberazione del Kurdistan, emanazione del PKK proseguiva sulla strada degli attentanti ed il governo turco proseguiva sulla strada della condanna e dell’ostracismo. Sebbene molte organizzazioni internazionali ammonivano pubblicamente il governo turco, auspicando una soluzione pacifica della lotta per l’autodeterminazione dei curdi, la vicenda di questo popolo ha assunto un carattere internazionale solo quando, nel 1998, il leader del Pkk Ocalan, che dalla Siria guidava le campagne armate sin dal 1984, fu costretto a fuggire prima a Mosca ed in seguito a Roma. Abdullah Ocalan è stato poi catturato, venduto da funzionari kenioti alla Turchia, il 15 febbraio 1999 in Kenya e condannato a morte. Il conflitto tra le forze governative turche ed il Pkk è di fatto terminato al momento della cattura di Ocalan, ma ancora oggi la questione curda appare irrisolta e la repressione dei curdi nel sud-est del paese continua.&lt;br /&gt;Perquisizioni forzate, distruzione di villaggi, arresti ingiustificati, torture e pene capitali sono il “modo turco di risolvere il problema”. I metodi utilizzati dal governo turco nei confronti dei curdi non possono essere considerati quelli di un paese democratico e fino a quando i diritti fondamentali e le libertà personali, non saranno riconosciuti nei fatti, non solo nominalmente, la Turchia, nonostante i continui sforzi che non sarebbe giusto negare, non potrà mai essere annoverata nella schiera dei paesi democratici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poesie di combattenti e detenuti politici curdi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yol ( strada)&lt;br /&gt;Questa notte scura è una grossa toppa&lt;br /&gt;rammendata&lt;br /&gt;sul volto del sole.&lt;br /&gt;Ad ogni alba&lt;br /&gt;strappo le cuciture coi denti.&lt;br /&gt;Ma non bastano tutte le lacrime&lt;br /&gt;per spegnere quest’incendio.&lt;br /&gt;Al fuoco s’addice il fuoco.&lt;br /&gt;Zin A. Lales&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dogus (Rinascita)&lt;br /&gt;I veleni degli occupanti&lt;br /&gt;non giungono a lordare&lt;br /&gt;la caverna della libertà.&lt;br /&gt;Il mio cuore è un sacrario&lt;br /&gt;illuminato dal sole.&lt;br /&gt;Nel mio cuore c’è spazio&lt;br /&gt;per tutto il sole&lt;br /&gt;per tutto il mare&lt;br /&gt;per il mio popolo.&lt;br /&gt;È libertà il monte Cudi&lt;br /&gt;e gli Zagros&lt;br /&gt;sono libere le vette&lt;br /&gt;del Herekol e del Munzur.&lt;br /&gt;Un altare sacro&lt;br /&gt;a tutte le dee&lt;br /&gt;a tutti gl’iddii&lt;br /&gt;è la libertà nel mio cuore.&lt;br /&gt;Le montagne hanno aperto la strada&lt;br /&gt;nelle prigioni&lt;br /&gt;globi di fuoco&lt;br /&gt;dentro di me la vendetta è tempesta&lt;br /&gt;ed oggi&lt;br /&gt;sento la vigilia di un’esplosione improvvisa.&lt;br /&gt;Non vi spaventi il mio grido.&lt;br /&gt;Dentro di me&lt;br /&gt;Sto nascendo di nuovo.&lt;br /&gt;Musa &lt;br /&gt;http://www.peacelink.it/conflitti/a/14329.html&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.peacelink.it/conflitti/a/14329.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4991876072597633631-5531234195787401786?l=salentonowar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.peacelink.it/conflitti/a/14329.html' title='Per capire e non dimenticare: breve storia del Kurdistan'/><link rel='enclosure' type='text/html' href='http://www.peacelink.it/conflitti/a/14329.html' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salentonowar.blogspot.com/feeds/5531234195787401786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4991876072597633631&amp;postID=5531234195787401786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5531234195787401786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4991876072597633631/posts/default/5531234195787401786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salentonowar.blogspot.com/2008/09/per-capire-e-non-dimenticare-breve.html' title='Per capire e non dimenticare: breve storia del Kurdistan'/><author><name>Salento.NoWar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02656491900872934691</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='12' src='http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPCuuTRrztI/AAAAAAAAAAs/E0WI_vEyEE0/S220/logo+rosso+nero1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPPCYziNriI/AAAAAAAAAJY/F70vVzT3Nws/s72-c/kurdistan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4991876072597633631.post-4789982231678699354</id><published>2008-09-02T00:10:00.004+02:00</published><updated>2011-10-21T21:23:41.543+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archivio'/><title type='text'>GIU’ LE MANI DA PUNTA PALASCIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ4TFoyreI/AAAAAAAAAIY/680OX_0bqAY/s1600-h/1_SANY0147.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ4TFoyreI/AAAAAAAAAIY/680OX_0bqAY/s320/1_SANY0147.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256395984420908514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMITATO GIU’ LE MANI DA PUNTA PALACIA&lt;br /&gt;Comunicato stampa 17.08.2007&lt;br /&gt;Un gravissimo sfregio ad uno dei luoghi più belli del Salento sta per essere compiuto.&lt;br /&gt;La Marina Militare Italiana, senza aver chiesto l’autorizzazione paesaggistica&lt;br /&gt;prescritta dalla legge (artt. 146 e 147 del Codice Urbani D. Lgs. N. 42/2004), ha&lt;br /&gt;aperto un cantiere a Punta Palacìa (facente pare del costituito Parco regionale Otranto S.M. di Leuca e Bosco di Tricase) ed iniziato i lavori per la realizzazione di alloggi per il personale militare, di un garage per gli automezzi e di due torri di 11 metri di supporto ad antenne radar.&lt;br /&gt;Proprio lì, a Punta Palacìa, il punto più ad est d’Italia, sorge il primo raggio di sole.&lt;br /&gt;E proprio lì presso il faro di Punta Palacìa sabato 18 agosto 2007 alle ore 17:30&lt;br /&gt;inizierà l’iniziativa promossa dal comitato Giù le mani da Punta Palacìa.&lt;br /&gt;L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere altre adesioni all’appello: No allo scempio: Punta Palacìa “arca di pace e non arco di guerra” (da una citazione di Don Tonino Bello).&lt;br /&gt;Al Faro è stata allestita una mostra con foto del territorio di noti fotografi salentinicome Maurizio Buttazzo, Dino Longo, Claudio Longo, Carlo e Fernando Bevilacqua e con video-proiezioni del Fondo Verri, del gruppo ‘Ndronico e di Serena Rosati.&lt;br /&gt;Alle 21:00 all’Orte (litorale Otranto-Santa Maria di Leuca) , presso il sud est Diving importanti artisti come gli Opa Cupa di Cesare dell’Anna, Les Troubleamours, I&lt;br /&gt;venerdì 17, i Sud Est Ensamble, Giuseppe Di Gennaro &amp;amp; Band, P40 e i Dj set Chiara&lt;br /&gt;Spada, Francesco Natali, Simone Fabbroni, e Capitan Uans dedicheranno la loro&lt;br /&gt;musica alla difesa di Punta Palacìa.&lt;br /&gt;Dal tramonto all’alba si alzerà un’unica voce ed una sola immagine: la bellezza della&lt;br /&gt;scogliera incontaminata di Punta Palacìa vuole avere un unico guardiano, il vecchio&lt;br /&gt;Faro.&lt;br /&gt;Il Comitato Giù le mani da Punta Palacìa, supportato in questa richiesta dal Comune&lt;br /&gt;di Otranto e dalla Provincia di Lecce, ha organizzato questa grande manifestazione&lt;br /&gt;per dare voce al territorio e chiedere con forza alla Marina Militare Italiana di&lt;br /&gt;rinunciare al progetto di ampliare la propria base logistica. Alla manifestazione sarà presente anche il sottosegretario all’ambiente Marchetti.&lt;br /&gt;Il delicato equilibrio della scogliera di Punta Palacìa – inclusa a pieno titolo nel Parco Regionale Otranto S.M. di Leuca, istituito con Legge della Regione Puglia n. 30 del 2006 – va difeso ad oltranza non solo per la sua indiscussa bellezza, ma anche per il suo valore simbolico: il dialogo, lo scambio e l’incontro dei popoli e delle culture del mediterraneo.&lt;br /&gt;Fino ad ora il Comune di Otranto e la Provincia di Lecce hanno manifestato&lt;br /&gt;pubblicamente la loro contrarietà al progetto.&lt;br /&gt;Il Comitato Giù le mani da Punta Palacìa ha invitato anche la Regione ad intervenire,&lt;br /&gt;per quanto di sua competenza, per impedire la prosecuzione dei lavori.&lt;br /&gt;A titolo cautelativo e poiché realizzare un’opera senza la necessaria autorizzazione&lt;br /&gt;paesaggistica configurerebbe reato, ai sensi dell’art. 181 del codice Urbani, il&lt;br /&gt;Comitato giù le mani da Punta Palacìa, il Coordinamento Salentino contro la guerra e&lt;br /&gt;le basi militari e Giuristi Democratici Lecce, difesi rispettivamente dagli avvocati&lt;br /&gt;Valentina Stamerra, Francesco Calabro e Marcello Petrelli, hanno presentato un&lt;br /&gt;esposto alla Procura della Repubblica affinchè “verifichi se possano ravvisarsi&lt;br /&gt;estremi di reato e affinché impedisca l’aggravamento di reati eventualmente&lt;br /&gt;commessi, la protrazione delle loro conseguenze ovvero la commissione di ulteriori&lt;br /&gt;reati”. Sostengono le associazioni nell’esposto che: il regime derogatorio previsto&lt;br /&gt;per i procedimenti di localizzazione e costruzione delle opere militari concerne&lt;br /&gt;esclusivamente la disciplina urbanistica ed edilizia, non invece la disciplina in&lt;br /&gt;materia di beni ambientali e paesaggistici; gli artt. 81 d.p.r. n. 616/1977 e il&lt;br /&gt;consequenziale d.p.r. n. 383 del 1994, infatti, esonerano le opere destinate alla difesa militare dai soli obblighi legali previsti nella distinta materia dell’urbanistica e dell’edilizia”. “Tutte le opere militari, pertanto, in quanto opere statali, sono sottoposte alla disciplina propria dettata dalla specifica normativa in materia di beni culturali e ambientali”. “Una esenzione dalle conseguenze così potrebbe essere giustificata soltanto dall’esistenza di “una espressa norma di esonero”, che nel nostro ordinamento giuridico, data la rilevanza accordata ai vincoli paesaggistici dalla Carta Costituzionale, non esiste.&lt;br /&gt;Infine numerosi artisti e uomini di cultura hanno sottoscritto un appello contro lo&lt;br /&gt;sfregio del paesaggio.&lt;br /&gt;Tra questi: Carlo ed Ennio Capasa (stilisti), Stefania Rocca (attrice), Citto Maselli&lt;br /&gt;(regista),Vladimir Luxuria, Roberto Cotroneo (scrittore), Domenico Starnone&lt;br /&gt;(scrittore), Livio Romano (scrittore, Mario De Siati (scrittore), Dino Abbrescia&lt;br /&gt;(attore), Emilio Solfrizzi (attore), Caparezza (musicista), Peppe Servillo&lt;br /&gt;(musicista),Giovanni Albanese (regista), Alessandro Piva (regista), Rocco Papaleo&lt;br /&gt;(attore), Pippo Mezzapesa (regista), Dario Vergassola (comico), Francesco Amato&lt;br /&gt;(regista), Heidrun Schleef (sceneggiatrice), Marco Piccioni (produttore), Nico&lt;br /&gt;Cirasola (regista), La Crus (musicisti), Davide Barletti (regista - Fluid Video Crew ), Folkabbestia (musicisti), Carlo Michele Schirinzi (regista), Leonardo Angelini&lt;br /&gt;(location manager), Daniele Travisi (location manager), Proforma, Luigi Del Prete&lt;br /&gt;(regista), Radiodervish (musicisti), Officina Zoè (musicisti),Dario Muci (musicista),&lt;br /&gt;Salento Orkestra (musicisti), Corrado Punzi (regista ),Gianni De Blasi (regista),&lt;br /&gt;Marzia Quartini (attrice), Federico Mello (scrittore), Biagino Bleve (operatore&lt;br /&gt;culturale), Daniele Cini (regista), Raffaele Vasquez (musicista), Marianne Cotton&lt;br /&gt;(attrice), Manuel Saccu (musicista), Psycosun (musicisti),Francesco Cerasi&lt;br /&gt;(musicista), Fabrizio Brigante (scenografo), Marta Marrone (scenografa),Coolclub,&lt;br /&gt;Vito Palmieri ( regista ), Michele D’Attanasio (direttore della fotografia), Alberto&lt;br /&gt;Masala (poeta) Ippolito Chiarello (attore – Nasca Teatri), Gabriele Benedetti (attore), Piero Rapanà (attore), Fondo Verri, Valentina Sansò (grafica e operatrice culturale), Francesca Sansò (creativa); Cesare dell’Anna (musicista), 11-8 Records (casa discografica indipendente), Opa Cupa (musicisti), I venerdì 17 (musicisti), Les&lt;br /&gt;Troubleamours (musicisti), Punto Est Ensamble (musicisti) Giuseppe di Gennaro &amp;amp;&lt;br /&gt;band ( Musicisti), P40 (musicista), Dino Longo (fotografo), Claudio Longo&lt;br /&gt;(fotografo), Maurizio Buttazzo (fotografo), Carlo Bevilaqua (fotografo), Fernando&lt;br /&gt;Bevilacqua (fotografo), Luigi Marsella (poeta).&lt;br /&gt;Dal tramonto all’alba ci saremo tutti sulla costa otrantina (al Faro di Punta Palacìa&lt;br /&gt;dalle 17:30 al tramonto e all’Orte dal tramonto all’alba) per ricordare che il nostro&lt;br /&gt;territorio è il bene più prezioso e va difeso.&lt;br /&gt;Il Comitato ci tiene a ricordare a tutti coloro che parteciperanno, che i luoghi&lt;br /&gt;che ospitano la manifestazione sono luoghi sacri e che dovrà essere impegno di&lt;br /&gt;tutti rispettarli ed evitare qualsiasi atto che possa danneggiarli.&lt;br /&gt;Comitato Giù le Mani da Punta Palacìa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazioni aderenti al comitato sono: Giuristi Democratici, Comitato Giù le mani dalle coste, WWF Lecce, Coppula Tisa, Gruppo speleologico ‘Ndronico, NaeMi Forum Donne Native e Migranti, Salentini uniti con Beppe Grillo, Coordinamento Salentino contro la Guerra e le basi militari, Manifatture Cnos, Arci Terra Rossa, Comitato contro Eolico, Accademia Kronos, Verdi Lecce-Tricase, Rifondazione Comunista, PdCI, UISP Regionale, i Cicloamici, Biblioteca di Sarajevo, Salento Soccorso, Osservatorio ‘Massari’, Sinistra democratica, Fondo Verri, Arci Liberi Cantieri-Muro Leccese, Salento in Vela, Camera a Sud, Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Legambiente Circolo di Lecce. Cultura Ambiente, SOS per la vita, Verdi Parabita, Speleo Trekking Salento,Coordinamento regionale Emergency.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ25pskysI/AAAAAAAAAH4/OvPEC2k1BBE/s1600-h/1_SANY0139.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ25pskysI/AAAAAAAAAH4/OvPEC2k1BBE/s320/1_SANY0139.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256394447912225474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ3LKYEdvI/AAAAAAAAAIA/WTlxkf-T8Dk/s1600-h/1_SANY0168.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ3LKYEdvI/AAAAAAAAAIA/WTlxkf-T8Dk/s320/1_SANY0168.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256394748742366962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ3pFoOZGI/AAAAAAAAAII/nfJCRnx1i9s/s1600-h/1_SANY0162.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ3pFoOZGI/AAAAAAAAAII/nfJCRnx1i9s/s320/1_SANY0162.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256395262864024674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ4DnT4kWI/AAAAAAAAAIQ/c4-3s5_47ig/s1600-h/DSCF1544.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_usDtPfC5xSw/SPJ4DnT4kWI/AAAAAAAAAIQ/c4-3s5_47ig/s320/DSCF1544.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256395718582112610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 102);"&gt;AGGIORNAMENTO 30/09/2011&lt;br /&gt;LA SENTENZA DEL TAR SU PUNTA PALASCIA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;p&gt;N. 01665/2011 REG.PROV.COLL.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;N. 01795/2007 REG.RIC.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;REPUBBLICA ITALIANA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IN NOME DEL POPOLO ITALIANO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lecce - Sezione Prima&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ha pronunciato la presente&lt;/p&gt; &lt;p&gt;SENTENZA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;sul ricorso numero di registro generale 1795 del 2007, integrato da motivi aggiunti, proposto da:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scaffidi Piervincenzo, Associazione Giuristi Democratici e Comitato Giù le Mani da Punta Palascia, tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Adriano Tolomeo, Valentina Stamerra e Francesca La Forgia, con domicilio eletto presso il primo di essi in Lecce, via Braccio Martello n. 19;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;contro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ministero della Difesa, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Comitato Misto Paritetico ex art. 3 L 898/1976, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Lecce, via F. Rubichi 23;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Regione Puglia, rappresentata e difesa dagli avv.ti Anna Bucci&lt;/p&gt; &lt;p&gt;e Nicola Colaianni, con domicilio eletto presso Regione Puglia Ufficio Regionale Contenzioso in Lecce, viale Aldo Moro;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Provincia di Lecce;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;e con l'intervento di&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ad adiuvandum:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Provincia di Lecce, rappresentato e difeso dagli avv. Maria Giovanna Capoccia e Francesca Testi, con domicilio eletto presso Maria Giovanna Capoccia in Lecce, Ufficio Legale Amministrazione Provinciale;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Parco Naturale Regionale Costa Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, rappresentato e difeso dall'avv. Carlo Barone, con domicilio eletto presso Carlo Serafini in Lecce, via G. D'Annunzio n. 59;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;per l'annullamento&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di tutti gli atti di formazione ed approvazione del progetto di "ristrutturazione e ampliamento manufatto per usi operativi, realizzazione e potenziamento videosorveglianza con integrazione impianto antiintrusione e costruzione locale per tre automezzi", presso la base militare collocata sulla scogliera di Punta Palascia, nel territorio del Comune di Otranto, e di ogni altro atto presupposto, connesso, collegato e/o consequenziale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Visti il ricorso, i motivi aggiunti ed i relativi allegati;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Visti gli atti di costituzione in giudizio delle amministrazioni statali intimate;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Viste le memorie difensive rispettivamente prodotte dalle parti costituite;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Visti tutti gli atti della causa;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 maggio 2011 il dott. Massimo Santini e uditi per le parti i difensori Tolomeo, anche in sostituzione di La Forgia Francesca, Stamerra Valentina, Simona Libertini, Gaballo Paolo, in sostituzione di Bucci Anna e Colaianni Nicola, Testi Francesca,e Renna Barbara, in sostituzione di Barone Carlo;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FATTO e DIRITTO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1. Con il presente gravame vengono impugnati tutti gli atti di formazione ed approvazione del progetto di “ristrutturazione e ampliamento manufatto per usi operativi, realizzazione e potenziamento videosorveglianza con integrazione impianto antiintrusione e costruzione locale per tre automezzi”, progetto da realizzare presso la base militare collocata sulla scogliera di Punta Palascia, nel territorio del Comune di Otranto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In particolare, si tratterebbe di ampliare il fabbricato esistente (da destinare ad usi operativi ed alloggi, nonché a deposito e ricovero mezzi) nonché di realizzare nuove strutture (tra queste due torri di circa 11 mt di altezza) e di adeguare quelle esistenti (es. recinzione esterna).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2. Tali atti vengono impugnati per violazione dell’art. 147 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e del DPR n. 170 del 2005 (trattandosi di zona soggetta a vincolo paesaggistico), carenza di istruttoria e di motivazione, nonché per violazione delle leggi regionali n. 19 del 1997 e n. 30 del 2006 (recante istituzione del Parco naturale “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca Bosco Tricase”). Ciò in quanto, pur a fronte del notevole impatto paesaggistico ed ambientale dell’opera di cui in premessa (impatto dovuto sia a massicce opere di sbancamento sia a realizzazione di strutture di notevoli dimensioni), non sarebbero stati acquisite le rispettive autorizzazioni paesaggistiche ed ambientali ad opera delle competenti autorità amministrative.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;4. Si costituiva in giudizio l’amministrazione statale per chiedere il rigetto del gravame. In particolare, veniva sollevata eccezione di carenza di legittimazione attiva in capo ai ricorrenti (lo Scaffidi non avrebbe dimostrato infatti un danno economico oppure alla salute, mentre il Comitato di tutela di Punta Palacia sarebbe sorto soltanto in occasione dell’avvio dei lavori, non avrebbe uno stabile collegamento con il territorio e non sarebbe adeguatamente rappresentativo della collettività di riferimento). Si rilevava inoltre che le valutazioni di carattere paesaggistico ed ambientale sarebbero state acquisite all’interno del Comitato misto paritetico della Regione Puglia sin dal 2004. In ogni caso le opere destinate alla difesa nazionale sarebbero esentate dalla valutazione di impatto ambientale e comunque suscettibili di deroga, sul piano delle autorizzazioni paesaggistiche, ai sensi del DPR n. 383 del 1994; il DPCM previsto dal comma 3 dell’art. 147 citato del codice dei beni culturali non è stato peraltro ancora emanato: dunque, tale disposizione sarebbe ancora inoperante. Quanto poi alla legge regionale n. 30 del 2006, recante istituzione del parco naturale “Costa Otranto”, essa sarebbe stata emanata soltanto successivamente alla pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori di che trattasi. La conoscenza dei progetti potrebbe infine recare nocumento alla sicurezza nazionale, trattandosi di interventi sottoposti a segreto militare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;5. Venivano proposti motivi aggiunti, sostanzialmente basati selle medesime censure sopra illustrate, avverso l’ulteriore documentazione progettuale prodotta, dalla amministrazione della difesa, a seguito di specifica ordinanza istruttoria di questa sezione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;6. Alla pubblica udienza del 25 maggio 2011 la causa veniva infine trattenuta per la decisione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;7. Tutto ciò premesso, va preliminarmente disattesa l’eccezione sollevata dalla amministrazione statale in ordine al difetto di legittimazione attiva in capo ai ricorrenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;7.1. Quanto al ricorrente Scaffidi, si tratta infatti di un operatore turistico (titolare di attività di &lt;em&gt;diving&lt;/em&gt;) che, oltre al requisito della &lt;em&gt;vicinitas&lt;/em&gt; non altrimenti contestata dalla stessa difesa dell’amministrazione statale, subisce comunque un danno scaturente, &lt;em&gt;ex se&lt;/em&gt;, dalla circostanza che qualsiasi opera idonea a compromettere l’assetto paesaggistico possa negativamente (pur se indirettamente) incidere su determinate attività economiche (quelle turistiche, per l’appunto), per loro natura principalmente basate sulla straordinaria bellezza dei luoghi ove le stesse vengono normalmente svolte e dunque sulla loro capacità di attrazione turistica. In altre parole, costituisce una conseguenza logica che la (eventuale) compromissione del paesaggio possa determinare un minore afflusso di turisti nell’area &lt;em&gt;de qua&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;7.2. Quanto invece al Comitato “Giù le mani da Punta Palascia”, il collegio ritiene di aderire, in linea generale, a quel dato orientamento che appare tendenzialmente maggioritario e che opportunamente distingue tra la legittimazione &lt;em&gt;ex lege&lt;/em&gt; delle associazioni di protezione ambientale di livello nazionale riconosciute e l’esigenza di verificare, in concreto e secondo i principi generali, la legittimazione di tutte le altre associazioni, comitati e organismi di livello locale che si assumano portatori di interessi diffusi di protezione ambientale o storico-culturale (cfr. T.A.R. Puglia Bari, sez. III, 25 febbraio 2008, n. 324).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come rilevato dalla stessa giurisprudenza, si deve trattare di un accertamento da condurre avendo riguardo ad una pluralità di indici riferiti, in particolare: 1) al perseguimento per statuto di specifici obiettivi di tutela ambientale; 2) alla maggiore o minore risalenza temporale dell’ente; 3) alla sua comprovata sfera o grado di rappresentatività; 4) alle iniziative ed azioni intraprese per la tutela degli interessi di cui l’ente si proclama portatore; 5) all’eventuale consentita partecipazione a procedimenti amministrativi e quindi, in certa misura, al concreto riconoscimento che esso ha ricevuto nello svolgimento dell’azione amministrativa; 6) alla presenza di un’area di azione ricollegabile alla zona in cui è situato l’ambiente od il bene a fruizione collettiva che si assume leso: dunque, un concreto e stabile collegamento con un dato territorio, tale da rendere localizzabile l’interesse esponenziale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Va da sé che siffatti indici debbono almeno in grande parte essere presenti nelle singole fattispecie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ebbene, dalla documentazione versata in atti si rileva, almeno quanto al suddetto Comitato, che: a) esso pone tra i propri specifici obiettivi quello della tutela del paesaggio e dell’ambiente con particolare riferimento al territorio denominato Punta Palascia; b) benchè sia stato costituito in un periodo di tempo prossimo all’inizio del lavori di cui si discute in questa sede, di esso fanno ad ogni modo parte alcuni enti (es. WWF) che invece da molti anni sono preposti al perseguimento di taluni interessi; c) presenta un numero di iscritti (oltre 40) senz’altro sufficiente a denotare quel &lt;em&gt;minimum&lt;/em&gt; di adeguata rappresentatività locale; d) ha preso attivamente parte ad importanti incontri istituzionali a livello locale (si veda riunione del 7 dicembre 2007 presso il Comune di Otranto) e persino centrale (presso il Ministero dell’ambiente, in presenza del sottosegretario di Stato) che sebbene non numerosi in termini quantitativi sono senz’altro rilevanti in senso qualitativo, e tanto a testimoniare la considerazione che in breve tempo tale comitato ha acquistato sul piano amministrativo e procedimentale; e) presta la propria attività in relazione ad una specifica porzione del territorio (quello per l’appunto di Punta Palascia) che presenta elementi di forte e stabile collegamento con la sede propria del comitato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;7.3. Per i motivi anzidetti l’eccezione di inammissibilità del ricorso deve dunque essere rigettata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;8.1. Nel merito si rammenta in punto di fatto che, dopo il parere favorevole del 2004 ad opera del COMIPAR (Comitato misto paritetico Stato e Regione di cui all’art. 3 della legge n. 898 del 1976), i lavori venivano iniziati nel mese di giugno 2007. Successivamente, in data 11 luglio 2007 la Soprintendenza statale esprimeva parere di compatibilità paesaggistica dell’intervento &lt;em&gt;de quo&lt;/em&gt;. Tale parere veniva tuttavia revocato, in data 24 luglio 2007, sul presupposto che non si era espresso a suo tempo, sui profili paesaggistici, anche il Comune di Otranto. In data 17 agosto 2007 i lavori venivano dunque sospesi da parte della Direzione Lavori del Genio Militare. Seguivano alcune riunioni, tenutesi anche presso il Ministero dell’ambiente, dirette a pervenire ad una soluzione concordata tra i vari enti. Tali incontri non determinavano tuttavia alcun esito positivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da quanto detto deriva pertanto che, in concreto, la suddette autorizzazioni paesaggistiche ed ambientali non sono mai state in effetti rilasciate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;8.2. Ancora in punto di fatto si rileva che l’unico atto di approvazione del progetto (peraltro soltanto di quello esecutivo, non essendovi agli atti traccia di quello definitivo, e tanto anche a seguito di due ordinanze istruttorie di questa sezione) è costituito dalla “relazione approvativa” in data 24 ottobre 2006 della Direzione Generale dei Lavori e del Demanio del Ministero della difesa (cfr. anche relazione riepilogativa del 21 agosto 2007 prodotta in data 22 agosto 2008).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;9, Tanto premesso occorre a questo punto stabilire, in via principale, se un’opera destinata alla difesa militare, che pacificamente insiste su un’area soggetta a vincolo paesaggistico ed ambientale, sia soggetta o meno alla disciplina di tutela ed in particolare all’obbligo di ottenere l'autorizzazione paesistica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ritiene al riguardo il collegio che, come del resto affermato nella sentenza del Consiglio di Stato, sez. IV, 10 novembre 200 , n. 6312, “è necessario immediatamente sgomberare il campo da un equivoco … secondo cui per le opere militari sarebbe vigente un regime derogatorio avuto riguardo ai procedimenti di localizzazione e costruzione; tale conclusione … è esatta se riferita alla disciplina urbanistica ed edilizia, errata se riferita alla disciplina in materia di beni ambientali e paesaggistici; gli artt. 81, d.P.R. n. 616/1977 e il consequenziale d.P.R. n. 383 del 1994, infatti esonerano le opere destinate alla difesa militare dai soli obblighi legali previsti nella distinta materia dell'urbanistica e dell'edilizia (cfr. sul punto le approfondite conclusioni cui è giunto Cons. St., Sez. II, n. 852/99 del 25 ottobre 2000, cui si rinvia …)”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In effetti, antecedentemente all'entrata in vigore del T.U. n. 490/1999 la giurisprudenza si era divisa circa l’obbligo di acquisire il nulla osta paesistico in merito a siffatte opere statali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'art. 156 del menzionato T.U. del 1999 ha poi “chiarito definitivamente che tutte le opere militari, in quanto statali, sono sottoposte alla disciplina propria dettata dalla specifica normativa in materia di beni culturali e ambientali; sono state così superate le frammentarie e discordanti precedenti previsioni normative che talora esentavano (art. 15, l. prov. Bolzano n. 516/1970, l. n. 16 del 1985), e talora assoggettavano (art. 6, l. n. 204/1951; art. 5 l. n. 831/1986; art. 17, l. n. 67/1988) la costruzione di opere militari, alloggi e caserme all'obbligo dell'autorizzazione paesistica” (cfr. Cons. Stato, sez. IV, sent. n. 6312 del 2005, cit.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Parimenti, l'art. 147 d. lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali) ha previsto una disciplina speciale per tutte le opere statali, ivi inclusi gli alloggi militari, in forza della quale l'autorizzazione paesistica è rilasciata all'esito di una conferenza di servizi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tale disposizione prevede, in particolare, che “qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo 146 riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, l'autorizzazione viene rilasciata in esito ad una conferenza di servizi indetta ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di procedimento amministrativo” (comma 1).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il successivo comma 2 stabilisce poi che “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero, d'intesa con il Ministero della difesa e con le altre amministrazioni statali interessate, sono individuate le modalità di valutazione congiunta e preventiva della localizzazione delle opere di difesa nazionale che incidano su immobili o aree sottoposti a tutela paesaggistica”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come affermato dalla citata giurisprudenza amministrativa, “dall'esame di tutta la normativa sopra indicata emerge che il legislatore ha bilanciato due valori costituzionali fondamentali (il paesaggio &lt;em&gt;ex&lt;/em&gt; art. 9 Cost. e la sicurezza nazionale &lt;em&gt;ex&lt;/em&gt; art. 52 Cost.) attraverso l'introduzione di una disciplina derogatoria (comune a tutte le opere statali) rispetto ai normali moduli procedimentali, ma che presuppone sempre l'assoggettamento all'obbligo della autorizzazione paesistica”: si veda in tal senso anche l’indirizzo espresso dalla Cassazione penale (cfr. sez. III, 24 novembre 1995, n. 12570) la quale ha avuto modo di affermare che “anche le opere destinate alla difesa militare … sono soggette alle leggi sulla tutela del paesaggio”, atteso che “la Costituzione attribuisce al paesaggio (art. 9) un valore primario che non può essere sacrificato a quell'altro, di pari dignità, della sicurezza del Paese, (art. 52)”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Del resto, in questa stessa direzione si colloca la previsione di cui all’art. 18 del DPR n. 170 del 2005 (recante disposizioni in materia di opere militari), a norma del quale “il responsabile per la fase di progettazione … b) verifica, in via generale, la conformità ambientale, Paesistica e territoriale dell'intervento e promuove, ove necessario, l'avvio delle procedure per il rilascio dei pareri da parte dei competenti organi di tutela ambientale e territoriale”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;10. Quanto poi alle ulteriori controdeduzioni formulate, a vario titolo, dalla difesa dell’amministrazione statale, si osserva che:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;a) come affermato dallo stesso Consiglio di Stato nella citata sentenza n. 6312 del 2005, “non deve essere sopravvalutato l'art. 2, r.d. 11 luglio 1941, n. 1161 - recante norme sul segreto militare - che vieta … ai funzionari di tutte le amministrazioni statali la divulgazione di notizie aventi comunque interesse militare, nonchè delle notizie riguardanti le fortificazioni, le basi e gli impianti delle FF.AA.; l'ambito oggettivo di siffatta disciplina è diverso da quello proprio della legislazione in materia di beni culturali e del paesaggio e dunque non vi è incompatibilità logica fra le diverse disposizioni”: ed infatti, se da un lato la conoscenza delle strumentazioni e dei mezzi di difesa contemplati all’interno della base deve senz’altro essere tutelata mediante le disposizioni in tema di segreto di Stato, dall’altro lato la visibilità esterna (a chiunque) della struttura, ossia il semplice involucro, non potrebbe dare luogo ad analoghe esigenze di sicurezza nazionale, con conseguente applicazione delle norme di tutela paesaggistica ed ambientale;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;b) l’autorizzazione paesaggistica non potrebbe intendersi acquisita all’interno del Comitato misto paritetico di cui all’art. 3 della legge n. 898 del 1976, la quale non annovera funzioni direttamente riconducibili alla tutela del paesaggio alla stessa stregua del richiamato art. 147 del Codice dei beni culturali (disposizione quest’ultima che dunque prevale sulla prima non solo in base al criterio cronologico ma anche in base a quello di specialità). Si vedano in proposito sia le attribuzioni del predetto comitato misto (le quali si riferiscono in generale ai “problemi connessi all'armonizzazione tra i piani di assetto territoriale e di sviluppo economico e sociale della regione e delle aree subregionali ed i programmi delle installazioni militari e delle conseguenti limitazioni”) sia la composizione del medesimo, all’interno del quale non è prevista la presenza di organi (statali oppure regionali) espressamente preposti alla tutela dell’ambiente e del paesaggio;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;c) In assenza del DPCM che, ai sensi del comma 3 del citato art. 147 del Codice Urbani, definisca le modalità di valutazione congiunta e preventiva della localizzazione delle opere di difesa nazionale che incidano su aree sottoposte a tutela paesaggistica, deve ritenersi che, incidendo tale disposizione soltanto sul &lt;em&gt;quomodo&lt;/em&gt; (ossia su procedimento e modalità operative) con cui garantire l’equilibrio tra i due valori costituzionalmente meritevoli di tutela (paesaggio e sicurezza nazionale) e non anche sull’&lt;em&gt;an&lt;/em&gt;, va da sé che l’esigenza di garantire nella sostanza tale contemperamento debba essere sostenuta, caso per caso, mediante il ricorso al modello generale della conferenza di servizi che pure viene espressamente richiamato al comma 1 dell’art. 147 medesimo. Diversamente opinando, troverebbe giustificazione sulla base della mera inerzia della PA la disapplicazione &lt;em&gt;sine die&lt;/em&gt; di un principio che, soprattutto dopo la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione avvenuta con legge costituzionale n. 3 del 2001, deve invece essere integralmente rispettato anche in ossequio al più ampio risalto che, in questa materia, viene ora conferito alle autonomie territoriali e locali (non a caso, il decreto legislativo n. 42 del 2004 ha sancito il passaggio dall’annullamento ministeriale delle autorizzazioni paesaggistiche al parere obbligatorio e preventivo).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;11. Concludendo sul punto, “in difetto di una espressa norma di esonero, deve ritenersi necessaria l'autorizzazione paesistica per tutte le opere destinate alla difesa nazionale” (cfr. sez. II, n. 852/99 del 2000 e sez. IV, n. 5312 del 2005 cit.; cfr. in tale direzione anche TAR Liguria, sez. I, 14 gennaio 2008, n. 24).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo specifico motivo di censura riguardante la violazione dell’art. 147 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e l’art. 18 del DPR n. 170 del 2005 deve dunque trovare accoglimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;12. Ad analoghe conclusioni deve pervenirsi per la mancata acquisizione della autorizzazione ambientale di cui alla legge regionale n. 30 del 2006, istitutiva del Parco regionale Bosco di Tricase ed al cui interno ricade l’area &lt;em&gt;de qua&lt;/em&gt;; legge che prevede, in caso di opere che possano compromettere il paesaggio e gli ambienti naturali tutelati (con particolare riferimento a flora, fauna e rispettivi habitat), il nulla osta dell’ente di gestione dell’ente Parco ai sensi dell’art. 9 della medesima (nulla osta da acquisire verosimilmente nella conferenza di servizi di cui ai punti che precedono).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;12.1. In questa direzione, infatti, non solo la normativa appena richiamata non contiene alcuna deroga espressa in favore di siffatte opere, ma il richiamato art. 18 del DPR n. 170 del 2005 prevede proprio che, in caso di progettazione di opere destinate alla difesa militare, il responsabile del procedimento debba sempre preventivamente acquisire i pareri da parte dei competenti organi di tutela ambientale, e tra questi anche gli enti di gestione dei parchi statali o regionali quali quelli di specie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;12.2. Quanto poi alla applicabilità di siffatta normativa di tutela al caso di specie, si rammenta che l’art. 8 della legge regionale n. 19 del 1997 prevede che, dalla data di pubblicazione sul BUR del disegno di legge di istituzione delle aree protette, trovano applicazione le misure di salvaguardia di cui all’art. 6, comma 3, della legge n. 394 del 1991 (e tra queste il divieto di esecuzione di nuove costruzioni e la trasformazione di quelle esistenti). Ora, poiché il disegno di legge di istituzione del parco di cui si discute è stato adottato in data 5 ottobre 2004, dunque ben prima della approvazione del progetto ad opera del Ministero della Difesa (cfr. relazione citata del 24 ottobre 2006), le suddette misure debbano trovare applicazione anche alla vicenda in esame.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;12.3. Anche tale motivo di ricorso deve pertanto trovare accoglimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;13. In conclusione il ricorso è fondato e deve essere accolto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Data la complessità della vicenda esaminata, sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;P.Q.M.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 1795 del 2007, lo accoglie e per l’effetto annulla gli atti riguardanti la procedura di approvazione del progetto in epigrafe indicato e, in particolare, la Relazione approvativa in data 24 ottobre 2006 della Direzione Gene
